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	<title>Perugia Online &#187; Paolo Brutti</title>
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		<title>Vertice delle commissioni antimafia, per l&#8217;Umbria interverrà Brutti</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 18:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[commissione regionale antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Domani 25 marzo si terrà a Roma la prima assemblea delle Commissioni regionali antimafia. Un&#8217;idea nata in Umbria e fatta propria dalla presidente della Commissione nazionale Rosy Bindi che ha voluto conferire all&#8217;appuntamento il massimo del prestigio. Davanti al capo dello Stato, Mattarella, prenderanno la parola i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, i governatori di Campania e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Domani 25 marzo si terrà a Roma la prima assemblea delle Commissioni regionali antimafia. Un&#8217;idea nata in Umbria e fatta propria dalla presidente della Commissione nazionale Rosy Bindi che ha voluto conferire all&#8217;appuntamento il massimo del prestigio. Davanti al capo dello Stato, Mattarella, prenderanno la parola i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, i governatori di Campania e Sicilia, Caldoro e Crocetta, i sindaci di Reggio Calabria e Milano, Falcomatà e Pisapia e don Luigi Ciotti in rappresentanza delle associazioni.</p>
<p><strong>I relatori</strong> &#8211; Cinque i relatori territoriali, tra i quali il presidente della Commissione antimafia e antidroga dell&#8217;Umbria, Paolo Brutti, accompagnato in questa spedizione dai consiglieri Cirignoni, Monacelli e Rosi. Al vertice prenderanno dunque la parola le tre regioni tradizionalmente più coinvolte, Sicilia, Calabra e Campania, la Lombardia e l&#8217;Umbria.</p>
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		<title>Expo2015, una mozione per collegare l&#8217;Umbria a Milano con un Frecciargento</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 17:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Ottenere un treno Freccia Argento dall&#8217;Umbria per Milano in occasione dell&#8217;Expo 2015”. È questo il contenuto di una mozione presentata dal consigliere regionale<strong> </strong>Paolo Brutti<strong> </strong>(Idv), nella quale chiede all&#8217;Esecutivo di Palazzo Donini di impegnarsi per “ottenere dalle Ferrovie di Stato la sperimentazione, per il periodo dell&#8217;Expò, di un collegamento per Milano, andata e ritorno, discutendone immediatamente durante la trattativa per la definizione del prossimo contratto di sevizio per i treni regionali”.</p>
<p><strong>Problema trasporti</strong> &#8211; “Si avvicina – spiega Brutti &#8211; la data dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Expo, che non potrà essere raggiunta dall&#8217;Umbria né in aereo né con un treno diretto. Il treno FS più veloce, infatti, raggiunge Milano da Perugia in quattro ore, con cambio a Firenze e questo accade per una sola corsa mentre le altre impiegano cinque ore o più. La soluzione di un regionale FS con cambio a Firenze per un treno Italo, praticabile anch&#8217;essa una sola volta al giorno, è solo teoria. Da Udine, da Trieste, da Treviso, da Vicenza, da Brescia, da Trento, da Bolzano, da Barletta, da Foggia, da Lecce, da Benevento partono dei Frecce d&#8217;Argento che si innestano sull&#8217;Alta Velocità e vanno a Roma o a Milano con grande comodità e senza rottura di carico. Senza dimenticare che un Freccia Rossa, anzi una coppia, esce dalla linea di AV a Piacenza, va sulla linea lenta per Parma, Reggio e Modena e lì rientra sulla linea veloce. Andata e ritorno, con un tempo di percorrenza di un&#8217;ora più lungo molto gradito ai viaggiatori delle città padane”.</p>
<p><strong>Il collegamento</strong> &#8211; Per questo il consigliere Brutti propone “un Freccia d&#8217;Argento che potrebbe collegare Perugia e Milano in tre ore e venti minuti: basterebbe che si immettesse a Orte sulla linea lenta fino ad Arezzo, rientrando ad Arezzo sulla linea veloce, senza rotture di carico. In tal modo verrebbero servite anche le città di Terni, Spoleto, Foligno e Assisi. Questo treno – conclude &#8211; potrebbe essere uno dei Freccia d&#8217;Argento che oggi già vanno a Milano, e non comporterebbe pertanto alcun acquisto di nuovo materiale rotabile”.</p>
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		<title>Brutti non ci gira intorno: le infiltrazioni sono una realtà</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 14:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Calabrese]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>​Chiamato in causa, anche Paolo Brutti, presidente della commissione regionale ​“Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze” invia una nota sulla questione Calabrese. &#8220;L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia, Francesco Calabrese, ha fatto riferimento al lavoro della Commissione regionale antimafia, che presiedo, nel suo ragionamento sulla recrudescenza della criminalità a Perugia, a ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[​Chiamato in causa, anche Paolo Brutti, presidente della commissione regionale ​“Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze” invia una nota sulla questione Calabrese.</p>
<p>&#8220;L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia, Francesco Calabrese, ha fatto riferimento al lavoro della Commissione regionale antimafia, che presiedo, nel suo ragionamento sulla recrudescenza della criminalità a Perugia, a cominciare dalle ripetute “spaccate” nel centro storico. Non nego che il connotato di questi atti, ad alto rischio e scarsi risultati diretti, può somigliare ad azioni di vera e propria intimidazione. Le indagini ci diranno di più. Ma se così fosse bisognerebbe concludere che i colpi delle forze dell&#8217;ordine, Questura in testa, che settimanalmente smantellano e arrestano intere bande di malfattori, sono andati a segno e hanno spezzato antichi equilibri. L&#8217;iniziativa di contrasto ha reso meno sicuri i cartelli del narcotraffico e le organizzazioni malavitose presenti nel nostro territorio, dando vita a reazioni violente e incontrollate.<br />
L’Umbria &#8211; e Perugia non fa certo eccezione &#8211; è un territorio fortemente contaminato dalla criminalità organizzata. E&#8217; ozioso e inutile perdersi in graduatorie, in atteggiamenti rassicuranti, in opinabili rivendicazioni sulla rettitudine del popolo umbro. Mentre si discute di queste cose la camorra ricicla a tutto vapore, la ‘ndrangheta rileva attività commerciali con metodi sempre più intimidatori, la mafia si infiltra nel tessuto sociale e istituzionale, le cosche nigeriane, albanesi, magrebine e cinesi si spartiscono qualsiasi attività dove si incassino quattrini velocemente. E se il gioco d’azzardo viene “statalizzato” meglio ancora: non è l’illegalità a richiamare le mafie, sono semplicemente i milioni di euro.<br />
E’ innegabile che per anni, e ancora oggi, si è cercato di non allarmare i cittadini. Appelli più che altro di circostanza, alzate di spalle nei confronti di chi metteva in guardia sul lento e inesorabile degrado del nostro territorio, con riflessi evidenti sugli indici di sviluppo di una Regione lentamente regredita rispetto ad altre realtà analoghe, sottovalutazione del fenomeno. Mai un segnale forte di ribellione civile, mai una chiamata alla mobilitazione generale. Parlare di contiguità, allo stato delle cose, appare sinceramente fuori luogo. Ciò che però rilevano gli esperti e le massime autorità giunte da altre parte d’Italia, è che in Umbria non si percepisce quella soglia di attenzione commisurata al problema. Nella recente operazione anti-‘ndrangheta, che ha visto numerosi imprenditori taglieggiati collaborare con magistratura e carabinieri, la collaborazione è giunta all’arrivo dell’Arma: prima che i carabinieri bussassero alla porta, gli stessi commercianti, nella solitudine e nel silenzio, erano stati pestati a sangue, ricattati, defraudati. Questa è la verità, altro che anticorpi naturali presenti nel nostro tessuto sociale. E non è sbagliato dire che l’attuale Giunta comunale perugina si ponga in termini nuovi rispetto al fenomeno. C’è ancora tantissimo da fare, ultimamente la nostra commissione ha stretto un accordo con l’Università degli Studi per monitorare le stesse spaccate, gli incendi, i passaggi di licenza commerciale per vedere se c’è un’intelligenza unica dietro a questi fenomeni, bisogna denunciare con quanto fiato si ha in gola l’impatto devastante del gioco d’azzardo (tra pochi anni piangeremo sul ritardo imperdonabile con il quale si è affrontato questo capitolo), bisogna che Stato, Regioni e Comuni siano infinitamente più veloci e aggressivi nel contrastare mafia e crimine organizzato. E bisogna che i pruriti elettorali si mettano in secondo piano: quando i cani da guardia si azzuffano tra loro per i ladri è sempre festa&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta succursale, ovvero quando il cancro è dentro casa tua</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E così, dopo Mafia Capitale, abbiamo ’Ndrangheta succursale. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>E così, dopo Mafia Capitale, <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-61-arresti-umbria-e-sequestri-per-30-milioni-11061/">abbiamo ’Ndrangheta succursale</a>. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini o supermarket, compro oro, sale-giochi, bar: tutto serve, tutto fa brodo per riciclare denaro sporco, e poi magari utilizzarlo come doping per vincere appalti pubblici proponendo i ribassi migliori. Del resto chi è che ancora oggi, nella piccola Umbria, è in grado di ripetere il tanto decantato ritornello “ma tanto qui da noi non succede”?</em></p>
<p><em><a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra-10142/">Lo avevano detto due settimane fa, lo scorso 28 novembre, intervenendo al convegno “Mafia e droga, allarme Umbria” alla Sala dei Notari, Rosy Bindi e Paolo Brutti</a>, rispettivamente presidente della commissione nazionale antimafia e della commissione regionale “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze”. Non proprio gli ultimi della classe, insomma. Neanche lo avessero saputo… Passano due settimane ed ecco 61 arresti tra Italia e Germania: un terremoto. Ma un terremoto che ha per epicentro, ahinoi, proprio la città degli incappucciati.</em></p>
<p><em>Sia ben chiaro, però: il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha detto e ribadito che questa operazione, denominata “Quarto passo”, nulla ha a che vedere con “Mafia capitale”, e che anzi le due indagini non sono lontanamente paragonabili. “Il tessuto socio-politico umbro è sano – ha detto Roberti –, non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c’era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo”.</em></p>
<p><em>Viene da pensare a quel meraviglioso, innovativo, rivoluzionario e – soprattutto – innocuo brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek, che nel 1901creò un materiale popolarissimo, utilizzato dall’edilizia di tutto il Mondo durante il secolo scorso: il cemento-amianto, meglio conosciuto come eternit. Vallo a spiegare alle decine di migliaia di morti di mesotelioma pleurico. A volte il cancro è dentro casa nostra, ma piuttosto che lottarci contro si preferisce rifiutare di ammetterne l’esistenza.</em></p>
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		<title>Umbria, lavanderia di soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 17:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Distributori di benzina, supermercati, bar e Compro oro. Passano attraverso comuni esercizi commerciali, entrano neri, ne escono con una nuova vita. E&#8217; la lunga strada dei soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra, che hanno trovato in Umbria il luogo ideale per ripulirsi. Un tempo era solo droga e prostituzione; oggi la mafia colonizza nuove terre e ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra/">Umbria, lavanderia di soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Distributori di benzina, supermercati, bar e Compro oro. Passano attraverso comuni esercizi commerciali, entrano neri, ne escono con una nuova vita. E&#8217; la lunga strada dei soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra, che hanno trovato in Umbria il luogo ideale per ripulirsi. Un tempo era solo droga e prostituzione; oggi la mafia colonizza nuove terre e si trasforma. Si adegua ai tempi e trova terreni fecondi proprio laddove erano immacolati. Ciclo del cemento, traffico di rifiuti, appalti e subappalti, gioco d&#8217;azzardo e slot machines sono solo alcuni dei settori maggiormente presi di mira dalla criminalità organizzata. Sono queste le indicazioni emerse dalle audizioni tenute negli ultimi due anni dalla commissione regionale &#8220;Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze&#8221; presieduta da Paolo Brutti (Idv) e di cui si è parlato stamattina alla Sala dei Notari. Un convegno &#8220;Mafia e droga, allarme Umbria&#8221; a cui ha partecipato anche la Presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi, il prefetto di Perugia Antonella De Miro e Domenico Petruzzo dell&#8217;Ufficio scolastico regionale.</p>
<p><strong>Infiltrazioni nell&#8217;economia legale</strong> &#8211; Dalla relazione della commissione regionale emerge come la nuova strategia delle organizzazioni criminali di stampo mafioso sia quella di espandere le proprie attività al di fuori del contesto territoriale del mezzogiorno. Oggi la mafia non controlla più soltanto il territorio, ma è alla continua ricerca di impieghi e attività utili al riciclaggio di enormi quantità di denaro liquido provenienti da traffici illeciti di droga, armi ed esseri umani. Ciò rappresenta un fenomeno criminale nuovo e perverso, che inquina quell&#8217;economia legale già a lungo messa a dura prova dalla crisi economica. Non solo. L&#8217;Umbria deve fronteggiare la mancanza di anticorpi a fenomeni di questo genere. Il rischio è che le istituzioni, il tessuto economico e sociale della regione, sottovalutino il pericolo di tali infiltrazioni.</p>
<p><strong>Prostituzione, droga e gioco d&#8217;azzardo</strong> -&#8220;Le infiltrazioni distruggono l&#8217;economia sana&#8221;, commenta Brutti. Non bisogna sottovalutare i rischi connessi a una presenza, sebbene non fisica di cosche mafiose, ma di interessi ben precisi  queste legati. Gli strumenti per contrastare il fenomeno ci sono, ricorda ancora Brutti, ma è necessario raccogliere queste informazioni dalle forze dell&#8217;ordine e dalle istituzioni. Dalla dipendenza da sostanze alla dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo, è tutto un grande affare per la criminalità. &#8220;Solo in Umbria ogni giorno si giocano 3 milioni di Euro &#8211; afferma &#8211; mentre a voi giovani ricordo che non si possono servire due padroni. La mattina si lotta contro la mafia e poi il sabato sera si diventa finanziatori comprando droga per strada&#8221;. &#8220;Quello della droga è l&#8217;affare d&#8217;oro della criminalità organizzata. E l&#8217;Umbria è in prima linea in un mercato che vale oltre 90 milioni di Euro l&#8217;anno&#8221;, ricorda anche Fabrizio Ricci di Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie.</p>
<p><strong>Rosy Bindi</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;Italia è il paese delle mafie. Ma è anche il paese della lotta alle mafie&#8221;, esordisce così la Presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi nel suo intervento in una Sala dei Notari gremita di giovani studenti delle scuole superiori. E proprio a loro si rivolge la Bindi, le giovani generazioni che devono crescere nel culto della legalità, nella consapevolezza di quello che realmente accade per le strade della propria città. &#8220;Perché prima di tutto bisogna conoscere, se vogliamo convintamente portare avanti la nostra battaglia&#8221;. Se le mafie si sono così espanse e hanno trovato terreni così tanto fertili molto spesso è stato perché si sono sottovalutati i rischi e i pericoli. Per molto tempo si è detto che la mafia non c&#8217;era in Lombardia o in Liguria. Poi sono arrivate le sentenze a confermare una triste verità, cioè quella che le organizzazioni criminali non conoscono confini. Per questo è quanto mai necessario riconquistare gli spazi della città che droga e prostituzione hanno preso d&#8217;assalto, in contemporanea con una robusta opera di repressione delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra/">Umbria, lavanderia di soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Le Istituzioni unite per una Perugia migliore</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 15:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Una stretta collaborazione tra le Istituzioni per rendere Perugia una città più vivibile e simbolo di studio e cultura, e cancellando quella immagine di “Perugia capitale dello sballo e della droga”. Di questo si è parlato durante l&#8217;incontro di mercoledì a Palazzo dei Priori tra la Commissione regionale contro la criminalità organizzata e le tossicodipendenze e il sindaco Andrea Romizi. La Commissione d&#8217;inchiesta, presieduta Paolo Brutti (Idv) e composta dal vicepresidente Roberto Carpinelli (Psi) e dai consiglieri Gianluca Cirignoni (Lega Nord), Giancarlo Cintioli (Pd), Sandra Monacelli (Udc), si era già confrontata sugli stessi temi la settimana scorsa con il Rettore dell&#8217;Università di Perugia, Franco Moriconi.</p>
<p><strong>“Non vogliamo criminalizzare nessuno &#8211; ha sottolineato il presidente Brutti</strong> – ma lo spaccio e il consumo di droga sono un fenomeno preoccupante a Perugia. Soprattutto per il consumo siamo difronte ad una situazione vastissima: ci sono studi che ci dicono come la quasi totalità dei giovani perugini ha avuto esperienze di uso di sostanze stupefacenti. Purtroppo il divertimento giovanile è sempre più orientato allo sballo. E aumenta il consumo di alcol nelle giovani generazioni così come la diffusione del fenomeno delle ludopati e, che non conosce confini di fasce sociali e di età, ma che in Umbria vede giocate per tre milioni di euro al giorno e che probabilmente nasconde riciclaggio di denaro sporco”.</p>
<p><strong>“Il Comune, ma soprattutto i cittadini dovranno essere protagonisti in questo percorso i cui punti centrali sono il contrasto e la prevenzione</strong> &#8211; ha sottolineato il sindaco Romizi &#8211; . Dobbiamo avere una visione comune di città, capire quale Perugia vogliamo per il futuro e unire le risorse, soprattutto in un periodo in cui scarseggiano.L&#8217;aspetto della prevenzione è fondamentale: dobbiamo andare nelle scuole a parlare con i ragazzi e capire perché molti giovani, fin da ragazzini entrano in contatto con sostanze stupefacenti. Un processo che comporta tempi più lunghi, ma in questo campo non servono scorciatoie. La politica deve puntare su percorsi più strutturati e più solidi. Togliere gli spacciatori dalle piazze non serve se non eliminiamo il fenomeno dalla base. Dobbiamo dare un&#8217;immagine diversa di Perugia mettendo in evidenza quanto di buono c&#8217;è in città. Ed è tanto. Basta pensare alle tante eccellenze nella cultura o nel nostro tessuto produttivo, ma anche a quelle nel sociale che riescono ad intercettare tante forme di disagio. Concordo sul lavoro da fare per la comunicazione, così da non far più dipingere Perugia come capitale dello sballo e della droga. Il Comune avrà un ruolo da protagonista, soprattutto nelle aree più calde della città. Ma il ruolo centrale lo devono avere i cittadini: dove si sono attivati ci sono stati gli anticorpi. Dobbiamo risentirci comunità e metterci insieme, incentivando questi fenomeni virtuosi. Tutti quanti, nessuno escluso, dobbiamo lavorare sui quartieri per recuperare le criticità”</p>
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