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	<title>Perugia Online &#187; Procuratore antimafia Franco Roberti</title>
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		<title>&#8216;Ndrangheta succursale, ovvero quando il cancro è dentro casa tua</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>E così, dopo Mafia Capitale, <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-61-arresti-umbria-e-sequestri-per-30-milioni-11061/">abbiamo ’Ndrangheta succursale</a>. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini o supermarket, compro oro, sale-giochi, bar: tutto serve, tutto fa brodo per riciclare denaro sporco, e poi magari utilizzarlo come doping per vincere appalti pubblici proponendo i ribassi migliori. Del resto chi è che ancora oggi, nella piccola Umbria, è in grado di ripetere il tanto decantato ritornello “ma tanto qui da noi non succede”?</em></p>
<p><em><a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra-10142/">Lo avevano detto due settimane fa, lo scorso 28 novembre, intervenendo al convegno “Mafia e droga, allarme Umbria” alla Sala dei Notari, Rosy Bindi e Paolo Brutti</a>, rispettivamente presidente della commissione nazionale antimafia e della commissione regionale “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze”. Non proprio gli ultimi della classe, insomma. Neanche lo avessero saputo… Passano due settimane ed ecco 61 arresti tra Italia e Germania: un terremoto. Ma un terremoto che ha per epicentro, ahinoi, proprio la città degli incappucciati.</em></p>
<p><em>Sia ben chiaro, però: il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha detto e ribadito che questa operazione, denominata “Quarto passo”, nulla ha a che vedere con “Mafia capitale”, e che anzi le due indagini non sono lontanamente paragonabili. “Il tessuto socio-politico umbro è sano – ha detto Roberti –, non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c’era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo”.</em></p>
<p><em>Viene da pensare a quel meraviglioso, innovativo, rivoluzionario e – soprattutto – innocuo brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek, che nel 1901creò un materiale popolarissimo, utilizzato dall’edilizia di tutto il Mondo durante il secolo scorso: il cemento-amianto, meglio conosciuto come eternit. Vallo a spiegare alle decine di migliaia di morti di mesotelioma pleurico. A volte il cancro è dentro casa nostra, ma piuttosto che lottarci contro si preferisce rifiutare di ammetterne l’esistenza.</em></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 61 arresti e sequestri per 30 milioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi. L&#8217;inchiesta ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ndrangheta-61-arresti-umbria-e-sequestri-per-30-milioni/">&#8216;Ndrangheta in Umbria, 61 arresti e sequestri per 30 milioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta &#8211;</strong> Diversi i reati contestati negli arresti, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: <strong>associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione</strong>. L’inchiesta, secondo quanto riferito dagli investigatori, “ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive”.</p>
<p><strong>Il sequestro &#8211;</strong> Il sequestro riguarda beni mobili e immobili riconducibili alle attivita&#8217; degli indagati e ritenuti provento dei reati. I particolari dell&#8217;operazione, denominata &#8220;Quarto passo&#8221;, saranno illustrati in una conferenza stampa, alla quale parteciperà il procuratore nazionale antimafia, in programma alle 11 a Perugia, nella sede del Comando Legione Carabinieri.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione quarto passo &#8211; </strong><strong>&#8216;Ndrangheta in Umbria collegata a cosca Farao Marincola</strong> &#8211; L&#8217;operazione &#8216;Quarto Passo&#8217; eseguita stamane dai carabinieri del Ros scaturisce da un&#8217;articolata manovra investigativa nei confronti di un&#8217;organizzazione &#8216;ndranghetista collegata alla cosca Farao Marincola di Ciro&#8217;capeggiata dal pregiudicato Natalino Paletta, attiva nel capoluogo umbro dal 2008. Le 61 ordinanze di arresto sono stati eseguiti nelle province di Perugia, Roma, Crotone, Cosenza, Arezzo, Siena, Ancona, Macerata, Viterbo, Caserta, Bologna e Varese, nonchè in Germania.</p>
<p><strong>Autentica holding criminale &#8211;</strong> Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti intervenendo durante la conferenza stampa sull&#8217;operazione &#8216;Quarto passo&#8217; che ha portato all&#8217;esecuzione di 61 ordinanze di custodia cautelare ad opera del Ros a Perugia e in altre città, ha parlato di un&#8217;operazione di &#8220;autentica holding criminale&#8221;. &#8220;Non chiamiamola omertà ma paura&#8221; spiega il Procuratore della Repubblica Antonella Duchini in conferenza stampa, riferendosi al silenzio per anni portato avanti da imprenditori estorti, minacciati anche con la violenza in cambio del silenzio. &#8220;L&#8217;Umbria non è Roma ma c&#8217;è una presenza ultra decennale di soggetti calabresi radicati in Umbria con delle facciate pulite (imprese edili ma anche ristoratore) ma con un&#8217;ombra criminale&#8221;. &#8220;la criminalità non ha confini, è una lezione che dobbiamo imparare tutti &#8211; continua la Duchini &#8211; . possiamo comunque dire che una zona come quella di ponte San Giovanni interessa più faccende quali usura, traffico di droga mentre le altre attività sono diffuse su tutto il territorio&#8221;. 61 indagati, 54 custodie cautelari e 8 domiciliari, in gran parte calabresi ma anche egiziani e albanesi. Numeri importanti in una realtà come quella del territorio.</p>
<p><strong>Nessun paragone con Mafia Capitale &#8211;</strong> L&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217; &#8220;non c&#8217;entra niente con &#8216;mafia capitale&#8217;, non si possono fare paragoni&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti parlando dell&#8217;indagine che ha portato all&#8217;emissione di 61 ordinanze cautelari a Perugia e in altre province. &#8220;Qui &#8211; ha spiegato &#8211; non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c&#8217;era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo perche&#8217; &#8211; ha aggiunto il procuratore &#8211; questo gruppo criminale puntava anche a settori dell&#8217;economia e dell&#8217;imprenditorialità molto avanzati come la green economy, del fotovoltaico che questo presuppone rapporti con le pubbliche amministrazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Interessi anche nel fotovoltaico &#8211;</strong> Sequestrati beni per 30 milioni di euro I &#8220;considerevoli proventi illeciti&#8221; dell&#8217;organizzazione criminale affiliata a una cosca calabrese, operante a Perugia da 6 anni &#8220;sono stati reimpiegati per acquistare beni immobili ed attivita&#8217; commerciali nel settore dell&#8217;intrattenimento e del fotovoltaico, anche intestati a prestanome&#8221;, per &#8220;dissimulare la reale riconducibilita&#8217; dei beni alla cosca&#8221;, spiegano i Ros. Il tribunale ha posto sotto sequestro beni immobili, mobili, conti correnti e societa&#8217; nelle disponibilita&#8217; degli indagati, per oltre 30 milioni di euro.</p>
<p><strong>Lo stato deve combattere la mafia &#8211;</strong> Roberti, corruzione e criminalità economica stessa realtà. &#8220;Lo Stato deve dare il segnale di volere veramente combattere la mafia e credo che lo stia dando con gli interventi, non solo gli ultimi, ma da molti anni lo Stato sta facendo molto contro le mafie&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a Perugia per la conferenza stampa sull&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217;. &#8220;Dovrebbe &#8211; ha aggiunto &#8211; fare altrettanto contro la corruzione e contro la criminalita&#8217; economica, che sono altre facce della stessa realta&#8217; criminale e credo che anche gli interventi annunciati negli ultimi giorni di maggior rigore nel contrasto alla corruzione vadano in questa direzione giusta&#8221;.</p>
<p><strong>Gli arresti &#8211;</strong> Sono 54 gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros nell&#8217;ambito del&#8217;operazione &#8220;Quarto passo&#8221;, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia, guidata dal pm Antonella Duchini. I risultati sono stati illustrati stamani in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il comandante del Ros, generale Mario Parente, quello della Legione Umbria dell&#8217;Arma, generale Roberto Boccaccio e quello provinciale, colonnello Cosimo Fiore. Nell&#8217;inchiesta &#8211; e&#8217; stato spiegato &#8211; figurano complessivamente 61 indagati. Oltre 54 in carcere, 8 soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri il gip di Perugia ha disposto obblighi di varia natura. Si tratta in gran parte di calabresi ma anche, in misura minore, di albanesi ed egiziani. Sequestri sono stati operati tra Umbria, Calabria, Toscana, Lazio, Piemonte, Marche ed Emilia Romagna. Hanno riguardato 39 imprese, 106 immobili, 129 autoveicoli, 28 contratti assicurativi e 300 rapporti bancari e di credito.</p>
<pre></pre>
<pre><em>Maggiori informazioni nel corso della giornata</em></pre>
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