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	<title>Perugia Online &#187; morti bianche</title>
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		<title>Nuovi nomi per le strade e le piazze di Narni</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 10:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Terni. </span>Lo ha deciso il consiglio comunale che ha approvato una serie di proposte per intitolare spazi pubblici a personalità “che – si legge in un documento &#8211; con la loro opera, hanno lasciato una traccia indelebile e si sono particolarmente distinte nella vita sociale del territorio, contribuendo a scriverne la storia”. Il prof. Crisi dall’inizio dei ’60 fino quasi al duemila è stato primario del reparto di chirurgia generale ed urologica all’ospedale cittadino. “Grazie alla sua opera l’ospedale ha sicuramente toccato il momento più alto e all&#8217;epoca competeva alla pari se non in maniera superiore con ospedali di città molto più grandi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mons. Cotini, proposto dal presidente del consiglio Daniele Latini, sacerdote, archivista, scrittore e anche partigiano durante la seconda guerra mondiale, divenne sacerdote a soli 23 anni (2 maggio 1940) e parroco a Configni, in provincia di Rieti. Entra ben presto a far parte del nucleo della Resistenza locale, nascondendo nella casa parrocchiale diversi partigiani. Nel 1944 riesce ad impedire al comando tedesco la deportazione degli abitanti del paese, alla fine della guerra viene nominato presidente del Comitato di liberazione nazionale locale. “Ma il legame più forte – è spiegato nel documento consigliare &#8211; è quello con la sua città natale, dove torna nel 1952, prima come insegnante del seminario poi come canonico della cattedrale e infine come parroco della chiesa di Sant’Agostino dove rimane fino al 1985, avviando anche importanti restauri. Grazie ai suoi importanti studi sugli statuti del 1371 e al suo impulso, nel maggio del 1969 si tenne la prima edizione moderna della Corsa all’Anello, di cui è stato uno dei soci fondatori”.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fallaci, proposta dal capogruppo FI Sergio Bruschini, “seppur non legata direttamente alla città è senza dubbio un personaggio di caratura internazionale. Come giornalista iniziò nel 1967 in Vietnam, corrispondente di guerra per l’Europeo, tornandoci ben dodici volte in sette anni. Documentò falsità e atrocità ma anche eroismi ed umanità di un conflitto che definì una sanguinosa follia. Come inviata di guerra seguì anche i conflitti tra India e Pakistan, in Sud America ed in Medio Oriente. Nel 1969 si recò negli Stai Uniti per assistere e documentare il lancio dell’Apollo 11”.</p>
<p style="text-align: justify;">Spazi pubblici saranno dedicati anche alle morti sul lavoro, con la proposta del gruppo Psi. “Il dato in Italia – spiega il testo approvato dall’assemblea di Palazzo del Podestà &#8211; recentemente è tornato a crescere, con un aumento nel 2015 del 16% rispetto al 2014, con l’impressionante frequenza di tre vittime al giorno a livello nazionale. Anche l’Umbria non è immune dall’incremento degli incidenti mortali, anche se la percentuale del 5,1% è sensibilmente inferiore a quella nazionale”.</p>
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		<title>Occupazione, l&#8217;allarme del Movimento 5 Stelle: &#8220;Umbria ai primi posti per il numero di morti sul lavoro in rapporto agli occupati&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 11:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Poco o nulla cambierà in assenza di un deciso scatto culturale, necessario per arginare l’avanzata di quella deriva iperliberista e antiumana che porta lavoratori giovani e meno giovani a pagare, ancor oggi, uno scandaloso prezzo alla modernità: dalla morte civile e morale dei sottopagati a quella fisica dei caduti dentro e fuori la fabbrica, vittime di un modello politico-economico che ha svenduto alti ideali di progresso al feticismo della merce, al consumismo patologico di massa, da tempo fine a se stesso”. Lo dichiara, facendo riferimento alla sentenza sui sette operai morti sul lavoro nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino, il capogruppo del Movimento 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati.</p>
<p>“Affinché quella vicenda non si cristallizzi esclusivamente negli scritti di un giudice, le parti datoriali e sindacali sono chiamate una volta di più a riflettere sul valore della sicurezza sul lavoro. A riflettere su quanto si stia concretamente facendo per evitare anche un solo nuovo infortunio, un danno permanente, un’altra famiglia distrutta. A riflettere su quale affidabilità abbiano poi certi burocratici controlli sulla sicurezza esercitati sui grandi gruppi economici da autorità moralmente responsabili pro quota. Da molti anni la stessa Umbria – sottolinea il consigliere di opposizione &#8211; occupa il primo o il secondo posto per morti sul lavoro in rapporto agli occupati. Come mai?”.</p>
<p>Andrea Liberati rileva infine che “i numeri di questa strage silenziosa sono certamente ben più ampi, ma non rientrano nelle statistiche ufficiali: pensiamo anche alle tipiche morti da inquinamento sul luogo di lavoro. A quelle per amianto. Pensiamo a quelle vite isolate e dunque spesso dimenticate, prematuramente perdute, sfinite su un lettino di ospedale, dove si era giunti con un filo di tosse che non andava via. Ognuno di noi porta dentro una qualche forma di responsabilità, perché alcune dinamiche sono note da tempo”.</p>
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		<title>Morti sul lavoro: Cgil, l’Umbria al primo posto nel 2015 per incidenza degli infortuni mortali</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 10:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/morti-sul-lavoro-cgil-lumbria-al-primo-posto-nel-2015-per-incidenza-degli-infortuni-mortali/">Morti sul lavoro: Cgil, l’Umbria al primo posto nel 2015 per incidenza degli infortuni mortali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Il tema degli infortuni mortali sul lavoro da troppo tempo è stato escluso dal dibattito pubblico, ma gli ultimi dati disponibili ci dicono al contrario che il trend è in aumento e che l’Umbria è purtroppo ancora una volta in cima alle classifiche nazionali per l’incidenza di questo drammatico fenomeno”. La denuncia arriva da Vasco Cajarelli e Franca Gasparri della Cgil Umbria, che analizzano i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering.</p>
<p><strong>Morti in aumento. </strong>Nei primi 4 mesi del 2015 a livello nazionale le morti sul lavoro, senza considerare quelle in itinere, sono state 223, contro le 196 dello stesso periodo del 2014. In Umbria le vittime sono 8, in media 2 al mese, dato che pone la regione al primo posto in Italia per incidenza sul numero di occupati (22,3 infortuni mortali ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 9,9).</p>
<p><strong>Bisogna reagire.</strong> “Un primato inquietante – commentano Cajarelli e Gasparri – di fronte al quale non si può restare in silenzio. È evidente – aggiungono i due sindacalisti Cgil – che la crisi, pesantissima nella nostra regione, continua a produrre effetti drammatici sulle condizioni di lavoro delle persone, sempre più precarie e sfruttate, condizioni che poi si ripercuotono sui livelli di salute e sicurezza di lavoratrici e lavoratori”. Non è un caso – secondo la Cgil – che gli infortuni tendano ad aumentare con il passare dei giorni della settimana, raggiungendo un picco proprio il venerdì, quando lo stress e la fatica accumulati sono ai massimi livelli. Così come evidenti sono gli effetti delle riforme previdenziali, che hanno innalzato sempre più l’età di pensionamento: “Il risultato – osservano ancora Cajarelli e Gasparri – è che l’incidenza massima degli infortuni mortali si registra proprio tra i lavoratori over 65, con 58,5 infortuni mortali ogni milione di occupati”.</p>
<p><strong>La richiesta.</strong> La Cgil chiede dunque che la questione sicurezza sul lavoro torni ad essere al centro dell’azione di forze sociali e istituzioni: “In Umbria – concludono i due rappresentanti sindacali – esiste un Coordinamento regionale in materia di salute e sicurezza che sicuramente ha svolto un’attività importante, ma il percorso di prevenzione rispetto a tutti gli infortuni ed in particolare a quelli mortali va intensificato e accelerato. La drammatica crisi occupazionale sta portando sempre più lavoratori a sacrificare salute e sicurezza in cambio di un posto di lavoro, questo non è oltremodo tollerabile”.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/Morti-lavoro-gennaio-aprile-2015-.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-large wp-image-22915" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/Morti-lavoro-gennaio-aprile-2015--700x569.jpg" alt="Morti lavoro gennaio aprile 2015" width="618" height="502" /></a></p>
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