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	<title>Perugia Online &#187; ricerca</title>
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		<title>ADI, Ph.Day, GOR: sigle siglate</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2018 19:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ADI Perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> ‘Nominare significa (anche) conoscere. Ma, bando alle querelles nominalistiche, che spesso hanno poco da dire sulle origini effettive di un percorso, sclerotizzandolo o fissandolo, cos’è, dal vostro punto di vista, un Dottorato di ricerca?’. È la prima delle sette domande che abbiamo posto ad Alessandro Caravella, responsabile delle attività culturali, Alessandro Ferri, responsabile della comunicazione, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Nominare significa (anche) conoscere. Ma, bando alle <em>querelles</em> nominalistiche, che spesso hanno poco da dire sulle origini effettive di un percorso, sclerotizzandolo o fissandolo, cos’è, dal vostro punto di vista, un Dottorato di ricerca?’.</p>
<p>È la prima delle sette domande che abbiamo posto ad Alessandro Caravella, responsabile delle attività culturali, Alessandro Ferri, responsabile della comunicazione, Filippo Fiume Fagioli, responsabile delle tematiche relative al Dottorato di ricerca, Flory Petrescu, organizzatrice di Game of Research e a due membri del coordinamento di ADI Perugia, Giovanni Cinti e Luciana Forti rispettivamente coordinatore e vice-coordinatrice della sede umbra di ADI nazionale, l’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani fondata nel 1998 ai fini dello svolgimento di attività di promozione, tutela e informazione in campo istituzionale, accademico e di politica universitaria. «Perugia Online» si è occupata a più riprese delle iniziative promosse nell’alveo di questa associazione, sin dalla fondazione, a Perugia, datata al luglio del 2016, per poi toccare i punti più salienti del progetto che la sostanzia e la alimenta, dagli esiti, senza meno positivi, e dagli obiettivi, perseguiti con successo, del 2017 – fra gli altri, l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione, il riconoscimento del titolo di ‘dottore di ricerca’ all’interno del percorso FIT per l’accesso all’insegnamento – ai tradizionali appuntamenti con la serata ‘M’illumino di scienza’, e con la ‘Notte dei ricercatori’, fino al Ph.Day e al Game od Research (GOR) in programma per la giornata di domani, 11 giugno, dalle 9 alle 18, nell’aula magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia. Su questi e su altri ambiti è stata attuata ‘una zoomata’, per così dire accademica, ma, al contempo, divulgativa, che ha portato ad un dialogo fitto circa le tematiche che ruotano attorno al prisma della ricerca scientifica in Umbria.</p>
<p><strong>Nominare significa (anche) conoscere. Ma, bando alle <em>querelles</em> nominalistiche, che spesso hanno poco da dire sulle origini effettive di un percorso, sclerotizzandolo o fissandolo, cos’è, dal vostro punto di vista, un Dottorato di ricerca?</strong></p>
<p>(Alessandro Caravella, Responsabile delle attività culturali)</p>
<p>«Il dottorato di ricerca è il più alto grado di formazione accademica, ma anche un percorso di crescita e arricchimento culturale, che prende il via dalle realtà accademiche locali per poi allargare lo sguardo all&#8217;esterno, sia nell&#8217;ambito del dottorato stesso (attraverso le esperienze di mobilità internazionale), sia nella fase successiva all&#8217;addottoramento per mezzo di esperienze all&#8217;estero tese a un completamento e perfezionamento del proprio percorso di ricerca. Per tentare di trasformare il dottorato di ricerca in una realtà sempre più collaborativa e partecipata, ADI Perugia si prefigge di “fare rete”, ovvero creare le basi per una maggiore rappresentanza e interconnessione tra i vari dottorandi che hanno scelto di intraprendere questo percorso».</p>
<p><strong>Numerose, le iniziative promosse da ADI Perugia (si veda, a tal proposito, l’articolo editato in «Perugia Online» in data 21 gennaio 2018, con un resoconto sulle attività del proficuo anno precedente). Come possiamo definire quest’associazione su scala locale e nazionale? Quali sono gli obiettivi precipui che ha inteso e che intende perseguire? </strong></p>
<p>(Alessandro Ferri, Responsabile della comunicazione)</p>
<p>«ADI sta per “Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani” e si propone di rappresentare chi lavora nel campo della ricerca: dottorandi, assegnisti, ricercatori. Proprio in questi giorni stiamo celebrando i vent’anni di attività, che saranno al centro di un convegno in programma per sabato 16 giugno presso la Facoltà di Ingegneria della Sapienza (Roma). ADI è diffusa su tutto il territorio italiano (34 sedi locali ad oggi). Da statuto, non ha legami con partiti o sindacati e non ha altro finanziamento che il tesseramento. L’obiettivo principale dell’associazione è valorizzare la figura del ricercatore, sensibilizzando i cittadini e le istituzioni. In particolare, chiediamo il superamento del dottorato senza borsa (senza che questo significhi la riduzione dei posti, sia chiaro: devono essere finanziati anche quelli attualmente a carico dei dottorandi) e vorremmo raggiungere il traguardo della piena rappresentanza negli organi collegiali degli atenei. Auspichiamo l’istituzione di un percorso lavorativo certo per chi fa ricerca, che sia nelle università, nel settore pubblico o nel settore privato. Tra le iniziative che mettiamo in atto, va ricordata l’indagine sullo stato della ricerca in Italia, che viene elaborata ogni anno e poi presentata in Parlamento. Come ADI Perugia ci impegniamo a tradurre sul piano locale le campagne promosse a livello nazionale, unendo i dottorandi, gli assegnisti e i ricercatori dell’Università degli Studi e della Stranieri. Tra le azioni che abbiamo messo in atto, voglio menzionare quelle di divulgazione scientifica come il PhDay o La notte europea dei ricercatori, per le quali abbiamo collaborato – come continuiamo a fare &#8211; con l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria)».</p>
<p><strong>Entriamo, ora, più nello specifico: lunedì 16 aprile il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Perugia ha approvato le linee-guida per l’utilizzo del budget del 10% da destinare ai dottorandi. Come si è espressa ADI Perugia a riguardo? </strong></p>
<p>(Filippo Fiume Fagioli, responsabile delle tematiche relative al Dottorato di ricerca)</p>
<p>«Nonostante il documento sia stato sollecitato a lungo proprio da ADI Perugia, la nostra associazione ha espresso un giudizio negativo, sia in relazione alle modalità di approvazione delle linee guida, sia al loro contenuto. I criteri approvati per l’utilizzo di questo fondo sono frutto di un confronto esclusivamente interno, non condiviso né con i rappresentanti eletti degli studenti, né con ADI. Come chiaramente definito dal DM 45/2013 e dalle successive linee guida MIUR del 14/04/2017, il budget pari al 10% della borsa, circa 3 mila euro, è destinato al singolo dottorando per finanziare la sua attività di ricerca nel secondo e terzo anno, dando la possibilità di individuare un proprio percorso formativo sotto la supervisione del tutor di riferimento. Ci lasciano perplessi i punti E e D delle linee guida pubblicate da Unipg <a href="https://www.unipg.it/files/pagine/145/verbale_sa_16_4__2018.pdf">(delibera n. 8)</a>, secondo i quali il budget potrà essere utilizzato anche per l’invito di docenti che svolgano seminari. Tali previsioni, seppure subordinate all’accettazione del dottorando, rischiano di far ricadere parte degli oneri legati alla formazione dall’Università al dottorando stesso, nel contesto di un rapporto tutor-dottorando che molto spesso è di subordine. Secondo noi, ciò non corrisponde alle finalità per cui tale budget è istituito, ovvero quello di fornire uno strumento per la crescita dell’indipendenza del dottorando. ADI Perugia proseguirà il lavoro di monitoraggio sulle modalità di utilizzo di questo budget e invita tutti i dottorandi a informarsi e a utilizzarlo secondo quanto disposto dai punti A, B e C, ovvero per periodi di formazione da svolgersi in Italia o all’estero, materiale di consumo e materiale inventariabile. ADI Perugia è a disposizione di tutti i dottorandi per eventuali dubbi sulle modalità di utilizzo del fondo e per raccogliere proposte migliorative delle linee guida, per consentire a tutti gli studenti di godere dei propri diritti sanciti dal decreto ministeriale».</p>
<p><strong>Quali sono gli esiti circa le questioni relative all’indennità di disoccupazione per dottorandi e assegnisti, all’eliminazione della tassazione sui dottorandi non borsisti, all’incremento della borsa di studio, alla gestione della Formazione Iniziale e Tirocinio (FIT) e al riconoscimento del titolo di ‘dottore di ricerca’ all’interno di quest’ultimo percorso? </strong></p>
<p>(Luciana Forti, Vice-coordinatrice)</p>
<p>«Sono tutte battaglie che hanno costituito l’asse portante delle attività dell’ADI negli ultimi anni. Solo l’anno scorso, l’associazione ha ottenuto l’estensione dell’indennità di disoccupazione, anche nota come DIS-COLL, ai dottorandi e agli assegnisti. Il gruppo di lavoro nazionale ha elaborato una <a href="https://dottorato.it/content/guida-rapida-alla-dis-coll">Guida alla DIS-COLL</a> per agevolare i colleghi che si sarebbero trovati ad affrontare questa procedura per la prima volta. Dopo alcuni disguidi iniziali, la procedura è entrata a pieno regime, il che significa che adesso chi conclude un dottorato o un assegno di ricerca ha diritto a una quota che arriva fino al 75% del reddito medio mensile per un massimo di sei mesi. Sempre l’anno scorso, l’ADI è riuscita a ottenere l’eliminazione della tassazione per i non borsisti, e continua a sollecitarne l’eliminazione anche per i borsisti, dal momento che in alcuni atenei l’importo della tassa raggiunge le due mensilità di borsa. L’incremento della borsa di dottorato, in vigore dal gennaio di quest’anno, è una conquista dell’ADI che arriva a dieci anni di distanza rispetto all’ultimo incremento, che era stato ottenuto nel 2008. Rimane aperta la questione relativa a un adeguato riconoscimento del titolo di dottore di ricerca all’interno del percorso FIT. Da tempo, l’Area Tematica Scuola dell’ADI sta lavorando intensamente su questo fronte, per definire un percorso di valorizzazione certo per i dottori di ricerca che desiderino accedere al mondo dell’insegnamento nella scuola pubblica».</p>
<p><strong>ADI è anche un valido strumento attraverso il quale far conoscere all’esterno il fondamentale lavoro dei ricercatori, oltre che essere un efficace ausilio nel fornire informazioni tecniche e nel veicolare le istanze di dottorandi e assegnisti alle Università e alle Istituzioni in genere: oltre ai tradizionali appuntamenti con ‘Sharper – La notte dei ricercatori’, con ‘M’illumino di scienza’, in collaborazione, quest’ultimo, con Arpa e Adisu, e con il ‘Ph.Day’, quali sono le prossime iniziative atte a promuovere e valorizzare la funzione della ricerca scientifica al di fuori delle ‘mura accademiche’? </strong></p>
<p>(Giovanni Cinti, Coordinatore)</p>
<p>«ADI Perugia ha tra le sue priorità quella di promuovere al di fuori della comunità accademica l’importanza dell’attività dei ricercatori. Oltre al piacere di diffondere la bellezza del lavoro di ricerca, la comunicazione del nostro lavoro è necessaria ai fini politici dell&#8217;associazione stessa che, per dar peso alle sue rivendicazioni, ha bisogno del supporto di tutta la popolazione. ADI Perugia ha pertanto promosso sia iniziative pubbliche, come il PhDay, sia stretto collaborazioni con associazioni e realtà già strutturate. Il prossimo passo è sicuramente quello di affiancare agli interlocutori più naturali, quali Sharper, Arpa e Adisu, nuove realtà associative esterne al mondo della ricerca ma interessate al nostro lavoro e alla nostra comunità».</p>
<p><strong>In questo quadro, includiamo la seconda edizione del Game of Research (GOR) in previsione per il prossimo 11 giugno, dalle 9 alle 18, nell’aula magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia. Qual è l’intento principale del ‘Veterinary Sharing Day’?</strong></p>
<p>Luciana Forti (Vice-coordinatrice)</p>
<p>«L’evento mira a creare uno spazio di condivisione tra i dottorandi dell’area veterinaria. In tal senso rientra perfettamente in uno degli obiettivi principali di ADI Perugia, ed è per questo motivo che siamo stati molto felici di poter contribuire all’organizzazione dell’evento, insieme a Flory Petrescu, a cui lasciamo la parola».</p>
<p>Flory Petrescu (Organizzatrice di Game of Research)</p>
<p>«L&#8217;intento principale di questa giornata è di favorire la divulgazione delle tematiche di ricerca e il confronto attivo tra giovani che gravitano attorno al Dipartimento di Medicina Veterinaria, per stringere nuove collaborazioni, nell’ottica di progetti di ricerca sempre più multidisciplinari, che riescano ad integrare capacità e competenze e favorire il lavoro di squadra. L’idea nasce dal desiderio di dare risalto a tutto quel “mondo sommerso” di coloro che lavorano dietro le quinte accademiche, soprattutto il cosiddetto personale non strutturato, le cui ricerche e spesso anche l’identità passa inosservata agli occhi di Colleghi strutturati e studenti. È un evento autogestito, interamente organizzato e coordinato dai Dottorandi, Borsisti, Post-doc, Assegnisti e frequentatori volontari del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia per cui ADI non poteva mancare a questo evento. Ho conosciuto Luciana e Giovanni tramite la mia cara amica e collega, Greta Foiani, in un giorno di pioggia. Ricordo ancora l&#8217;odore di cannella della cioccolata calda, mentre le nostre idee si mescolavano per l&#8217;organizzazione della giornata…».</p>
<p><strong>‘Sono dottore di ricerca. E adesso’? Come tenta di rispondere ADI a questa domanda? L’esperienza di Find Your Doctor (FYD), prima agenzia del lavoro in Italia, permette di istituire una filiera fra i neo-dottori di ricerca e il tessuto aziendale, in una società fluida, ‘liquida’ come quella in cui viviamo?</strong></p>
<p>(Giovanni Cinti, Coordinatore)</p>
<p>«Find Your Doctor è la risposta più concreta al problema della valorizzazione del titolo di dottorato nella società. Sicuramente la formazione che riceve un dottore di ricerca è di grande supporto per la società e negli altri paesi si trasforma in un titolo altamente competitivo per l’accesso al mondo del lavoro. Purtroppo, in Italia non è così. Sia a livello nazionale che locale, ADI sta promuovendo un confronto con quelle realtà che possono e devono dialogare con il mondo della ricerca e valorizzare l’alta formazione nel mondo del lavoro. In questa direzione è importante costruire uno spazio di dialogo, anche a livello locale, con il mondo delle imprese, della pubblica amministrazione e delle professioni».</p>
<p>(Luciana Forti, Vice-coordinatrice)</p>
<p>«Siamo entrati in contatto con l’esperienza concreta di FYD, seguendo in streaming <a href="https://www.facebook.com/720545514797070/videos/913210262197260/">la presentazione organizzata da ADI Bologna</a>. Eva Ratti e Andrea Galimberti, membri del team di FYD, hanno raccontato alcuni dei primi casi di successo, in cui diversi dottori di ricerca hanno intrapreso un percorso lavorativo all’interno di una realtà imprenditoriale italiana grazie al lavoro di mediazione di FYD. Una mediazione in primo luogo culturale, in cui il valore del dottore di ricerca viene non solo spiegato, ma dimostrato concretamente all’interno di settori che non hanno avuto, finora, una tradizione di apertura verso il mondo della ricerca. Find Your Doctor sta decisamente aprendo nuove prospettive da questo punto di vista sia per i dottori di ricerca, che per le imprese. Per saperne di più ed entrare a far parte della rete di questa agenzia, è sufficiente dare un’occhiata al <a href="http://www.findyourdoc.org/index.php/it/">sito</a> e iscriversi!».</p>
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		<title>‘Il dolce loco’ della didattica e della ricerca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 23:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Accademico 2017/2018]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Ministra Valeria Fedeli]]></category>
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		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Valchiusa petrarchesca, presente in tutti i segmenti iconografici dell’incunabolo del <em>Canzoniere</em> e dei <em>Trionfi </em>glossato e magistralmente illustrato da Antonio Grifo negli anni Settanta del Quattrocento. E se quel ‘dolce <em>loco</em>’ fosse un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale? Quel <em>loco</em> assumerebbe, allora, i contorni netti dell’aula magna di una Università, in cui campeggia un affresco del pittore futurista perugino Gerardo Dottori, sul cui sfondo, oltre al Colosseo e a San Pietro, si scorge un acquedotto romano, frutto e al contempo simbolo della ‘tecnologia’. In senso figurato, ancora, quel <em>loco</em> diverrebbe motivo di dibattito e discussione, di dialogo prolifico, di integrazione e di inclusione, di cooperazione internazionale. E la sua ‘costruzione’ avrebbe un inizio preciso. È stato inaugurato lunedì 30 ottobre, alle 10.30, in una gremita aula magna di palazzo Gallenga, l’anno accademico 2017/2018 dell’Università per Stranieri di Perugia, il 92esimo dalla fondazione. L’inaugurazione, alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, delle autorità civili, militari e religiose, delle rappresentanze diplomatiche accreditate a Roma, e dei Rettori di 5 Università italiane (Università per Stranieri di Siena, Università degli Studi di Perugia, Link Campus University di Roma, Università di Bari, Università di Sassari), è stata preceduta, alle 9.30, nella chieda di San Fortunato in piazza Fortebraccio, dalla Santa Messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve e presidente della Confederazione Episcopale Italiana.</p>
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<p>Il 92esimo anno dell’Università per Stranieri di Perugia è stato ufficialmente aperto dal Magnifico Rettore Giovanni Paciullo, che ha riflettuto sulla missione «di una Università originale nell’impianto e speciale nella vocazione, un luogo di attività didattiche e di ricerca, ordinate sulla prospettiva della internazionalizzazione e dell’integrazione», soffermandosi, poi, sul tema della cittadinanza, che «non può essere un’arma identitaria da impugnare per imporre distanze e segnare esclusioni». «La legalità costituzionale – ha aggiunto – ci porta a considerare la persona come centro unitario di protezione di un nucleo di diritti dal quale non può essere separata, dovendo coerenza ad un personalismo che i nostri padri costituenti mutuarono dal Codice di Camaldoli». Anticipando la missione propria degli Istituti di cultura italiana nel mondo, l’Università per Stranieri ha ospitato nelle proprie aule migliaia di studenti che hanno avuto modo di implementare competenze culturali che si sono rivelate utili a sostenere i potenziali di sviluppo dei loro Paesi di origine, sulla base di una didattica e di un apprendimento attivi, aperti alla città di Perugia. Come dire che ‘le domande e le risposte che non producono parole nuove – e quindi nuovi saperi – non sanno parlare’.</p>
<p>Ha poi fatto seguito una serie di interventi: quello della rappresentante del personale tecnico-amministrativo, la dottoressa Beatrice Codini, che ha sottolineato la partecipazione attiva realizzata in questi anni, appunto, dal personale tecnico-amministrativo nelle sue rappresentanze, in linea con lo spirito di collaborazione, di accoglienza, di interculturalità, di diffusione della cultura italiana promosso dall’Università per Stranieri di Perugia; e quelli dei rappresentanti degli studenti. Nello specifico, la studentessa giapponese Miyuki Nishida, rappresentante degli studenti dei corsi di laurea, che si trova in Italia per perfezionare la conoscenza della lingua italiana ed è iscritta ad un corso di lingua italiana all’Università per Stranieri di Perugia per il conseguimento del livello C1, ha affermato di aver scelto Perugia per avere la possibilità di studiare in un ambiente internazionale che le potesse consentirle di formarsi al fine di diventare, in futuro, ella stessa un’ambasciatrice della cultura italiana nel proprio Paese di origine. Emanuele Romolini, alludendo a <em>Il barone rampante</em> di Italo Calvino, ha asserito che la ricerca scientifica permette di demolire ogni muro, intensificando lo scambio fra culture diverse, e promuovendo la diffusione della cultura. ‘Studenti italiani, stranieri per scelta’ è stato, non a caso, lo slogan che lo ha eletto a rappresentante degli studenti dei corsi di laurea del prestigioso Ateneo perugino.</p>
<p>La prolusione della direttrice del Dipartimento di <em>Scienze Umane e Sociali</em> dell’Università per Stranieri di Perugia e coordinatrice del Dottorato di ricerca in <em>Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale</em>, professoressa Giovanna Zaganelli si è incentrata sulle ‘Forme retoriche e narrative del Petrarca illustrato’, percorrendo un itinerario che ha condotto i presenti sin all’interno dell’officina tipografica veneziana, quella di Vindelino da Spira, che negli anni Settanta del Quattrocento, dava alle stampe la prima opera a stampa della letteratura italiana: il <em>Canzoniere</em> e i <em>Trionfi</em> di Petrarca. L’incunabolo, glossato e illustrato da Antonio Grifo, poeta cortigiano, rimatore e appassionato lettore di Petrarca, restituisce una puntuale esegesi verbale e visiva dell’opera volgare del poeta laureato: le glosse manoscritte del Grifo impreziosiscono la copia a stampa, impressa in una splendida umanistica corsiva, e sono strettamente legate all’apparato iconografico che interessa ciascun componimento petrarchesco, costituendosi come un prezioso testimone documentario tanto per la storia del libro quanto per quella della stampa. «Il discorso iconico – ha affermato la professoressa Zaganelli – si organizza sostanzialmente attorno a due aree semantico-simboliche: da un lato, il libro rosso, con la freccia d’amore e un lussurioso serpentello, che hanno la funzione di simboleggiare il desiderio d’amore del poeta e le sue sofferenze (come dire che la simbologia del libro risulta intensificata dalla freccia e dal serpente, ma anche dagli occhi e dal cuore: il senso e l’intelletto costituiscono un ossimoro iconico che si sostituisce al libro, libro che possiede una profondità simbolico-letteraria e che acquista una consistenza narrativa); dall’altro lato, l’alloro, che rimanda a Laura, e che gode di una ricchissima presenza all’interno del libro, sia come pianta che come ‘attore’ protagonista». Così come Valchiusa, presente in tutti i segmenti illustrativi del Grifo, quale piccolo scorcio del dolce <em>loco</em>, in un’ottica di testualità cortigiana, con motivi bucolici, che hanno la funzione di restituire al pubblico colto cui il letterato veneziano si rivolgeva, il sapore avventuroso della favola cortese e del romanzo petrarchesco, del progetto autobiografico del <em>Canzoniere</em>, intriso di simboli, ‘pittogrammi e geroglifici’ e di scene teatrali in cui la donna amata esce dai confini metaforici per divenire una creatura vera. Ne ‘Vergine bella, che di sol vestita / coronata di stelle al sommo sole (&#8230;)’, ad esempio, «le postille del Grifo – ha spiegato la professoressa Zaganelli – risultano intimamente legate ai componimenti, e si richiamano all’apparato iconografico con cui stringono una fedele alleanza. L’occhio che scorre sulla pagina si sofferma sulle postille, e sugli argomenti selezionati ed estratti dal testo, immediatamente esplicati dall’apparato iconografico».</p>
<p>È poi intervenuta la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, che ha focalizzato la propria attenzione sull’importanza della conoscenza in una società in continuo e fluido cambiamento culturale e sociale. «Bisogna costruire cittadinanza e uguaglianza – ha asserito la ministra Fedeli – attraverso cultura e saperi. Il nostro è un Paese con un’importante tradizione e uno straordinario patrimonio culturale. Dobbiamo continuare ad essere un Paese che produce cultura, consapevoli della nostra identità, ma sempre aperti allo scambio che deriva dall’essere calati in una dimensione internazionale. Il ruolo dell’Università e in particolare quello della Stranieri di Perugia – un centro d’eccellenza in Italia – è quello di aver applicato esattamente una straordinaria buona pratica che va riconosciuta e rispettata (&#8230;). Come Governo siamo convinti del fatto che l’intera filiera dell’educazione debba essere oggetto di interventi. E questo nel nome di un investimento che è rivolto al futuro non solo delle persone ma del nostro Paese nella sua interezza, un investimento che attendiamo ormai da anni. Pena la nostra definitiva sconfitta nei mercati delle due economie del mondo contemporaneo: quella delle merci e quella dei saperi; l’economia finanziaria e l’economia della conoscenza. Due sfide che non possiamo e non dobbiamo perdere in alcun modo». In questo senso, deve essere riconosciuto il valore della cultura, la capacità di riconoscere e valorizzare le diversità. Un aspetto, questo, che la Ministra ha messo in luce, la scorsa settimana, al teatro Eliseo di Roma, dove ha invitato la scuola a rispettare le diversità, attraverso il sapere,sulla base dell’Art. 3 della nostra Costituzione, e a incrementare il dialogo, come strumento di costruzione di una cittadinanza attiva e democratica. In questo – ha precisato la Ministra – c’è una linea di continuità fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Università per Stranieri di Perugia. «Proprio a proposito di sinergia e di intreccio di funzioni strategiche – ha asserito – sarò in Cina per un forum scientifico Italia-Cina, al fine di allungare ‘il percorso della via della seta fino in Italia. L’insegnamento della lingua italiana, d’altronde, passa per la promozione della cultura del nostro Paese all’estero, anche attraverso l’insegnamento della bellezza qualitativa dei nostri classici, come la professoressa Zaganelli ha messo in luce nel corso della sua prolusione, o mediante il ricorso ad altre forme di linguaggio, come quello del cinema, dell’arte, del teatro, che devono inserirsi in modo strutturale nella didattica (&#8230;). Il 10 novembre si terrà la Conferenza nazionale dell’Università italiana, in cui si ‘alzerà lo sguardo’ per sapere cosa serve al Paese dagli Atenei italiani e dalla ‘filiera del sapere’, per un’Italia competitiva. Credo sia significativo che il Consiglio dei Ministri si sia aperto con il Ministro dell’Economia che ha parlato di una accelerazione, dal punto di vista economico, per le nuove generazioni, con nuove assunzioni per i ricercatori, e con l’intento di aumentare il diritto allo studio, anche in relazione al binomio Università-mondo del lavoro, sulla base di lauree professionalizzanti, di una co-progettazione fra percorso formativo e sbocchi professionali e di un nuovo intreccio con la cultura umanistica».</p>
<p>La cerimonia è volta al termine con la consegna dei sigilli dell’Università per Stranieri alle eccellenze italiane: a Inge Feltrinelli per l’editoria, a Francesco Rutelli per il cinema – che ha affermato: «l’Università per Stranieri è molto simile agli Istituti di cultura per la promozione della cultura italiana: qui si viene da altra nazione per essere meno ‘estranei’» –, ad Andrea Pontremoli per l’alta tecnologia legata all’automobile italiana come espressione dell’Italian style – «il futuro – è stato il suo commento – è basato sulla tecnologia. La persona va formata sull’uso della tecnologia stessa» – e, infine, ad una delegazione di dipendenti della rappresentanza sindacale unitaria della Perugina, che hanno fatto leva sui concetti di democrazia e di valore del lavoro, da cui, solo deve derivare la ricchezza. Un ‘dolce <em>loco</em>’, da rimettere al centro, ripartendo dalla fabbrica. E da un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale.</p>
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		<title>Stage in azienda e formazione professionale, firmato oggi l&#8217;accordo tra Università, Confindustria e Nestlé</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 10:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ricerca, trasferimento tecnologico, supporto all’innovazione, didattica, orientamento e job placement: include molteplici ambiti il protocollo di intesa tra l’Università degli Studi di Perugia, Confindustria Umbria e Nestlé Italiana, sottoscritto a Palazzo Murena, sede del Rettorato dell’Ateneo. L’accordo, di durata triennale, è stato firmato dal rettore Franco Moriconi, dal presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti e il direttore dello stabilimento Nestlé Perugina di San Sisto François Gilbert Pointet. “L’ accordo con Nestlé – ha sottolineato il rettore al momento della firma &#8211; è molto importante per la nostra Università in quanto ci permette una collaborazione stretta sia da un punto di vista della ricerca, sia per quanto riguarda la formazione, in quanto permette ai nostri studenti di svolgere tirocini o stage presso questa industria. Il protocollo ha inoltre particolare valore e significato in quanto consente l’elaborazione di progetti condivisi fra il nostro Ateneo e Nestlé. È la conferma anche del proficuo rapporto che esiste, sulla scorta di una precedente convenzione, fra Università e Confindustria e che porta a nuove collaborazioni con le diverse aziende”. La collaborazione persegue, in particolare, tre obiettivi: il collegamento fra Università, territorio e tessuto produttivo; la realizzazione di ricerche capaci di contribuire al miglioramento dell’attività imprenditoriale e il rapporto con gli studenti, futuri protagonisti del mondo del lavoro.</p>
<p><strong>Stage per studenti</strong> “La firma di questo accordo – ha spiegato Ernesto Cesaretti, presidente di Confindustria Umbria – conferma l’impegno del Rettore a legare il ruolo dell’Università di Perugia con le imprese che operano sul territorio regionale. Da parte nostra, come Confindustria Umbria, ci impegneremo per favorire il massimo radicamento di un’ azienda che rappresenta un simbolo per la città e che con il piano industriale recentemente presentato ha confermato la volontà di continuare a investire per lo sviluppo del tessuto sociale ed economico locale”. Il protocollo si inserisce perfettamente nelle politiche che Nestlé persegue rispetto ai giovani partecipando al progetto “Nestlé Needs Youth” che si propone di realizzare iniziative concrete per favorire l’occupabilità in Europa di giovani under 30 promuovendo stage, tirocini e orientamento professionale per avvicinare il mondo della scuola al mondo del lavoro. Insieme all’Università di Perugia Nestlé Italiana realizzerà, nello stabilimento Perugina, tirocini pre-laurea o stage post laurea per giovani provenienti dalle facoltà di ingegneria, scienze agrarie &#8211; alimentari ed economia.</p>
<p><strong>L&#8217;ingresso in azienda</strong> “Ci fa molto piacere confermare il nostro impegno sul territorio umbro attraverso questo accordo – ha commentato Pointet – e l’iniziativa permetterà agli studenti di muovere i primi passi all’interno del mondo del lavoro, sperimentando in prima persona le dinamiche di business, tramite un percorso in cui il ruolo di affiancamento e tutoraggio dell’azienda sarà fondamentale. Siamo pertanto orgogliosi di mettere a disposizione le nostre competenze e le nostre risorse, accogliendo giovani talenti che siamo sicuri saranno capaci di portare entusiasmo ed innovazione nello stabilimento Perugina di San Sisto, che è uno dei poli produttivi di eccellenza di Nestlé in Europa”.</p>
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		<title>Polo universitario Terni-Narni: 260mila euro per il potenziamento delle attività di ricerca ed innovazione</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 15:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un contributo di 260 mila euro per il potenziamento delle attività di ricerca ed innovazione nel Polo Universitario di Terni e Narni è stato concesso oggi, lunedì 13 giugno, dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Antonio Bartolini. “E’ il primo risultato concreto, al quale faranno seguito altri provvedimenti, del Coordinamento strategico-politico costituito tra Regione, Università degli studi Perugia, Adisu, Comuni di Terni e Narni, per l’attuazione dell’Accordo stipulato per la prosecuzione ed il potenziamento del Polo Universitario di Terni e Narni &#8211; ha affermato l’assessore Bartolini. “Insieme agli altri soggetti coinvolti- prosegue- abbiamo fin da subito riconosciuto che la ricerca e l’innovazione sono una leva fondamentale per la crescita dell’economia e lo sviluppo del territorio e che il Polo universitario di Terni e Narni, in quanto presenza universitaria di questa area, rappresenta il riferimento principale delle attività di didattica, ricerca ed innovazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio in quell’area, dove la Regione ha richiesto al Ministero per lo sviluppo economico il riconoscimento dello status di “area di crisi complessa” per porre le basi di nuove prospettive economiche ed occupazionale, la ricerca e l’innovazione sono tra i pilastri fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">“Per questi motivi – ha concluso Bartolini &#8211; abbiamo ritenuto di dover accogliere la richiesta di sostegno che ci è pervenuta dal Comune di Terni, anche per non compromettere la decennale esperienza universitaria e non impoverire ulteriormente il territorio interessato”.</p>
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		<title>Il cuore verde delle Università perugine: i progetti di ricerca legati al tema dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 18:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Sono stati i docenti e rettori dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università per stranieri i protagonisti del Consiglio Comunale, conclusasi da pochi minuti, che aveva per oggetto l’eco-sostenibilità e l’ambiente. Anche la città di Perugia ha voluto celebrare la Giornata mondiale per l’ambiente scoprendo quali siano i progetti delle Università che vedono impegnati su questo tema professori ricercatori e studenti. L’assemblea, a cui ha partecipato anche il sindaco Romizi, è stata aperta con l’omaggio, da parte del rettore dell’Università degli Studi di Perugia, a Francesca Follarino, la ricercatrice perugina vincitrice del Bayer Hemophilia Awards Program (BHAP). A seguire Giovanni Paciullo, rettore dell’Università per Stranieri, ha ricordato che il binomio scuola-ambiente è tema fondamentale di studio all’interno dell’ateneo in relazione ad integrazione e cultura. Quali sono quindi i progetti sui quali i ricercatori delle Università perugine stanno lavorando e che hanno per oggetto proprio l’ambiente e il territorio?</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante è il fatto che quasi tutte le facoltà abbiano progetti che, anche non direttamente, interessano questo argomento. Per dare un quadro, seppur non dettagliato, è necessario, quindi, fare una panoramica sugli interventi di quest’oggi, prendendone alcuni ad esempio per dimostrare la varietà dei progetti e la quasi totalità dei dipartimenti universitari interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Liotta, professore del dipartimento di ingegneria informatica dell’Unipg, ha esposto il programma “Smart city”, a cui sta lavorando insieme a studenti e ricercatori. Il concetto di smart cities, città intelligenti, vede il proprio obiettivo in un centro partecipato, attraverso l’impiego della tecnologia, che favorisce la partecipazione dei cittadini e l’organizzazione della città in un’ottica di sostenibilità, inclusione ed ottimizzazione delle risorse energetiche/ambientali, economiche, ed umane (capitale umano, relazioni, tempo delle persone). “Attraverso questo progetto- dice- è possibile dare peso alle città più piccole portando la comunità ad avere una partecipazione attiva della città. Ad oggi Perugia ricopre il quarantacinquesimo posto della classifica nelle città italiane, ma è di buon auspicio il fatto che le prime dieci della liste siano città della stessa grandezza, Milano esclusa, di Perugia. Le Università sono il perno centrale per una città intelligente perché devono contribuire a creare le città del futuro”.</p>
<p style="text-align: justify;">A parlare a nome della facoltà di veterinaria è intervenuta la professoressa Maria Teresa Mandare, che ha esposto alcune ricerche finalizzate alla salvaguardia ambientale: “L’obiettivo è aumentare la sostenibilità degli allevamenti intensivi ed estensivi. Alcuni studi hanno dimostrato che attraverso una dieta integrata di olii essenziali e minimo impiego di farmaci negli animali da reddito è possibile diminuire drasticamente lo spargimento nell’ambiente di sostanze come l’anidride carbonica, e, inoltre, favorire la digeribilità di ciò che mangiamo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrebbe sembrare strano ma anche i progetti di ricerca della facoltà di filosofia interessano l’ambiente, inteso però, come relazione tra uomo e territorio. A spiegare i numerosi studi che concernano con il tema della conferenza è stata la professoressa Floriana Falcinelli, docente di filosofia: “I progetti di ricerca che vado a presentare interessano l’ambiente non tanto dal punto di vista ecologico quanto al rapporto tra individui e individuo ambiente. Tra questi “Città, nazione e mondo globalizzato”, in collaborazione con docenti di giurisprudenza, “Cultura, linguaggi e pratiche”, progetto che approfondisce il legame tra ambiente e cultura e si focalizza sul fenomeno dell’immigrazione, “Filosofia, persona e economia civile”, al cui centro vi è lo studio dell’etica e della complessità delle relazioni e “Scienze pedagogiche e didattiche”. Quest’ultimo progetto prevede una maggiore attenzione sulla questione ambiente nelle scuole, poiché l’ambiente nell’ottica dell’educazione non può essere vista se non in relazione all’ informazione e quindi all’educazione ambientale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilevanti, poi, dal punto di vista del territorio e della salvaguardia dei beni culturali sono i progetti di ricerca della facoltà lettere, esposti dal professore Fatichenti, docente di geografia presso l’Università degli Studi di Perugia. “Gli studi sull’ ambiente del nostro dipartimento-spiega- si focalizzano principalmente sulla geografia rurale e urbana, a partire dallo sfruttamento delle acque in Umbria allo smaltimento dei rifiuti solidi e alla salvaguardia dei beni culturali. L’Umbria, ad esempio, è l’unica regione in Italia ad avere il censimento dei mulini ad acqua, indice della buona gestione delle risorse idriche nel nostro territorio. Tra i progetti che stiamo portando avanti un ruolo importantissimo lo assumono gli indicatori di impatto socio- ambientale delle industrie, che quantificano l’effettivo o meno malfunzionamento degli impianti di scarico di un’industria e la percezione che ne ha la popolazione”. Nella stessa direzione vanno gli studi, esposti dal professore Materazzi, del dipartimento di ingegneria, improntati verso la realizzazione di strumenti atti a salvaguardare i beni culturali, ad esempio il continuo monitoraggio a distanza di monumenti a rischio sismico ( per quanto riguarda Perugia ora sono monitorati la Fontana Maggiore e Torre degli Sciri), botanica ambientale per la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, e il progetto europeo Heracles, che studia sistemi per la resilienza di beni culturali. Lo stesso dipartimento porta avanti anche altri progetti legati all’ ambiente e alla sostenibilità, tra questi il progetto Progeo, che studia la conversione di anidride carbonica in metano e lo studio di celle fotovoltaiche ibride di materiali organici e inorganici, che secondo le ricerche fatte porterebbero ad una riduzione dei costi dei materiali e ad una maggiore produzione di energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Può sembrare strano ma anche la giurisprudenza ha caro il tema dell’ambiente e del territorio, e anche qui a Perugia sono avviati dei progetti di ricerca in questo campo, come lo studio dell’impatto sociale ed economico sulla città del fenomeno di “Airbnb” e le numerose soluzioni di sharing economy. Precisamente lo studio sul sito “Airbnb” si propone di individuare i benefici di questo nuovo modo di viaggiare senza sopraffare il settore alberghiero. Gli interventi di oggi sono stati molti e altrettanti e maggiori i progetti esposti; sicuramente è emerso quanto alle università perugine abbiano a cuore il tema “ambiente” e quante declinazioni differenti può avere questa parola che normalmente associamo a termini quali “verde” ed “ecosostenibilità”. I sinonimi, invece, come insegnano i numerosi studi esposti, sono molti di più e concernano ogni campo della sfera pubblica (comunità, citta, territorio) e privata (relazione tra individui, salute, benessere etc.).</p>
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		<title>Perugia, Notte Europea dei Ricercatori: superate le 6000 presenze</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2015 15:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La città trasformata in un laboratorio a cielo aperto per far incontrare e dialogare cittadini e ricerca.&#8221;La creatività e le sfide raccontate in oltre 60 appuntamenti ideati in collaborazione con oltre 180 ricercatori di tutti i Dipartimenti dell&#8217;Università degli Studi di Perugia hanno trasformato 26 luoghi della città in piazze nelle quali dialogare di futuro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La città trasformata in un laboratorio a cielo aperto per far incontrare e dialogare cittadini e ricerca.&#8221;La creatività e le sfide raccontate in oltre 60 appuntamenti ideati in collaborazione con oltre 180 ricercatori di tutti i Dipartimenti dell&#8217;Università degli Studi di Perugia hanno trasformato 26 luoghi della città in piazze nelle quali dialogare di futuro &#8211; hanno dichiarato gli organizzatori di Psiquadro &#8211; . Questa la principale gratificazione per un lavoro intenso e complicato che si è svolto nei mesi scorsi ed è stato premiato da un gran successo di pubblico&#8221;. Dalle 17 in poi giochi, dimostrazioni, caffè scientifici, laboratori aperti, incontri, conferenze e dibattiti hanno scandito la giornata dellincontro tra mondo della ricerca e cittadini, abbracciando tutto il centro storico e la zona universitaria di via Pascoli dove un flusso continuo di giovani è famiglie ha incontrato i ricercatori nei loro luoghi quotidiani di lavoro.  Alle 20.30  lo start in piazza della Repubblica con oltre 300 podisti che si sono cimentati in un nuovo percorso agonistico di 8 km, che ha toccato i punti più belli dellacropoli. In serata, per festeggiare i dieci anni della Notte Europea dei Ricercatori, la Silent Disco di Sharper ha invaso con tutto il suo pubblico piazza IV Novembre trasformandola in una discoteca silenziosa, illuminata da Light City Dress, lesperimento di 3d-mapping che ha remixato le immagini più belle del mondo della ricerca perugina proiettandole sulla facciata di Palazzo dei Priori. A due passi da lì, in piazza Danti, ancora spazio alla musica. Sul palco il Riciclato Circo Musicale, la band marchigiana che utilizza materiali di recupero ed oggetti di uso comune per costruire strumenti musicali di ogni tipo, coniugando così ricerca musicale e cultura del riciclo.Tra il pubblico della serata speciale di Sharper anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi, che per loccasione ha indossato le cuffie e si è unito alle danze della Silent Disco dopo aver visitato alcuni dei luoghi della Notte Europea dei Ricercatori.</p>
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		<title>Forza e coraggio, Jack Sintini si racconta</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 13:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Forza e coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Sintini]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Questa tragica esperienza mi ha insegnato tre cose. Prima: ognuno possiede una forza dentro di sé che non sa di avere fino a quando la vita lo costringe a usarla. Seconda: siamo molto più forti se combattiamo per qualcuno a cui vogliamo bene piuttosto che per noi stessi. Terza: da ogni difficoltà nascono delle opportunità”. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>“Questa tragica esperienza mi ha insegnato tre cose. Prima: ognuno possiede una forza dentro di sé che non sa di avere fino a quando la vita lo costringe a usarla. Seconda: siamo molto più forti se combattiamo per qualcuno a cui vogliamo bene piuttosto che per noi stessi. Terza: da ogni difficoltà nascono delle opportunità”.</p>
<p><strong>Forza e coraggio</strong> &#8211; Giacomo Sintini, ‘Jack’ per tutti, si confessa così ai curiosi, ai fan e agli atleti delle squadre giovanili del club Sir Safety Perugia Volley, dal palco allestito al centro di intrattenimento Gherlinda di Ellera di Corciano dove ha presentato il suo primo libro “Forza e coraggio” in cui racconta della lotta contro la malattia. A rendere omaggio al campione il presidente del Coni Umbria Domenico Ignozza, i fan e i rappresentanti delle squadre giovanili della Sir Safety Perugia Volley dal mini volley misto alle squadre maschili Under 13, 14, 15, 17, 19, serie d regionale e serie c. Per le femminili invece c’erano le militanti del campionato di Prima divisione e dell’Under 16. Presenti anche i ragazzi dell’Under 13 3X3, quest’anno vicecampioni d’Italia, con un risultato storico mai raggiunto prima da una squadra giovanile maschile in Umbria, e premiati proprio da Sintini.</p>
<p><strong>La sua storia&#8230;</strong> &#8211; “Linfoma non hodgkin a grandi cellule b diffuso”. Questo il verdetto dei medici che il primo giugno 2011, annunciano a Sintini, nel pieno della sua carriera sportiva, la causa da cui provengono i dolori acuti. Un tumore al sistema linfatico, al quarto stadio e molto aggressivo, che lo costringe ad abbandonare la pallavolo. Dopo 7 cicli di chemioterapia, mesi di cure e un autotrapianto di midollo osseo all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, Sintini vince la sua partita più importante, sconfiggendo il cancro. L’8 marzo 2012 ottiene il certificato di idoneità sportiva e il 12 maggio 2013 è già sul “tetto della pallavolo italiana” conquistando sul campo lo scudetto con la Trentino volley e il titolo di Mvp, miglior giocatore della partita.</p>
<p><strong>..a lieto fine</strong> &#8211; “Voglio raccontare la mia storia – dice Sintini – innanzitutto perché è a lieto fine. Questa esperienza drammatica ha insegnato a me e alla mia famiglia che si possono vincere anche le battaglie più dure. Non so dirvi perché alcuni ce la fanno e altri no e sinceramente ho smesso di chiedermelo. Quello che posso fare è raccontare la mia esperienza in questo libro e aiutare attraverso raccolte fondi la ricerca sulle leucemie e linfomi. Per questo ho deciso di fondare l’associazione ‘Giacomo Sintini’ che offre assistenza in campo onco-ematologico ed è riuscita a donare 400mila euro alla ricerca in tre anni”. “Sintini – ha dichiarato Ignozza – è un esempio positivo per tutti gli sportivi perché dimostra che con il sacrificio si possono superare gli ostacoli. La mia presenza qui è per testimoniare l’importanza che il Coni Umbria dà a manifestazioni di questo tipo e per far sentire la vicinanza del mondo sportivo”. “Mettiamo volentieri a disposizione il nostro palcoscenico – ha dichiarato Simone Mainiero, responsabile del Centro d’intrattenimento Gherlinda –. Noi vogliamo diffondere il messaggio di speranza e di coraggio che porta Sintini. Le difficoltà che ci può riservare la vita possono essere diverse, non solo relative alla salute. Jack è l’esempio di chi affronta a testa alta ogni avversità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pmi, senza illegalità aumenta il fatturato</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2015 13:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In assenza di attivita&#8217; illegali sul territorio circa due imprese su tre avrebbero un giro d&#8217;affari superiore a quello attuale. E&#8217; quanto emerge da una ricerca sulla  presentata questa mattina a Palazzo Mezzanotte a Milano nell&#8217;ambito della V edizione del &#8216;Focus Pmi&#8217; (che quest&#8217;anno aveva come tema &#8216;il valore economico della legalita&#8221;), organizzato dallo Studio LS Lexjus Sinacta e dall&#8217;Istituto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>In assenza di attivita&#8217; illegali sul territorio circa due imprese su tre avrebbero un giro d&#8217;affari<br />
superiore a quello attuale. E&#8217; quanto emerge da una ricerca sulla  presentata questa mattina a Palazzo Mezzanotte a Milano nell&#8217;ambito della V edizione del &#8216;Focus Pmi&#8217; (che quest&#8217;anno aveva come tema &#8216;il valore economico della legalita&#8221;), organizzato dallo Studio LS<br />
Lexjus Sinacta e dall&#8217;Istituto Guglielmo Tagliacarne.</p>
<p><strong>Il campione</strong> &#8211; La ricerca e&#8217; stata svolta su un campione di pmi italiane con 1.150 interviste. In un ambiente pienamente legale, il fatturato del 36,6% delle imprese resterebbe stabile, quello del 47,3% aumenterebbe di meno del 25%, nel 23,4% dei casi il fatturato crescerebbe del 13,4% e nel 2,6% di oltre il 50%.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> &#8211; L&#8217;illegalita&#8217; economica, si spiega nella ricerca, e&#8217; costituita da un insieme di elementi come<br />
usura e racket, corruzione, contraffazione, riciclaggio, sommerso lavorativo e altri elementi che alterano il corretto funzionamento del mercato. Da segnalare come gli indici utilizzati denotino come l&#8217;imprenditorialita&#8217; criminale (anche di origine straniera) sia arrivata al Nord, in particolare nel<br />
Nord-Ovest e specialmente in Liguria, considerata dagli intervistati una regione ad &#8216;alta infiltrazione&#8217; al pari di Calabria, Campania, Puglia e della nostra regione, l&#8217; Umbria.  Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia vengono invece considerate regioni a medio-bassa infiltrazione.</p>
<p><strong>Legalità</strong> &#8211; Entrando piu&#8217; nel dettaglio sulla percezione degli imprenditori in merito alla legalita&#8217;, i valori accostati al concetto di legalita&#8217; sono: il rispetto delle leggi e dell&#8217;ordine pubblico (31,8%), la trasparenza  amministrativa (29,5%), la liberta&#8217; nell&#8217;agire (18,3%) e la sicurezza del mercato (9,6%). La quasi totalita&#8217; delle imprese (88,7%) ritiene poi che il sistema economico sia caratterizzato dalla presenza di uno o piu&#8217; elementi che non favoriscono la trasparenza e la sicurezza del mercato.</p>
<p><strong>Sicurezza del mercato</strong> &#8211; Tra i principali fattori vengono segnalati la scarsa chiarezza di norme e leggi (41,7%), il livello di sicurezza del mercato non adeguato (21%), l&#8217;improvvisazione imprenditoriale (18,7%) e la modesta trasparenza delle funzioni di vigilanza (12,3%).  Sulla base delle informazioni raccolte, le imprese che maggiormente risentono della presenza dell&#8217;illegalita&#8217; nel proprio contesto territoriale sono quelle localizzate nel Sud Italia e in particolare in Campania. Il profilo dell&#8217;impresa meno condizionata, invece, e&#8217; quella che ha una dimensione medio-grande, con almeno 50 addetti e un fatturato superiore ai 2,5 milioni di euro, un elevato livello di internazionalizzazione e un&#8217;elevata longevita&#8217;.</p>
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		<title>Ospedale di Perugia: inaugurato il Centro di ricerca emato-oncologico, eccellenza internazionale per la lotta al cancro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 12:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lana]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[catiuscia marini]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E’ stata una cerimonia di inaugurazione molto partecipata quella che si è svolta martedì mattina presso il Polo ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Perugia per il nuovo Centro di Ricerca Emato-Oncologico (CREO) dell’Azienda Ospedaliera, una struttura d’eccellenza nella lotta contro i tumori.</p>
<p><strong>Il CREO</strong> &#8211; A fare gli onori di casa per illustrare le caratteristiche della nuova struttura  il direttore dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi. “Con il Creo – ha sottolineato Orlandi &#8211; l&#8217;Azienda ospedaliera di Perugia si dota di altri laboratori di alta tecnologia, che occupano circa 6mila metri quadri, per la ricerca e l&#8217;assistenza nel campo dell&#8217;ematologia con trapianto, oncologia, genetica  e medicina molecolare. Con l&#8217;attivazione del CREO, si completa un percorso di interventi organizzativi e strutturali che collocano il Santa Maria della Misericordia tra i principali ospedali di eccellenza in Italia e all’estero”.</p>
<p><strong>Le autorità presenti</strong> &#8211; Tra gli ospiti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, l&#8217;assessore comunale all&#8217;Urbanistica Emanuele Prisco, l&#8217;arcivescovo  della Diocesi di Perugia-Città della Pieve, cardinale Gualtiero Bassetti e  il rettore dell&#8217;Università Franco Moriconi. Tutti hanno espresso parole di profonda soddisfazione, “un riconoscimento di buona sanità pubblica, ma anche di buona amministrazione e istruzione, che ha visto il lavoro di concerto di varie istituzioni, quale la Regione, l’Azienda ospedaliera, l’Ateneo e tante associazioni di volontariato”, come ha sottolineato la presidente Marini. Il sottosegretario Delrio ha poi aggiunto: “Questo è un successo dell’Italia, di come il nostro Paese ce la può fare. Oggi qui state generando comunità, state generando un paese nuovo”.</p>
<p><strong>La storia della struttura</strong> – “Il progetto del CREO – ha spiegato il professor Brunangelo Falini – nasce nel 2002 da due menti geniali: il professor Martelli, ricercatore di fama internazionale con la sua Scuola di ematologia, e Franco Chianelli del Comitato per la vita Daniele Chianelli. La posa della prima pietra è arrivata nel 2006 ed oggi siamo veramente orgogliosi del traguardo raggiunto. Nel CREO – ha aggiunto Falini – si farà una ricerca applicata, ovvero si trasferiranno le scoperte della ricerca nella clinica, cioè nella cura dei pazienti. Con questa struttura, la vittoria sul tumore appare più vicina”.</p>

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<a href='http://www.perugiaonline.net/ospedale-di-perugia-inaugurato-il-nuovo-centro-di-ricerca-emato-oncologico-polo-deccellenza-internazionale-per-la-lotta-al-cancro/img_0969/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/03/IMG_0969-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="inaugurazione centro di ricerca emato-oncologica creo" /></a>
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