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	<title>Perugia Online &#187; opere incompiute</title>
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		<title>L&#8217; Umbria incompiuta</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 10:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>All’Italia costano quasi 4 miliardi di euro. Sono le circa 700 opere incompiute disseminate lungo lo stivale. Per l’esattezza, si tratta di 671 cantieri ancora aperti che con il tempo si logorano e vanno distruggendosi ancor prima di vedere la luce. Le opere &#8211; L’elenco delle opere, inserito nell’anagrafe del Ministero delle Infrastrutture, varrebbe 2,6 ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/l-umbria-incompiuta/">L&#8217; Umbria incompiuta</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> All’Italia costano quasi 4 miliardi di euro. Sono le circa 700 opere incompiute disseminate lungo lo stivale. Per l’esattezza, si tratta di 671 cantieri ancora aperti che con il tempo si logorano e vanno distruggendosi ancor prima di vedere la luce.</p>
<p><strong>Le opere</strong> &#8211; L’elenco delle opere, inserito nell’anagrafe del Ministero delle Infrastrutture, varrebbe 2,6 miliardi di euro, un elenco che però necessità  almeno di 1,40 miliardi per essere completato e messo in funzione. Cifra che è destinata a salire visto che, ad oggi, l’anagrafe voluta dal Governo Monti nel 2011 è incompleta, mancando i dati dell’intera Regione Calabria. Ma quali sono queste opere? Perché non sono state mai terminate e perché sempre più spesso si evita di parlarne? Sono solo alcune delle domande alle quali si è cercato di dare una risposta in questi ultimi messi. Già da quando Legambiente presentò il suo <a title="Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria" href="http://www.perugiaonline.net/ambiente-e-territorio/legambiente-presenta-sbloccafuturo-opere-incompiute-in-umbria-3283/">dossier</a> sul decreto “Sblocca Italia” censendo 101 opere incompiute.</p>
<p><b>La legge</b> &#8211; Procediamo per grado. Per la legge si intende “incompiuta” l’opera pubblica che non è stata completata o per mancanza di fondi, o per cause tecniche, oppure per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, o anche per il fallimento dell’impresa appaltatrice, o infine,  per il mancato interesse al completamento da parte del gestore. Ed è proprio questo che è possibile evidenziare leggendo l’elenco depositato al Ministero delle Infrastrutture, e cioè una raccolta dei dati fatta dagli enti locali che, però, presenta importanti lacune, sia per via della catalogazione che per la categorizzazione spesso non proprio esaustiva.</p>
<p><strong>L&#8217;Umbria</strong> &#8211; Nella nostra regione ad esempio, l’importo complessivo delle opere incompiute è pari a 152,212,341.28 € e sarebbero necessari, per il completamento dei lavori altri 1,644,823.24 €. Le opere censite, ad oggi, sono 17 e l’avanzamento dello stato dei lavori, o meglio lo stop dei lavori è categorizzato in tre tipologie: i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione; i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione e infine, i lavori di realizzazione, ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l’opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni a collaudo.</p>
<p><strong>L&#8217;elenco</strong> &#8211; Per quanto riguarda le opere censite troviamo di tutto: dall’infrastruttura stradale alla scuola, passando per parcheggi, abitazioni, senza dimenticare il miglioramento della sicurezza sismica degli edifici e la stazione del Minimetro del Pincetto. Con importi che vanno da 25mila euro (il più basso) a 402,249.97 euro. Addirittura con percentuali di avanzamento dei lavori pari allo zero percento. Tra queste spicca infatti tra le opere che necessitano un intervento finanziario maggiore la ristrutturazione e il restauro della palazzina C.U.S. in Via Tuderte a Perugia, il Centro di attività motoria (C.A.M.) a servizio delle associazioni locali e delle istituzioni scolastiche, la realizzazioni dell’acquario del Trasimeno e l’intervento di recupero della Palazzina Via S.Nicandro n. 78 da destinare a residenza. Tra le altre, sempre incompiute però, ma che non necessitano di ulteriori finanziamenti è doveroso menzionare ad esempio, i lavori di recupero dell’opificio ex Monina da destinare ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, uffici e parcheggi 3°stralcio, la tratta del Minimetrò Pincetto- Monteluce e i lavori di ristrutturazione e miglioramento sismico di immobili di proprietà regionale.</p>
<p><strong>Le risorse</strong> &#8211; Nonostante alcuni deficit, l’Umbria non evidenzia grandi criticità e spicca tra le regioni più virtuose per il numero di opere incomplete e la situazione si può giudicare positivamente se si fa il  confronto con le altre regioni italiane anche se, ovviamente un’opera pubblica incompiuta resta un problema per tutta la comunità regionale. Insomma, come a dire che l’anagrafe, da sola, non basta è il governo che deve decidere come procedere: o finanziare opere non ancora iniziate, ma che già hanno tutte le caratteristiche per essere definite “incompiute”, oppure impiegare le risorse disponibili per terminare quei cantieri che vedono uno stato di avanzamento prossimo al termine dei lavori.</p>
<p>Qui l&#8217;elenco completo <a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/08/Descrizione-Opera.docx">Descrizione Opera</a></p>
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		<title>Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[censimento]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il dossier si chiama #sbloccafuturo. All’interno sono state raccolte 101 opere incompiute in tutta Italia. È la risposta di Legambiente alla sfida lanciata Matteo Renzi ai sindaci d’Italia, in vista del decreto Sblocca Italia, per censire i procedimenti fermi da anni, a causa di ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione. Sotto il ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/legambiente-presenta-sbloccafuturo-opere-incompiute-in-umbria/">Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il dossier si chiama #sbloccafuturo. All’interno sono state raccolte 101 opere incompiute in tutta Italia. È la risposta di Legambiente alla sfida lanciata Matteo Renzi ai sindaci d’Italia, in vista del decreto Sblocca Italia, per censire i procedimenti fermi da anni, a causa di ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione.</p>
<p><strong>Sotto il titolo di “inadempienze”</strong> della pubblica amministrazione si nascondono molteplici tipologie di blocco. Spesso, secondo Legambiente, è proprio l’inerzia<strong> </strong>degli enti locali che dovrebbero progettare, coordinarsi, impegnare i fondi, la causa del ritardo nella costruzione di queste opere.</p>
<p><strong>Tra le opere in compiute</strong>, tante a dire il vero, la voce più consistente nel rapporto presentato da Legambiente riguarda i trasporti, intesi come ferrovie, trasporti urbani, mobilità dolce. A seguire ci sono bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti.</p>
<p><strong>Ed ecco che da Nord a Sud comincia il viaggio nell’Italia bloccata</strong>, attraverso piccole e grandi opere incompiute che sarebbero di grande aiuto al territorio e ai cittadini. Opere che andrebbero terminate, sottolinea Legambiente “se vogliamo un Paese sicuro, dinamico, moderno le opere da sbloccare devono essere coerenti con questa idea di Paese, non basta fare ‘tana libera tutti’ contro i lacci e lacciuoli, che imbriglierebbero il sistema. Perché alcuni di quei lacci hanno salvato l’Italia da ulteriori e più gravi disastri. Si deve semplificare ma serve un sistema di controlli efficace, consolidato e di pari prestazioni su tutto il territorio. Bisogna assumersi allora la responsabilità di selezionare e scegliere quali siano i vincoli necessari e le semplificazioni utili a rilanciare il Paese”.</p>
<p><strong>Anche l’Umbria,</strong> purtroppo, non è immune al censimento delle opere incompiute. Ed ecco che Legambiente chiede la conclusione dei lavori per il raddoppio della ferrovia Orte-Falconara con il completamento dei tratti Foligno-Falconara e Spoleto–Terni.</p>
<p>​<strong>L&#8217;opera è considerata strategica</strong> per il sistema ferroviario del paese e per i collegamenti tra la dorsale Milano Roma e la direttrice adriatica, sicuramente lo è ancora di più per i centinaia di pendolari che ogni giorno si spostano dall&#8217;Umbria verso Roma o Ancona. I lavori, iniziati nel 2001 sono proseguiti a singhiozzo nel corso degli anni. Attualmente sono ripresi soltanto nel tratto Campello sul Clitunno Spoleto e pare che del completamento dell’opera nessuno si preoccupi più.</p>
<p>“<strong>L&#8217;Umbria non ha bisogno di  più strade e autostrade</strong> – è il commento, invece, di Legambiente Umbria – ​occorre puntare sulla ​riqualificazione della rete ferroviaria cominciando appunto dal completamento dei lavori per il raddoppio della ferrovia Orte ​Falconara. I Sindaci e la Regione poi non dovrebbero dimenticare  gli interventi necessari per la riqualificazione funzionale della FCU, ​un’opera fondamentale per la mobilità locale una volta riqualificati i servizi (tecnologicamente e come orari), migliorato il raccordo alla rete Trenitalia e la penetrazione nelle aree urbane di Terni e Perugia”.</p>
<p><strong>Ecco nello specifico, per l’Umbria, gli interventi che Legambiente ha inserito nel proprio dossier.</strong></p>
<p><strong>Per il raddoppio Foligno – Fabriano</strong> l’intervento consiste in una tratta dello stesso, già in parte attuato, della intera linea Orte-Falconara, il cui progetto complessivo si articola in 5 interventi. La tratta Foligno-Fabriano è prevista prevalentemente in variante di tracciato e in galleria, per una estesa complessiva di 54 km, di cui solo circa 6 km nel territorio della Regione Marche, dal confine con l’Umbria, situato nella galleria di Fossato di Vico, fino alla stazione di Fabriano. Sono previsti 10 viadotti, per circa 6 km, 9 gallerie naturali per uno sviluppo complessivo di circa 30 km e 2 gallerie artificiali per 4 m. Il costo stimato è di 1.9 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Invece per il raddoppio della tratta ferroviaria Spoleto-Terni</strong> l’intervento consiste nella realizzazione di una nuova linea ferroviaria a semplice binario con tracciato diverso da quello della linea attuale, che costituisce un collegamento “diretto”, quasi interamente in galleria, tra le stazioni di Terni e Spoleto, di lunghezza pari a circa 22 km. La galleria principale, di 19 km circa, è dotata di un “posto di servizio” intermedio ed è affiancata da una galleria di soccorso. Sono previste inoltre 2 gallerie lato Spoleto, di cui una artificiale, un viadotto di 65 m e “opere d’arte” per la risoluzione di interferenze con la rete di viabilità e la rete idrografica. Il costo stimato è di 514 milioni di euro.</p>
<p><strong>Di strada, è il caso di dirlo, c’è ne tanta da fare.</strong> Ma la programmazione delle risorse europee per il 2014-2020 è una grande occasione, e sarà la cartina di tornasole per misurare la volontà di cambiare il paese facendolo entrare nella modernità.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/legambiente-presenta-sbloccafuturo-opere-incompiute-in-umbria/">Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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