venerdì, 17 settembre 2021 Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2021 alle ore 14:27

Lingue e linguaggi teatrali, un nuovo scenario didattico

Lo scorso 21 febbraio, nella sede di Mediazione Linguistica a Perugia, si è tenuta la prima giornata di studio nazionale 'La classe teatro della comunicazione. Lingue e linguaggi teatrali. Nuovi scenari didattici'

 
Perugia.  ‘Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco’. Lo scriveva Victor Hugo, sottolineando la differenza tra ciò che è realee ciò che è vero. L’illusione di cui si fa esperienza a teatro è la stessa di cui si fa esperienza nella vita: lì è tutto ricostruito, qui quella ricostruzione acquisisce un senso. Perché ‘cuori umani’ hanno gli attori e ‘cuori umani’ hanno gli spettatori.

E i palchi da cui recitare una parte, immergendosi magari in una cultura altraveicolata da una lingua altra, sono molti e tra i più disparati. Uno di questi è, senz’altro, la classe, in cui ogni giorno si fa teatro. La prima giornata di studio nazionale La classe teatro della comunicazione. Lingue e linguaggi teatrali. Nuovi scenari didatticiche si è tenuta lo scorso 21 febbraio alla Scuola Superiore Mediazione Linguistica di Perugia – in collaborazione con ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), il Liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia e il Convitto Nazionale ‘Principe di Napoli’ di Assisi – ha sottolineato l’importanza della didattica e della comunicazione teatrali quali strumenti di intercultura e di inclusione, anche in termini di apprendimento di una lingua straniera. Da questo punto di vista gli insegnanti sono chiamati a proporre ai loro allievi un coinvolgimento emotivo che li renda partecipi durante l’operazione di apprendimento: ricorrendo al linguaggio multiplo del teatro, la lingua può essere appresa in quanto comunicazione complessa e veicolo di cultura e di identità. Recitare la parte di un personaggio permette, infatti, di entrare in un’altra identità culturale.

A seguito del saluto delle autorità presenti – la direttrice della Scuola Superiore Mediazione Linguistica di Perugia, Catia Caponecchi, il preside, Lorenzo Lanari e la dirigente scolastica del liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia, Simona Zoncheddu – gli interventi si sono succeduti, nella prima sessione, presieduta da Marco Lombardi dell’Università degli Studi di Firenze, nel seguente ordine: Ancilla Maria Antonini – presidente di ANILS Umbria, docente presso il liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia, con all’attivo pubblicazioni sul teatro del siglo de oro e borse di studio ‘Comett’ e del Ministero degli Affari Esteri presso la Universidad Complutense di Madrid –  ha presentato un intervento dal titolo La classe teatro della comunicazione. Storia di un progetto di didattica teatrale, incentrato sulla didattica teatrale e sulle fasi più significative del progetto di formazione da lei curato rivolto a docenti e studenti, dalla scelta del testo alla riscrittura e alla stesura del copione fino alla messa in scena. La relazione di Marco Lombardi – collaboratore di ANILS, LEND, INDIRE per la formazione degli insegnanti, ha insegnato Lingua, letteratura, storia del teatro francesiall’Università degli Studi di Firenze e Lingua, letteratura e cultura italianeall’European University Institute di Firenze – ed Eliana Terzuoli – docente di ruolo di Lingua e letteratura francesee già docente a contratto di Francese e didattica della lingua franceseall’Università di Firenze, insegna nei corsi di formazione di ANILS (di cui è vicepresidente), in qualità di esperta di pratica teatrale nell’apprendimento della lingua straniera (progetti ‘Socrates’ e ‘Comenius’) e di responsabile del Réseau de théâtre en langue française pour lycéens per la Toscana insignita dell’onoreficenza di Chevalier dell’ordine delle ‘Palmes Académiques’ –, La classe teatro della comunicazione. Dalla teoria del linguaggio teatrale nel quotidiano della vita di classe all’enfatizzazione dello stesso nella sua rappresentazione pubblica e nella formazione insegnante/alunno, si è articolata in due momenti: l’inserimento della lingua, della letteratura e della cultura francesi nel gruppo-spazio classe, a cura di Marco Lombardi, che ha riflettuto sul fenomeno di ritorno generalizzato dell’antica classe di retorica nei licei, classe che permetteva la messa in azione della lingua, della letteratura e della cultura per il tramite di relazioni comunicazionali nello spazio-classe; il teatro nella formazione dell’insegnante e dell’allievo di lingue, a cura di Eliana Terzuoli, che ha evidenziato l’importanza del teatro in quanto linguaggio multiplo e attivatore della memoria profonda, di atmosfere di collaborazione e di esercizio nel ponderare e nell’affrontare l’imprevisto. L’insegnante è, in definitiva, un attore con un pubblico interattivo, un regista e un direttore d’orchestra che intreccia reti di sistemi sensoriali, emozionali e immaginativi. Se Thais A. Fernández – già lettrice di ruolo di Lingua spagnolaall’Università degli Studi di Macerata e docente a contratto all’Università degli Studi Roma Tre e alla LUMSA di Roma, è ora docente a contratto di Lingua spagnolaalla LUISS di Roma e docente di Traduzione inlingua spagnolapresso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia e traduttrice free-lance – ha presentato un contributo dal titolo Dal testo allo spettacolo: uno strumento per conoscere le lingue e le culture straniere. La sua possibile applicazione alla mediazione linguistica, dedicato, appunto all’applicazione dello strumento teatrale alla didattica della mediazione linguistica e culturale (recentemente riconosciuta come abilità alla pari di altre attività, quali, ad esempio, la ricezione e la produzione), gli interventi di Monica Palmerini – ricercatrice di Lingua e traduzione spagnolaall’Università Roma Tre, si occupa di Linguistica spagnolae di tematiche inerenti l’insegnamento della lingua (intercomprensione, traduzione, mediazione, analisi linguistica di testi letterari) – e di Mercedes Ariza – vicedirettore della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici San Pellegrino di Misano Adriatico, dove insegna Mediazione linguistica spagnola, ha svolto attività di docenza all’Università degli Studi ‘Carlo Bo’ di Urbino, all’Università degli Studi di Macerata e alla SSLMIT di Forlì, oltre che aver coordinato dal 2003 al 2007 il gruppo di teatro universitario in lingua spagnola della stessa SSLMIT – hanno messo in luce, da un lato, l’importanza del laboratorio teatrale tra pragmatica, lingua e cultura – il teatro può essere, infatti, concepito come una metafora del funzionamento profondo del linguaggio e dell’uso contestuale della lingua per la sua performatività – e, dall’altro lato, l’efficacia del teatro nella formazione dei mediatori linguistici e culturali, partendo dal caso-studio di un laboratorio finalizzato alla messinscena della commedia El  Nuevo   Mundo  descubierto   por   Cristóbal  Colón di Lope de Vega, presentato in occasione del XII Convegno Internazionale della  AITENSO (Asociación Internacional de Teatro Español Y Novohispano de Los Siglos de Oro) nel 2007.

La sessione pomeridiana, presieduta da Thais A. Fernández, ha registrato gli interventi di Agnese Formica – insegnante di Lingua e cultura cinesee vicepresidente dell’ANIC (Associazione Nazionale Insegnanti Cinese) – e di Flora Shabaj – ricercatrice free-lance, insegnante di Lingua italianaL2 e dottore di ricerca in Scienze linguistiche, filologiche, letterarie e storico archeologiche, con all’attivo workshop e pubblicazioni in ambito filologico e di traduzione –. Il primo ha focalizzato l’attenzione sullo studio della filosofia della Cina classica attraverso l’esperienza e il linguaggio del teatro, a seguito della partecipazione al percorso di formazione ‘La classe teatro della comunicazione’ promosso da ANILS Umbria; il secondo, che è stato letto in quanto la relatrice non era presente, ha posto l’accento sul binomio teatro-glottodidattica, analizzando un caso pratico di inclusione e di apprendimento linguistico, quale il progetto Il teatro per i cittadini del mondo rivolto agli alunni della primaria dell’Istituto comprensivo ‘Fernanda Imondi Romagnoli’ di Fabriano, con l’obiettivo di comunicare in lingua inglese attraverso gli strumenti della pratica teatrale.

Eliana Terzuoli ha, poi, moderato la tavola rotonda, alla quale hanno preso parte una studentessa del liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia, coinvolta lo scorso anno e l’anno corrente nel progetto ‘La classe teatro della comunicazione’ – la studentessa ha illustrato i risultati di un questionario di autovalutazione somministrato alla sua classe e relativo ai progressi nell’apprendimento delle lingue e della relazionalità del gruppo-classe – e la laureanda dell’Università degli Studi di Perugia Federica Ficola, che sta lavorando ad una tesi sulla didattica teatrale, sta affiancando Ancilla Maria Antonini come tirocinante nel progetto di didattica teatrale, e che ha esposto magistralmente gli esiti di questo progetto.

Il teatro, dunque, è uno strumento di intercultura e di inclusione. E, allora, come ha affermato Gigi Proietti: ‘benvenuti a teatro. Dove tutto è finto, ma niente è falso’. E dove si possono apprendere le lingue straniere con maggiore consapevolezza e presa di coscienza della propria e delle altre identità culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

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