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	<title>Perugia Online &#187; sentenza</title>
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		<title>Il Tar del Lazio &#8220;zittisce&#8221; Poste Italiane: lo sportello di Sant&#8217;Egidio, per ora, resta aperto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 13:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Scongiurata la chiusura immediata dello sportello postale di Sant’Egidio, in attesa della sentenza di merito prevista per il prossimo 26 maggio da parte del Tar del Lazio. Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare promosso da Poste Italiane  contro l’ordinanza n. 4749/2015, che aveva accolto l’istanza di sospensiva presentata dal Comune ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Scongiurata la chiusura immediata dello sportello postale di Sant’Egidio, in attesa della sentenza di merito prevista per il prossimo 26 maggio da parte del Tar del Lazio. Nei giorni scorsi, infatti, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare promosso da Poste Italiane  contro l’ordinanza n. 4749/2015, che aveva accolto l’istanza di sospensiva presentata dal Comune di Perugia. Il Giudice della Terza Sezione ha condiviso appieno quanto evidenziato dalla difesa comunale ovvero che, a fronte dell’ imminente decisione del Tar, continuare a tenere aperto lo sportello di Sant’Egidio non avrebbe comportato nessun danno per Poste Italiane. In compenso però, la sua l’immediata chiusura avrebbe creato disagi per la collettività locale.</p>
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		<title>Il Tar dell&#8217;Umbria dà ragione al Comune di Bettona sulla trasparenza degli atti che emette</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Ancora una volta il Comune di Bettona esce rafforzato nel suo comportamento di trasparenza e di correttezza per quanto concerne gli atti che emette. La sentenza conferma le decisioni prese dagli uffici relativi riguardo la vicenda in oggetto. Ancora una volta, quindi, il Comune non è stato condannato ribadendo che lavora in base ai principi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Bettona. </span> Ancora una volta il Comune di Bettona esce rafforzato nel suo comportamento di trasparenza e di correttezza per quanto concerne gli atti che emette. La sentenza conferma le decisioni prese dagli uffici relativi riguardo la vicenda in oggetto. Ancora una volta, quindi, il Comune non è stato condannato ribadendo che lavora in base ai principi di competenza, trasparenza e legalità. È quanto affermato da Stefano Frascarelli, sindaco di Bettona, in merito alle sentenze emesse dal Tar dell&#8217;Umbria nei giorni scorsi, le numero 400 e 427. Il responsabile dell&#8217;area tecnica del Comune, Mario Papalia, spiega di cosa si tratta: &#8220;È un contenzioso riguardante la realizzazione di un corpo di fabbrica ed altri accessori nel centro storico di Bettona, in sopraelevazione a locali seminterrati ed in aderenza al piano terra del Palazzo Biancalana che, nel 2008, è stato dichiarato di interesse monumentale. Il corpo di fabbrica fu realizzato nei primi anni 50 in assenza di titolo abilitativo: il condono edilizio rilasciato nel 1989 è stato annullato in autotutela con ordinanza n.16/2007. Tutti i relativi provvedimenti del Comune di Bettona sono stati ritenuti legittimi con sentenze del Tar dell&#8217;Umbria e dal Consiglio di Stato. In conseguenza di queste il Comune di Bettona ha emesso le ulteriori ordinanze n. 24 e 30 del 2015 di ripristino dello stato dei luoghi, impugnate dagli interessati. Con la sentenza numero 400/2015 il Tar dell&#8217;Umbria, sulla base delle perizie tecniche prodotte, ha negato la &#8220;fattibilità pratica&#8221; della demolizione del corpo di fabbrica principale disposta con lordinanza 30, per il quale si dovrebbe ora aprire il procedimento per la determinazione della sanzione pecuniaria sostitutiva. La sentenza n. 427/2015 ha in sostanza riprodotto i motivi della numero 400 con qualche variante. Per alcune opere difformi ha previsto, infatti, un&#8217;integrazione istruttoria per stabilire, con la locale Soprintendenza, se la demolizione sia di pregiudizio all&#8217;edificio tutelato e, in conseguenza, se in sostituzione si debba applicare la sanzione pecuniaria. Per un accesso carrabile ha stabilito la rimozione. Si sottolinea che nella fase di emissione delle ordinanze 24 e 30 impugnate, il Comune di Bettona è stato oggetto di diffide e denunce penali che le sentenze del Tar n. 400 e 427 del 2015 hanno completamente sconfessato.</p>
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		<title>Omicidio Meredith, le reazioni. Raffaele: finalmente mi hanno creduto. Amanda: mi riprendo la mia vita</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 12:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>All&#8217;indomani della sentenza definitiva di assoluzione nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l&#8217;omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, piovono le reazioni da entrambe le parti. Raffaele Sollecito &#8211; &#8220;Finalmente mi hanno creduto, è questa la mia più grande soddisfazione. Sono felicissimo. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà&#8221;. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> All&#8217;indomani della<a title="Omicidio Meredith, ultimo capitolo: tutti assolti!!" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/omicidio-meredith-ultimo-capitolo-19032/"> sentenza definitiva di assoluzione</a> nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l&#8217;omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, piovono le reazioni da entrambe le parti.</p>
<p><strong>Raffaele Sollecito</strong> &#8211; &#8220;Finalmente mi hanno creduto, è questa la mia più grande soddisfazione. Sono felicissimo. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà&#8221;. Queste le parole di Raffaele Sollecito agli amici, ai due zii e alle cugine presenti nella sua casa di Bisceglie dopo la sentenza . &#8220;In questi anni &#8211; racconta il suo avvocato, Francesco Mastro &#8211; Raffaele ha sempre ripetuto: &#8216;Ma perchè non mi credono?&#8221;.</p>
<p><strong>Amanda Knox </strong>&#8211; Si dice &#8220;sollevata&#8221; anche Amanda Knox, che ha atteso il verdetto nella sua casa di Seattle insieme ad amici e parenti. &#8220;Sono enormemente sollevata e grata per la decisione della Cassazione italiana &#8211; scrive in un comunicato -. La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei tempi più bui di questo calvario&#8221;, durante il quale &#8220;ho avuto l&#8217;inestimabile sostegno della mia famiglia, degli amici e di sconosciuti&#8221;. Poi, al telefono con uno dei suoi legali, l&#8217;avvocato Luciano Ghirga, singhiozza dalla gioia: &#8220;Ho ripreso la mia vita&#8230; Luciano grazie, ti voglio bene&#8221;. &#8220;Ora sta solo festeggiando &#8211; ha spiegato l&#8217;avvocato &#8211; e non pensa a cosa farà nei prossimi giorni. Così come non pensa ad alcuna richiesta di risarcimento&#8221; per ingiusta detenzione, chiarisce, smentendo l&#8217;ipotesi avanzata dall&#8217;altro legale. &#8220;Grazie dal profondo del mio cuore. La vostra gentilezza mi ha sostenuto. Vorrei solo potervi ringraziare ognuno di persona&#8221;, dice ancora Amanda rivolgendosi ai suoi supporter. Anche la famiglia della giovane ha scritto un comunicato per &#8220;esprimere profonda gratitudine a coloro che hanno sostenuto Amanda. Innumerevoli persone, da esperti di Dna di fama mondiale, ad ex agenti dell&#8217;Fbi, fino ai cittadini comuni impegnati per la giustizia, hanno parlato della sua innocenza. Siamo entusiasti e grati &#8211; scrive ancora la famiglia Knox &#8211; per la decisione presa oggi dalla Corte italiana. E siamo grati oltre ogni misura per tutti coloro che hanno fatto così tanto per lei&#8221;.</p>
<p><strong>La condanna per calunnia</strong> &#8211; Giudicata innocente per l&#8217;omicidio, Amanda Konx è, però, stata definitivamente condannata dalla Cassazione a tre anni di reclusione per aver calunniato, nel corso delle indagini sull&#8217;omicidio di Meredith Kercher, Patrik Lumumba, accusandolo del delitto. In primo grado Amanda Knox aveva avuto, per la calunnia, una pena di un anno, che era stata poi aumentata fino a tre anni e sei mesi dalla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Firenze perchè i giudici avevano ritenuto che Amanda avesse accusato Lumumba &#8220;per assicurare a sè l&#8217;impunita&#8217; dal reato di omicidio&#8221; (aggravante prevista dall&#8217;articolo 61 n. 2 del codice penale). Esclusa ora la responsabilità della giovane americana per il delitto di Meridith, la pena per la calunnia è stata definitivamente fissata in tre anni di reclusione, pena già interamente scontata in fase di carcerazione preventiva.</p>
<p><strong>L&#8217;avvocato Buongiorno</strong> &#8211; L&#8217;urlo di gioia dell&#8221;avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito, alla lettura della sentenza ha ricordato quello che lei stessa fece in occasione dell&#8221;assoluzione di Giulio Andreotti, che pure difendeva. &#8220;E&#8217; stata una battaglia durissima, era palese che Sollecito fosse innocente, e questa Cassazione ha avuto il coraggio di affermarlo&#8221;.</p>
<p><strong>I genitori di Meredith</strong> &#8211; Arline Kercher, madre di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> Kercher, dal canto suo, si è detta &#8220;sorpresa e molto scioccata&#8221;. Di tono dimesso anche il commento dell&#8217;avvocato Francesco Maresca, difensore della famiglia Kercher. &#8220;E&#8217; una verità difficile da digerire per la famiglia, per noi che l&#8217;abbiamo difesa e per i giudici che hanno emesso i verdetti di condanna. Ritengo che sia una sconfitta per il sistema giudiziario italiano&#8221;.</p>
<p><strong>La magistratura</strong> &#8211; &#8220;Evidentemente avevamo ragione noi&#8221;, ha commentato Claudio Pratillo Hellmann, presidente della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Perugia che nel 2011 assolse Amanda e Raffaele; mentre il sostituto procuratore generale di <span style="text-decoration: underline;">Perugia</span> Giancarlo Costagliola ha detto di essere &#8220;curioso di leggere le motivazione della sentenza. &#8220;Prendo atto della sentenza &#8211; ha detto il magistrato &#8211; e ho il massimo rispetto per le decisioni della Corte&#8221;.</p>
<p><strong>Rudy Guede, l&#8217;unico condannato</strong> &#8211; La vicenda dell&#8221;omicidio di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> Kercher si chiude, dunque, con un unico punto fermo: riguarda Rudy Guede, il solo degli imputati che ha scelto il rito abbreviato e definitivamente condannato a 16 anni di reclusione. L&#8217;ivoriano ha da subito ammesso la sua presenza nella villetta del delitto, affermando però di essere stato in bagno mentre la Kercher veniva uccisa da altre due persone. Guede ha poi sostenuto più o meno espressamente che in casa c&#8217;erano Sollecito e la Knox.</p>
<p><strong>La vicenda</strong> &#8211; Amanda Knox, originaria di Seattle, era arrivata a Perugia per studiare scrittura creativa all&#8217;Università per Stranieri. Appassionata di yoga e calcio era da poco fidanzata con Raffaele, conosciuto a un concerto di musica classica. Lui, amante tra l&#8217;altro di fumetti manga, all&#8217;epoca frequentava ingegneria informatica in cui si è laureato in carcere specializzandosi poi da libero in realtà virtuale. Le immagini di Sollecito e della Knox abbracciati davanti all&#8217;ingresso della casa di via della Pergola hanno fatto il giro del mondo. I due hanno però sempre negato di essere stati nella villetta la sera dell&#8217;omicidio. Erano invece &#8211; hanno detto più volte &#8211; a casa di Sollecito dove avrebbero dormito.  Una versione alla quale non ha tuttavia creduto la polizia che ha condotto una complessa indagine coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Mignini (poi affiancato in dibattimento da Manuela Comodi). Per gli inquirenti le tracce di Dna (come quello di Sollecito sul gancetto del reggiseno della studentessa inglese), le impronte (anche di piedi nudi insanguinati) e le testimonianze raccolte collocano i due giovani nell&#8217;abitazione mentre la Kercher veniva uccisa. Un omicidio con un movente a sfondo sessuale, ha ipotizzato inizialmente l&#8217;accusa. Collocato in un quadro che ha portato all&#8217;arresto e alla condanna in primo grado dei due giovani ma anche a quella definitiva di Guede.</p>
<p>Elementi che le difese di Sollecito e della Knox hanno ritenuto da subito non certi. Dando battaglia in particolare sull&#8217;attendibilità della prova genetica (il gancetto di reggiseno repertato dalla polizia scientifica dopo diversi giorni di sopralluoghi) e quella delle testimonianze, in particolare di Guede. Tesi accolte dai giudici d&#8217;appello perugini che hanno assolto i due giovani, rendendoli di nuovo liberi, con una sentenza poi però annullata dalla Cassazione e ribaltata in appello a Firenze con una nuova condanna. Per i giudici toscani fu la Knox a sferrare la coltellata mortale a <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> colpita con un&#8217;altra lama anche da Sollecito nel corso di un&#8217;aggressione successiva a una lite alla quale prese parte anche Guede. Una ricostruzione che non ha convinto la Cassazione, la quale ha scritto la parola fine alla vicenda giudiziaria di Amanda e Raffaele, assolvendoli definitivamente dall&#8217;accusa di omicidio.</p>
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		<title>Omicidio Kercher, 28 anni e mezzo alla Knox, 25 a Sollecito</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jan 2014 21:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Tornano indietro le lancette dell’orologio nell’iter processuale di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati rispettivamente a 28 anni e mezzo e a 25 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nella notte del 2 novembre 2007. Il quarto capitolo della saga giudiziaria che vede protagonisti i due ex fidanzatini riporta il tempo indietro fino al giudizio di primo grado, quando la Knox e Sollecito erano stati condannati a 26 e 25 anni di reclusione, prima della clamorosa sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’appello di Perugia, sentenza poi annullata dalla Cassazione che ha decretato il doversi procedere ad un processo d’appello bis, quello appunto conclusosi questa sera. La sentenza della Corte di Firenze, presieduta dal giudice Alessandro Nencini, è giunta dopo oltre 12 ore di camera di consiglio. Annunciata inizialmente alle 17, la lettura del dispositivo è prima slittata alle 20, poi alle 21 e infine alle 21.50.</p>
<p>In merito alle richieste di misure cautelari avanzate dal pubblico ministero Alessandro Crini, la Corte di Firenze ha stabilito di ritirare a Raffaele Sollecito il passaporto e gli altri documenti validi per l’espatrio, avendo il giovane più volte trascorso dei soggiorni in Paesi stranieri che non hanno accordi giudiziari con l’Italia, e dai quali sarebbe pertanto difficile ottenere l’estradizione in caso di condanna definitiva in Cassazione. Riguardo la Knox, invece, trovandosi la giovane nel suo Paese di residenza, gli Stati Uniti, in forza di una sentenza di assoluzione in secondo grado – poi annullata dalla Cassazione –, i giudici non hanno ritenuto necessario erogare alcuna misura cautelare: ufficialmente perché “non sussiste oggettivamente il pericolo di fuga dal territorio nazionale”, mentre in realtà appare evidente come sarebbe a dir poco difficile far rispettare ad una cittadina americana una misura cautelare emessa da un tribunale italiano. In conclusione, nessuno dei due imputati tornerà in carcere fino alla sentenza definitiva.</p>
<p>Tornando al Tribunale di Firenze, nessuno dei due imputati era presente in aula al momento della lettura della sentenza: come detto, Amanda Knox è rimasta negli Stati Uniti, dove è tornata nel 2011 subito dopo la provvisoria assoluzione, mentre Raffaele Sollecito ha lasciato l’hotel nel quale alloggiava per assistere alla lettura, pare, in casa di alcuni amici fiorentini. I giudici di Firenze, dunque, hanno confermato la sentenza di primo grado per Sollecito, mentre per la Knox la pena è aumentata in quanto all’omicidio si è aggiunta la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.</p>
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		<title>Omicidio Meredith, parla Lumumba: &#8220;Se Amanda è innocente, venga a Firenze per la sentenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 21:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Se Amanda Knox è innocente come dice, venga in aula per la sentenza. Io ci sarò&#8221;. Chi parla è Patrick Lumumba, il musicista congolese inizialmente coinvolto nell’indagine sull&#8217;omicidio di Meredith Kercher dalle dichiarazioni rilasciate alla polizia proprio dalla stessa Knox, ma poi risultato totalmente estraneo al delitto e quindi prosciolto. Nel rilasciare alcune dichiarazioni all’Ansa, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/omicidio-meredith-parla-lumumba-se-amanda-e-innocente-venga-firenze-per-la-sentenza/">Omicidio Meredith, parla Lumumba: &#8220;Se Amanda è innocente, venga a Firenze per la sentenza&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[&#8220;Se Amanda Knox è innocente come dice, venga in aula per la sentenza. Io ci sarò&#8221;. Chi parla è Patrick Lumumba, il musicista congolese inizialmente coinvolto nell’indagine sull&#8217;omicidio di Meredith Kercher dalle dichiarazioni rilasciate alla polizia proprio dalla stessa Knox, ma poi risultato totalmente estraneo al delitto e quindi prosciolto. Nel rilasciare alcune dichiarazioni all’Ansa, Lumumba ha spiegato che sarà presente a Firenze, giovedì prossimo, alla lettura della sentenza dell’appello bis per la giovane di Seattle e per Raffaele Sollecito. &#8220;Se è sicura di non entrarci niente &#8211; ha sottolineato Lumumba riferendosi alla Knox &#8211; dovrebbe venire in aula anche lei ad ascoltare la decisione dei giudici. Ma credo che lei stia scappando&#8230;&#8221;.   Lumumba, sposato con due figli, ha spiegato di essere attualmente disoccupato. &#8220;La mia è una situazione difficile&#8221;. Quando venne arrestato, per poi essere scarcerato dopo 14 giorni in cella, Lumumba gestiva un pub nel centro di Perugia, poi chiuso. &#8220;E&#8217; rimasto quattro mesi sotto sequestro &#8211; ha ricordato &#8211; e questo non mi ha certamente giovato. Miei amici che gestiscono locali simili sono in situazioni diverse, nonostante la crisi. Anche la mia attività di musicista è stata influenzata negativamente. Sono finito fuori dal giro&#8221;.   Lumumba ha anche sottolineato di &#8220;non avere ricevuto finora alcun risarcimento economico dalla Knox&#8221;, condannata per calunnia nei suoi confronti. &#8220;Ho anche rinunciato &#8211; ha aggiunto &#8211; agli 8 mila euro di che mi sono stati assegnati come risarcimento per l’ingiusta detenzione. Sto attendendo che venga deciso il ricorso fatto alla Corte europea per i diritti dell’uomo&#8221;.</p>
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