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	<title>Perugia Online &#187; Sandro Penna</title>
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		<title>Il viandante aduggiato dall’ombra. E il fiore poetico dal gambo (in)visibile</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 16:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il meriggio e l’ombra. Di montaliana memoria. L’ombra che aduggia la viandanza, romana e perugina. Quest’ultima, di ritorno. Quattordici anni dopo. «Quante volte ho sognato di tornarvi all’alba, sconosciuto, per meglio risentire ogni ricordo. E sono arrivato all’alba. Ricordo certi sogni della mia città quando mettevo in un suo paesaggio una mia ritrovata felicità paradisiaca (è la parola che non dà niente di quello che voglio dire, ma è ancora poco forte!). Una felicità fisiologica e mentale impossibile a ricreare nemmeno nella memoria (&#8230;)». È Sandro Penna, a scrivere. A ritrarsi come viandante, nel viaggio di ritorno nella sua <em>Perusia</em> petrosa. A descriverne «la polvere aspra, che si posa sul sudore del viandante». Un <em>monstrum</em>, Penna, un essere meraviglioso, extra-ordinario. Votato ad una non-uniformità di sentimenti contro il borghesismo imperante degli intellettuali del suo tempo. Eppure, almeno secondo la lettura che del <em>monstrum</em> ha fatto Pasolini, il ‘meraviglioso’ Penna non è slegato da una dimensione collettiva. In questa va inserito. Vanno identificati i confini della sua presunta ‘mostruosità’. La <em>penna</em> di Penna, in ultima istanza, va ancora studiata. E non solo letta.</p>
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<p>Due, le giornate di studio che l’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con l’Università per Stranieri di Perugia e Umbrò (nei cui locali, in via Sant’Ercolano, il 5 dicembre, Penna è stato omaggiato con le letture poetiche di Franco Buffoni, Umberto Fiori, Elio Pecora e Gabriella Sica, e con la proiezione del filmato ‘Sandro Penna. Croce e delizia’, per la regia di Gianni Barcelloni), con il patrocinio di MOD (Società Italiana per lo Studio della Modernità Letteraria) e del Comune di Perugia, e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, ha dedicato, il 5 ed il 6 dicembre, nella sala delle Adunanze di Palazzo Manzoni, a ‘Sandro Penna (1906-1977), quarant’anni dopo’. Giornate di studio organizzate dai docenti Sandro Gentili e Stefano Giovannuzzi dell’Università degli Studi di Perugia, membri del comitato scientifico, composto anche da Maria Borio, Floriana Calitti, Stefano Carrai, Silvia Chessa, Roberto Deidier, Elio Pecora e Daniele Piccini.</p>
<p>«Giornate di studio che offrono – questo il commento del Direttore del Dipartimento di Lettere – Lingue, letterature e civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Perugia, Mario Tosti – numerosi spunti di riflessione sulla storia, sulla letteratura e sulla poesia, e su Sandro Penna, poeta nato a Perugia, a 40 anni dalla sua morte». «La figura di Sandro Penna merita un approfondimento – ha affermato il professor Giancarlo Pellegrini, in qualità di delegato del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che ha sostenuto il progetto –. L’approfondimento di un’anima bella e gentile quale quella di Sandro Penna è, coincide con un dono che si fa alla sua città natale, Perugia, e ai giovani». E sui giovani che, nella prima delle due giornate di studio, del 5 dicembre (che qui si recensisce. La seconda giornata, presieduta dalla professoressa Floriana Calitti dell’Università per Stranieri di Perugia, ha registrato gli interventi, nell’ordine, di Daniele Piccini, Caterina Verbaro, Adele Dei, Salvatore Ritrovato, Giancarlo Alfano, Stefano Giovannuzzi e Maria Borio, interventi incentrati sui modelli linguistici di Penna, sulle ‘letture’ condotte da Pasolini e Caproni, sulla mitografia di un poeta posto al di fuori della storia, eppure ricontestualizzato nell’ambito della poesia italiana novecentesca, anche in rapporto al libro di poesia), hanno partecipato, numerosi, come uditori, in una gremita sala delle Adunanze di Palazzo Manzoni, ha focalizzato la sua attenzione Simona Costa, Presidente di MOD (Società Italiana per lo Studio della Modernità Letteraria), affermando che questi eventi sono indirizzati proprio a loro, ai giovani: «Dobbiamo riconoscerci – ha proseguito Costa – in una comunità scientifica, a livello di ricerca e di didattica, con nuovi apporti da dare a quella stessa comunità. L’Italianistica, d’altronde, rappresenta un fiore all’occhiello nel nostro Paese in tal senso».</p>
<p>Dopo una lunga frequentazione con i carteggi di Penna (e con le sue ‘parole nascoste’: il riferimento è a <em>Le parole nascoste. Le carte ritrovate di Sandro Penna</em>, edito nel 2008, per i tipi della Sellerio), Roberto Deidier ha proposto un intervento dal titolo ‘Il viandante senz’ombra’, con chiaro rimando alle viandanze romane del poeta perugino, che si ritrae (non è forse un caso) come viandante. «Penna è stato un poeta più letto che studiato – ha esordito il saggista e poeta –. Per questo, nostro compito è quello di restituire lui il proprio posto nella poesia del Novecento. Ho frequentato le carte e i diari di Penna, in cui si evincono i suoi rapporti con Nietzsche e Croce, con Montale, cui inviò i propri componimenti in lettura, con Guttuso. Rapporti ‘illuminati’, sempre, con un’intensità in grado di ferire lo sguardo e di seguire, ‘l’affondo, lento, dell’anima con il mare’. Una marca filosofica, tratta dalla lettura di Nietzsche. Una traduzione di una sensuale vitalità in espressione, dopo la lettura de l’<em>Estetica</em> di Croce. Un sole senz’ombra, degli isolotti dei sensi, improvvise epifanie. E poi l’approdo ad una sintesi fra impressione ed espressione, anche mediante il ricorso ad una fittissima rete metaforica, ad una dinamicità dell’esistenza e ad una presa di distanza da ogni norma o convenzione. L’<em>Estetica</em>, d’altronde, pare aver agito come correttivo, soprattutto nell’espressione dei tratti percettivi, e dell’attività intuitiva». Il percorso proposto da Deidier, sorta di ‘viandanza letteraria’ attraverso i carteggi, i diari e le lettere di Penna, ha fatto leva sul concetto di transitorietà, tratto da Nietzsche, e visto come capacità introspettiva, sguardo, gettato sugli oggetti come pura luce, residuo ottico, da cui scaturisce il rigore analitico penniano, la sua concezione di ‘ragione’ liberata dall’orpello delle convenzioni. Lo Zarathustra nietzschiano pare aver plasmato la poesia di Penna (una poesia ‘gocciolante di viva passione’), intessuta di armonie feconde, in cui la viandanza diviene una metafora, un dionisiaco flusso continuo. Una poesia non come gioco leggero, dunque. Quella di Penna è una vita intensa, connotata da una altrettanto intensa gioia di vivere e permeata da un senso di bellezza incantevole del mondo. Ne scaturisce un’opera polifonica e non monolitica, poli-espressiva, impressionista, dalle immagini (anche) discordanti, tutta giocata su una intuizione che coincide con una nuova acquisizione, e in grado di gettare la luce della conoscenza sull’ombra, di un’epifania della vitalità sottratta alle norme. Su una linea di continuità con la relazione presentata da Deidier, si è posto l’intervento dal titolo ‘Sandro Penna. Una stagione in Europa’ di Marco Corsi dell’Università di Firenze, che ha focalizzato l’attenzione sulla figura di Penna come ‘estranea dal mondo’, come ‘aliena’, ‘intaccata’ dal germe della nevrosi, da ferite non sanate, dalla logica del sentimento e da una propensione al risentimento. Il canto, allora, diventa una possibilità di sublimazione, sulla base di una transizione stilistica. Penna, infatti, come ha affermato Elio Pecora, non rientra nella categoria dei ‘poeti che non pensano’: la sua poesia è intrisa della logica dello ‘scrivere col sangue dello Zarathustra nietzschiano’, della variabilità costante di idee che non sono fisse, dell’accezione del ‘divino’ come poetico, come entusiasmo, di una tendenza al ‘piacere estetico’, senza mai tralasciare la possibile ‘entrata nel clima psicologico di una persona’, e con un occhio strizzato alla sensazione e al ricordo, al cromatismo, alla sperimentazione impressionista, ad una ‘grazia’ (quella che a Penna riconosce De Pisis) posta a metà fra classicismo e sperimentazione.</p>
<p>Sulla vita editoriale di Sandro Penna in Einaudi, invece, si è incentrata la relazione di Riccardo Deiana dell’Università di Torino, ‘Sandro Penna all’Einaudi: retroscena di un progetto fallito’: uno sguardo storico-editoriale, il suo, gettato dietro le quinte della casa editrice a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, mediante l’analisi del fascicolo su Penna, di soli 16 fogli, sulla corrispondenza fra Einaudi ed i collaboratori. Sergio Solmi, ad esempio, in un foglio destinato a Pavese, di Penna afferma: «Sembra essere solo quello che è, come le cose della natura». Il foglio 2 del fascicolo, invece, contiene il contratto editoriale della nuova raccolta di poesie di Penna, che non verrà, però, mai data alle stampe, nonostante Elsa Morante si fosse fatta ambasciatrice di Penna: il riformismo della casa editrice di matrice pavesiana, l’assenza di direttori e quindi di timone per la collana di poesia, la decisione unanime di chiuderla, quella collana, a seguito della morte di Pavese, faranno sì che del manoscritto delle poesie di Penna e dell’anticipo di 100mila lire a lui versato non resterà traccia e che la poesia italiana (e non solo quella penniana) dal 1950 al 1963 sarà latitante in Einaudi. All’‘officina del poeta nella biblioteca di Penna’ è stato dedicato l’intervento di Carlo Serafini dell’Università per Stranieri di Perugia, attraverso un percorso interpretativo condotto sulla biblioteca del poeta perugino, composta da libri, annotati, glossati, suddivisi per sezioni tematiche. Libri su cui Penna, per dirla con Barbieri, ha lasciato dei <em>marks</em>, delle tracce di scrittura e riflessione critica. Il Fondo-Penna della Biblioteca Marconi di Roma consta oggi di 573 volumi, a differenza del ‘qualche migliaio di libri’ dichiarato a seguito della consegna, da parte di Elio Pecora, che sgomberò l’appartamento romano di Penna, della raccolta libraria al direttore della biblioteca di Roma. Se i documenti del Fondo-Penna attestano schede di censimento diverse relative alla mole dei libri del poeta perugino, la ricerca, ancora <em>in itinere</em>, di Carlo Serafini, è volta (anche) a studiare i documenti relativi al lascito: vi sono libri ancora intonsi, altri che recano segni di lettura, libri di letteratura, monografie di pittori contemporanei, di scrittori in lingua inglese, francese, oltre che testimoni di saggistica letteraria e d’arte. Fra i volumi, <em>Il fuoco</em> di D’Annunzio, proveniente dalla biblioteca del padre di Penna, un testo su Baudelaire, uno studio su Leopardi, uno sulla poetica del fanciullino di Pascoli. L’idea che ne deriva, quella dell’officina del poeta, è irrobustita, sui frontespizi e sulle pagine dei libri, dai vari timbri, ad esempio, della biblioteca comunale di Perugia, da segni di lettura, sottolineature, correzioni di refusi a penna, traduzioni in francese di alcune poesie, annotazioni, come quelle lasciate su due testi di Moravia.</p>
<p>Gli ultimi due interventi presentati nel corso della prima giornata di studio, rispettivamente da Marco Antonio Bazzocchi dell’Università di Bologna e da Simone Casini dell’Università degli Studi di Perugia, hanno sondato, da prospettive differenti, le letture che di Penna sono state fatte da Garboli e Pasolini e le ‘perlustrazioni pascoliane’ nella poesia penniana. ‘La vita di un santo: Garboli, Pasolini e Penna’: «Pasolini – ha affermato il professor Bazzocchi – ha inteso sottrarre Penna a diagnosi critiche, proliferate negli anni Trenta, secondo le quali il poeta perugino era ‘un mero vivente, capace di conoscenza solo sensibile’». La poesia di Penna, paragonata ad ‘un fiore senza gambo visibile’. Questo gambo per Pasolini non può più rimanere invisibile: la sua lettura critica è volta, dunque, a mettere in crisi l’idea della ‘grazia’ penniana, in cui va rinvenuto qualcosa di ‘irregolare’ (lo scarto introdotto, ad esempio, da avverbi di tempo, o da dislivelli logici). La testualità penniana si rifiuta di essere chiusa nei circuiti critico-letterari. Risulta ‘traforata’ da continue fessure, da una irregolarità, appunto, che pur produce oggetti puri, dati, per Pasolini, dall’‘eccesso’: la fuoriuscita di senso è data da una instabilità di fondo. Pasolini voleva leggere Penna diversamente, secondo una dinamica letteraria e psichica, voleva portare in luce una storia dalla psicologia penniana. Penna, in ultima istanza, era sì un <em>monstrum</em>, ma questa sua ‘meraviglia’ non poteva essere slegata ad una dimensione collettiva. I confini della mostruosità andavano identificati, per sondare la condizione mista penniana, ‘angoscioso-euforica’. Una vita psichica discontinua, la sua, con prese di coscienza puntiformi, con zone di ‘anomalia’ o di ‘anomia’ di senso. Penna, in definitiva, non doveva essere isolato, ma andava costruito un cunicolo verso la <em>polis</em>, verso il mondo esterno. Garboli, dal canto suo, rifletteva sulla nevrosi di Penna, centro del suo interesse, a scapito del resto del mondo. Una nevrosi in cui luce e buio si alternano senza regole, tanto che la poesia penniana può essere intesa come una nebulosa di differenze. Penna è un santo ‘buffo’: l’isolamento (presunto) dal mondo e l’invenzione di una qualche forma di colpa lo hanno elevato al soglio della santità. Una santità che, però, è goffa ai nostri tempi. Così come il richiamo del Pascoli di <em>Myricae</em> e la centralità dell’immagine del fanciullo non sono che superficiali nella poesia penniana. «In profondità – ha sottolineato Simone Casini dell’Università degli Studi di Perugia – si perde il contatto. La grazia alessandrina del verso è data da ascendenze diverse, che solo in Pascoli sono simboliche. Sono, però, entrambi dei poeti che, in qualche modo, ‘sfuggono’, che attirano verso zone d’esperienza marginali». Il 1928 è stato un annus mirabilis per la poesia di Penna, per la sua letteratura ‘malata’, per il suo cuore malato di nevrosi. Nel 1928 Penna legge Pascoli, e la sua poesia è intrisa di suggestioni pascoliane, di echi pascoliani, del tema dell’altrove, e di quello cimiteriale sintetizzato nel ricorso all’espressione ‘Campo Santo’ e ‘vischio’, in cui è racchiusa un’immagine di morte, di tracce pascoliane significative, di una lingua passata attraverso il laboratorio pascoliano. Di un rifiuto che non è indifferenza. E di un gambo che non è più invisibile.</p>
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		<title>La Regione al Salone internazionale del libro di Torino per ricordare Sandro Penna</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2016 10:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono oltre quaranta le case editrici umbre che, ospitate nello stand della Regione Umbria, da ieri giovedì 12 a lunedì 16 maggio presentano attività e novità editoriali al Salone internazionale del Libro di Torino, giunto alla ventinovesima edizione. “La Regione &#8211; sottolinea l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini – ha confermato la sua partecipazione al Salone, una delle più importanti per la promozione del libro e della passione per la lettura, quale straordinario strumento di valorizzazione della nostra produzione libraria e del contributo che dà alla cultura nazionale e mondiale. È stata dunque offerta a tutti gli editori umbri la possibilità di essere presenti, in un unico stand, contraddistinto dal marchio ‘Umbria Editoria’, di cui l’associazione editori umbri cura aspetti logistici e gestionali”.</p>
<p>“L’Umbria, dunque, si presenta in maniera coordinata ed unitaria, con una produzione libraria di qualità. Quest’anno – rileva l’assessore &#8211; abbiamo voluto privilegiare la poesia, genere sul quale abbiamo principalmente concentrato la proposta editoriale e gli eventi che si svolgeranno nel nostro stand, l’S-105 del Padiglione 3 al Lingotto Fiere. Scegliendo la poesia – aggiunge – abbiamo riservato il posto d’onore a Sandro Penna: al grande poeta nato a Perugia 110 anni fa, tra i più grandi del Novecento, la Regione e l’associazione editori umbri dedica una conferenza, dal titolo ‘Sandro Penna. La vita è ricordarsi di un risveglio’, che si svolgerà domani sabato 14 alle ore 14.30 nella Sala Avorio, con la partecipazione tra gli altri dei poeti Elio Pecora e Antonio Riccardi. Renderemo omaggio alla sua opera, ancora non sufficientemente studiata e valutata per il suo rilievo culturale, continuando in quel percorso di valorizzazione che la Regione porta avanti da anni”.</p>
<p>Fino a lunedì 16, nei cinque giorni del Salone internazionale del Libro, nello stand dell’Umbria o negli spazi del Lingotto, sono in programma una quindicina di incontri fra presentazioni di libri e conversazioni. Domenica 15 maggio (ore 15.30, Sala Professionali) ci sarà la premiazione del concorso “A corto di libri. I cortometraggi raccontano le biblioteche”, all’ottava edizione, organizzato dall’Aib-Associazione italiana Biblioteche e da Ifla-International Federation of Library Associations and Institutions con la collaborazione, tra gli altri, della Regione Umbria.</p>
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		<title>La Regione al salone internazionale del Libro di Torino per ricordare Sandro Penna</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 11:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “La Regione Umbria non ha dimenticato Sandro Penna e la sua figura sarà ricordata all’interno dello stand regionale presente al XXIX Salone internazionale del libro di Torino in programma al Lingotto Fiere dal 12 al 16 maggio”: lo ha detto l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini,  annunciando che per questa edizione del Salone il tema ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La Regione Umbria non ha dimenticato Sandro Penna e la sua figura sarà ricordata all’interno dello stand regionale presente al XXIX Salone internazionale del libro di Torino in programma al Lingotto Fiere dal 12 al 16 maggio”: lo ha detto l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini,  annunciando che per questa edizione del Salone il tema scelto è quello della poesia.</p>
<p>“Al centro dell’esposizione – ha aggiunto l’assessore &#8211; ci sarà una bacheca dedicata al poeta perugino e un convegno inserito nel programma generale del Salone. Già nel 2002 la Regione Umbria, nell’ambito di Umbrialibri, ha prodotto un documentario sul poeta girato da Paolo Liberati che, nel 2004, ha vinto il primo premio ex aequo della sedicesima edizione di “Videoland” , il concorso nazionale per video prodotti da enti locali e istituzioni pubbliche promosso dal Comune di Cesena. Nell’ambito della medesima edizione di Umbrialibri si è inoltre tenuta una conferenza di Cesare Garboli su Sandro Penna, che poi è stata pubblicata in un libretto edito da Volumnia.  Nel 2011 – ha proseguito -, nell’ambito del Salone del libro di Torino, è stato organizzato un incontro con Alfonso Berardinelli e Giuseppe Leonelli dedicato a Sandro Penna, che ha avuto echi anche nella stampa nazionale con uno scambio di lettere tra Alfonso Berardinelli e Ernesto Ferrero, direttore del Salone, sul Corriere della Sera, proprio sul tema della valorizzazione del grande poeta perugino. Sandro Penna – ha concluso l’assessore &#8211; è da molti considerato tra i più grandi poeti del Novecento e se ci sono state omissioni e carenza di iniziative sulla sua opera e sul suo rilievo culturale, come effettivamente ci sono state, se non si riesce a dare alla luce una edizione critica delle sue opere, le responsabilità di questa damnatio memoriae vanno ben oltre i confini della nostra regione e resta una domanda che pesa nella cultura italiana”.</p>
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		<title>Perugia pronta a riscoprire Sandro Penna, uno tra i maggiori poeti poeti italiani del Novecento</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 11:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Amiche di Penna]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere Bracco]]></category>
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		<category><![CDATA[Sandro Penna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Una due giorni per ricordare e dare il giusto risalto a uno che viene annoverato tra i maggiori poeti perugini e italiani del Novecento: Sandro Penna, di cui quest’anno ricorrono i 110 anni dalla sua morte. Il 20 e 21 marzo si terrà nel capoluogo umbro “Amiche di Penna”, un’iniziativa &#8211; che si snoda nei ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Una due giorni per ricordare e dare il giusto risalto a uno che viene annoverato tra i maggiori poeti perugini e italiani del Novecento: Sandro Penna, di cui quest’anno ricorrono i 110 anni dalla sua morte. Il 20 e 21 marzo si terrà nel capoluogo umbro “Amiche di Penna”, un’iniziativa &#8211; che si snoda nei vari luoghi della città legati alla vita del poeta -, organizzata dall’associazione Casapoesia con il sostegno della Consigliera di Parità della Provincia Gemma Bracco e del Centro per le Pari Opportunità della Regione e con la collaborazione di “Uthopia”.</p>
<p>Solitamente Penna viene annoverato tra i tre principali poeti, insieme ad Attilio Bertolucci e Giorgio Caproni, della cosiddetta &#8220;linea antinovecentesca&#8221; o &#8220;linea sabiana&#8221;, denominazione che fu coniata da Pasolini (che nel suo estro polivalente fu anche un notevole critico letterario). Il termine è giustificato dal fatto che la loro produzione più significativa si colloca negli anni trenta, in pieno clima ermetico. I loro principali modelli di riferimento siano Pascoli e i Crepuscolari, ma, in particolar modo, Saba. L’evento perugino è stato presentato nella mattinata odierna alla stampa in Provincia di Perugia, sala Pagliacci.</p>
<p>“Abbiamo deciso di dare risalto alle ‘Amiche di Penna’ – ha spiegato Bracco – perché anche nella poesia si sconta il gap di genere con una netta preponderanza di poeti uomini. Inoltre Penna aveva un rapporto conflittuale con le donne e si è scelto di dare risalto a questo grande poeta perché la città non lo ha mai degnamente onorato”. Si parte, allora, domenica 20 marzo alle ore 10 dalla “Temporary Academy” di via dei Priori 13 con la mostra degli studenti dell’Accademia di Belle Arti dedicata al poeta e curata da Mario Consiglio, alla presenza del prof. Paolo Belardi, per poi proseguire con la visita alla casa natale, insieme a Vanni Capoccia della Società Mutuo Soccorso.</p>
<p>Il pomeriggio dalle 17 al Caffè di Perugia (sede della bottega del padre) un reading a cura di “Corsia Of” con Chiara Meloni, Debora Renzi e Matteo Svolacchia. Nicola Mariuccini introdurrà la conferenza “Il poeta e la città”, con Alfonso Berardinelli e Annalisa Comes, alla presenza del direttore del dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, prof. Mario Tosti. La sera, alle 21, presso l’Osteria “A Priori” cena letteraria con Caterina Fiocchetti e Andrea Rellini (gradita prenotazione alla mail mangiabene@osteriaapriori.it).  Lunedì 21 marzo – giornata mondiale della poesia -,  alle ore 17, presso la Sala Cutu del Teatro di Sacco reading a cura di Paola Minaccioni e Barbara Bracci (direttrice artistico dell’evento), introdotte da Roberto Biselli. Il coordinamento musicale è a cura di Mirco Bonucci, l’art director è Marco Andrea Fichera mentre la parte fotografica è affidata a Cristiano Pelagracci.</p>
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