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	<title>Perugia Online &#187; &#8216;ndrangheta</title>
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		<title>Pietralunga e i beni confiscati alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 08:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Continua l’impegno dello Spi e della Cgil, al fianco di Libera, nei campi di volontariato sul bene confiscato alla ‘ndrangheta a Pietralunga. Mercoledì 27 luglio, dalle ore 17.30, nella piazza del Comune, lo Spi Cgil dell’Umbria promuove un’iniziativa, in collaborazione con la Cgil regionale, con Libera Umbria e con il Comune di Pietralunga, che consisterà nella proiezione (all’interno della sala consiliare del Comune) del documentario “Terre Rosse”, realizzato da David Fratini, che descrive tre esperienze su beni confiscati in Italia, una al Nord, una al Centro (Pietralunga) e una al Sud. Seguirà un dibattito che sarà coordinato da Raffaella Chiaranti (Cgil) e aperto dai saluti del sindaco di Pietralunga Mirko Ceci. Parteciperanno alla discussione Maria Rita Paggio (segretaria generale dello Spi Cgil dell’Umbria), Danilo Toccane (Spi Cgil Veneto), Vincenzo Sgalla (segretario generale Cgil Umbria), Paolo Borrometi (giornalista), Walter Cardinali (coordinatore di Libera Umbria) e Lucia Rossi (segretaria nazionale dello Spi Cgil). Il tutto si concluderà con una cena in piazza preparata dai volontari e dalle volontarie dello Spi Cgil.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 21 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 12:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ad appena un mese di distanza dall&#8217;operazione &#8220;Quarto Passo&#8221;, con 60 ordinanze di custodia cautelare, si torna a parlare di cosche e di &#8216;Ndrangheta in Umbria. La scorsa notte i carabinieri del Ros, insieme ai comandi territorialmente competenti, hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Direzione distrettuale antimafia guidata dal Pm Antonella Duchini. Due diversi filoni di inchiesta, stessi protagonisti, tutti affiliati alla cosca calabrese dei Farao-Marincola.</p>
<p><strong>I dettagli</strong> &#8211; I dettagli delle due operazioni &#8220;Trolley-Sotto Traccia&#8221; sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui erano presenti il colonnello Cosimo Fiore, il generale Roberto Boccaccio e il generale Parente nonchè il pm Antonella Duchini. Oltre 150 i carabinieri impegnati nelle due operazioni, gli interventi hanno interessato anche le province di Catanzaro, Crotone, Terni, Prato, Roma oltre che Perugia. Quindici sono finiti in manette per traffico di droga, sei per l&#8217;omicidio, avvenuto nel 2005 a Ponte Felcino, di Roberto Provenzano. Molti dei nomi dei protagonisti, la provenienza, le modalità con cui agivano, si ricollegano alla presenza della cosca in Umbria e sono legati, a vario titolo, anche all&#8217;operazione Quarto Passo dello scorso dicembre.</p>
<p><strong>Il prezzario delle intimidazioni</strong> &#8211; Omicidio, spaccio di droga ma anche azioni intimidatorie. Il sodalizio criminale aveva istituito un vero e proprio prezzario per questo genere di azioni: con 500 euro incendiavano attività commerciali, 3 mila euro era invece il prezzo per &#8220;spezzare le gambe a qualcuno&#8221;. Con sei mila euro invece si usava la pistola per intimidire o ferire chi sgarrava.</p>
<p><strong>L&#8217;omicidio Provenzano</strong> &#8211; La notte tra il 28 e il 29 maggio 2005 in via Monte Fumaiolo, a Ponte Felcino, Roberto Provenzano viene raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Nei giorni precedenti aveva espresso timore perché sapeva che qualcuno gliel&#8217;avrebbe fatta pagare per dei debiti di droga contratti. Unico imputato per il suo omicidio è stato Gregorio Procopio, ora in attesa della pronuncia della Cassazione dopo l&#8217;assoluzione in appello. Grazie a queste nuove indagini, come ha ricordato questa mattina il Pm Duchini, hanno permesso di rivisitare alcune intercettazioni relative all&#8217;omicidio. E&#8217; stato quindi possibile individuare i mandanti, Salvatore Papaianni, Vincenzo Bartolo e Giuseppe Affatato, e gli altri esecutori oltre a a Gregorio Procopio, Antonio Procopio, Francesco Elia e Platon Guasi. &#8220;Lo dobbiamo tummare,lo ha detto Salvatore Papaianni&#8221;, si ascolta nelle intercettazioni. L&#8217;ordine di uccidere, dunque, era partito direttamente dalla Calabria.</p>
<p><iframe width="618" height="348" src="http://www.youtube.com/embed/VV72lfSY4tk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>La droga</strong> &#8211; La cosca riforniva l&#8217;intera regione con partite di droga che arrivavano direttamente a piazza Partigiani con autobus di linea provenienti dalla Calabria. Arrivava nascosta dentro ai trolley, ogni 15 giorni, 7-10 chili per volta di cocaina. Sempre dalle intercettazioni è emerso come gli affiliati alla cosca andavano a ritirare la droga mettendosi daccordo al telefono e riferendosi a &#8220;dobbiamo andare dal dottore&#8221; o &#8220;sono pronte le patate rosse&#8221;. Dopo aver ritirato la droga una fidata rete di spacciatori la distribuiva in entrambe le province di Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Umbria covo di &#8216;Ndrangheta</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;Umbria non è più quell&#8217;isola felice di cui si poteva parlare fino a 10 anni fa&#8221;, ha detto il Pm Antonella Duchini e le operazioni di questi mesi lo confermano. I clan della &#8216;Ndrangheta penetrano nella nostra regione con il traffico di droga e con attività economiche illecite. &#8220;Le modalità sono le stesse dei clan di riferimento &#8211; ha spiegato il generale Parente &#8211; c&#8217;è una stretta dipendenza con le cosche d&#8217;origine e si utilizzano gli stessi modi intimidatori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma &#8211; ha escluso la Duchini &#8211; non c&#8217;è alcun tipo di correlazione con personaggi politici e istituzionali&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: blitz Ros in Umbria, Calabria e Lazio, 21 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 08:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri stanno eseguendo in Umbria, Calabria e Lazio, delle ordinanze di custodia cautelare, emesse su richiesta della procura distrettuale antimafia di Perugia, nei confronti di 20 indagati per omicidio e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Al centro delle indagini condotte dal Ros una proiezione della cosca &#8220;Farao-Marincola&#8221; di Ciro&#8217;, da tempo operante in Umbria, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri stanno eseguendo in Umbria, Calabria e Lazio, delle ordinanze di custodia cautelare, emesse su richiesta della procura distrettuale antimafia di Perugia, nei confronti di 20 indagati per omicidio e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.</p>
<p>Al centro delle indagini condotte dal Ros una proiezione della cosca &#8220;Farao-Marincola&#8221; di Ciro&#8217;, da tempo operante in Umbria, ritenuta responsabile di un vasto traffico di cocaina, approvvigionata in Calabria e successivamente distribuita localmente in varie piazze di spaccio. Individuati anche i mandanti e gli esecutori di un omicidio commesso nel 2005, nel capoluogo umbro, per debiti contratti con il sodalizio indagato, legati al narcotraffico. I particolari dell&#8217;operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che si terra&#8217; alle ore 11 presso il comando legione carabinieri &#8220;Umbria&#8221;.</p>
<pre></pre>
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		<title>I clan della mafia parlano umbro, le intercettazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2014 02:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/clan-della-mafia-parlano-umbro-le-intercettazioni/">I clan della mafia parlano umbro, le intercettazioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/t-JtXU8nM2M?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<span id="areaSingle">Perugia. </span>Associazione mafiosa, usura, estorsioni, droga, incendi, minacce di morte, prostituzione. Questi i reati contestati nell&#8217;inchiesta &#8220;Quarto passo&#8221; coordinata dalla procura antimafia di Perugia e che ha delineato il tipico scenario della mafia calabrese. La scura macchia della mafia, per un decennio, ha seminato il panico tra gli imprenditori locali, toccando il già delicato spirito dell&#8217;economia umbra. Nei video di alcune intercettazioni fatte durante le indagini, alcuni frasi chiave. Il dialetto umbro mischiato a quello calabrese mette in luce come la mafia non abbia nessun confine e come abbia messo le radici anche in Umbria. In una, la vittima, racconta di aver rievuto chiare minacce di morte, in un&#8217;altra si parla chiaramente di pizzo. Nell&#8217;ultima, infine, si fa riferimento ai conflitti esistenti tra due copisterie rivali.<br />
<iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/iRHCZ1n7Rrg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/-YEBcQc-xic?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/clan-della-mafia-parlano-umbro-le-intercettazioni/">I clan della mafia parlano umbro, le intercettazioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>N&#8217;drangheta, Panfili: &#8220;mentre le Istituzioni &#8216;dormono&#8217; la mafia si impossessa del territorio”</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 11:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In riferimento ai recenti fatti di cronaca, che hanno portato all&#8217;arresto di numerosi soggetti legati al mondo della &#8216;ndrangheta stabilmente residenti nel territorio umbro, il presidente del consiglio comunale di Spoleto Giampiero Panfili sottolinea come il fenomeno fosse già stato oggetto di approfondimento politico durante la scorsa legislatura. “Da presidente della commissione provinciale controllo e ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ndrangheta-panfili-mentre-le-istituzioni-dormono-la-mafia-si-impossessa-del-territorio/">N&#8217;drangheta, Panfili: &#8220;mentre le Istituzioni &#8216;dormono&#8217; la mafia si impossessa del territorio”</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In riferimento ai recenti fatti di cronaca, che hanno portato all&#8217;arresto di numerosi soggetti legati al mondo della &#8216;ndrangheta stabilmente residenti nel territorio umbro, il presidente del consiglio comunale di Spoleto Giampiero Panfili sottolinea come il fenomeno fosse già stato oggetto di approfondimento politico durante la scorsa legislatura. “Da presidente della commissione provinciale controllo e garanzia – ha dichiarato &#8211; chiesi alla presidenza del consiglio un confronto con la Regione dell&#8217;Umbria proprio sul tema della presenza sul territorio di infiltrazioni di carattere mafioso. Un lavoro di approfondimento che terminò con un consiglio provinciale straordinario al quale presero parte numerose autorità. In quella sede venne sostenuto che, pur dovendo mantenere alta l&#8217;attenzione sul tema, la situazione era saldamente sotto controllo e che l&#8217;Umbria era e rimaneva una realtà immune da certi interessi. Oggi, a distanza di appena un anno da quelle dichiarazioni, la Magistratura parla di una sorta di &#8216;mafizzazione&#8217; del territorio. Quello che è ancora più grave e sconcertante, però, è il dato secondo il quale non si tratterebbe di una articolazione periferica dell&#8217;organizzazione calabrese quanto, piuttosto, di un fenomeno umbro retto da soggetti residenti nel territorio da decenni”.</p>
<p>Panfili, confidando nel lavoro della magistratura, ha però lanciato un monito. “Occorre che la politica guardi in faccia il problema &#8211; ha affermato &#8211; prendendo coscienza della sua reale entità. Scoprire con sorpresa infiltrazioni di carattere mafioso, addirittura “autoctone”, significa sostanzialmente aver perso contatto con la realtà del territorio, significa aver reciso quel filo che lega cittadini e Istituzioni. Mentre la mafia occupava fette di territorio attraverso il controllo diretto o indiretto del tessuto produttivo, la politica non si è accorta che il nostro sistema di imprese era in sofferenza e si rendeva terreno fertile per altri tipi di &#8216;assistenza&#8217;. In un sistema a credito bloccato trova facile ingresso l&#8217;usura e questo diventa grimaldello per un controllo diretto delle imprese, con le conseguenze e i rischi del caso. E&#8217; chiaro che non si debba parlare di una responsabilità diretta della politica ma quando questa trascura il territorio abbandonando il proprio sistema produttivo in balia della crisi senza intervenire, lascia spazio di facile manovra ad altri tipi di organizzazione. Oggi non possiamo che ringraziare le Forze di Polizia e la Magistratura per il lavoro di questi giorni, certi che il miglior ringraziamento sia quello di mantenere acceso il riflettore sul fenomeno, riconquistando quelle fette del territorio che evidentemente sono &#8216;sfuggite&#8217; alla politica sana”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ndrangheta-panfili-mentre-le-istituzioni-dormono-la-mafia-si-impossessa-del-territorio/">N&#8217;drangheta, Panfili: &#8220;mentre le Istituzioni &#8216;dormono&#8217; la mafia si impossessa del territorio”</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, Cgil: &#8216;contrastare l&#8217;imbarbarimento&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 14:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[legalit]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La CGIL dell’Umbria, esprime pieno sostegno all’iniziativa dei Carabinieri del ROS e alla Magistratura perugina, per l’efficace opera di contrasto realizzata con i 61 arresti nell’operazione “Quarto Passo”. Al tempo stesso siamo consapevoli che di fronte a noi si è squadernato in maniera evidente un vero e proprio imbarbarimento di parti importanti dell’economia della nostra ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La CGIL dell’Umbria, esprime pieno sostegno all’iniziativa dei Carabinieri del ROS e alla Magistratura perugina, per l’efficace opera di contrasto realizzata con i 61 arresti nell’operazione “Quarto Passo”. Al tempo stesso siamo consapevoli che di fronte a noi si è squadernato in maniera evidente un vero e proprio imbarbarimento di parti importanti dell’economia della nostra Regione.</p>
<p><strong>La sfida</strong> &#8211; Quella contro il potere criminale della ‘ndrangheta e di tutti i sistemi mafiosi è una sfida che va combattuta con forza e determinazione e un ruolo importante, oltre alle Istituzioni, deve essere svolto dalle forze sociali. E’ altrettanto evidente che la legalità è una priorità, così come ogni giorno di più nella crisi economica e sociale si allargano i fenomeni degenerativi.Per questo, in tempi non sospetti, abbiamo denunciato come CGIL l’allargarsi del lavoro nero, di quello grigio e la proliferazione della logica del massimo ribasso, sulla pelle dei lavoratori. E all’interno di questo, anche i fenomeni di riciclaggio di danaro sporco.</p>
<p><strong>La strada della legalità</strong> &#8211; In questa logica il 17 novembre scorso abbiamo costruito un percorso per realizzare accordi con la Regione, con le Associazioni delle imprese e con la Magistratura perugina per rafforzare la legalità e contrastare i fenomeni degenerativi. In questo contesto abbiamo promosso la raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare che regolamenti il sistema degli appalti basato sulla trasparenza. Ora diciamo che l’Umbria saprà reagire. E l’Umbria del lavoro darà il suo contributo fondamentale per affermare la legalità e contrastare i fenomeni criminosi. La stessa battaglia per i diritti del mondo del lavoro che la CGIL persegue costantemente costituisce un argine fondamentale per aprire un percorso di fuoriuscita dalla crisi basato sulla trasparenza e sulla valorizzazione del lavoro.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta succursale, ovvero quando il cancro è dentro casa tua</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[61 arresti]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Brutti]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Procuratore antimafia Franco Roberti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E così, dopo Mafia Capitale, abbiamo ’Ndrangheta succursale. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>E così, dopo Mafia Capitale, <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-61-arresti-umbria-e-sequestri-per-30-milioni-11061/">abbiamo ’Ndrangheta succursale</a>. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini o supermarket, compro oro, sale-giochi, bar: tutto serve, tutto fa brodo per riciclare denaro sporco, e poi magari utilizzarlo come doping per vincere appalti pubblici proponendo i ribassi migliori. Del resto chi è che ancora oggi, nella piccola Umbria, è in grado di ripetere il tanto decantato ritornello “ma tanto qui da noi non succede”?</em></p>
<p><em><a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra-10142/">Lo avevano detto due settimane fa, lo scorso 28 novembre, intervenendo al convegno “Mafia e droga, allarme Umbria” alla Sala dei Notari, Rosy Bindi e Paolo Brutti</a>, rispettivamente presidente della commissione nazionale antimafia e della commissione regionale “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze”. Non proprio gli ultimi della classe, insomma. Neanche lo avessero saputo… Passano due settimane ed ecco 61 arresti tra Italia e Germania: un terremoto. Ma un terremoto che ha per epicentro, ahinoi, proprio la città degli incappucciati.</em></p>
<p><em>Sia ben chiaro, però: il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha detto e ribadito che questa operazione, denominata “Quarto passo”, nulla ha a che vedere con “Mafia capitale”, e che anzi le due indagini non sono lontanamente paragonabili. “Il tessuto socio-politico umbro è sano – ha detto Roberti –, non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c’era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo”.</em></p>
<p><em>Viene da pensare a quel meraviglioso, innovativo, rivoluzionario e – soprattutto – innocuo brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek, che nel 1901creò un materiale popolarissimo, utilizzato dall’edilizia di tutto il Mondo durante il secolo scorso: il cemento-amianto, meglio conosciuto come eternit. Vallo a spiegare alle decine di migliaia di morti di mesotelioma pleurico. A volte il cancro è dentro casa nostra, ma piuttosto che lottarci contro si preferisce rifiutare di ammetterne l’esistenza.</em></p>
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