<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Perugia Online &#187; poesia contemporanea</title>
	<atom:link href="http://www.perugiaonline.net/tag/poesia-contemporanea/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.perugiaonline.net</link>
	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 06:26:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Louise Glück: la voce del mito</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/louise-gluck-la-voce-del-mito/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/louise-gluck-la-voce-del-mito/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 21:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Saggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Glück]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nobel per la Letteratura 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43946</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#8216;Nella storia di Patroclo / nessuno sopravvive, neppure Achille / il semidio. / Patroclo gli assomigliava; / portavano / la stessa armatura. / In queste amicizie c’è sempre / uno che serve l’altro, che è meno / dell’altro: / la gerarchia / è sempre palese, benché delle / leggende / non ci si possa fidare ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/louise-gluck-la-voce-del-mito/">Louise Glück: la voce del mito</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[ &#8216;Nella storia di Patroclo / nessuno sopravvive, neppure Achille / il semidio. / Patroclo gli assomigliava; / portavano / la stessa armatura. / In queste amicizie c’è sempre / uno che serve l’altro, che è meno / dell’altro: / la gerarchia / è sempre palese, benché delle / leggende / non ci si possa fidare &#8211; / la fonte è il sopravvissuto, / colui che è stato abbandonato (…)’. A scriverlo è, ne <em>Il trionfo di Achille</em>, Louise Glück. Volgendo lo sguardo a un passato mitico e leggendario, ‘di cui non ci si può fidare’ e che, al contempo, continua a nutrire il nostro immaginario collettivo. Costruendo anche visioni future.</p>
<p>E <em>Futura</em> è il titolo scelto dall’associazione di promozione sociale Spazio Humanities per il ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea. Incontri che hanno ruotato anche attorno alla poesia di Louise Glück, Premio Nobel per la Letteratura 2020. #costruiamovisioni (per il futuro) era stato, infatti, l’hashtag dell’associazione per la seconda edizione, virtuale, di <em>aspettandoPoesiæuropa</em>, un progetto posto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e che Spazio Humanities gestisce in collaborazione con diverse istituzioni internazionali e con l’Università degli Studi di Perugia. L’Ateneo perugino, inoltre, opera in sinergia con l’associazione Spazio Humanities e con l’Accademia di Belle Arti di Perugia anche per quanto riguarda un altro progetto, Umbrò Cultura, giunto al terzo anno di promozione di attività culturali. Nell’ottica e nel piano dei lavori dell’associazione, che intende proporre iniziative sperimentali incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive, la musica, al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale, e i cui temi sono temi cruciali del contemporaneo, si inserisce, dunque, <em>Futura</em>, ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea.</p>
<p>Tutti gli incontri che seguono sono stati trasmessi in diretta sulla pagina facebook di Umbrò Cultura (<a href="https://www.facebook.com/umbrocultura/">https://www.facebook.com/umbrocultura/</a>), si sono nutriti della fluida discussione di idee e categorie innescata dal dibattito sviluppato in Internet, e hanno inteso creare uno spazio di sinergia tra ricerca e media in grado di contrastare la labilità della funzione del lavoro culturale e di gettare le fondamenta per uno spazio in cui pensare cosa significhi fare e essere cultura oggi, muovendo proprio dalle voci della poesia. Nel corso dei tre incontri – che si sono tenuti in streaming, rispettivamente, il 26 novembre e il 3 e, oggi, 16 dicembre – è stata aperta una finestra sulla poesia contemporanea. Il primo incontro del 26 novembre 2020, <em>‘novecento/duemila’: forme nuove di identità</em>, con Diego Bertelli, Raoul Bruni e Francesco Targhetta, è dedicato alla nuova collana di poesia Le Lettere ‘novecento/duemila’, che come obiettivo ha quello di gettare un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Rappresentate, queste ultime, dai tre relatori. Nel secondo incontro del 3 dicembre 2020, <em>Exordium</em>, hanno dialogato tre poeti italiani emergenti: Luigi Fasciana, Francesco Mazzotta, Silvia Righi (ha moderato l’incontro Davide Murari).</p>
<p>Il terzo incontro di oggi, 16 dicembre 2020, <em>La voce del mito. Sulla poesia di Louise Glück</em>, con Maria Borio – presidente dell’associazione Spazio Humanities –, Andrea Gentile e Gianni Montieri, ha inteso omaggiare Louise Glück, insignita del Premio Nobel per la Letteratura 2020 ‘per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale’. Nata a New York nel 1943, Louise Glück è autrice di libri di poesie e di raccolte di saggi e docente all&#8217;Università di Yale. <em>Il Saggiatore</em>, diretto da Andrea Gentile, che ha partecipato a questo incontro conclusivo, ha acquisito i diritti di pubblicazione delle opere dell’autrice. I temi ricorrenti nel lavoro di Louise Glück sono il trauma, la perdita, il rifiuto, il fallimento delle relazioni e i tentativi di guarigione, la perdita dell’innocenza, il desiderio e il cambiamento, la natura e la dimensione onirica e archetipica, la morte. ‘Una delle domande fondamentali, se non la domanda unica ed essenziale, posta alla base di <em>Averno</em> di Louise Glück – scrive, infatti, Gianni Montieri – è sul cosa accadrà dopo la morte. Non il solo quesito sul dove si andrà (ammesso che si vada da qualche parte): Glück va oltre e si chiede cosa ci faccia l’anima nell’aldilà senza le cose più care. A quale scopo dovrebbe esserci un’ipotetica vita dopo la morte se a questa mancheranno le cose terrene? Ecco il punto, la novità del contenuto di <em>Averno</em>’.</p>
<p>Un’autrice statunitense, Louise Glück, statunitense e accademica, che incarna alcune delle caratteristiche più significative della poesia anglosassone, come ha messo in luce Maria Borio: l’eredità del modernismo si lega a quella dell’intreccio tra scrittura e stile confessionale, tra tradizione e ripresa dei classici. Un rapporto, questo, filologico per noi, mentre per altre tradizioni è un rapporto più organico, naturale. &#8216;<em>Averno</em>, ripubblicato dal Saggiatore, recupera le figure del mito – ha aggiunto Maria Borio – in un modo, appunto, organico, naturale, quasi come se fossero degli ologrammi della vita ordinaria, controfigure, senza che questo implichi un assetto di teatro, ma inserite in un’autobiografia che è un contenitore fluido&#8217;.</p>
<p>&#8216;Cercherò di dire e di non dire – ha esordito Andrea Gentile, direttore editoriale de Il Saggiatore –. Cosa andiamo cercando dietro le parole? – Nell’XI secolo (sto volutamente andando fuori tema) nell&#8217;area del Mediterraneo si era soliti seppellire le persone senza testa. La testa era qualcosa da portarsi dietro durante un viaggio nomade&#8217;. C’era, infatti, una presenza dei vivi e una rappresentazione simbolica delle teste dei morti. In Galilea una signora dalla statura molto bassa viene seppellita insieme al suo teschio e ad altri oggetti. Si tratta di un seppellimento simbolico. E il simbolo ha a che fare con la poesia. Il lavoro archeologico si chiede cosa ci si aspetta da ogni relitto. Se l’archeologia ci spinge e a trovare il significato, la letteratura ci spinge a sentire il significato, a chiederci, quasi fosse un gioco, quali significati ci sono dietro alle parole. Il titolo di questo incontro, ‘La voce del mito’, ci suggerisce un procedimento tipico di questa autrice, che prende il mito, questo grosso cappotto che ci portiamo dietro, e lo va a svestire. <em>Averno</em> inizia con la descrizione di cosa sia l’Averno. Dire ciò che è, tuttavia, non basta. La lingua può dire e non dire, deve essere. ‘Senti questa voce? – si chiede Louise Glück – È la voce della mia mente’. Siamo vittime di questo strano oggetto che è la mente, siamo dei fantini al suo servizio. ‘I sentimenti mi governano’ scrive ancora Louise Glück e contempla, inducendo il mondo nell’arco del proprio cielo, stando dentro al mondo, essendo lei stessa il mondo. ‘Forse già non essere basta del tutto’ afferma Glück: se non possediamo il nostro corpo e la nostra mente, nel momento in cui scriviamo, abbiamo l’illusione di possedere la parola. Ma la parola è come un muscolo che si muove a prescindere da noi. La parola è uno strumento falso, un’ossessione per questa scrittrice, che a un certo punto si chiede: ‘Ricordo la parola <em>sedia</em>’ e poche righe dopo scrive ‘voglio dire solo che non mi interessa più: 60 anni seduta su sedie’. La parola <em>sedia</em>, così come la parola <em>casa</em> è riconoscibile, eppure, per la sua connotazione, significa qualcosa di diverso da soggetto a soggetto. ‘Vivete tutti in un sogno’, potremmo concludere con Glück. Glück che fa leva sull’inefficienza della parola, sulla sua ineffabilità e sul tradimento dell’io e della parola. Perché nel destino di ogni uomo c’è la fine del mondo fatta solo per lui. &#8216;Le parole, allora, non sono più dei fossili – ha concluso Andrea Gentile –, come quei teschi, ma qualcosa di impalpabile&#8217;.</p>
<p>Un’ineffabilità, questa, riscontrata anche da Gianni Montieri – giornalista e scrittore –, che è arrivato a questa autrice in modi casuali e che, dall’appassionamento, è passato, poi, a una lettura tecnica della sua opera, fino a quando, ad agosto di quest’anno, una settimana prima che Glück fosse insignita del premio Nobel, ha pubblicato un articolo dedicato alla scrittrice in Doppiozero. La poesia di Glück, per Montieri, ha delle cose comuni: la perdita, il dolore, la mancanza, l’attraversamento di una soglia che, in <em>Averno</em>, è quella degli inferi. Il mito viene spogliato: Persefone non è un personaggio del mito, ma qualcosa da usare, qualcosa che fa riflettere su come faremo a stare qua con tutto quello che lasceremo. Diamo troppa importanza all’io, e, nonostante questo, l’autrice pone l’io all’interno dei suoi testi, in modo lucido, ma al contempo emotivo. Lei che conduce il lettore davanti alla porta degli inferi, nel terreno dove i fiori si nascondono: è lui, il lettore, che deve fare i conti con qualcosa. La sua poesia non cerca il lettore, non offre il conforto semplice: il conforto arriva dopo, quando il lettore si riconosce e tocca con mano qualcosa che riguarda anche sé. Come se la perdita fosse anche la sua.</p>
<p>E gli interventi sono stati intervallati dalla lettura di alcune poesie tratte da <em>Iris selvatico</em> e da <em>Averno</em>. Come questa, <em>Fine dell’estate</em>, di cui si restituiscono, qui, alcuni versi incipitari: &#8216;Dopo che mi vennero in mente tutte le cose, / mi venne in mente il vuoto. / C’è un limite / al piacere che trovavo nella forma… / In questo non sono come voi, / non ho risoluzione in un altro corpo, / non ho bisogno / di un riparo fuori di me… / Mie povere ispirate / creazioni, siete / distrazioni, in ultimo / puri inceppi; / siete / alla fine troppo poco simili a me / per piacermi&#8217;.</p>
<p>Di questo e di altri argomenti hanno dialogato i relatori, in un ciclo di incontri pensati anche per il grande pubblico, cui far giungere le voci della poesia, nuove e nuovissime, e i discorsi meta-letterari su questa e sul mito, che, in quanto testo mobile, è suscettibile di continue riscritture. E di rivisitazioni. Come nella poesia <em>Persefone errante</em> tratta da <em>Averno</em> e letta in chiusa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/louise-gluck-la-voce-del-mito/">Louise Glück: la voce del mito</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/louise-gluck-la-voce-del-mito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8216;Futura&#8217; e la poesia contemporanea: uno sguardo all&#8217;opera di Louise Glück</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 11:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Glück]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43923</guid>
		<description><![CDATA[<p> ‘Nella storia di Patroclo / nessuno sopravvive, neppure Achille / il semidio. / Patroclo gli assomigliava; / portavano / la stessa armatura. / In queste amicizie c’è sempre / uno che serve l’altro, che è meno / dell’altro: / la gerarchia / è sempre palese, benché delle / leggende / non ci si possa fidare ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/">&#8216;Futura&#8217; e la poesia contemporanea: uno sguardo all&#8217;opera di Louise Glück</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Nella storia di Patroclo / nessuno sopravvive, neppure Achille / il semidio. / Patroclo gli assomigliava; / portavano / la stessa armatura. / In queste amicizie c’è sempre / uno che serve l’altro, che è meno / dell’altro: / la gerarchia / è sempre palese, benché delle / leggende / non ci si possa fidare &#8211; / la fonte è il sopravvissuto, / colui che è stato abbandonato (…)’. A scriverlo è, ne <em>Il trionfo di Achille</em>, Louise Glück. Volgendo lo sguardo a un passato mitico e leggendario, ‘di cui non ci si può fidare’ e che, al contempo, continua a nutrire il nostro immaginario collettivo. Costruendo anche visioni future.</p>
<p>E <em>Futura</em> è il titolo scelto dall’associazione di promozione sociale Spazio Humanities per il prossimo ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea. Incontri che ruoteranno anche attorno alla poesia di Louise Glück, Premio Nobel per la Letteratura 2020.</p>
<p>#costruiamovisioni (per il futuro) era stato, infatti, l’hashtag dell’associazione per la seconda edizione, virtuale, di <em>aspettandoPoesiæuropa</em>, un progetto posto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e che Spazio Humanities gestisce in collaborazione con diverse istituzioni internazionali e con l’Università degli Studi di Perugia. L’Ateneo perugino, inoltre, opera in sinergia con l’associazione Spazio Humanities e con l’Accademia di Belle Arti di Perugia anche per quanto riguarda un altro progetto, Umbrò Cultura, giunto al terzo anno di promozione di attività culturali.</p>
<p>Nell’ottica e nel piano dei lavori dell’associazione, che intende proporre iniziative sperimentali incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive, la musica, al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale, e i cui temi sono temi cruciali del contemporaneo, si inserisce, dunque, <strong><em>Futura</em>, ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea</strong>. Tutti gli incontri che seguono saranno trasmessi in diretta sulla pagina facebook di Umbrò Cultura (<a href="https://www.facebook.com/umbrocultura/">https://www.facebook.com/umbrocultura/</a>), si nutriranno della fluida discussione di idee e categorie innescata dal dibattito sviluppato in Internet, e intenderanno creare uno spazio di sinergia tra ricerca e media in grado di contrastare la labilità della funzione del lavoro culturale e di gettare le fondamenta per uno spazio in cui pensare cosa significhi fare e essere cultura oggi, muovendo proprio dalle voci della poesia.</p>
<p>Nel corso dei tre incontri – che si terranno in streaming, rispettivamente, il 26 novembre e il 3 e il 16 dicembre – verrà aperta una finestra sulla poesia di oggi.</p>
<p>Il primo incontro – 26 novembre 2020, ore 18.00 – <em>‘novecento/duemila’: forme nuove di identità</em>, con <strong>Diego Bertelli, Raoul Bruni e Francesco Targhetta</strong>, è dedicato alla nuova collana di poesia Le Lettere ‘novecento/duemila’, che come obiettivo ha quello di gettare un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Rappresentate, queste ultime, dai tre relatori.</p>
<p>Nel secondo incontro – 3 dicembre 2020, ore 18.00 – <em>Exordium</em> dialogheranno tre poeti italiani emergenti: con <strong>Luigi Fasciana, Francesco Mazzotta, Silvia Righi (modererà Davide Murari)</strong>.</p>
<p>Il terzo incontro – 16 dicembre 2020, ore 18.00 – <em>La voce del mito. Sulla poesia di Louise Glück</em>, con <strong>Maria Borio</strong> – presidente dell’associazione Spazio Humanities –, <strong>Andrea Gentile e Gianni Montieri</strong>, intende omaggiare Louise Glück, insignita del Premio Nobel per la Letteratura 2020 ‘per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale’. Nata a New York nel 1943, Louise Glück è autrice di libri di poesie e di raccolte di saggi e docente nelle Università di Yale e Stanford. <em>Il Saggiatore</em>, diretto da Andrea Gentile, che parteciperà a questo incontro conclusivo, ha acquisito i diritti di pubblicazione delle sue opere. I temi ricorrenti nel lavoro di Louise Glück sono il trauma, la perdita, il rifiuto, il fallimento delle relazioni e i tentativi di guarigione, la perdita dell’innocenza, il desiderio e il cambiamento, la natura e la dimensione onirica e archetipica, la morte. ‘Una delle domande fondamentali, se non la domanda unica ed essenziale, posta alla base di Averno di Louise Glück – scrive, infatti, Gianni Montieri – è sul cosa accadrà dopo la morte. Non il solo quesito sul dove si andrà (ammesso che si vada da qualche parte): Glück va oltre e si chiede cosa ci faccia l’anima nell’aldilà senza le cose più care. A quale scopo dovrebbe esserci un’ipotetica vita dopo la morte se a questa mancheranno le cose terrene? Ecco il punto, la novità del contenuto di <em>Averno</em>’.</p>
<p>Di questo e di altri argomenti dialogheranno i relatori, in un ciclo di incontri pensati anche per il grande pubblico, cui far giungere le voci della poesia, nuove e novissime, e i discorsi meta-letterari su questa e sul mito, che, in quanto testo mobile, è suscettibile di continue riscritture. E di rivisitazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/">&#8216;Futura&#8217; e la poesia contemporanea: uno sguardo all&#8217;opera di Louise Glück</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quel luogo di incontro che è la poesia</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/quel-luogo-di-incontro-che-e-la-poesia/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/quel-luogo-di-incontro-che-e-la-poesia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 12:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[CILBRA]]></category>
		<category><![CDATA[Ilana Eleá]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Borio]]></category>
		<category><![CDATA[Mia Lecomte]]></category>
		<category><![CDATA[Mirco Bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Università degli Studi di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Lucia de Oliveira]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43621</guid>
		<description><![CDATA[<p> Che cos’è la letteratura se non un Paese in cui si superano i confini delle singole lingue? Che cosa sono le letterature comparate se non un metodo, lo studio critico della letteratura da una prospettiva sovra-nazionale e trans-linguistica, che permetta di proiettare i testi nella cultura che li ha prodotti e di concepire la produzione ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/quel-luogo-di-incontro-che-e-la-poesia/">Quel luogo di incontro che è la poesia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Che cos’è la letteratura se non un Paese in cui si superano i confini delle singole lingue? Che cosa sono le letterature comparate se non un metodo, lo studio critico della letteratura da una prospettiva sovra-nazionale e trans-linguistica, che permetta di proiettare i testi nella cultura che li ha prodotti e di concepire la produzione letteraria come luogo di scoperta dell’altro? Che cos’è la traduzione se non l’anima di un coro di voci dialoganti, il tramite per la trasmigrazione di un testo da una lingua a un’altra? Che cos’è, infine, l’intertestualità se non una totalità di rifrangenze di un’esperienza letteraria in un’altra?</p>
<p>Un gioco di specchi, dunque, di superfici riflettenti. Una migrazione fra le lingue, una trasmutazione delle proprie radici e non una perdita. Perché, per Alda Merini, la poesia è il luogo degli incontri. E, allora, un reading poetico non è solo la semplice lettura di alcune poesie. È molto di più: si fonda sulla condivisione di un vero e proprio luogo, sia da parte del poeta, che da parte di chi quei versi li riceve, a più livelli, nell’atto dell’ascolto o della lettura.</p>
<p>Questo è ancora più vero se a promuovere un reading o, meglio, due momenti di lettura – momenti di condivisione inaugurali della stagione 2019-2020 della costituenda associazione di promozione sociale Umbrò Cultura, a seguito del successo di pubblico riscosso dall’evento <em>Poesiæuropa</em>, tenutosi nel luglio 2019 all’Isola Polvese e posto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo ­– è un progetto culturale che, sin dal suo esordio nel 2017, ha voluto ricreare uno spazio, prima di tutto umano, che potesse offrire una sinergia fra la diffusione culturale, la ricerca, la didattica e i media (<a href="http://www.umbrocultura.com">www.umbrocultura.com</a>).</p>
<p>Dopo avere dedicato il primo evento della stagione a dialoghi e letture sulla poesia, lo scorso 8 ottobre, con i poeti Franco Buffoni, Andrea De Alberti, Pietro Cardelli e Andrea Donaera, Umbrò Cultura è tornato ad omaggiare, mercoledì 16 ottobre, nella sala Muro Etrusco di Umbrò, a Perugia, la poesia contemporanea con le poetesse Ilana Eleá (Svezia/Brasile), Mia Lecomte (Francia/Italia), Maria Borio (Italia) e Vera Lucia de Oliveira (Brasile/Italia). Il reading, coadiuvato dal patrocinio dell’Università degli Studi di Perugia e da CILBRA (Centro di Studi Comparati Italo-Luso-Brasiliani) è stato, infatti, dedicato al crocevia internazionale di voci poetiche diverse, comparate per il tramite della traduzione. Traduzione da una lingua all’altra – dall’italiano al portoghese e viceversa –, traduzione delle emozioni in parola poetica, traduzione delle emozioni e delle parole in musica, con la chitarra del musicista Mirco Bonucci.</p>
<p>Un incontro posto fuori dalle mura accademiche (da cui, pure, alcune delle quattro autrici provengono), in cui far dialogare tra loro poetesse che passano per l’Umbria, attratte dalla terra di San Francesco e di Sandro Penna, e convinte che, scrivendo in lingue diverse, si possano attraversare le frontiere. Specie quando a tradurre i testi sono gli stessi studenti del Dipartimento di <em>Lettere, lingue, letterature e civiltà antiche e moderne</em> dell’Università degli Studi di Perugia. CILBRA, poi, il Centro di Studi Comparati Italo-Luso-Brasiliani, dal 2016 organizza congressi a riguardo, sia in Italia che in Brasile, promuovendo anche la pubblicazione di antologie di poeti contemporanei.</p>
<p>Dalla <em>Sequenza di Fibonacci</em> a <em>Il settimo ritorno</em>, la poesia di Ilana Eleá, insiste sui temi delle radici, delle forme di riconoscimento, della frontiera, mentre la produzione letteraria di Maria Borio – il riferimento è a <em>Trasparenza</em>, edito nel 2019 da Interlinea nella collana di poesia a cura di Franco Buffoni – riflette sulla funzione degli schermi, delle superfici vitree, della trasparenza, appunto, in ambito politico, filosofico, culturale <em>tout-court</em>. La trasparenza vuole essere netta o racchiude un doppio fondo? Di certo coincide con una visione pura e impura al contempo, su cui si riverberano le relazioni umane di oggi, le linee di confine che separano gli orizzonti verticali, le storie scomposte in sagome che fanno cortocircuito, i quartieri multietnici delle città, il tema dell’accoglienza. Scrive in italiano, Mia Lecomte, nonostante le sue origini francesi, a seguito di un percorso a zig-zag che l’ha condotta in Italia: lo fa, Mia Lecomte, intessendo testi che trasfigurano la dimensione quotidiana in una dimensione trascendentale, fatta di dialoghi insoliti, stanze della casa lontanissime tra loro, luci che non devono separare ciò che il vuoto dell’io poetico ha unito. È docente di <em>Letteratura portoghese e brasiliana</em> all’Università degli Studi di Perugia, Vera Lucia de Oliveira: nonostante padroneggi perfettamente sia l’italiano che il portoghese, non mescola le due lingue, in quanto, dal suo punto di vista, un testo nasce in una data lingua. La sua selezione si è incentrata sulla riflessione sul dolore, sulla notte ‘mangiata’, senza fare rumore, dai personaggi di carta che popolano i suoi versi, sulla luce che goccia dal tetto in riflessi gialli, sullo scolo dell’universo, sul bisbigliare dei becchi delle rondini, sull’assenza di tracce e di ombre.</p>
<p>Immagini, queste, che sono migrate da un testo all’altro, da una lingua all’altra. Se è vero che la poesia è la traduzione di emozioni in parole, che la traduzione è l’anima di un coro di voci dialoganti, che l’intertestualità è una totalità di rifrangenze di un’esperienza letteraria in un’altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/quel-luogo-di-incontro-che-e-la-poesia/">Quel luogo di incontro che è la poesia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/quel-luogo-di-incontro-che-e-la-poesia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
