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	<title>Perugia Online &#187; Palazzo della Penna</title>
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		<title>&#8216;Uccidiamo il chiaro di luna&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 15:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Entre-deux-guerres]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il problema della continuità. Tra le due guerre. E quello, stringente, della coscienza italiana, motore, già nell’Ottocento, di un emblematico atteggiamento di autori che hanno fatto il ‘Risorgimento filosofico’, come un Manzoni, come un Leopardi. E, ancora, come un Cuoco, che si rifà a un’origine arcaica, un De Sanctis, per il quale la critica letteraria era un modo per rifugiarsi in un cantuccio di particolare, o un Gioberti, che rivendica il primato, da questo punto di vista, degli italiani. Perché, se il Risorgimento esiste grazie al recupero del passato storico, tale linea storicistica culmina nel ruolo di Gentile, che, come interprete del fascismo, va a chiudere questo processo di coscienza nazionale proprio grazie alla filosofia. È stato un compito molto chiaro e al contempo molto arduo, il suo : ha dovuto concretizzare una dimensione nazionale in un Paese privo di tradizione nazionale, rivendicando l’originalità della filosofia italiana, a volte sintesi di filosofie differenti. Gentile ha, quindi, proposto, e lo ha fatto in maniera cosciente, il ruolo della filosofia italiana, in un’operazione di riscrittura del passato teoretico italiano, individuando nel Risorgimento il punto di svolta della tradizione nazionale. In Gentile gli umanisti assumono il senso di fattori della coscienza italiana. Si tratta della tematica delle due Italie. Il punto fondamentale è che questo discorso permette di individuare in Gentile un taglio morale, e non pedagogico. Lui, che ha collocato il Fascismo come compimento del Risorgimento. Ma tale interpretazione del passato storico pare non finire con la morte di Gentile: l’esempio è offerto da un noto filosofo post-gentiliano, Garin, che si richiama al Rinascimento. Pur esprimendosi, nel 1947, in maniera negativa nei confronti degli studi di Gentile antecedenti alla guerra, Garin accoglie la proposta gentiliana di concludere la storia della filosofia iniziata, appunto, da Gentile. Cosa è successo, cos’ha determinato questa continuità, se è vero che si può beneficiare della centralità immanentista che Garin desume da Gentile?</p>
<p>Questo, il quesito che si è posto Antonio Allegra (Università per Stranieri di Perugia). Queste, le linee essenziali dell’intervento da lui presentato in occasione del convegno ‘L’entre deux guerres in Italia’, tenutosi a palazzo della Penna, a Perugia, e curato da Michele Dantini, Michela Morelli e Gemma Zaganelli. Fra storia dell’arte, storia della critica e storia politica. Il convegno, aperto dal Rettore dell’Università per Stranieri, Giovanni Paciullo, e presieduto da Francesco Federico Mancini (Università degli Studi di Perugia), da Michele Dantini (Università per Stranieri di Perugia) e da Gemma Zaganelli (Università degli Studi di Perugia), ha registrato gli interventi, fra gli altri, di Paola Salvatori (Scuola Normale Superiore di Pisa), dal titolo <em>Le esposizioni storico-politiche del Ventennio e il ruolo degli artisti</em>, di Michele Dantini (Università per Stranieri di Perugia), <em>Renzo De Felice e la storia dell’arte</em>, Alessandro Del Puppo (Università degli Studi di Udine), <em>Ignazio Silone e Clement Greenberg. Le ragioni di una difficile ‘terza via’</em>, Alessandro Romanello (Accademia dei Lincei di Roma), <em>Fascismo e modernità: riflessioni a partire dal Convegno internazionale sull’architettura del 1936</em>, Stefania Petrillo (Università degli Studi di Perugia), dal titolo <em>Il </em><em>«</em><em>volto amato» </em><em>della patria e il Salone del paesaggio umbro del 1930</em>, Aurora Roscini Vitali (Università La Sapienza di Roma),<em> «L’ephémère est eternel</em><em>». La creazione effmera come possibilit</em><em>à </em><em>espressiva nel corso del Ventennio</em>, Michela Morelli (Università degli Studi di Perugia), <em>Arte e fascismo: dibattiti e strategie culturali a Perugia e Centro Italia</em>, Andrea Baffoni (storico e critico dell’arte), <em>La propaganda culturale dell</em><em>’«</em><em>Impero»: autopromozione futurista e politica culturale</em>, il già citato Antonio Allegra (Università per Stranieri di Perugia), <em>Note su un</em><em>’</em><em>ideologia nazionale. La filosofa e le sue continuit</em><em>à</em>, e Alessandra Migliorati (Università degli Studi di Perugia), con un intervento titolato <em>Il </em><em>“</em><em>giottismo</em><em>” </em><em>di Riccardo Francalancia fra memoria storica e attualit</em><em>à </em><em>nella visione identitaria dell</em><em>’</em><em>Italia fra le due guerre</em>.</p>
<p>‘Emerge, da parte della storiografia artistica più recente, nazionale e internazionale, dedicata all’arte italiana del primo e ancor più del secondo Novecento – si legge nella nota introduttiva –, la domanda di modelli interpretativi nuovi e di più dettagliati approfondimenti storico-culturali, ad oggi mancanti. In particolare è evidente, da parte di studiosi di lingua non italiana, la difficoltà a accedere a fonti non tradotte e a misurarsi con una più ampia pluralità di testi e voci, primarie e secondarie; giungendo così a un’articolata ricostruzione di contesti. In assenza di un rinnovamento degli studi storico-artistici, intesi questi ultimi anche nel senso di una più ampia e aggiornata storia culturale, si rischia di avanzare interpretazioni arbitrarie o di radicare l’intera ricostruzione del Novecento italiano, dal periodo entre-deux-guerres alle neoavanguardie almeno, a un’antitesi ‘fascismo/antifascismo’ che, pur importante, non sembra storiograficamente risolutiva per un ampio numero di artisti, critici etc. etc.; ed è divenuta da decenni oggetto di discussione da parte di storici politici, scienziati sociali e giuristi delle più diverse tendenze. Soprattutto si è incapaci di cogliere determinate  continuità esistenti, nella storia dell’arte, tra la prima e la seconda metà del Novecento; e di misurarsi così con una domanda che la comunità degli storici si è invece posta da tempo. E cioè: quali sono, se esistono, le continuità sociali e culturali, in Italia, nel passaggio tra fascismo e Repubblica; in un momento dunque di profonde discontinuità politico-istituzionali? E come si collegano tra loro, oppure si disgiungono, la prima metà del primo e del secondo Novecento; gli anni Trenta, poniamo, e gli anni Cinquanta o Sessanta?’.</p>
<p>Hanno risposto a queste domande i relatori, con interventi di levatura incentrati, ad esempio, come ben esemplificato dai titoli soprascritti, sul problema dell’intensa organizzazione di mostre storico-politiche che caratterizzò gli anni Trenta e che fu uno dei più validi strumenti utilizzati dal regime per il conseguimento del consenso (si pensi alla <em>Mostra della Rivoluzione Fascista</em> o alla <em>Mostra augustea della romanità</em>), o sugli studi di De Felice, che toccano, in molti punti, la storia dell’arte, pur non essendo divenuti lettura corrente per gli storici figurativi (la tesi presentata dal professor Dantini ha inteso mettere in luce che la riflessione di De Felice sui temi del consenso e della nazione contiene spunti di interesse anche per gli storici dell’arte italiana del primo e del secondo Novecento), o ancora sul tema del paesaggio nell’arte italiana fra le due guerre, nella politica di valorizzazione delle bellezze naturali e del ‘volto amaro della patria’. Così come, negli anni Trenta, trovano peculiare declinazione le categorie di ‘effimero’, nella quale la creazione artistica, a fianco della canonizzazione di uno stile novecentista e littorio, trova spazi originali di sperimentazione, di ‘cinegiornale’ (il riferimento è al cinegiornale Luce, che, fra il 1941 ed il 1943, ospitò degli spezzoni dedicati a pittori e scultori coevi come Soffici, Romanelli e Tosi), e di propaganda culturale dell’Impero, con l’autopromozione futurista e la politica culturale, anche in relazione all’attività di Enrico Prampolini. Non mancano, tuttavia, anche riletture di Giotto e fenomeni di ‘giottismo’: quello insito in Francalancia ha i suoi presupposti nell’ambiente di ‘Valori plastici’ e nella rilettura che di Giotto fa Carrà negli anni Venti, spostando in chiave nazionalista una speculazione teorica sul cubismo, non disgiunta da un esoterismo di base. C’è, poi, come è stato illustrato, una ‘terza via’, rappresentata dalle esperienze di Silone e Greenberg e da quella del Convegno internazionale sull’architettura del 1936, che consentono di riscrivere, in parte, la storiografia dell’arte, e, in parte, la politica del regime, che ebbe indubbi contatti con la modernità, interpretandone alcune istanze profonde, per quanto piegandole ad un progetto politico conservatore.</p>
<p>Del tipo: ‘Uccidiamo il chiaro di luna’. Pur salvaguardando la luna.</p>
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		<title>Il &#8220;Salotto di casa Fuso&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 16:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Qui da voi ho vissuto soffi di calde amicizie”. Ad affermarlo, servendosi, forse, di un’ipallage che traspone l’aggettivo “caldo”, da riferire al “soffio”, al sostantivo “amicizia”, è Renato Guttuso, uno dei più importanti artisti del movimento realista italiano, la cui opera più famosa, <em>Crocefissione</em>, restituisce “il supplizio del Cristo come scena d’oggi”. Degli anni Quaranta, cioè. Era un habitué, Guttuso, nel “salotto di casa Fuso”, in cui la dimensione intima, domestica, quotidiana si sposava con il fermento culturale tra le due guerre mondiali, con il dibattito critico sulle temperie artistiche coeve.</p>
<p>A ricostruire con gli arredi originali quel salotto, che si teneva presso il Torrino di palazzo Cesaroni, a scandirne in un itinerario museale i dipinti, i disegni e le ceramiche, ad esporre i numerosi quadri che i coniugi Bettina (Elisabetta Rampielli) e Brajo Fuso ricevettero da artisti che di quel salotto culturale furono ospiti sommi, dal già citato Guttuso ad Alberto Burri ed Achille Pace, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, che, con il sostegno della Regione, ha promosso la mostra “Il salotto di casa Fuso, con Moravia, Argan, Guttuso, Burri. Mostra di dipinti, disegni, ceramiche”, a cura di Massimo Duranti, Andrea Baffoni e Francesca Duranti, ed allestita, dal 23 aprile al 31 maggio, nella sala della partecipazione del Torrino di palazzo Cesaroni, nel Fuseum di Monte Malbe (la casa-museo che raccoglie le opere di Brajo Fuso) e nel museo civico di Palazzo della Penna.</p>
<p>“Un’anteprima gustosissima”, quella dell’inaugurazione di venerdì 22 aprile, alle 18, nel Salone di Apollo di Palazzo della Penna alla presenza delle Autorità, dei curatori dell’esposizione e del Dottorato di ricerca in Scienza del libro e della Scrittura dell’Università per Stranieri di Perugia (in occasione della quale si è tenuto il concerto dei TriTone, con Giulia Pappalardo, Giorgio Panico, Andrea Agostini, Umberto Ugoberti e Francesco Speziali): così, l’assessore alla Cultura, Turismo ed Università del comune di Perugia, Teresa Severini, ha commentato il vernissage della mostra curata da Massimo Duranti, sottolineando l’attivismo di quest’ultimo nel ricreare uno spaccato della vita perugina tra le due guerre (l’esposizione, nelle sale del Museo Civico di Palazzo della Penna è in concomitanza con un’altra mostra, “La Grande Guerra”) ed estendendo i suoi ringraziamenti al Sodalizio di San Martino. Una coppia di artisti, ha sottolineato l’assessore Severini, nelle cui dinamiche personali ed artistiche interne, la coniuge, allieva prediletta di Arturo Checchi, docente di pittura all’Accademia delle Belle Arti di Perugia dal 1925 al 1938, seppe tirarsi indietro per far spazio al marito, noto dentista e docente di odontoiatria all’Università degli Studi di Perugia, che, dopo il 1943, comincia a dilettarsi con la pittura, al recupero di materiale di scarto, riassemblato,con intento ludico, nelle sue <em>Straticromie</em>.</p>
<p>Tirarsi indietro, sì, ma non troppo: Betty partecipa a tre edizioni della Quadriennale di Roma nel 1955, 1959, 1965 e, solo dopo aver ricevuto la medaglia d’oro al Premio Termoli nel 1964, si dedica alla promozione dell’arte del marito, lasciando “tracce significative dal punto di vista artistico”, come ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Fernanda Cecchini, che ha fatto leva sul “nutrimento culturale” della coppia di coniugi e sulla temperie artistica che si respirava nel salotto di casa Fuso, dove gravitarono artisti, letterati e intellettuali, da Giuseppe Ungaretti a Giulio Carlo Argan. “Una mostra resa possibile dalla sinergia di soggetti pubblici e privati” (il Comune di Perugia, la Regione Umbria e l’Assemblea Legislativa della Regione, il Sodalizio di San Martino, il Fuseum), è stato il commento del curatore, Massimo Duranti, che ha ribadito la natura di “evento storico-artistico nell’Umbria novecentesca” della mostra: 126, le opere in esposizione, opere di Bettina (quasi tutte inedite), Brajo e degli amici-ospiti del loro salotto culturale, all’insegna di un’antitesi al provincialismo. Commenta alcuni documenti conservati nell’archivio del Fuseum, Duranti: “nel 1926 – ha ricordato – andò ad abitare in un appartamento di un palazzo in via dei Priori, dove viveva Bettina, Alberto Pincherle. Un incontro sull’androne del palazzo, quello tra Moravia e la pittrice, un’amicizia, nata poi, e tradotta nelle parole di un romanzo breve del primo, uscito nel 1937: un’istantanea urbanistica di Perugia, ne <em>La provinciale</em> di Moravia, un parallelismo (Duranti si rimette ai critici letterari, n.d.r.) tra Gemma, la protagonista, e l’amica Betty. Una moglie e una pittrice, Elisabetta Rampielli, una curiosissima donna che, ha ribadito Duranti, “i tetti di Perugia, se li mangiava con gli occhi”, ripercorrendo con uno sguardo mai sazio di punti di vista differenti, alla “Palomar”, i palinsesti di quelle architetture: ci sono le tinte dei Fauves, sulle tele di Bettina, ci sono i tetti delle case perugine, gli effetti geometrici di queste componenti architettoniche, spesso scomposti.</p>
<p>Ma ci sono anche i ritratti dei familiari, gli autoritratti, o entrambi: nell’<em>Autoritratto con la madre </em>(olio su tela, 1945) la pittrice si ritrae senza lineamenti; una pietra color smeraldo, ad illuminare il volto della madre, i suoi occhi cerulei, la giacca della figlia. Assemblaggio di materiali, dal ferro al legno, e loro ricomposizione e museificazione in <em>Straticromie</em> e <em>Cromoggetti</em>, che tanto richiamano l’arte di Jackson Pollock, per Brajo. Il marito, Brajo. L’esposizione, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19 (nel mese di maggio da martedì a domenica nella stessa fascia oraria: altre sedi espositive: palazzo Cesaroni, con esposizione di Brajo e Bettina della collezione del Consiglio Regionale, e Fuseum, a Monte Malbe), presenta opere anche di altri illustri artisti: da <em>La bancarella</em> di Burri (olio su tela, 1947) all’<em>Itinerario sentimentale </em>di Pace (olio su tela, 1960), con il suo fondo nero, le sue macchie rosse e i suoi fili (conduttori) dorati, che rimandano alle linee di Mirò.</p>
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		<title>Annibale Brugnoli e il Simbolismo a Perugia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 13:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un’Ifigenia languidamente appoggiata ad uno scoglio. Amazzoni, giovani etrusche in procinto di suonare le tubicine, suonatrici di flauto e tamburello. Ninfe, sorgenti. Allusioni simboliste ad una mitologia meno nota, ma non per questo meno pregnante. Nella solitudine di una natura che entra in contatto con la tela, che la sostanzia e la nutre. Senza filtri. È ad Annibale Brugnoli, artista perugino formatosi nella temperie culturale del tardo romanticismo e dell’eclettismo decorativo postunitario, nonché uno dei massimi esponenti nazionali della pittura della Belle Époque, suggestionato da Ingres e dalla tradizione cinque-seicentesca italiana, e all’arte a Perugia nel periodo simbolista, che è dedicata l’esposizione L’età delle favole antiche, curata da Alessandra Migliorati, in collaborazione con Maria Luisella Martella, organizzata dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Regione Umbria-Assemblea Legislativa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Galleria Nazionale dell’Umbria, l’Università degli Studi di Perugia e l’Accademia delle Belle Arti del capoluogo umbro, e allestita nelle sale del Museo Civico di Palazzo della Penna dal 12 dicembre al 28 febbraio 2016. “Una pluralità di voci e di apporti nel campo delle arti figurative, quella che l’Assessorato alla Cultura, Turismo ed Università sta proponendo alla città di Perugia – è stato il commento dell’assessore, Teresa Severini –. Un contributo proficuo, quello offerto alla città, che mira a studiare approfonditamente e criticamente le opere artistiche che sono conservate nei nostri depositi, come nel caso di quelle del Museo Civico di Palazzo della Penna (fondo Rossi Scotti ed Iraci), sede della presente esposizione”. Tra i prestatori, ha ricordato ancora Severini, si annoverano la Galleria d’Arte Moderna di Roma, la Fondazione Accademia delle Belle Arti di Perugia e molti, raffinatissimi, collezionisti privati, dalle collezioni di Paolo Mazzerioli e Franco Venanti a quelle di Daniela Gramignani. Taglio del nastro, oggi, alle 17.30, per l’inaugurazione dell’esposizione, che stamane, in conferenza stampa, ha registrato la presenza della curatrice, Alessandra Migliorati, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Perugia, oltre che di alcuni collezionisti, dell’editore del catalogo della mostra, Fabrizio Fabbri, e del Dottorato in Scienza del libro e della scrittura dell’Università per Stranieri di Perugia. “L’intento principale – ha sottolineato la curatrice, Alessandra Migliorati – è stato quello di riaprire le finestre sul periodo simbolista, per troppo tempo rimasto incastonato tra l’Impressionismo e le avanguardie storiche. Riscoperto in tempi recenti, il Simbolismo rappresenta un incunabolo, nonché la formulazione più intensa del secolo XX. Una decadenza non sterile, quella del Brugnoli, ma propositiva, nel segno di un’attualizzazione dell’antico, della classicità”. Molti, gli inediti. Tra le tele del Brugnoli, le tempere superstiti realizzate nel 1915 nella villa Rossetti di San Marco, a Perugia, atipiche nel loro classicismo. Un pretesto, questo, per sondare il contesto culturale perugino tra Ottocento e Novecento, anche alla luce dell’estetizzazione della classicità e del mito, della favola antica, operato dai pittori preraffaelliti e dagli artisti, coevi al Brugnoli, che gravitavano nella Roma de “In arte libertas”, vicina a Nino Costa e a Gabriele D’Annunzio: dal protosimbolista Faruffini a Bruschi e Rossi Scotti. Suddivisa in tre sezioni, che abbracciano il contesto della Perugia post-unitaria, del simbolismo romano, anche in relazione all’entourage degli artisti perugini che aderirono alla poetica costiana, e la decorazione di villa Rossetti ad opera dell’ultimo Brugnoli, la mostra prevede una serie di eventi collaterali, con visite guidate, conferenze e percorsi ai luoghi delle opere dell’artista. “Erammi schiavi li astri in lunghe torme; e in tal regno le feste ho celebrate de’ suoni de’ colori e delle forme”: proprio al simposio dei suoni, delle forme e dei colori, si sono seduti i pittori di D’Annunzio. In un prolifico asse Roma-Perugia.</p>
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		<title>Tutti pazzi per la Volvo bianca, le immagini fanno il giro del web</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 10:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Palazzo della Penna]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da piazza Matteotti sul marciapiede a due passi dal parcheggio destinato ai diversamente abili, a pochi metri dall&#8217;ingresso di Palazzo Penna, il museo di arte moderna di Perugia, passando per piazza IV novembre fino ad arrivare a ridosso del Duomo di Perugia, l&#8217;immagine non cambia e il web non perdona. E&#8217; sempre li quella Volvo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Da piazza Matteotti sul marciapiede a due passi dal parcheggio destinato ai diversamente abili, a pochi metri dall&#8217;ingresso di Palazzo Penna, il museo di arte moderna di Perugia, passando per piazza IV novembre fino ad arrivare a ridosso del Duomo di Perugia, l&#8217;immagine non cambia e il web non perdona. E&#8217; sempre li quella Volvo bianca, in divieto di sosta, parcheggiata dove proprio non potrebbe.</p>
<p><strong>Infrazione consolidata.</strong> Che si tratti di una fermata di qualche minuto o di più tempo le segnalazioni sul web sono sempre più numerose. Come già segnalato tempo fa da PerugiaOnline la <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/il-parcheggio-selvaggio-non-va-vacanza-nemmeno-natale-11950/">notte di Natale</a> il parcheggio selvaggio nell&#8217;acropoli non conosce sosta e sembra non avere rivali. Nemmeno le diverse convenzioni con i parcheggi a pagamento a pochi passi dal centro cittadino, tranne quello del mercato coperto, o i nuovi posti per le macchine di piazza Matteotti sembrano aver scoraggiato la maleducazione di alcuni.</p>
<p><strong>Il web non perdona. </strong>Si sa, le immagini scomode della Perugia incivile fanno velocemente il giro della rete e i colpevoli vengono sempre messi alla gogna. Una tirata d&#8217;orecchie anche dalla nostra Redazione all&#8217;automobilista maleducato, in attesa che venga sanzionato.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://www.perugiaonline.net/tutti-pazzi-per-la-volvo-bianca-le-immagini-fanno-il-giro-del-web/unnamed-9-3/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/unnamed-9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Volvo bianca" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/tutti-pazzi-per-la-volvo-bianca-le-immagini-fanno-il-giro-del-web/unnamed-12-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/unnamed-12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Volvo bianca" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/tutti-pazzi-per-la-volvo-bianca-le-immagini-fanno-il-giro-del-web/unnamed-13-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/unnamed-13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="unnamed-13" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/tutti-pazzi-per-la-volvo-bianca-le-immagini-fanno-il-giro-del-web/unnamed-14-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/unnamed-14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Volvo bianca" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/tutti-pazzi-per-la-volvo-bianca-le-immagini-fanno-il-giro-del-web/unnamed-10-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/unnamed-10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Volvo bianca" /></a>

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		<title>Storie di donne e la resistenza di Emergency al Perugia Social Photo Fest</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2014 15:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo della Penna]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia social photo fest]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Cerio]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un avvio da ricordare ed in grande stile quello della terza edizione del Perugia Social Photo Fest che per il primo fine settimana di iniziative ha registrato una partecipazione oltre ogni aspettativa. Ad iniziare dal giorno dell’inaugurazione, con la presenza di oltre 500 persone al taglio del nastro di venerdì scorso delle mostre allestite a Palazzo Penna, per poi proseguire sabato e domenica con i primi incontri tutti molto partecipati e con ulteriori 300 biglietti staccati.</p>
<p><strong>Fotografia sociale e terapeutica </strong>&#8211; Sempre con al centro lo slogan “Resisto”, tema scelto quest’anno per l’unico ed originale festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e terapeutica, l’evento andrà quindi avanti nel capoluogo umbro fino al 23 novembre prossimo. Sono 17 le mostre presenti tutte raccolte nel suggestivo spazio del centro di cultura contemporanea di Palazzo Penna, tra importanti lavori di fama internazionale (Sara Naomi Lewkowicz, Mandra Stella Cerrone, Camilla Urso e Ekin Bayurgil, Giovanni Cocco, L. D’Amore e F. Matarazzo, Fermaimmagine, Emer Gillespie, Mimi Foundation, Matej Peljhan, Irina Popova, Silvia Rotelli, Nadia Cianelli) e quelli scelti attraverso la “call for entry” tra 117 partecipanti provenienti da ogni angolo del mondo (Marika Delila Bertoni, Simone Cerio, Jay Sullivan, Myriam Meloni). La terza edizione del festival, che presenta quindi esposizioni ma anche progetti sviluppati nell’ambito della fotografia sociale e della fototerapia, sarà ancora arricchita da incontri, conferenze, laboratori e progetti di fotografia partecipata, per promuovere la diffusione e il dialogo fra esperienze italiane ed internazionaIi e portare all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica i temi sociali sempre più attuali e in continua evoluzione.</p>
<p><strong> Gli appuntamenti</strong> &#8211; Domani, martedì 18 novembre, toccherà ad Emergency raccontare la propria di esperienza. Ma oltre agli scatti “resilienti” di Simone Cerio in mostra (definiti come spot, a volte delicati a volte estremamente ruvidi, che fanno luce sulla condizione di difficile resilienza che è l’Afghanistan) è in programma un incontro pubblico allaSala dei Notari, con inizio alle 18, dal titolo “When the others go away”. La preziosa partecipazione di Emergency permette così al festival di portare all’attenzione del pubblico, attraverso il racconto dei protagonisti, la forza delle persone colpite dalla guerra di recuperare la propria dignità di individui grazie al sostegno medico e progettuale degli operatori impegnati nelle zone dei conflitti. Resistere alle mutilazioni, alle perdite, al dolore ed avviare un nuovo cammino di vita, questo il percorso delle vittime; resistere alla fatica, ai disagi, ed accettare consapevolmente di mettere a disposizione se stessi e la propria professionalità, questo il percorso degli operatori di Emergency.</p>
<p><strong>La resilienza</strong> &#8211; Entrare in questo mondo, sospeso tra il quotidiano e l’inimmaginabile, certamente permette di comprendere, seppur solo in parte, quanto lo sforzo degli uni e degli altri attribuisca alla “resilienza” il suo più profondo significato quale condizione che amplifica la coesione dei membri di una comunità fortificando le risorse vitali di coloro che ne sono coinvolti. Per coltivare l’umanità bisogna essere legati agli altri esseri umani e riconoscerli. Il Perugia Social Photo Fest continua così in questo modo a dare voce e sostanza ad un tema quanto mai attuale, la “resilienza” intesa come capacità di sostenere il peso di situazioni avverse unita alla volontà di uscirne mai sconfitti ma addirittura rinforzati.</p>
<p><strong>Gli ospiti</strong> &#8211; All’incontro, oltre a Simone Cerio (giovane reporter rappresentato dall’agenzia di fotogiornalismo Parallelozero dal 2010, specializzato in fotografia documentaria e linguaggi multimediali, e tra i vincitori della “call” del Perugia Social Photo Fest 2014), interverranno anche Carla Casciari, assessore regionale al welfare e istruzione nonché vicepresidente della Regione Umbria, e Paolo Grosso, direttore del dipartimento di emergenza e urgenza e del dipartimento di anestesia e rianimazione del Policlinico di Monza che ha svolto numerose missioni in Afghanistan, Iraq, Sierra Leone, Sudan, Libia e Cambogia organizzando e gestendo le attività di anestesia e terapia intensiva negli ospedali di Emergency.</p>
<p><strong>Storie di donne</strong> &#8211; La fotografia come strumento per indagare le esperienze e le difficoltà legate all’essere madre &#8211; nella vita di una donna infatti la maternità rappresenta un momento di profondi cambiamenti nel suo assetto mentale, psicologico, fisico e relazionale &#8211; sarà l’argomento da trattare durante l’incontro “E corrono ancora. Storie di donne, maternità e fotografia”, in programma mercoledì 19 novembre alle 18 nel Salone di Apollo di Palazzo Penna. Sono previsti interventi di Tiziana Luciani, psicoterapeuta e autrice del libro “E corrono ancora &#8211; storie italiane di donne selvagge”, di Gisella Congia (presentazione del progetto “Chiaroscuri nella maternità”), Giovanni Presutti e Claudia Ravaldi (presentazione del progetto “Piccoli principi”) e Camilla Urso (presentazione del progetto “Esilio &#8211; Genealogia della madre”).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ORARI DI APERTURA DELLE MOSTRE</strong></p>
<p>Dal martedì alla domenica (10-19)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>BIGLIETTI</strong></p>
<p>Intero – 6,50 euro</p>
<p>Ridotto A – 5 euro (ragazzi da 14 a 25 anni, gruppi sopra le 15 unità, convenzionati Touring Club, Icom, Fai)</p>
<p>Ridotto B – 3 euro (ragazzi da 6 a 13 anni)</p>
<p>Gratuito – disabili e un accompagnatore, giornalisti accreditati</p>
<p>Il biglietto comprende l’accesso a tutte le collezioni e le mostre di Palazzo Penna e l’accesso alla sede espositiva Ex Fatebenefratelli dove è allestita la mostra “Sensational Umbria” di Steve McCurry</p>
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		<title>Perugia Social Photo Fest, quando la cultura sposa il sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 14:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA["Produzioni dal basso"]]></category>
		<category><![CDATA[#PSPF14]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Perugia Social Photo Fest è il primo festival europeo di fotografia sociale e terapeutica giunto alla sua terza edizione. Si terrà a Perugia dal 14 al 23 novembre 2014 nel museo civico Centro di Cultura Contemporanea Palazzo Penna.</p>
<p><strong>Resisto &#8211;</strong> Questo il concept su cui ruota il Perugia Social Photo Fest 2014. Una parola semplice ma di forte impatto che si basa sul concetto psico-sociale della “resistenza”, vista come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di sopravvivere e ristrutturarsi, per poi superarle e uscirne rinforzato e trasformato, restando così pronto ad accogliere le opportunità positive. Proprio quello che vogliono provare a fare gli organizzatori dell’associazione LuceGrigia che hanno deciso di “resistere” alle difficoltà economiche per vari motivi: perché il Perugia Social Photo Fest è una realtà che per la prima volta tenta di unire la cultura al sociale, perché il Perugia Social Photo Fest ha generato nuove progettualità e perché rappresenta per molti il luogo di scambio di buone pratiche. Per questo motivo è stato lanciato per la raccolta anche l’appello, “Insieme R.Esistiamo”.</p>
<p><strong>Campagna di crowdfunding &#8211;</strong> Nonostante il grande impegno degli organizzatori (il festival non si limita a una esposizione fotografica fine a se stessa, ma include una serie di attività che ruotano comunque intorno alla fotografia sociale e alla fotografia terapeutica da realizzarsi nell’arco dell’anno e non solo nel periodo strettamente legato alla manifestazione) ci sono difficoltà finanziarie dovute anche all&#8217;attuale situazione economica, politica e sociale. Proprio per questo l’associazione LuceGrigia è stata costretta a lanciare una campagna di crowdfunding con la piattaforma “Produzioni dal basso”. Si può contribuire liberamente, ognuno è libero di donare qualsiasi cifra, e il nome di chi “supporta” il progetto sarà inserito nella pagina dei ringraziamenti del festival. Non sono previste ricompense perché l’obiettivo è quello di investire tutto nelle mostre che saranno ospitate, scelta dettata dal fatto che il festival deve resistere all’assenza di sostegni economici da parte di soggetti pubblici e privati. Volendo, si possono anche acquistare due tipologie di quote: da 50 euro (a disposizione ce ne sono 100), in tal caso il biglietto di ingresso sarà in omaggio, oppure da 250 euro (a disposizione ce ne sono 3) e la ricompensa è un pernottamento gratuito (per una persona) in uno dei più suggestivi B&amp;B di Perugia (www.bb7baci.com). La disponibilità è per sabato 15 o 22 novembre.</p>
<p><strong>Non solo mostre &#8211;</strong> Anche per la sua terza edizione, il Perugia Social Photo Fest non sarà solo mostre e il calendario degli eventi è sempre più ricco di eventi, incontri, dibattiti, workshop e molto altro ancora. Inoltre, come importante coda del festival, dal 24 al 29 novembre è in programma il primo workshop italiano intensivo formativo sulle tecniche di fototerapia di Judy Weiser considerata la massima esponente mondiale in questo ambito. Una novità assoluta nel panorama nazionale. La Weiser è psicologa, arte terapeuta fondatrice e direttrice del PhotoTherapy Centre di Vancouver in Canada, partner del festival.</p>
<p><strong>Sostienici &#8211;</strong> Affinché si possa realizzare al meglio tutto questo, dal festival ai vari progetti collegati, è pertanto fondamentale il sostegno di molte persone. Per partecipare c’è ancora tempo fino al 10 ottobre prossimo. Per la piattaforma di raccolta fondi, clicca <a href="https://www.produzionidalbasso.com/pdb_3999.html">produzioni dal basso</a></p>
<p>Per info sul festival: info@perugiasocialphotofest.org<br />
<a href="http://www.perugiasocialphotofest.org/">www.perugiasocialphotofest.org</a></p>
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		<title>Prenderà il via venerdì 5 settembre &#8220;City vintage&#8221;, tre giorni dedicati alle origini dello stile e della moda italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 17:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[City vintage]]></category>
		<category><![CDATA[comune perugia]]></category>
		<category><![CDATA[giardini del frontone]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un omaggio alle tendenze e alla moda che hanno segnato il secolo scorso. Prenderà il via venerdì 5 settembre la sesta edizione di “City vintage”, la mostra mercato dal sapore retrò caratterizzata da appuntamenti musicali ed esposizioni. La manifestazione è stata presentata questa mattina a palazzo della Penna a Perugia dall&#8217;organizzatrice Anna Setteposte, dal presidente ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/venerdi-5-via-city-vintage-giorni-dedicati-alle-origini-stile-moda-italiana/">Prenderà il via venerdì 5 settembre &#8220;City vintage&#8221;, tre giorni dedicati alle origini dello stile e della moda italiana</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un omaggio alle tendenze e alla moda che hanno segnato il secolo scorso. Prenderà il via venerdì 5 settembre la sesta edizione di “City vintage”, la mostra mercato dal sapore retrò caratterizzata da appuntamenti musicali ed esposizioni. La manifestazione è stata presentata questa mattina a palazzo della Penna a Perugia dall&#8217;organizzatrice Anna Setteposte, dal presidente dell&#8217;associazione “Borgo Bello” Orfeo Ambrosi, dal vice presidente del “Lambretta Club Umbria” Giovanni Bertinelli e da Fabrizio Croce del distretto del sale. Ai giardini del Frontone fino a domenica 7 l&#8217;iniziativa regalerà agli appassionati e ai collezionisti la possibilità di conoscere selezionate ed importanti realtà vintage del territorio nazionale: oggettistica, modernariato, abbigliamento, accessori, vinili, libri ed illustrazioni. Cinquanta gli espositori che trasformeranno la zona in un salotto dedicato allo stile e alle tendenze dal fascino intramontabile.</p>
<p>Nel programma di “City Vintage” si conferma l’appuntamento con l&#8217;Aperivintage, dedicato ai cocktail vintage, mentre la novità di quest&#8217;anno sarà il cooking show “Il Vintage è servito: le ricette della tradizione”. In collaborazione con l’istituto istituto tecnico commerciale “A.Capitini”, nella ex-chiesa di sant’Anna avrà luogo la suggestiva esposizione di macchine da scrivere e calcolatrici a partire dai primi del novecento fino agli anni &#8217;80. I presenti avranno così modo di scoprire tutti gli strumenti che agli albori della moderna tecnologia hanno scritto, letteralmente, pagine e pagine della storia recente, tra cui la mitica Olivetti M20 del 1920 ed il primo computer italiano, nato nel 1965, Olivetti P101, La macchina, presentata a “New York all&#8217;esposizione Business Manufacturers Association, destò grande scalpore. Prestigiose testate, quali New York Times, Wall Street Journal, Herald Tribune, Business Week celebrarono la nascita della P101 additandola come primo vero computer da tavolo”.</p>
<p>Non mancherà poi un omaggio al pugile Dante Canè. “La Grande Boxe: un tuffo nel passato”, un’esposizione degli anni che portarono il campione da Orvieto al Madison Square Garden: all&#8217;interno del ristorante Nànà sarà possibile ripercorrere quegli anni con ritagli di giornali, fotografie e accessori per ricordare un’epoca che ha fatto grande la storia italiana del pugilato nel mondo, a cura di Daniela Canè.</p>
<p>Per quanta riguarda la musica, venerdì dalle 21.30 è in programma l&#8217;esibizione della scuola di ballo “Rock Your Boogie Asd” accompagnata ai piatti da Dj Joe Delirio mentre sabato sarà la volta degli “Sficatz”, un rock’n’roll sprezzante ed energetico. Domenica, a chiudere la manifestazione, ci penseranno gli “Swing Pics” per un gran finale con lo swing anni &#8217;50. Sabato dalle ore 18, al ristorante culturale “L’Officina”, il giornalista Antonio Boco guiderà tutti gli avventori in un giro tra le grandi etichette d’annata. Un viaggio tra sapori, gusti e storia che troppo spesso rimangono impolverati e dimenticati nelle nostre cantine. Questo legame infatti non è casuale ed assolutamente voluto: proprio il termine vintage si traduce perfettamente in “Vino d’annata”. Domenica 7, infine, alle 9 si svolgeranno il quinto trofeo “Borgo Bello Città di Perugia” e il secondo trofeo “Moto Perugina”, gare di regolarità per le vie del centro storico riservato alle moto costruite fino al 1965 e agli scooter costruiti fino al 1972, organizzate e promosse dal “Lambretta Club Umbria”, che ha ridato vita ad una competizione motociclistica nata a Perugia nel lontano 1954.</p>
<p>PROGRAMMA</p>
<p>VENERDI 5 Settembre</p>
<p>Giardini del Frontone</p>
<p>-Ore 18 &#8211; 24 Mostra Mercato del vintage</p>
<p>-Ore 19-21 Aperivintage, l&#8217;aperitivo come una volta + Vinyl Dj set Joe Delirio</p>
<p>-Ore 21.30 Dance Live Show dal Lindy Hope, al Boogie Woogie, rock &#8216;N roll, fino al Burlesque a cura di Rock your Boogie ASD + Dj Joe Delirio</p>
<p>-Ore 19.00 Via Fiorenzuola | Corso Cavour<br />
Inaugurazione &#8220;La bottega del Riuso&#8221;, promossa dalla Fondazione Fontenuovo</p>
<p>-Ore 18-24 Ristorante Nanà | Corso Cavour<br />
La grande Boxe: Un tuffo nel passato . Dante Canè ,da Orvieto al Madison Square Garden.</p>
<p>-Ore 18-24 Ex Chiesa di S. Anna | Borgo XX Giugno<br />
Esposizione macchine da scrivere e calcolatrici dai primi del 900&#8242; agli anni 80&#8242;, collezione dell&#8217;istituto ITC A.Capitini/ Vittorio Emanuele II Perugia</p>
<p>SABATO 6 Settembre</p>
<p>Giardini del Frontone</p>
<p>-Ore 10-23 Mostra Mercato Vintage</p>
<p>-Ore 17-19 Lezioni di ballo gratuite a cura di Rock your Boogie ASD</p>
<p>-Ore 16-22 Vintage Swap in collaborazione con Econchic</p>
<p>-Ore 18.00 Degustazione Vintage &#8211; Ristorante Culturale L&#8217;Officina | Borgo XX Giugno (info costi e prenotazioni: tel 392.5398191)</p>
<p>-Ore 19-20 Aperivintage, l&#8217;Aperitivo come una volta, Clima Tropicale:Dj set 50’s &amp; 60’s by il Lercio &amp; Fooly ( Friday I’m Rock. Urban Club)</p>
<p>-Dalle ore 21 Sficatz Live</p>
<p>-Ore 15-19 Ristorante Nanà | Corso Cavour: la grande Boxe: un tuffo nel passato. Dante Canè, da Orvieto al Madison Square Garden.</p>
<p>-Ore 16-21 Ex Chiesa di S.Anna | Borgo XX Giugno: esposizione macchine da scrivere e calcolatrici dai primi del 900&#8242; agli anni 80&#8242;, collezione dell&#8217;istituto Itc “A.Capitini/ Vittorio Emanuele II Perugia”</p>
<p>DOMENICA 7 settembre</p>
<p>Giardini del Frontone</p>
<p>-Ore 10-23 Mostra mercato del Vintage</p>
<p>-Ore 12 Cooking show, “il vintage è servito: le ricette della tradizione” A cura di &#8221; La Casa delle Cuoche”, con Caterina Betti e Laura Colaiacovo</p>
<p>-Ore 15-20 Trucco e Parrucco Vintage a cura di &#8221; La vanità Luciana&amp;Valentina Parrucchieri&#8221;</p>
<p>-Ore 17.15 Presentazione del libro &#8221; I tribbli delle sorelle Paccola&#8221;, Futura Edizioni, incontro con l&#8217;autrice Anna Ortica</p>
<p>-Ore 18.00 Lezioni di ballo gratuite a cura di Rock your Boogie ASD</p>
<p>-Ore 18.00 Aperitivintage, l&#8217;aperitivo come una volta+ Dj set Mr Lele 50/60</p>
<p>-Ore 20.30-22 Swing pics live</p>
<p>-Ore 16-21 Ex Chiesa di S.Anna | Borgo XX Giugno: esposizione macchine da scrivere e calcolatrici dai primi del 900&#8242; agli anni &#8217;80, collezione dell&#8217;istituto Itc “A.Capitini/ Vittorio Emanuele II Perugia”</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/venerdi-5-via-city-vintage-giorni-dedicati-alle-origini-stile-moda-italiana/">Prenderà il via venerdì 5 settembre &#8220;City vintage&#8221;, tre giorni dedicati alle origini dello stile e della moda italiana</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>&#8220;Resisto&#8221;, quando la fotografia è sociale e terapeutica</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/resisto-quando-fotografia-sociale-terapeutica/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 09:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo della Penna]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Più di 117 progetti fotografici da ogni parte dal mondo. Si è conclusa con un enorme e inaspettato successo la &#8220;call for entry&#8221; del Perugia Social Photo Fest, il primo festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e terapeutica che si svolgerà dal 14 al 23 novembre prossimi a Palazzo della Penna. Foto da tutto il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Più di 117 progetti fotografici da ogni parte dal mondo. Si è conclusa con un enorme e inaspettato successo la &#8220;call for entry&#8221; del Perugia Social Photo Fest, il primo festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e terapeutica che si svolgerà dal 14 al 23 novembre prossimi a Palazzo della Penna.</p>
<p><strong>Foto da tutto il mondo</strong> &#8211; Oltre che dall&#8217;Italia, i progetti fotografici provengono da Australia, Malesia, India, Sudafrica, Canada, America e Argentina per un totale di 84 nella categoria fotografia sociale e 33 per la sezione fotografia terapeutica.</p>
<p><strong>&#8220;Resisto&#8221;</strong> &#8211; Parte col piede giusto, quindi, la terza edizione della manifestazione che, alla sue terza edizione, si attesta sempre di più come una realtà con una forte impronta internazionale. Il tema scelto quest&#8217;anno è &#8220;Resisto&#8221; e ruota attorno al concetto psico-sociale della resilienza.Saranno come sempre due le declinazioni di fotografia alla base della manifestazione: “fotografia sociale”, di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive, mezzo per dar voce agli ‘esclusi’ (chi spesso viene dimenticato dalla nostra società) e quindi strumento di inclusione sociale, e “fotografia terapeutica” intesa come mezzo di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale soprattutto laddove c’è una difficoltà di comunicazione per attivare quindi un processo di autocoscienza e di esplorazione del sé.</p>
<p><strong>Fotografia sociale</strong> &#8211; Il Perugia Social Photo Fest nasce quindi come manifestazione socio-culturale centrata sul ruolo sociale e terapeutico della fotografia e che annualmente presenta al pubblico italiano ed internazionale progetti che si sviluppano nell’ambito della fototerapia. Il festival, arricchito oltre che da mostre anche da incontri, laboratori e conferenze, vuole in questo modo favorire la diffusione delle esperienze italiane ed internazionali facendole dialogare e creando così una rete di contatti da cui far nascere collaborazioni progettuali</p>
<p><strong>Progetti</strong> &#8211; La commissione composta da Antonello Turchetti, direttore artistico del festival in rappresentanza dell’associazione organizzatrice ‘LuceGrigia’, dal fotografo Fausto Podavini (vincitore del word press foto 2013) e da Loredana De Pace, giornalista specializzata in fotografia, selezionerà fino ad un massimo di 6 progetti (complessivamente tra quelli presentati nelle due sezioni). La scelta dei progetti avverrà entro il 15 di agosto. Questi saranno poi esposti in occasione della terza edizione del festival che si svolgerà a Perugia, presso il Museo Civico Centro di Cultura Contemporanea Palazzo Penna, dal 14 al 23 novembre prossimi.</p>
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		<title>Silent Disco: un modo nuovo per visitare Palazzo della Penna</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 16:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[silent disco]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco un modo tutto nuovo per visitare Palazzo della Penna. Per tutta la serata di domenica 10 agosto (dalle ore 19.00 alle ore 24.00) saranno a disposizione cento cuffie wireless e sarà possibile avere una personale colonna sonora per visitare le collezioni e le mostre ospitate nel museo. Grazie ad un controller si potrà scegliere il canale che trasmette la propria ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ecco un modo tutto nuovo per visitare Palazzo della Penna. Per tutta la serata di domenica 10 agosto (<span style="color: #222222;">dalle ore 19.00 alle ore 24.00)</span> saranno a disposizione cento cuffie wireless e sarà possibile avere una personale colonna sonora per visitare le collezioni e le mostre ospitate nel museo. Grazie ad un controller si potrà scegliere il canale che trasmette la propria musica preferita tra tre generi musicali diversi, uno per ogni piano espositivo del palazzo.</p>
<p><strong>Esperienza collettiva.</strong> Il Silent-disco è uno dei più originali fenomeni di fruizione musicale collettiva. Nata per caso durante una trasmissione di Live Music della BBC, questa novità underground inglese è capace di trasformare i luoghi più impensabili in una discoteca silenziosa. Grazie alla tecnologia wireless su cui si basa la Silent Disco, la musica viene trasmessa direttamente a centinaia di cuffie senza fili eliminando il classico sistema di diffusione attraverso speakers. Il risultato è il divertimento di una discoteca ma con un inquinamento acustico pari a zero.</p>
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<p><strong>TICKET DI ACCESSO ALLE MOSTRE E ALLE COLLEZIONI:</strong></p>
<p><strong>Intero </strong> € 6.50</p>
<p><strong>Ridotto A</strong> € 5,00 (gruppi di almeno 20 unità; da 14 a 25 anni; ultrasessantacinquenni; convenzionati)</p>
<p><strong>Ridotto B</strong> € 3,00 (da 6 a 13 anni; disabili e un accompagnatore)</p>
<p><strong>Gratuito</strong> (fino a 5 anni; giornalisti accreditati)</p>
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		<title>Uj14, il talento di “Young Jazz” Simone Graziano a Palazzo della Penna</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 13:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[foligno]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo della Penna]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Graziano]]></category>
		<category><![CDATA[UJ14]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria Jazz]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Per il secondo anno consecutivo c’è anche Young Jazz a Perugia. Arriva durante la kermesse perugina dedicata al jazz, con il suo carico di sperimentazione e ricerca e si ferma per due week end nel cuore dell’acropoli. A Palazzo della Penna, ancora una volta, protagonista ancora la musica di “nuova generazione” fatta dalle nuove generazioni. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Per il secondo anno consecutivo c’è anche Young Jazz a Perugia. Arriva durante la kermesse perugina dedicata al jazz, con il suo carico di sperimentazione e ricerca e si ferma per due week end nel cuore dell’acropoli. A Palazzo della Penna, ancora una volta, protagonista ancora la musica di “nuova generazione” fatta dalle nuove generazioni. In questa location &#8211; spazio culturale di Perugia torna quindi il nuovo jazz, tra sperimentazioni e ricerca.</p>
<p><strong>Dopo il primo week end</strong> che ha visto le performance dell’ensemble Slivovitz l’11 luglio e Giovanni Di Domenico il 12, Cristiano Arcelli con il progetto Brooks sempre sabato 12, si sono esibiti il 18,19 e 20 luglio Simone Graziano con Frontal, Alfonso Santimone, Piero Bittolo Bon &amp; His Original Pigneto Stompers con Jamaaladeen Tacuma, Dan Kinzelman con Ghost e Colin Stetson.</p>
<p><strong>Ed è così che il rapporto tra Young Jazz di Foligno e Umbria Jazz prosegue.</strong> Una realtà che si è sempre di più affermata nel corso degli anni come l’unica nel suo genere nata per dare spazio a giovani artisti e al jazz più contemporaneo.</p>
<p><strong>Ed è così che nella splendida cornice delle eleganti sale settecentesche di Palazzo della Penna</strong> venerdì ha raccontato la sua musica e il suo nuovo disco “Frontal” Simone Graziano. “Frontal” è uscito per Auand Records nel maggio 2013, è stato subito acclamato dalla critica specializzata come ‘una tra le migliori produzioni del 2013’. Ma Frontal è prima di tutto un gruppo. Composto da alcuni tra i migliori talenti del jazz italiano: Gabriele Evangelista al contrabbasso, Stefano Tamborrino alla batteria, il newyorkese David Binney al sax alto, Dan Kinzelman al sax tenore.</p>

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<p>Foto By <strong>Armando Allegretti</strong></p>
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