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	<title>Perugia Online &#187; protesta</title>
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		<title>Pioggia dal soffitto al Liceo Statale Pieralli: la protesta degli studenti</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 15:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Acqua dal soffitto, pavimenti allagati, pareti che marciscono: succede al Liceo Pieralli di Perugia, istituto che nel suo complesso ospita più di mille studenti. Questa mattina (primo dicembre) gli studenti hanno protestato fuori dall’ingresso, per denunciare la situazione e chiedere immediati interventi. A promuovere l’azione gli studenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che puntano ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Acqua dal soffitto, pavimenti allagati, pareti che marciscono: succede al Liceo Pieralli di Perugia, istituto che nel suo complesso ospita più di mille studenti. Questa mattina (primo dicembre) gli studenti hanno protestato fuori dall’ingresso, per denunciare la situazione e chiedere immediati interventi. A promuovere l’azione gli studenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che puntano il dito contro il Governo e i tagli miliardari all’istruzione.<br />
&#8220;Uno o due giorni di maltempo sono bastati per provocare questo stato di disagio , per cui gli studenti, all’interno dell’edificio scolastico, si trovano con scale inagibili e pavimenti allagati&#8221;, questo il commento di Asia, giovane studentessa e militante del FGC al Pieralli. &#8220;Per anni si è tagliato sull’istruzione per rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europea, salvare le banche o investire negli armamenti militari. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: scuole a pezzi, con problemi strutturali e gravi carenze. Una situazione ancora più preoccupante poi se si considera la sismicitá della nostra regione&#8221;.</p>
<p>Continua Asia &#8220;Non possiamo permettere episodi del genere, che danneggiano gli studenti e i lavoratori della scuola. Il problema dell’edilizia fatiscente non riguarda solo la nostra scuola, ma altri migliaia di edifici in Italia. Il Governo ci prende solo in giro: non sono in grado di garantire l’incolumità degli studenti e la sicurezza delle strutture e non ci pensano due volte prima di regalare milioni di studenti alle aziende in alternanza scuola-lavoro come lavoratori non pagati&#8221;.</p>
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		<title>Anche in Umbria la protesta della polizia locale: &#8220;Contratto subito e più dignità al lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 11:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Polizia locale in piazza anche in Umbria oggi  per la protesta nazionale indetta da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl per manifestare contro l’indifferenza di governo e politica rispetto allo stato di abbandono in cui sono lasciati i corpi di polizia locale. “Più compiti, meno salario a fronte di un organico sempre più ridotto, nessun riconoscimento di ruolo e contratto bloccato. Non è così che si assicura la legalità e la sicurezza delle nostre comunità”, spiegano i sindacati che hanno promosso la mobilitazione.</p>
<p>A Perugia circa 50 operatori della polizia locale hanno presidiato piazza Italia, mentre una delegazione di loro colleghi, accompagnata dai segretari delle tre sigle sindacali (erano presenti Fabrizio Fratini per la Cgil, Ubaldo Pascolini per la Cisl e Andrea Russo per la Uil) veniva ricevuta dal vice prefetto. Un confronto che si svolgeva in contemporanea anche nella prefettura di Terni, e che i sindacati hanno definito “proficuo”, visto l’impegno preso dalle due prefetture a trasmettere al governo nazionale le richieste alla base della mobilitazione: uniformare su tutto il territorio nazionale le condizioni operative; rinnovare il Ccnl di riferimento e riconoscere le specificità e peculiarità dei corpi di polizia locale; superare il blocco del turn over; riconoscere e valorizzare il ruolo e le funzioni della polizia locale; tutelare e garantire equità al trattamento economico e alle condizioni di lavoro.</p>
<p>Al presidio di Perugia è intervenuto anche l’assessore regionale Antonio Bartolini che ha annunciato, in tempi rapidi, il rinnovo del comitato tecnico regionale della polizia locale. Presente anche il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci che ha assicurato un impegno diretto sul disegno di legge sicurezza. L’iniziativa odierna rientra nella più ampia mobilitazione del lavoro pubblico per il rinnovo del contratto (#ContrattoSubito) che sfocerà in Umbria nello sciopero generale regionale di mercoledì 25 maggio.</p>
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		<title>Polizia provinciale, l’Anci: &#8220;Dai Comuni richieste per 24 agenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 12:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Cercano la quadratura del cerchio gli agenti della polizia provinciale che oggi, nella sala del Consiglio Provinciale, hanno incontrato, alla presenza della Rsu e di tutte le sigle sindacali, il presidente della Provincia Nando Mismetti e il Presidente dell’Anci regionale Francesco De Rebotti.  Da subito la discussione è stata incentrata sulla concretezza dei numeri: “I Comuni umbri – ha detto De Rebotti – ad oggi, mettono a disposizione 24 posti di polizia municipale, questa è la disponibilità certa per il 2016. Altri posti gli stessi li mettono a disposizione in ambito amministrativo, ma qui non c&#8217;è una normativa specifica che permette agli agenti di polizia provinciale il cambiamento di mansione. Un&#8217;altra possibilità certa è quella del trasferimento di alcune unità in forza alla Regione per espletare mansioni di controllo ambientale e vigilanza su caccia e pesca. I Comuni, in futuro, potrebbero utilizzare gli agenti anche per il controllo della raccolta differenziata, settore nel quale la Regione chiede un forte passo in avanti”. Vicinanza e solidarietà è stata espressa dal Presidente Mismetti ai manifestanti ricordando che anche il 2016 sarà per la Provincia un anno difficile.</p>
<p>“Tengo subito a dire – ha affermato Mismetti &#8211; che sulla questione della polizia provinciale l&#8217;Ente non ha mai abbassato la guardia. I numeri non sono drammatici. La Provincia conta di poter tenere dalle 21 alle 24 unità. È notizia recente che anche altri Comuni abbiano bisogno di agenti, inoltre sono previsti diversi pensionamenti per l&#8217;inizio del 2018. Credo che per l&#8217;incontro del 4 marzo – continua Mismetti &#8211; potremmo presentare una situazione ancora più chiara. Il futuro delle Province sta sì nelle deleghe che rimangono all&#8217;Ente, ma anche sulla capacità delle stesse di  diventare indispensabili strumenti di sostegno ai Comuni”.</p>
<p>Dopo l&#8217;incontro, sindacati e agenti hanno deciso di continuare lo stato di agitazione mantenendo un presidio nella Sala del Consiglio Provinciale fino al 4 marzo, giorno in cui è stato convocato il tavolo di governance. “Se da questo incontro – precisano i sindacati &#8211; non emergeranno sviluppi e certezze positive, l&#8217;assemblea degli agenti ha deciso che il presidio potrebbe spostarsi in altri sedi. Abbiamo preso atto di quanto detto oggi dai rappresentati degli Enti, ma rimaniamo preoccupati per il permanere dello stato di incertezza sulla questione della Polizia Provinciale. Invitiamo inoltre la Regione a prendere al più presto, in mano la situazione”.</p>
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		<title>Lavoratori precari ex legge 61 (terremoto), arriva il presidio, una precarietà lunga 20 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2015 11:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Da lunedì 23 novembre (a partire dalle ore 11.00), i lavoratori precari ex legge 61 (terremoto) dei Comuni di Nocera, Valtopina, Vallo di Nera e Monte Santa Maria Tiberina, daranno vita ad un presidio permanente sotto la sede del Consiglio regionale dell’Umbria, in piazza Italia a Perugia. La protesta, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Da lunedì 23 novembre (a partire dalle ore 11.00), i lavoratori precari ex legge 61 (terremoto) dei Comuni di Nocera, Valtopina, Vallo di Nera e Monte Santa Maria Tiberina, daranno vita ad un presidio permanente sotto la sede del Consiglio regionale dell’Umbria, in piazza Italia a Perugia. La protesta, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, è finalizzata ad evidenziare l&#8217;assoluta necessità di una norma che garantisca la stabilizzazione di questi lavoratori (35), ormai da 20 anni impiegati presso le amministrazioni comunali.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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		<title>Fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura, la Rsu della Provincia di Perugia entra nella fase attiva della protesta</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2015 11:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In Provincia di Perugia permane la situazione di incertezza che riguarda non solo il bilancio dell’Ente, ma il complessivo processo di riorganizzazione e la conseguente riallocazione del personale. Continua, pertanto, lo stato di agitazione di tutti i lavoratori. A darne comunicazione, la Rsu della Provincia di Perugia a seguito del ‘fallimento’ del tentativo di Conciliazione esperito in data odierna in Prefettura. La riunione di oggi era un passaggio obbligatorio tra la parte pubblica (datore di lavoro) e i rappresentanti dei lavoratori per scongiurare nuove forme di protesta. “A questo punto, i dipendenti della Provincia di Perugia – spiegano i rappresentanti sindacali – attiveranno le forme di protesta già deliberate nell’assemblea del 28 settembre”.</p>
<p>La Rsu della Provincia di Perugia ha quindi convocato una conferenza stampa urgente per fare il punto sulla gravissima situazione in cui versa l’Ente per lunedì 5 ottobre alle 11 nella sede centrale della Provincia (Sala Pagliacci) in piazza Italia. L’incontro con la stampa sarà anche l’occasione per riepilogare tutte le questioni ancora aperte relative al processo di riordino che saranno, altresì, l’oggetto del tavolo di governance fissato per martedì 6 ottobre.</p>
<p><strong>I tagli all&#8217;informazione</strong> <span style="color: black;">Sospesa la testata “Il Cittadino e Provincia”. A comunicarlo sono l’Asu, il Gus e l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria attraverso una nota che pubblichiamo integralmente. Eccola: </span></p>
<p style="background: white;"><span style="color: black;">“Asu, Gus  e Ood dell’Umbria  ritengono inaccettabile,  perché pretestuosa e immotivata,  la  sospensione da parte della Provincia di Perugia della testata dell’Ente, attiva dal 1969. Sospensione di cui si è avuta notizia anche attraverso gli organi di stampa.  La motivazione addotta dagli uffici e dalla Direzione, che vede nell’obbligo da parte dell’Ente di dover corrispondere al direttore responsabile della Testata un riconoscimento economico aggiuntivo in ragione della sua “responsabilità”, non ha alcun fondamento giuridico nell’ambito delle norme che regolano il rapporto di lavoro giornalistico nella pubblica amministrazione. Per esseri chiari la Provincia di Perugia – che versa nelle condizioni di grave difficoltà finanziaria a tutti note ed i cui dipendenti stanno attraversando un tormentato periodo di incertezza lavorativa &#8211;  non deve tirare fuori un solo euro in più per editare “Cittadino e Provincia”.  Ma la inspiegabile volontà dell’Ente di chiudere la testata si era già manifestata a fine giugno scorso (fanno fede le due lettere inviate il 2 luglio e il 9 luglio  da  Asu, Gus e Odg dell’Umbria con la richiesta di incontro, mai avvenuta), in occasione proprio del cambio della Direzione responsabile a seguito del pensionamento del precedente Direttore. Poi la registrazione è stata fatta così da poter continuare ad editare.</span></p>
<p style="background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px;"><span style="color: black;">Ora si torna nuovamente sulla questione con la pervicace volontà di sospendere la testata, ma perché proprio ora nel momento in cui sono  più che mai necessarie informazione e trasparenza? Tale decisione comporta  grave e immotivato nocumento ai giornalisti, che da anni operano per la Provincia di Perugia e  che si troverebbero in difficoltà anche in relazione ad eventuali casi di mobilità come previsto dal Decreto Madia.  Inoltre la Provincia vedrebbe spegnersi, proprio in questo momento così difficile e complesso per l’ente e per i suoi dipendenti, una finestra informativa di grande importanza per la comunità tutta, per gli stessi dipendenti e  in relazione al rilevante servizio che l’ufficio stampa dell’Ente  sta svolgendo per i Comuni.</span></p>
<p style="background: white;"><span style="color: black;">Ai giornalisti, infatti, in mancanza di  una testata  (perché sospesa),  non potrà essere chiesto di fare informazione e quindi di redigere comunicati stampa riducendo così la Provincia al silenzio. Tutto questo rischia inoltre di precarizzare dipendenti giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine che, stante anche il loro livello professionale (CAT C, peraltro non adeguato neanche rispetto a quanto prevede la legge 150/2000), rischierebbero in questa situazione di confusione  di esser assegnati ad altre mansioni.  Si tratterebbe quindi per questi colleghi di una ulteriore, immotivata penalizzazione, che andrebbe ad aggiungersi alla situazione di grande precarietà e preoccupazione per il futuro lavorativo che condividono con gli altri dipendenti della Provincia di Perugia e di altre Province italiane.</span></p>
<p style="background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: 1; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px;"><span style="color: black;">Per questi motivi Asu, Gus e Odg chiedono un incontro urgente  al Presidente della Provincia di Perugia,  Nando Mismetti&#8221;.</span></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/fallito-il-tentativo-di-conciliazione-in-prefettura-la-rsu-della-provincia-di-perugia-entra-nella-fase-attiva-della-protesta/">Fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura, la Rsu della Provincia di Perugia entra nella fase attiva della protesta</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Perugia, il comitato Altotevere Libero manifesta contro Umbra Acque</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 11:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Perugia &#8211; Il comitato Altotevere Libero ha organizzato un sit in di protesta, di fronte alla sede centrale di Umbra Acque, a Perugia. Una protesta a cui ha partecipato anche il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Gruppo misto). “Con la pacifica manifestazione – commenta Cirignoni &#8211; abbiamo nuovamente chiesto al gestore del sistema idrico integrato di ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-il-comitato-altotevere-libero-manifesta-contro-umbra-acque/">Perugia, il comitato Altotevere Libero manifesta contro Umbra Acque</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perugia</strong> &#8211; Il comitato Altotevere Libero ha organizzato un sit in di protesta, di fronte alla sede centrale di Umbra Acque, a Perugia. Una protesta a cui ha partecipato anche il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Gruppo misto). “Con la pacifica manifestazione – commenta Cirignoni &#8211; abbiamo nuovamente chiesto al gestore del sistema idrico integrato di 38 Comuni della provincia di Perugia, di riattivare i contratti per i servizi di depurazione e fognatura, unilateralmente &#8216;congelati&#8217; a migliaia di onesti cittadini residenti in Altotevere,  proprietari di pozzi privati regolarmente denunciati. Dal 2011 – ricorda Cirignoni &#8211; questi cittadini, che si sono costruiti il pozzo a proprie spese ed hanno sempre pagato le bollette al gestore, sono nel mirino e subiscono richieste inique, la prima delle quali fu il pagamento di una &#8216;bolletta pazza&#8217; da 176 euro che fu ritirata con tante scuse solo dopo il nostro intervento e la consegna di oltre 200 reclami che abbiamo predisposto e raccolto. Adesso, il gestore, dopo aver &#8216;congelato&#8217; unilateralmente i contratti agli utenti – spiega Cirignoni &#8211; richiede la firma di un nuovo e molto più oneroso contratto oltre all&#8217;istallazione di un costoso ed inutile contatore sul pozzo”.</p>
<p><strong>Silenzio della politica</strong> &#8211; Cirignoni non manca quindi di stigmatizzare “il perdurante silenzio di politica e istituzioni sullo strano comportamento di Umbra Acque spa che ha richiesto pagamenti non dovuti e non ha emesso né incassato bollette dovute, avendo congelato i contratti ai proprietari di pozzi privati. Ricordo all&#8217;assessore Rometti e alla Giunta Marini – conclude Cirignoni &#8211; che sono ancora in attesa di avere risposta alla mia interrogazione in merito, presentata da oltre due anni”.</p>
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		<title>Quelle proteste che fanno male alla Regione</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2014 16:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Altro giro, altra corsa. Direbbe qualcuno. Ma no è solo il semplice giro di boa, nessun turnover, nessun colpo di scena. Direbbe qualcun altro. Ci si saluta, si tirano le somme e si guarda al futuro (leggasi al prossimo mandato). Si, perché, ieri, la presidente della Regione Catiuscia Marini ha fatto il bilancio di fine ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Altro giro, altra corsa. Direbbe qualcuno. Ma no è solo il semplice giro di boa, nessun turnover, nessun colpo di scena. Direbbe qualcun altro. Ci si saluta, si tirano le somme e si guarda al futuro (leggasi al prossimo mandato).</p>
<p>Si, perché, ieri, la presidente della Regione Catiuscia Marini ha fatto il bilancio di fine anno, in una conferenza stampa iniziata con un fuori programma e continuata con momenti di tensione e di imbarazzo in un clima a volte surreale con i punti all’ordine del giorno scanditi dai colpi che i dipendenti delle Province davano al portone della sala della Giunta a palazzo Donini.</p>
<p>E a ragion veduta. Ma con modi poco adatti al luogo e al momento. Non colpevolizziamo di certo i lavoratori, lungi da noi pretendere di comprendere cosa prova un dipendente provinciale in questo momento. Ma i lavoratori delle Province avrebbero dovuto parlare con il governo centrale e non con la Presidente della Giunta regionale dell&#8217;Umbria. Nonostante Presidente e Giunta abbiano tentato in tutte le sedi di evitare gli effetti della riforma delle Province, è anche vero che i lavoratori ad oggi aspettano ancora di sapere che fine faranno i propri posti di lavoro e quali saranno gli impegni della classe dirigente umbra.</p>
<p>La presidente Marini un’idea ce l’ha visto che ad inizio conferenza stampa ha posato il caschetto dell’Ast di Terni sul tavolo ovale ricordando di averlo fatto “non soltanto per ricordare una vertenza che ha coinvolto tutti e richiesto l’impegno di tutti per arrivare ad una soluzione positiva, ma anche e soprattutto per sottolineare un metodo: con quelle modalità dovranno essere affrontate anche altre vertenze in Umbria, altrettanto importanti ed ancora aperte”. La Regione Umbria è accanto ai suoi lavoratori. Ai cassintegrati e a tutti quelli senza lavoro. La presidente ha tenuto a sottolinearlo. E a chiesto rispetto, all’ennesimo colpo dei lavoratori dato sulla porta “invito al rispetto dei 22 mila cassa integrati dell’Umbria. Questi atteggiamenti &#8211; ha detto Marini &#8211; non aiutano a portare solidarietà. Nessun dipendente delle Province ha perso un euro”.</p>
<p>Ma nulla di fatto. La protesta è andata avanti fino alla fine della conferenza stampa. I lavoratori, insieme ai sindacalisti, hanno messo in scena una protesta che rimarrà sicuramente come uno degli episodi negativi del 2014. Si, perché a differenza dei tanti cassintegrati e lavoratori dell’Ast o delle tante aziende umbre in crisi i lavoratori che, ieri, bussavano alle porte e urlavano sulle scale del palazzo della Regione non sono a rischio licenziamento ma solo una parte di loro sarà ricollocata in altri enti. A partire dalla Regione stessa magari.</p>
<p>Non è accettabile che chi non rischia il posto di lavoro si comporti in questo modo, non è accettabile perché c’è chi sta davvero perdendo il posto di lavoro e c’è chi l’ha perso davvero. Non è accettabile calpestare i diritti di chi tutti i giorni combatte per arrivare a fine mese e mettere a tavola un piatto caldo per i propri figli. Non è accettabile protestare in questo modo.</p>
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		<title>Province, irruzione dei dipendenti alla conferenza della presidente Marini</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 13:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[catiuscia marini]]></category>
		<category><![CDATA[Giunta Regionale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Centinaia di lavoratori della Provincia che, questa mattina, hanno fatto irruzione nel palazzo della Giunta regionale. La mobilitazione, che ha coinvolto tutto il Paese, è contro le norme della Legge di stabilità. IL VIDEO DELLA PROTESTA Cos&#8217;è successo &#8211;Una conferenza stampa di fine anno che nessuno si aspettava. I sindacati e i lavoratori delle Province ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Centinaia di lavoratori della Provincia che, questa mattina, hanno fatto irruzione nel palazzo della Giunta regionale. La mobilitazione, che ha coinvolto tutto il Paese, è contro le norme della Legge di stabilità.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><a style="color: #800000;" title="Le immagini della protesta a Palazzo" href="http://www.perugiaonline.net/politica/le-immagini-della-protesta-palazzo-11637/">IL VIDEO DELLA PROTESTA</a></strong></span></p>
<p><strong>Cos&#8217;è successo &#8211;</strong>Una conferenza stampa di fine anno che nessuno si aspettava. I sindacati e i lavoratori delle Province hanno fatto irruzione a palazzo Donini con bandiere, fischi e qualche parola di troppo. Ma si va avanti e, dopo aver invitato i protestanti in sala Fiume per un successivo colloquio con la presidente Marini, la conferenza inizia, musicata dai fischi e dai cori dei lavoratori. Ma dopo l&#8217;ennesimo tentativo da parte dei lavoratori di rientrare nel l&#8217;incontro con i giornalisti, la presidente si sfoga.<br />
&#8220;Non é rispettoso nei confronti dei 22mila cassaintegrati dell&#8217;Umbria&#8221; &#8211; spiega la presidente all&#8217;ennesimo colpo violento su una porta &#8211; &#8220;deve essere attuato un processo di riordino. Ci sono perplessità e problemi ma dobbiamo trovare il modo di superare questi gravi difficoltà&#8221;.</p>
<p><strong>Le ragioni &#8211;</strong> &#8220;Con l&#8217;approvazione della Legge di stabilità &#8211; spiegano i protestanti &#8211; questo Governo ha deciso di mandare a casa i lavorarori delle Province e di tagliare i servizi ai cittadini&#8221;. Bandiere, fischi e parole forti da parte dei dipendenti della Provincia che hanno occupato simbolicamente la sala della Giunta dove, alle 11:30, si sarebbe dovuta svolgere la conferenza di fine anno della presidente Catiuscia Marini. Momenti di tensione quando i manifestanti, a conferenza stampa iniziata in sala della Giunta, innervositi e spazientiti per un mancato colloquio con la presidente Marini, hanno tentato di irrompere nuovamente all&#8217;incontro, prendendo a colpi la porta che li divideva con la Giunta. Al termine della conferenza con i giornalisti, la presidente Marini ha incontrato sindacati e dipendenti sulle scale di palazzo Donini.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro delle rsu con la presidente &#8211;</strong> &#8220;Passa l&#8217;idea che la provincia sia un baraccone che non serve a niente &#8211; dicono le rsu &#8211; . Noi siamo qui per esternare le nostre preoccupazioni e chiediamo che la Regione ci parli chiaramente sul futuro di questi collaboratori&#8221;. La presidente si lascia accerchiare dai manifestanti sulle scale di palazzo Donini, sa quanto a 5 mesi dal voto sia importante &#8220;arrivare&#8221; alla platea. I sindacati fanno sapere che la protesta proseguirà almeno fino a stasera, con l&#8217;occupazione anche della Provincia. &#8220;Durante la fase di attuativa della legge Delrio &#8211; spiega la presidente a sindacati e lavoratori &#8211; sarebbero emerse lacune problematiche e complesse, noi l&#8217;avevamo intuito. Dateci un tempo congruo non solo per fare la legge ma soprattutto per permetterci di fare quel processo di riordino necessario. Il termine non può di certo essere quello del 1 gennaio 2015&#8243;.</p>
<p><strong>La conferenza stampa di fine anno &#8211;</strong> Nelle prossime settimane il consiglio regionale deve calendarizzare la legge elettorale. &#8220;Sarà una legge &#8211; spiega la Marini &#8211; che garantisca la governabilità dell&#8217;ente Regione e che dia certezza, concluse le elezioni, chi è il presidente eletto e chi è la maggioranza che lo sostiene. Inoltre la legge elettorale dovrà permettere a tutti i soggetti politici in forma singola o di coalizione che si vogliano presentare al confronto con la comunità regionale, di poterlo fare sia nella richiesta delle firme necessarie sei nella modalità con cui possano competere nell&#8217;assemblea legislativa regionale. L&#8217;Umbria va verso il voto con la schiena dritta con la schiena dritta sul piano morale e sulla funzione di governo e la rappresentazione &#8211; spiega la presidente -. L&#8217;Umbria è sana, come la sua classe politica dirigente, con una sanità sotto controllo, un bilancio in ordine e con fondi strutturali in regola&#8221;.<br />
La governatrice spende parole anche a favore di uno dei cuori dell&#8217;impegno della Giunta regionale ovvero la programmazione dei fondi comunitari che, da qui al 2020, attribuiranno all&#8217;Umbria circa 1 miliardo e mezzo di euro.</p>
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		<title>Rete Studenti, la protesta passa anche per Perugia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 15:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dal Colosseo al Teatro Greco di Siracusa passando per Perugia. Dieci luoghi-simbolo in dieci piazze del Belpaese, scelti dagli studenti, questa mattina, per la loro protesta. Gli scenari della protesta &#8211; Dieci città fanno da scenario alla protesta: Roma, Siracusa, Firenze, Bologna, Venezia, Perugia, Ascoli, Cagliari, Pisa e Palermo. Alberto Irone, portavoce Rete degli Studenti Medi, spiega: ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dal Colosseo al Teatro Greco di Siracusa passando per Perugia. Dieci luoghi-simbolo in dieci piazze del Belpaese, scelti dagli studenti, questa mattina, per la loro protesta.</p>
<p><strong>Gli scenari della protesta &#8211; </strong>Dieci città fanno da scenario alla protesta: Roma, Siracusa, Firenze, Bologna, Venezia, Perugia, Ascoli, Cagliari, Pisa e Palermo. Alberto Irone, portavoce Rete degli Studenti Medi, spiega: &#8220;Questa mattina davanti al Colosseo abbiamo chiesto partecipazione, per una consultazione vera e non soffocata. Abbiamo continuato a Siracusa, all&#8217;interno del Teatro Greco, rivendicando una scuola pubblica aperta a tutte e tutti. A Firenze, davanti al David di Michelangelo, abbiamo chiesto lavoro e diritti per il nostro futuro. Da piazza Santo Stefano a Bologna vogliamo diritto allo studio garantito dallo Stato. Dal ponte degli Scalzi di Venezia spazi di aggregazione in ogni città. In Piazza del Popolo, ad Ascoli, la Riforma dei cicli. Da piazza San Sepolcro a Cagliari vogliamo una scuola inclusiva che combatta la dispersione scolastica. Da Campo dei Miracoli, a Pisa, accesso alla cultura per tutti gli studenti del nostro Paese. Dal Teatro Massimo di Palermo accesso al welfare studentesco per combattere efficacemente impoverimento e crisi economica.</p>
<p><strong>A Perugia &#8211;</strong> La protesta di Rete Studenti passa anche per Perugia. Dalla Fontana Maggiore, gli studenti rivendicano l&#8217;innalzamento dell&#8217;obbligo scolastico a 18 anni. Lo striscione richiama il titolo del film premio oscar &#8220;La grande bellezza&#8221; di Sorrentino, sottolineando che la &#8220;grande bellezza&#8221; sono loro.</p>
<p><strong>Per una buona scuola &#8211;</strong> &#8220;Davanti alle grandi bellezze del Paese &#8211; conclude Irone &#8211; abbiamo rilanciato le nostre rivendicazioni per la buona scuola. Vogliamo dire con forza e chiarezza che non può esistere una buona scuola senza una buona città a misura di studente, buon lavoro garantito da diritti e tutele, in questo momento messe in discussione&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ast Terni, è cominciata la lotta degli operai</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 08:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ast Terni, operai e sindacati in lotta contro i licenziamenti decisi dalla proprietà. Si svolgerà fino alle 14 di oggi, 10 ottobre, il presidio delle portinerie e contestuale sciopero deciso dai lavoratori e organizzazioni sindacali al termine dell’assemblea di ieri pomeriggio, nel corso della quale è maturato il secco, deciso “no” congiunto di maestranze e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Ast Terni, operai e sindacati in lotta contro i licenziamenti decisi dalla proprietà. Si svolgerà fino alle 14 di oggi, 10 ottobre, il presidio delle portinerie e contestuale sciopero deciso dai lavoratori e organizzazioni sindacali al termine dell’assemblea di ieri pomeriggio, nel corso della quale è maturato il secco, deciso “no” congiunto di maestranze e sindacati nei confronti della proposta di accordo con il Gruppo Ast presentata dai Ministeri di Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali, che prevede un negoziato per giungere ad un Piano Industriale condiviso per Acciai Speciali Terni.</p>
<p>Il motivo dell’unanime diniego risiede nel fatto che, come si legge nella nota congiunta dei sindacati, “non sono state recepite nel testo le proposte delle organizzazioni sindacali relative a politiche commerciali, assetto impiantistico, certezza di volumi da processare su Terni, investimenti tali e tesi al miglioramento produttivo e qualitativo degli impianti ternani”. Inoltre, sindacati e lavoratori ravvisano nel testo “la chiara volontà aziendale di procedere ad una riduzione costi rapida orientata tutta sui tagli occupazionali e di salario, priva di prospettive industriali a medio e lungo termine per il sito ternano”.</p>
<p>Da qui la proposta dei sindacati, immediatamente accolta dai lavoratori, di promuovere un percorso di mobilitazione che si articolerà, a partire dal presidio di oggi, lungo ulteriori iniziative di “scioperi articolati, per reparti, che proseguiranno fino a data da destinarsi”, oltre all’impegno “a promuovere, entro la settimana prossima, una giornata di sciopero generale territoriale per portare all’attenzione del Governo nazionale, ai massimi livelli, il disagio di un’intera comunità” e, infine, “una manifestazione generale a Roma che porti all’attenzione dello stesso Governo i temi relativi all’importanza che Terni e le produzioni ternane hanno nel Sistema Paese, non escludendo il coinvolgimento di tutte le città siderurgiche italiane”.<br />
Insomma, <a href="http://www.perugiaonline.net/lavoro-e-occupazione/ast-terni-procedure-licenziamento-collettivo-per-537-dipendenti-7889/">dopo le 537 procedure di licenziamento avviate ieri dalla Ast</a>, l’autunno ternano – e non solo ternano – si preannuncia quanto mai caldo.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ast-terni-cominciata-lotta-degli-operai/">Ast Terni, è cominciata la lotta degli operai</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Ast, continua la protesta dei lavoratori. Ad sotto scorta</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/ast-continua-protesta-dei-lavoratori-ad-scorta/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 09:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ad]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Non cessa la protesta degli operari dell’Ast di Terni. Dopo l’invasione pacifica dell’autostrada A1 ad Orte ieri mattina, i lavoratori hanno raggiunto gli stabilimenti di Terni dove era in corso una riunione tra i vertici dell’azienda, dando vita ad una protesta spontanea che è andata avanti tutta la notte. La protesta andrà avanti fino alle ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ast-continua-protesta-dei-lavoratori-ad-scorta/">Ast, continua la protesta dei lavoratori. Ad sotto scorta</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Non cessa la protesta degli operari dell’Ast di Terni. <a title="Tk-Ast, gli operai invadono l’A1 ad Orte" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/tk-ast-gli-operai-invadono-la1-ad-orte-4525/"><strong>Dopo l’invasione pacifica dell’autostrada A1 ad Orte</strong></a> ieri mattina, i lavoratori hanno raggiunto gli stabilimenti di Terni dove era in corso una riunione tra i vertici dell’azienda, dando vita ad una protesta spontanea che è andata avanti tutta la notte.</p>
<p><strong>La protesta andrà avanti fino alle 14 di oggi pomeriggio</strong>, sono circa 300 gli operai radunati in assemblea nel piazzale davanti all&#8217;ingresso dell&#8217;Ast mentre i vertici dell&#8217;azienda hanno chiesto questa mattina a Confindustria di avviare immediatamente le procedure di mobilità per 550 lavoratori.</p>
<p><strong>Infine, è  uscita dal suo ufficio intorno alle 5,20</strong> di questa mattina, scortata dalle forze dell&#8217;ordine, dopo circa 14 ore trascorse all&#8217;interno, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Ast Lucia, Morselli, bloccata nella palazzina della dirigenza dell’acciaieria di Terni dalla protesta spontanea dei lavoratori proclamata ieri pomeriggio.</p>
<p><strong>La polizia &#8211; secondo quanto si apprende</strong> &#8211; è riuscita a creare un diversivo, facendo uscire l&#8217;ad da una porta diversa rispetto a quella presidiata dai circa 200 manifestanti rimasti sul posto. C’è stato qualche momento di tensione con i lavoratori ma non si sono comunque registrati feriti, mentre, nel corso della notte, un dirigente della questura impegnato a parlare con gli stessi manifestanti è stato ferito ad un’arcata sopraccigliare a causa del lancio di un corpo contundente.</p>
<p><strong>Continua intanto lo sciopero</strong> ad oltranza proclamato dai lavoratori, con blocco delle portinerie. Stamani è in programma un’assemblea nel piazzale centrale dell’acciaieria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ponte d&#8217;Oddi, striscione di protesta sulla Caserma oramai chiusa</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 06:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Da un giorno la caserma dei carabinieri &#8220;Fortebraccio&#8221;è stata chiusa ed ecco puntuali le prime proteste. Nella notte tra giovedì e venerdì, infatti, sull&#8217;edificio che per anni ha ospitato l&#8217;Arma, è apparso questo striscione: &#8220;Prima cortei e proteste oggi silenzi e incertezze. Ponte d&#8217;Oddi ringrazia e saluta la Caserma&#8221;. Chiaro il riferimento al mondo politico locale da parte degli autori dello striscione, con ogni probabilità residenti di Ponte d&#8217;Oddi, ovviamente polemici con i rappresentanti istituzionali dei vari schieramenti che avevano garantito, in passato, sostegno e difesa della caserma.</p>
<p><strong>I precedenti &#8211;</strong> Negli scorsi giorni, Perugia Online aveva raccolto le opinioni di commercianti e residenti a poche ore dalla definitiva chiusura della caserma e il trasferimento in via Innamorati. Al centro della polemica il fatto che, dei precedenti impegni presi tra il quartiere e l&#8217;ex amministrazione Boccali, non si è più parlato. I residenti accusano infatti la nuova giunta, composta anche da alcuni dei politici che due anni fa avevano manifestato contro il trasferimento della stazione dei carabinieri, di non aver ancora dato risposte su come affronterà il problema sicurezza nella vasta zona che ora si trova scoperta da presidi.</p>
<p>La parola ora passa al Comune.</p>
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		<title>Serie B, a rischio il mercato del sabato a Pian di Massiano</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 19:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Scoop]]></category>
		<category><![CDATA[ambulanti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Qui si mette a rischio la sopravvivenza economica di circa 170 venditori ambulanti. Così ci massacrate”.Parole dure quelle di Massimiliano Baccari, presidente della Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti e su aree pubbliche) che questa mattina, sabato 19 luglio, ha indetto un’assemblea pubblica assieme a Confcommercio e Confesercenti. La polemica &#8211; Al centro della polemica c’è ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>“Qui si mette a rischio la sopravvivenza economica di circa 170 venditori ambulanti. Così ci massacrate”.Parole dure quelle di Massimiliano Baccari, presidente della Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti e su aree pubbliche) che questa mattina, sabato 19 luglio, ha indetto un’assemblea pubblica assieme a Confcommercio e Confesercenti.</p>
<p><strong>La polemica</strong> &#8211; Al centro della polemica c’è la pubblicazione del calendario del campionato di calcio di Serie B e la concomitanza, non ammessa, delle partite del Perugia Calcio con il mercato del sabato a Pian di Massiano.  Il 17 giugno, infatti, il Comune di Perugia ha comunicato alla Fiva che “<em>vista la necessità di accogliere i tifosi del Perugia, piazzale Umbria Jazz non potrà essere disponibile per ospitare il mercato del sabato</em>”.  Ad essere a rischio ci sono ben 15 edizioni del mercato settimanale che andrebbero a coincidere ed interferire con la sicurezza necessaria per far svolgere la partita del Perugia Calcio.</p>
<p><strong>La posizione del Comune<em> &#8211;</em></strong><em> &#8220;Per il Comune</em> – continua la nota inviata da Palazzo dei Priori &#8211; <em>, quindi, la soluzione meno penalizzante per le aziende è quella di far svolgere il mercato nella mattinata della domenica, con orario 8 –14, secondo il calendario che a breve dovrebbe essere formalizzato e reso noto per il campionato 2014/2015</em>”. Una bella secchiata d’acqua ghiacciata per gli oltre 170 venditori ambulanti che considerano il mercato di Pian di Massiano una delle piazze più importanti e redditizie. Ecco perché, terminata la giornata lavorativa, gli ambulanti si sono riuniti all’ombra del camper di Confcommercio parcheggiato nel piazzale di Pian di Massiano, per manifestare il proprio disagio verso una situazione molto critica che coinvolge l’Amministrazione, la società calcistica e, ovviamente, gli operatori addetti alla sicurezza.</p>
<p><strong>&#8220;Il mercato non si tocca&#8221;</strong> &#8211; Il punto di vista di Confcommercio e Fiva sembra chiaro: continuare questa battaglia e cercare una maggiore collaborazione da parte del Comune a cui ogni anno gli ambulanti versano, per poter esercitare a Pian di Massiano, mille euro a banco per un totale di circa 170mila euro.“Il mercato settimanale di Pian di Massiano – spiega Massimiliano Baccari della Fiva &#8211; è un appuntamento di riferimento non solo della comunità di Perugia, ma di tutta la provincia. La messa in discussione di un appuntamento come quello del sabato rischia di compromettere il già precario stato di salute di queste aziende. All’amministrazione, ai tifosi e alla società calcistica chiediamo massima disponibilità e collaborazione perché la soluzione sin qui proposta è fortemente a nostro svantaggio”.</p>
<p><strong>La soluzione di Verona</strong> &#8211; In merito esiste anche un precedente. A Verona, per evitare la concomitanza del mercato con lo svolgimento della partita, il primo cittadino ha accolto la richiesta degli ambulanti e ha posticipato le partite di calcio della squadra locale di circa un paio di ore.</p>
<p><strong>Ambulanti preoccupati</strong> &#8211; Sui volti dei presenti all’assemblea c’è preoccupazione nei confronti di un futuro incerto, già messo in bilico dal morso della crisi economica.  “Spostare per un anno intero l’appuntamento dal sabato alla domenica – aggiunge un altro commerciante fisso di piazzale Umbria Jazz – significherebbe snaturare il mercato stesso e interrompere quella consuetudine, costante e perenne, che abbiamo da tantissimi anni con i nostri clienti. Perché rischiare di compromettere quel rapporto fiduciario instaurato e che rende la piazza di Pian di Massiano un momento di aggregazione sociale e di servizio?”.</p>
<p>“Il mercato da sabato a domenica? Per molti di noi è impossibile – continua una ambulante di Pian di Massiano – perché abbiamo un’agenda da rispettare: ogni giorno corrisponde ad una diversa piazza della città o della provincia e la domenica ci dedichiamo alle fiere. Si tratterebbe quindi di fare, ogni volta, una scelta che per noi rappresenterebbe comunque una rimessa”.</p>
<p>E intanto i commercianti già si sono organizzati con una raccolta firme fra i propri clienti, da presentare a sindaco e assessore al Commercio, a sostengo della loro personale battaglia. Entro martedì gli ambulanti dovranno inviare una risposta al Comune. Verranno ascoltati da sindaco e Giunta?</p>
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