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	<title>Perugia Online &#187; Miur</title>
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		<title>A scuola c’è ancora bisogno di libri di carta</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2022 15:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un ‘oggetto materiale’. Il libro, quello di carta, è essenzialmente questo per Lorenzo Baldacchini. Un ‘oggetto materiale’ sfogliabile, consultabile, che non solo comunica un messaggio, ma che è anche depositario della trasmissione di un patrimonio, insieme culturale e bibliografico. Il libro su supporto cartaceo, affermano gli studiosi, permettere di ‘entrare’ meglio e con un certo grado di profondità all’interno di un argomento e attiva maggiormente i processi cognitivi, consentendo di non perdere di vista un aspetto fondamentale della comprensione del testo, contro ogni tendenza alla granularità del sapere: la visione di insieme. La lettura su schermo, infatti, e la cultura degli e-book e dell’ipertesto – cui Umberto Eco esortava a ricorrere, al fine di modificare una storia nell’alveo della scrittura inventiva libera, ‘solo per un gioco arguto’ – tendono a essere meno lineari e più rapidi rispetto al testo su supporto cartaceo, in quanto l’occhio è sollecitato a saltare da un punto all’altro, focalizzando l’attenzione solo su alcune parole-chiave e tralasciando, appunto, la visione di insieme. Anche l’azione del prendere appunti &#8211; <em>ça va sans dire</em> – su supporto cartaceo è un’operazione che, secondo Roland Barthes, implica un costante ritorno alla mano, attivando, ancora una volta, i processi cognitivi.</p>
<p>Dove vogliamo arrivare? Al fatto che, soprattutto a scuola, c’è bisogno di libri di carta. Lo sa bene la professoressa Antonella Valoroso, docente di <em>Lettere</em> al Liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia e <em>Professor of</em> <em>Italian Studies</em> presso l’Istituto Universitario Internazionale ‘The Umbra Institute’, che ha lanciato una petizione attraverso la piattaforma change.org per invitare il MIUR a rivedere le regole attuali circa l’adozione dei libri di testo scolastici. E ‘adozione dei libri di testo’ è stata una a dir poco ‘spinosa’ voce all’ordine del giorno nel corso dei Consigli di classe dei mesi di aprile-maggio in tutte le scuole italiane.</p>
<p>Infatti, le attuali linee-guida comprese nella Nota MI n. 5022 del 28.02.2022 concernente l’adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2022/2023 invitano i docenti a ridurre ulteriormente i tetti di spesa per l’acquisto di tali manuali e a passare al digitale, dando per scontato che tutti gli studenti abbiano un tablet o un PC e senza tener conto del fatto che sui libri di carta si studia decisamente meglio. Almeno per adesso e verosimilmente per i prossimi anni.</p>
<p>Ruota attorno a questi e ad altri argomenti l’intervista che abbiano realizzato per <em>Perugia Online</em>, i cui quesiti sono stati posti alla professoressa Valoroso. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.</p>
<p><strong>Professoressa Valoroso, diamo inizio a questa intervista <em>in medias res</em>: all’ordine del giorno, nel corso dei Consigli di classe dei mesi di aprile-maggio, è spuntata una voce a dir poco spinosa: ‘adozione dei libri di testo’. Quali sono le vigenti direttive ministeriali a riguardo e quali linee-guida invitano ad adottare?</strong></p>
<p>Le attuali linee guida sono dettate dalla Nota MI n. 5022 del 28.02.2022 con oggetto ‘<em>Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – anno scolastico 2022/2023</em>’ che riduce ulteriormente i tetti di spesa per l’acquisto dei libri di testo dando per scontata una fantomatica ‘riduzione dei costi dell’intera dotazione libraria derivanti dal passaggio al digitale e dalla disponibilità dei supporti tecnologici’. In sostanza si presume che i docenti debbano adottare i libri in formato digitale perché costano di meno e perché, secondo i burocrati del MIUR, tutti gli studenti hanno o dovrebbero avere un <em>device</em> digitale &#8211; tablet o computer &#8211; come strumento principale di lavoro. Nessuno al Miur si è evidentemente posto il quesito fondamentale: su quali libri si studia meglio: quelli digitali o quelli di carta?</p>
<p><strong>Queste indicazioni limitano, a suo avviso, la libertà dei docenti di scegliere i libri per le proprie studentesse e per i propri studenti? </strong></p>
<p>L’articolo 33 della Costituzione sancisce e difende la libertà d’insegnamento. Ebbene non consentire ai docenti di adottare i libri che ritengono più adatti per le proprie classi, e cioè i libri in formato cartaceo, è una palese violazione del principio costituzionale. Inoltre la normativa attuale impone degli illogici tetti di spesa annuali, mentre tutti sanno che la spesa per i libri si concentra soprattutto nei primi anni dei cicli scolastici e, per quanto riguarda le scuole superiori, sia al primo che al terzo anno.</p>
<p><strong>La riduzione ulteriore dei tetti di spesa per l’acquisto di libri di testo, sancita, come lei ricordava, dalla NOTA MI n. 5022 del 28/02/2022 rappresenta, di fatto, una limitazione dell’autonomia della funzione-docente che, inevitabilmente, si riverbera anche sulla scelta dei manuali da adottare e sulla sua autonomia didattica?</strong></p>
<p>Non c’è alcun dubbio. L’obbligo di rientrare nei tetti di spesa costringe i docenti a scegliere non il libro migliore o più adatto al tipo di scuola in cui si insegna, ma quello che costa meno. La normativa attuale spinge inoltre verso l’adozione dei libri digitali che, come dimostrato da studi realizzati in prestigiosi centri di ricerca internazionali, sono gli unici strumenti in grado di consentire un apprendimento valido e duraturo.</p>
<p><strong>Il passaggio al digitale è democratico o discriminatorio a suo parere? </strong></p>
<p>La spinta forzosa verso il digitale è un errore madornale. Il digitale è utile per gli approfondimenti e gli aggiornamenti, ma non può sostituire il testo cartaceo. La maggior parte degli studenti, inoltre, come abbiamo verificato nel drammatico periodo della pandemia e della DAD (Didattica a Distanza, <em>ndr</em>), può contare soltanto sul proprio smartphone e non sempre ha a disposizione una connessione internet stabile. Se sui tablet è difficile studiare e concentrarsi, figuriamoci sui telefonini.</p>
<p><strong>Studiare su supporto cartaceo e prendere appunti facilita il processo di apprendimento e attiva quello cognitivo: è d’accordo con questa affermazione?</strong></p>
<p>Non solo sono d’accordo, ma questi principi sono stati ampiamente dimostrarti da fior di studiosi. Nell’articolo “Reading linear texts on paper versus computer screen: Effects on reading comprehension” (“<em>Un confronto tra la lettura lineare su carta e su schermo: Effetti sulla comprensione del testo</em>”), pubblicato nel 2013 sull’<em>International Journal of Educational Research</em> (vol. 58), la studiosa norvegese Anne Mangen riferisce ad esempio di aver fatto leggere due testi, uno di 1400 e uno di 2000 parole, a due gruppi di 36 studenti al secondo anno di scuola secondaria superiore: al primo ha fornito il testo cartaceo e all’altro un file PDF da leggere sullo schermo di un computer. A entrambi i gruppi ha poi chiesto di svolgere degli esercizi di comprensione del testo. Per la studiosa il risultato dell’esperimento non lascia dubbi: ‘gli studenti che avevano letto il testo cartaceo hanno ottenuto un punteggio significativamente più alto nella comprensione del testo rispetto a quelli che avevano letto il testo in formato digitale’.</p>
<p><strong>La petizione che lei ha lanciato attraverso la piattaforma change.org per (</strong><a href="https://chng.it/jP9gFHvX7R"><strong>https://chng.it/jP9gFHvX7R</strong></a><strong> ) quanti iscritti ha raggiunto e quali sono gli obiettivi che intende perseguire?</strong></p>
<p>La petizione lanciata attraverso la piattaforma change.org invita il MIUR a rivedere le regole attuali. Perché basterebbe davvero poco per risolvere il problema che in questo momento sta mettendo in crisi migliaia di docenti in tutta Italia. Basterebbe modificare la maniera in cui si calcolano i tetti di spesa: non più per anno, perché non ha senso, ma per ciclo o fascia d’istruzione. Per la scuola secondaria di primo grado il tetto dovrebbe essere calcolato sull’intero triennio, per la scuola secondaria di secondo grado andrebbe invece diviso tra biennio (primo e secondo anno e quindi ancora fascia dell’obbligo) e triennio (terzo, quarto e quinto anno). La petizione online, lanciata il 1^ maggio, ha già superato la soglia delle 100 firme, ma è il numero continua a salire ora dopo ora. Il Ministero non potrà restare sordo a questo appello anche perché, a conti fatti, si tratta davvero di una modifica fattibile che non altererebbe in alcun modo la spesa complessiva delle famiglie, ma consentirebbe ai docenti di scegliere il meglio per studenti e studentesse.</p>
<p><strong> </strong><strong>Perché, in ultima istanza, nel 2022, a scuola, c’è ancora bisogno di libri di carta? </strong></p>
<p><strong> </strong>Perché il libro di carta è uno strumento straordinario e democratico. I<strong>l </strong>libro di testo cartaceo è uno strumento indispensabile anche nell’aula 4.0 e lo è tanto più nel momento in cui <u>il libro di testo scolastico</u> è probabilmente l’UNICO libro cartaceo che la maggior parte dei cosiddetti ‘nativi digitali’ incontrerà sul proprio cammino. Chi, come me, vive e lavora nella scuola pubblica sa bene che le competenze digitali della stragrande maggioranza dei propri alunni e alunne si limita all’utilizzo di Instagram, TikTok e Whatsapp. È per questo che i ragazzi e le ragazze del terzo millennio hanno un disperato bisogno di confrontarsi con i libri, quelli veri. Libri che pesano, perché lo studio è innanzitutto fatica, ma che insegnano a pensare, perché sono gli unici sui quali si può imparare a conoscere e apprezzare il tempo lento della lettura e della riflessione.</p>
<p><strong>Infine, da quanto abbiamo appreso nell’alveo di questo confronto con lei, da una parte si ha l’esigenza di limitare i costi per le famiglie, dall’altra si ha quella di fornire agli studenti strumenti didattici adeguati: quale pensa sia il giusto equilibrio fra queste due componenti?</strong></p>
<p>In un mondo ideale nella fascia dell’obbligo (cioè fino al biennio superiore) i libri dovrebbero essere gratuiti. Si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere, ma Machiavelli ci insegna che mirare in alto è indispensabile anche per raggiungere il bersaglio che si trova più basso. Personalmente trovo inaccettabile che allo stato attuale la spesa per i libri di testo non sia neanche deducibile dalle tasse. Anche questa sarebbe una riforma molto facile da fare. Investire nella scuola significa investire nel futuro della nazione, ma troppo spesso questo principio viene dimenticato. Io credo che le famiglie siano ben contente di acquistare i libri necessari per i propri figli e le proprie figlie. I genitori si lamentano, e con buona ragione, soltanto quando i libri acquistati vengono utilizzati poco o per niente. Ma questo è un altro problema.</p>
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		<title>‘Il dolce loco’ della didattica e della ricerca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 23:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Accademico 2017/2018]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Ministra Valeria Fedeli]]></category>
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		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Valchiusa petrarchesca, presente in tutti i segmenti iconografici dell’incunabolo del <em>Canzoniere</em> e dei <em>Trionfi </em>glossato e magistralmente illustrato da Antonio Grifo negli anni Settanta del Quattrocento. E se quel ‘dolce <em>loco</em>’ fosse un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale? Quel <em>loco</em> assumerebbe, allora, i contorni netti dell’aula magna di una Università, in cui campeggia un affresco del pittore futurista perugino Gerardo Dottori, sul cui sfondo, oltre al Colosseo e a San Pietro, si scorge un acquedotto romano, frutto e al contempo simbolo della ‘tecnologia’. In senso figurato, ancora, quel <em>loco</em> diverrebbe motivo di dibattito e discussione, di dialogo prolifico, di integrazione e di inclusione, di cooperazione internazionale. E la sua ‘costruzione’ avrebbe un inizio preciso. È stato inaugurato lunedì 30 ottobre, alle 10.30, in una gremita aula magna di palazzo Gallenga, l’anno accademico 2017/2018 dell’Università per Stranieri di Perugia, il 92esimo dalla fondazione. L’inaugurazione, alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, delle autorità civili, militari e religiose, delle rappresentanze diplomatiche accreditate a Roma, e dei Rettori di 5 Università italiane (Università per Stranieri di Siena, Università degli Studi di Perugia, Link Campus University di Roma, Università di Bari, Università di Sassari), è stata preceduta, alle 9.30, nella chieda di San Fortunato in piazza Fortebraccio, dalla Santa Messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve e presidente della Confederazione Episcopale Italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 92esimo anno dell’Università per Stranieri di Perugia è stato ufficialmente aperto dal Magnifico Rettore Giovanni Paciullo, che ha riflettuto sulla missione «di una Università originale nell’impianto e speciale nella vocazione, un luogo di attività didattiche e di ricerca, ordinate sulla prospettiva della internazionalizzazione e dell’integrazione», soffermandosi, poi, sul tema della cittadinanza, che «non può essere un’arma identitaria da impugnare per imporre distanze e segnare esclusioni». «La legalità costituzionale – ha aggiunto – ci porta a considerare la persona come centro unitario di protezione di un nucleo di diritti dal quale non può essere separata, dovendo coerenza ad un personalismo che i nostri padri costituenti mutuarono dal Codice di Camaldoli». Anticipando la missione propria degli Istituti di cultura italiana nel mondo, l’Università per Stranieri ha ospitato nelle proprie aule migliaia di studenti che hanno avuto modo di implementare competenze culturali che si sono rivelate utili a sostenere i potenziali di sviluppo dei loro Paesi di origine, sulla base di una didattica e di un apprendimento attivi, aperti alla città di Perugia. Come dire che ‘le domande e le risposte che non producono parole nuove – e quindi nuovi saperi – non sanno parlare’.</p>
<p>Ha poi fatto seguito una serie di interventi: quello della rappresentante del personale tecnico-amministrativo, la dottoressa Beatrice Codini, che ha sottolineato la partecipazione attiva realizzata in questi anni, appunto, dal personale tecnico-amministrativo nelle sue rappresentanze, in linea con lo spirito di collaborazione, di accoglienza, di interculturalità, di diffusione della cultura italiana promosso dall’Università per Stranieri di Perugia; e quelli dei rappresentanti degli studenti. Nello specifico, la studentessa giapponese Miyuki Nishida, rappresentante degli studenti dei corsi di laurea, che si trova in Italia per perfezionare la conoscenza della lingua italiana ed è iscritta ad un corso di lingua italiana all’Università per Stranieri di Perugia per il conseguimento del livello C1, ha affermato di aver scelto Perugia per avere la possibilità di studiare in un ambiente internazionale che le potesse consentirle di formarsi al fine di diventare, in futuro, ella stessa un’ambasciatrice della cultura italiana nel proprio Paese di origine. Emanuele Romolini, alludendo a <em>Il barone rampante</em> di Italo Calvino, ha asserito che la ricerca scientifica permette di demolire ogni muro, intensificando lo scambio fra culture diverse, e promuovendo la diffusione della cultura. ‘Studenti italiani, stranieri per scelta’ è stato, non a caso, lo slogan che lo ha eletto a rappresentante degli studenti dei corsi di laurea del prestigioso Ateneo perugino.</p>
<p>La prolusione della direttrice del Dipartimento di <em>Scienze Umane e Sociali</em> dell’Università per Stranieri di Perugia e coordinatrice del Dottorato di ricerca in <em>Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale</em>, professoressa Giovanna Zaganelli si è incentrata sulle ‘Forme retoriche e narrative del Petrarca illustrato’, percorrendo un itinerario che ha condotto i presenti sin all’interno dell’officina tipografica veneziana, quella di Vindelino da Spira, che negli anni Settanta del Quattrocento, dava alle stampe la prima opera a stampa della letteratura italiana: il <em>Canzoniere</em> e i <em>Trionfi</em> di Petrarca. L’incunabolo, glossato e illustrato da Antonio Grifo, poeta cortigiano, rimatore e appassionato lettore di Petrarca, restituisce una puntuale esegesi verbale e visiva dell’opera volgare del poeta laureato: le glosse manoscritte del Grifo impreziosiscono la copia a stampa, impressa in una splendida umanistica corsiva, e sono strettamente legate all’apparato iconografico che interessa ciascun componimento petrarchesco, costituendosi come un prezioso testimone documentario tanto per la storia del libro quanto per quella della stampa. «Il discorso iconico – ha affermato la professoressa Zaganelli – si organizza sostanzialmente attorno a due aree semantico-simboliche: da un lato, il libro rosso, con la freccia d’amore e un lussurioso serpentello, che hanno la funzione di simboleggiare il desiderio d’amore del poeta e le sue sofferenze (come dire che la simbologia del libro risulta intensificata dalla freccia e dal serpente, ma anche dagli occhi e dal cuore: il senso e l’intelletto costituiscono un ossimoro iconico che si sostituisce al libro, libro che possiede una profondità simbolico-letteraria e che acquista una consistenza narrativa); dall’altro lato, l’alloro, che rimanda a Laura, e che gode di una ricchissima presenza all’interno del libro, sia come pianta che come ‘attore’ protagonista». Così come Valchiusa, presente in tutti i segmenti illustrativi del Grifo, quale piccolo scorcio del dolce <em>loco</em>, in un’ottica di testualità cortigiana, con motivi bucolici, che hanno la funzione di restituire al pubblico colto cui il letterato veneziano si rivolgeva, il sapore avventuroso della favola cortese e del romanzo petrarchesco, del progetto autobiografico del <em>Canzoniere</em>, intriso di simboli, ‘pittogrammi e geroglifici’ e di scene teatrali in cui la donna amata esce dai confini metaforici per divenire una creatura vera. Ne ‘Vergine bella, che di sol vestita / coronata di stelle al sommo sole (&#8230;)’, ad esempio, «le postille del Grifo – ha spiegato la professoressa Zaganelli – risultano intimamente legate ai componimenti, e si richiamano all’apparato iconografico con cui stringono una fedele alleanza. L’occhio che scorre sulla pagina si sofferma sulle postille, e sugli argomenti selezionati ed estratti dal testo, immediatamente esplicati dall’apparato iconografico».</p>
<p>È poi intervenuta la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, che ha focalizzato la propria attenzione sull’importanza della conoscenza in una società in continuo e fluido cambiamento culturale e sociale. «Bisogna costruire cittadinanza e uguaglianza – ha asserito la ministra Fedeli – attraverso cultura e saperi. Il nostro è un Paese con un’importante tradizione e uno straordinario patrimonio culturale. Dobbiamo continuare ad essere un Paese che produce cultura, consapevoli della nostra identità, ma sempre aperti allo scambio che deriva dall’essere calati in una dimensione internazionale. Il ruolo dell’Università e in particolare quello della Stranieri di Perugia – un centro d’eccellenza in Italia – è quello di aver applicato esattamente una straordinaria buona pratica che va riconosciuta e rispettata (&#8230;). Come Governo siamo convinti del fatto che l’intera filiera dell’educazione debba essere oggetto di interventi. E questo nel nome di un investimento che è rivolto al futuro non solo delle persone ma del nostro Paese nella sua interezza, un investimento che attendiamo ormai da anni. Pena la nostra definitiva sconfitta nei mercati delle due economie del mondo contemporaneo: quella delle merci e quella dei saperi; l’economia finanziaria e l’economia della conoscenza. Due sfide che non possiamo e non dobbiamo perdere in alcun modo». In questo senso, deve essere riconosciuto il valore della cultura, la capacità di riconoscere e valorizzare le diversità. Un aspetto, questo, che la Ministra ha messo in luce, la scorsa settimana, al teatro Eliseo di Roma, dove ha invitato la scuola a rispettare le diversità, attraverso il sapere,sulla base dell’Art. 3 della nostra Costituzione, e a incrementare il dialogo, come strumento di costruzione di una cittadinanza attiva e democratica. In questo – ha precisato la Ministra – c’è una linea di continuità fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Università per Stranieri di Perugia. «Proprio a proposito di sinergia e di intreccio di funzioni strategiche – ha asserito – sarò in Cina per un forum scientifico Italia-Cina, al fine di allungare ‘il percorso della via della seta fino in Italia. L’insegnamento della lingua italiana, d’altronde, passa per la promozione della cultura del nostro Paese all’estero, anche attraverso l’insegnamento della bellezza qualitativa dei nostri classici, come la professoressa Zaganelli ha messo in luce nel corso della sua prolusione, o mediante il ricorso ad altre forme di linguaggio, come quello del cinema, dell’arte, del teatro, che devono inserirsi in modo strutturale nella didattica (&#8230;). Il 10 novembre si terrà la Conferenza nazionale dell’Università italiana, in cui si ‘alzerà lo sguardo’ per sapere cosa serve al Paese dagli Atenei italiani e dalla ‘filiera del sapere’, per un’Italia competitiva. Credo sia significativo che il Consiglio dei Ministri si sia aperto con il Ministro dell’Economia che ha parlato di una accelerazione, dal punto di vista economico, per le nuove generazioni, con nuove assunzioni per i ricercatori, e con l’intento di aumentare il diritto allo studio, anche in relazione al binomio Università-mondo del lavoro, sulla base di lauree professionalizzanti, di una co-progettazione fra percorso formativo e sbocchi professionali e di un nuovo intreccio con la cultura umanistica».</p>
<p>La cerimonia è volta al termine con la consegna dei sigilli dell’Università per Stranieri alle eccellenze italiane: a Inge Feltrinelli per l’editoria, a Francesco Rutelli per il cinema – che ha affermato: «l’Università per Stranieri è molto simile agli Istituti di cultura per la promozione della cultura italiana: qui si viene da altra nazione per essere meno ‘estranei’» –, ad Andrea Pontremoli per l’alta tecnologia legata all’automobile italiana come espressione dell’Italian style – «il futuro – è stato il suo commento – è basato sulla tecnologia. La persona va formata sull’uso della tecnologia stessa» – e, infine, ad una delegazione di dipendenti della rappresentanza sindacale unitaria della Perugina, che hanno fatto leva sui concetti di democrazia e di valore del lavoro, da cui, solo deve derivare la ricchezza. Un ‘dolce <em>loco</em>’, da rimettere al centro, ripartendo dalla fabbrica. E da un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale.</p>
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		<title>L’Università per Stranieri di Perugia al primo posto in Italia secondo la VQR</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 17:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dottorati Innovativi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Miur]]></category>
		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[VQR]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Due traguardi per la Stranieri: la percentuale afferente alla valutazione della qualità della ricerca (VQR) della Stranieri di Perugia supera il 100% e il Dottorato di ricerca in Scienze Letterarie, Librarie, Linguistiche e della Comunicazione Internazionale, coordinato dalla professoressa Giovanna Zaganelli e suddiviso in quattro indirizzi, è riconosciuto come “Dottorato Innovativo Internazionale”. L’Università per Stranieri ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/luniversita-per-stranieri-di-perugia-al-primo-posto-in-italia-secondo-la-vqr/">L’Università per Stranieri di Perugia al primo posto in Italia secondo la VQR</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Due traguardi per la Stranieri: la percentuale afferente alla valutazione della qualità della ricerca (VQR) della Stranieri di Perugia supera il 100% e il Dottorato di ricerca in <em>Scienze Letterarie, Librarie, Linguistiche e della Comunicazione Internazionale</em>, coordinato dalla professoressa Giovanna Zaganelli e suddiviso in quattro indirizzi, è riconosciuto come “Dottorato Innovativo Internazionale”.</p>
<p>L’Università per Stranieri di Perugia si colloca, dall’anno corrente, in testa agli Atenei italiani – superando le Università di Messina, Catanzaro, Napoli II, Venezia Iuav, che pure hanno registrato un incremento, rispetto agli anni scorsi, della quota premiale rispondente ai parametri dettati dall’Anvur (acronimo per Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), e le Università di Urbino Carlo Bo, Foggia, Udine, Teramo, Molise e Siena, che hanno subìto una involuzione pari, rispettivamente, al – 9,7 %, – 12,8 %, – 13,7 %, – 15,7%, – 21,2 %, – 39,4 % – per ciò che afferisce alla valutazione della qualità della ricerca e l’accreditamento del Dottorato di ricerca, rientrante nella categoria dei “Dottorati Innovativi a caratterizzazione Internazionale”. Un riconoscimento, e una quota premiale, questi, che il piccolo Ateneo perugino, ambasciatore della cultura e della lingua italiana nel mondo, che valgono all’Università per Stranieri di Perugia un + 114,8 %, per un equivalente di 2.083.359 euro, e che tengono conto dei seguenti criteri:</p>
<p><strong>Alcuni dati: </strong></p>
<ol>
<li>La VQR (acronimo per Valutazione della Qualità della Ricerca) del 2016 fa riferimento agli anni 2011-2014, agendo, con cadenza triennale e valore retroattivo.</li>
<li>Tenendo conto delle valutazioni della VQR, viene distribuita a ciascun Ateneo una parte del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), nonché una quota premiale, su base meritocratica.</li>
<li>Rispetto agli anni precedenti, la Stranieri ha registrato un netto miglioramento nell’ambito della qualità della ricerca: dai 969.994 euro stanziati nel 2015, si è passati ai 2.083.359 euro, con una differenza di 1.113.545 euro ed un incremento percentuale del 114%.</li>
<li>Pertanto, l’Università per Stranieri attesta la più alta variazione in aumento, con una differenza in aumento di oltre un milione di euro sull’FFO del 2015: un significativo e notevole riconoscimento, per il lavoro svolto dall’Ateneo perugino nel recupero dei livelli della qualità della ricerca, nell’incremento dei processi di internazionalizzazione, nell’immatricolazione di studenti cinesi (un aspetto, quest’ultimo, che vede la Stranieri al primo posto in Italia) e nella politica di reclutamento del personale docente.</li>
<li>Positivo anche il dato inerente al numero di matricole o di iscritti: gli iscritti ai Corsi di Laurea Magistrali è, infatti, in aumento, da 147 a 178, per un totale complessivo di 315 iscritti ex-novo, a fronte dei 288 dell’anno accademico 2015/2016. Il trend degli immatricolati ai Corsi di Laurea Triennale è, invece, anche se di poco in discesa, con un calo che si aggira attorno a 137 iscritti ex novo, a fronte dei 141 immatricolati dell’anno accademico precedente.</li>
<li>Nello specifico, le note MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) nn. 1059 e 1498 focalizzano l’attenzione sulla categoria di “Dottorato Innovativo”, suddivisa in tre tipologie: Internazionale (il Dottorato di ricerca in <em>Scienze Letterarie, Librarie, Linguistiche e della Comunicazione Internazionale</em> dell’Università per Stranieri di Perugia rientra in questa tipologia, grazie ai rapporti internazionali intrattenuti con altri Atenei, la possibilità di svolgere parte della ricerca dottorale all’estero e tesi in cotutela, alle tesi discusse all’estero, etc.), Intersettoriale (che ha preso il posto di quello a denominazione “Industriale”) e Interdisciplinare. Le Università, operando sulla banca-dati del Dottorato, in cui sono riportati tutti i Corsi di Dottorato accreditati, sono state chiamate, dal 21 novembre 2016, a verificare l’elenco (elenco A) dei Corsi dottorali qualificati dal Ministero come “Innovativi”, selezionare, sulla base dell’elenco B, quei Corsi Dottorali che rispondono ai criteri stabiliti dalla nota 1059/2016, e alle finalità del PNR 2015-2020, scegliere eventuali ulteriori Corsi da qualificare, eventualmente, come innovativi. A questo link, il testo, scaricabile in formato pdf, della nota del Capo Dipartimento Università del MIUR, dott. Marco Mancini, avente oggetto “ricognizione dei Dottorati innovativi”: http://www.roars.it/online/dottorato-innovativo-o-non-innovativo-questo-e-il-dilemma-ecco-i-criteri-miur/.</li>
</ol>
<p><strong>Intervista al prof. Roberto Fedi</strong></p>
<p>Di questo importante traguardo per l’Università per Stranieri, abbiamo parlato con Roberto Fedi, Direttore del Dipartimento di <em>Scienze Umane e Sociali</em> dell’Ateneo perugino fino al 2016:</p>
<p><strong>Qual è stato l’esito della Valutazione della Qualità della Ricerca quest’anno?</strong></p>
<p>«Quest’anno la VQR, che opera nel corso di ogni triennio, ci ha finanziati con una percentuale di oltre il 100% (+ 114% circa): siamo, pertanto, primi in Italia, fra ciò che avevamo – una quota di cosiddetti ‘inattivi’ – e ciò che abbiamo ora. C’è stato, insomma, un recupero delle negatività che ci avevano penalizzato l’anno scorso, rispetto al quale il finanziamento è stato più che raddoppiato, con una quota premiale che risponde ai requisiti dettati dall’Anvur in termini di valutazione scientifica».</p>
<p><strong>Quali sono i fattori di cui tiene conto la VQR e a cosa è stato volto il recupero delle negatività dell’anno precedente?</strong></p>
<p>«La VQR tiene conto di una serie di fattori, quali l’internazionalizzazione, la qualità delle pubblicazioni scientifiche, le attività promosse nell’ambito dei Dottorati di ricerca, i rapporti con gli altri Atenei, anche su scala internazionale, etc. C’era una quota di cosiddetti ‘inattivi’, prima, cioè di docenti che non pubblicavano: grazie allo sforzo del Rettore, del Direttore Generale, mio, in quanto Direttore del Dipartimento di <em>Scienze Umane e Sociali</em> dal 2013 al 2016, e del Coordinatore del Dottorato, questa percentuale è stata ridotta considerevolmente, anche grazie alla fondazione della Perugia Stranieri University Press (casa editrice con obiettivi divulgativi) e della rivista d’Ateneo <em>Gentes</em>, accreditata anch’essa dal MIUR. Ora la distribuzione dei fondi spetta all’Ateneo (Direzione Generale, Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione)».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/luniversita-per-stranieri-di-perugia-al-primo-posto-in-italia-secondo-la-vqr/">L’Università per Stranieri di Perugia al primo posto in Italia secondo la VQR</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>&#8220;Lo stato di salute&#8221; di intonaci e controsiffitti delle scuole al centro di un&#8217;indagine diagnostica</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 13:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Miur]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> I solai degli edifici scolastici della provincia di Perugia saranno oggetto di indagini diagnostiche per verificare “lo stato di salute” degli intonaci e dei controsoffitti. Saranno 66 le scuole secondarie di secondo grado, disseminate lungo tutto il perugino, ad essere oggetto di questa indagine che riguarda l’intero territorio nazionale. A renderlo noto la Provincia di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> I solai degli edifici scolastici della provincia di Perugia saranno oggetto di indagini diagnostiche per verificare “lo stato di salute” degli intonaci e dei controsoffitti. Saranno 66 le scuole secondarie di secondo grado, disseminate lungo tutto il perugino, ad essere oggetto di questa indagine che riguarda l’intero territorio nazionale. A renderlo noto la Provincia di Perugia, area Edilizia Scolastica che ha ricevuto un finanziamento di 396 mila euro da parte del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca a cui l’Ente ha aggiunto 48.900 euro di fondi propri. Questi interventi serviranno a rendere maggiormente sicure le scuole di tutto il territorio nazionale anche a seguito di alcuni episodi in cui si era staccato dell’intonaco, fortunatamente senza provocare danni alle persone in alcune zone del Paese. “Anche se  finora le strutture presenti sul nostro territorio provinciale – ha detto il vice presidente della Provincia, con delega all’Edilizia Scolastica Roberto Bertini – risultano in sufficiente stato di conservazione, noi abbiamo aderito alla possibilità di accedere a questi finanziamento per avere una conoscenza più approfondita della situazione in essere”.</p>
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		<title>Porzi: &#8220;L&#8217;Its-Umbria grande opportunità per i nostri giovani. Oltre l&#8217;80% dei partecipanti ha trovato un lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 08:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Its-Umbria]]></category>
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		<category><![CDATA[Miur]]></category>
		<category><![CDATA[presidente Porzi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “I giovani diplomati umbri non dovrebbero perdere la preziosa occasione di specializzarsi seguendo i corsi proposti dall’Istituto tecnico superiore dell’Umbria, che sono programmati tenendo conto anche delle possibilità di inserimento nelle aziende della regione”. La presidente dell&#8217;assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, interviene a favore dell’Its-Umbria (www.itsumbria.it), la Scuola di specializzazione post diploma finanziata dal Miur, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/porzi-lits-umbria-grande-opportunita-per-i-nostri-giovani-oltre-l80-dei-partecipanti-ha-trovato-un-lavoro/">Porzi: &#8220;L&#8217;Its-Umbria grande opportunità per i nostri giovani. Oltre l&#8217;80% dei partecipanti ha trovato un lavoro&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “I giovani diplomati umbri non dovrebbero perdere la preziosa occasione di specializzarsi seguendo i corsi proposti dall’Istituto tecnico superiore dell’Umbria, che sono programmati tenendo conto anche delle possibilità di inserimento nelle aziende della regione”.</p>
<p>La presidente dell&#8217;assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, interviene a favore dell’Its-Umbria (<a href="http://www.itsumbria.it/">www.itsumbria.it</a>), la Scuola di specializzazione post diploma finanziata dal Miur, dalla Regione Umbria e da enti e imprese private, di cui è stata componente della giunta esecutiva fin<br />
dalla fase di avvio nel 2011. La Porzi spiega che in seguito alla sua elezione a presidente dell’assemblea umbra non potrà più svolgere questo ruolo, “ma ritengo utile far conoscere attraverso la mia esperienza quanto è stato fatto finora per realizzare un’opportunità formativa di<br />
altissimo livello e di valore strategico, i cui effetti saranno molto positivi, sia per i nostri giovani, sia per le nostre imprese che sempre più, per sviluppare innovandosi, necessitano di operatori con specifiche ed alte competenze tecniche”.</p>
<p>“Ho sempre creduto nelle potenzialità di questa ‘accademia tecnica biennale’ &#8211; dice Porzi &#8211; e mi sono profondamente impegnata per conseguire gli obiettivi prefissati. Sin dal primo corso abbiamo potuto apprezzare i risultati in termini di didattica, apprendimento e occupazione. E determinante è risultato il rapporto con le imprese che partecipano direttamente alla stesura dei programmi didattici, alle docenze e ai tirocini formativi curriculari. Fondamentale – spiega &#8211; la sinergia fra Università, scuole superiori, ordini professionali, associazioni datoriali, agenzie di formazione professionale, enti locali e imprese. E questo sforzo sinergico ha portato in questo nuovo anno scolastico alla nascita di due nuovi corsi: biotecnologie e internazionalizzazione di impresa, che si vanno ad aggiungere a quelli attivati dal 2011 e relativi a meccatronica, agroalimentare e sistema casa. Abbiamo quindi cinque offerte formative che rispondono alle esigenze territoriali delle nostre imprese e che, attraverso un maggior raccordo tra mondo del lavoro e dell’istruzione, potranno contribuire al trasferimento di nuove e mirate competenze, contrastando disoccupazione giovanile e dispersione scolastica”.</p>
<p>“I risultati ottenuti fin qui dall’Its – conclude la presidente Porzi &#8211; hanno dato ragione a chi si è impegnato per essi. Sicuramente per gli sbocchi occupazionali che l’ITS ha saputo creare e che hanno soddisfatto oltre l’80 per cento dei partecipanti. Ma da valutare come positivi sono anche quelle competenze tecnico-specialistiche che sono state trasmesse ai giovani studenti e che contribuiranno ad assicurare loro una migliore e più soddisfacente prospettiva di sviluppo professionale ed economico”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/porzi-lits-umbria-grande-opportunita-per-i-nostri-giovani-oltre-l80-dei-partecipanti-ha-trovato-un-lavoro/">Porzi: &#8220;L&#8217;Its-Umbria grande opportunità per i nostri giovani. Oltre l&#8217;80% dei partecipanti ha trovato un lavoro&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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