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	<title>Perugia Online &#187; sottosegretario</title>
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		<title>Patto per la scuola &#8211; incontro operativo Governo, Regione, Provincia e Comuni umbri</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 07:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>&#8220;Un piano massiccio di investimenti che prevede ogni sei mesi nuovi finanziamenti statali che saranno messi a disposizione dei territori affinché nel giro di pochi anni tutte le scuole del Paese possano essere sicure, belle e funzionali”. Il sottosegretario all&#8217;Istruzione, università e ricerca Roberto Reggi ha illustrato tempistica, modalità di finanziamento e azioni del Governo sul fronte del Piano che investe le scuole di ogni ordine e grado italiane. Lo ha fatto durante l&#8217;incontro tenutosi nella sala del Consiglio provinciale promosso dal presidente dell&#8217;Upi e della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi; invito al quale i rappresentanti dei Comuni umbri hanno risposto in maniera massiccia. Un&#8217;occasione preziosa per conoscere in modo puntuale gli orientamenti del Governo che, come più volte indicato con forza dal premier Matteo Renzi punta con decisione al mondo della scuola come volano di crescita economica, sociale, culturale e morale del nostro Paese.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-6730" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/09/WEB8333-150x150.jpg" alt="_WEB8333" width="172" height="172" />In qualità di relatori, oltre al sottosegretario Reggi e al presidente Guasticchi, sono intervenuti il neo prefetto di Perugia Antonella De Miro, la vicepresidente della Regione Umbria Carla Casciari e il vicedirettore generale dell&#8217;Ufficio scolastico regionale Domenico Petruzzo. Nel fare gli onori di casa Guasticchi ha aperto gli interventi. “Ringrazio il sottosegretario Roberto Reggi per l&#8217;onore che ha tributato all&#8217;Umbria scegliendola come luogo per salutare l&#8217;avvio del nuovo anno scolastico – ha esordito il Presidente &#8211; . Lo ringrazio a titolo personale perché nonostante i gravosi impegni di Governo ha mantenuto la promessa, assunta durante il nostro incontro di luglio a Roma, di venire a Perugia in settembre. Ma lo ringrazio soprattutto come presidente dell&#8217;Upi Umbria perché è il riconoscimento alle Province del ruolo strategico che hanno nell&#8217;ambito dell&#8217;edilizia scolastica in relazione alla vivibilità degli spazi e della irrinunciabile sicurezza. Sicurezza che per quanto riguarda la Provincia di Perugia – ha aggiunto Guasticchi &#8211; ci ha visto e vede in prima linea sia per rimuovere ogni possibile rischio strutturale e ambientale, che sul fronte del contrasto allo spaccio di droga e al bullismo attraverso la nostra Polizia provinciale. Infatti già da tempo, In linea con quanto dichiarato in questi giorni del Ministro dell&#8217;Interno Alfano, i nostri agenti pattugliano le aree adiacenti gli istituti scolastici con i preciso intento di fungere da deterrente ad ogni azione criminosa e pronti ad intervenire in caso di necessità. Le Province continueranno a svolgere il loro compito di progettazione e programmazione in sintonia con le rispettive Regioni&#8221;.</p>
<p>Il sottosegretario Reggi è entrato nel merito del percorso che impegnerà nei prossimi due mesi le istituzioni ad ogni livello. “Procederemo<br />
alla consultazione di tutte le componenti del mondo della scuola – ha specificato il rappresentante del Governo nazionale – studenti, personale docente e non docente, sindaci, uffici scolastici regionali, sindacati e referenti che a vario titolo sono coinvolti. L&#8217;obiettivo è <img class="alignright wp-image-6731" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/09/WEB8343-150x150.jpg" alt="_WEB8343" width="200" height="209" />realizzare un nuovo patto per la scuola. Papa Francesco ci dice che per educare un bambino ci vuole un villaggio. Noi pensiamo che per fare una buona scuola ci vuole un intero Paese. A consultazione avvenuta il Governo accoglierà i suggerimenti migliorativi in modo da partire con il nuovo assetto con l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico 2015-&#8217;16 partendo dal fatto che una buona programmazione ha bisogno di certezze in termini di risorse umane ed economiche. Già da ora abbiamo sboccato il patto di stabilità per quei Comuni che avevano risorse in cassa e per altri attivato economie di scala. Nell&#8217;immediato futuro i Comuni entro il 30 novembre dovranno presentare alle Regioni progetti esecutivi o definitivi di edilizia scolastica, ovvero immediatamente cantierabil. Le Regioni li invieranno al Ministero che entro metà febbraio provvederà all&#8217;assegnazione dei finanziamenti. Gli appalti dovranno essere consegnati entro il 30 aprile in modo che la prossima estate gli interventi si possano eseguire. Sono a disposizione un miliardo di euro che vanno ad aggiungersi al miliardo e 94 milioni già messi a disposizione. Per i Comuni ritardatari sarà attivata un&#8217;ulteriore linea di finanziamento a metà 2015. C&#8217;è da fare un lavoro enorme tenendo conto che quasi la metà degli edifici scolastici è stata realizzata negli anni 60-80 i peggiori sotto il profilo delle tecniche costruttive, ma siamo determinati a risolvere nel breve e medio termine ogni problematica”.</p>
<p>L&#8217;Umbria, che da tempo si è dotata dell&#8217;anagrafe degli edifici scolastici, come hanno evidenziato Casciari e Petruzzo, può dirsi avvantaggiata rispetto ad altre regioni. Infatti gli eventuali ribassi derivanti dalle gare d&#8217;appalto saranno redistribuiti proprio a quelle regioni che hanno attivato l&#8217;anagrafe dello stato del plessi scolastici.</p>
<p>Richieste di chiarimenti e informazioni tecniche sono giunte da diversi amministratori locali presenti all’incontro che hanno approfittato della presenza del sottosegretario per conoscere più a fondo le intenzioni ministeriali. Particolarmente interessati a sapere se i propri progetti di edilizia scolastica siano compresi od esclusi dal patto di stabilità si sono dimostrati i sindaci di Torgiano (Nasini), Passignano (Rossi) e Citerna (Falaschi), mentre quello di Umbertide (Locchi) ha sollevato il problema relativo alle manutenzioni ed il primo cittadino di Deruta (Verbena) relativo alle compartecipazioni finanziarie. Dal sindaco di Vallo di Nera (Benedetti), infine, è stato sollevato il problema relativo ai disagi notoriamente avvertiti dalle zone montane. Argomento questo sviluppato poi dall’assessore provinciale alla pubblica istruzione Donatella Porzi, la quale ha fatto notare come “questo territorio abbia adempiuto con grandi sacrifici a tutti gli obblighi relativi agli accorpamenti e che pertanto avrebbe meritato qualcosa in più”.</p>
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		<title>Scuola di Polizia di Spoleto, le due soluzioni di Ganpiero Bocci</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 17:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/scuola-di-polizia-di-spoleto-le-due-soluzioni-di-ganpiero-bocci/">Scuola di Polizia di Spoleto, le due soluzioni di Ganpiero Bocci</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div>Uno “sconto” del 60% sul canone d’affitto della Scuola di Polizia, o addirittura una permuta della sede con altri immobili di proprietà dello Stato. Sono queste le due ipotesi proposte dal Ministero dell’Interno alla proprietà dell’immobile che ospita la Scuola. In ogni caso, la prestigiosa struttura spoletina verrà salvaguardata. E’ stato lo stesso sottosegretario al Ministero dell’Interno, onorevole Gianpiero Bocci, ad illustrare le due vie percorribili per il futuro della Scuola di Polizia di Spoleto, intervenendo questa mattina (20 gennaio) ai lavori della Seconda commissione permanente della Provincia di Perugia, presieduta da Giampiero Fugnanesi, incentrata sul futuro della Scuola per Sovrintendenti della Polizia di Stato di Spoleto. All’incontro erano presenti anche gli Assessori Piero Mignini (patrimonio) e Domenico De Marinis (Polizia provinciale) e il vicesegretario del sindacato di Polizia di Stato (Sap) dottor Moreno Elia. Il tema è stato portato all’attenzione dell’amministrazione provinciale dal consigliere di Nuova Forza Italia Gianpiero Panfili con un ordine del giorno, fatto proprio all’unanimità dalla commissione stessa, che ha dato mandato a Mignini di portare all’attenzione del Governo nazionale le problematiche connesse alla struttura spoletina. Panfili ha spiegato come sul tema della Scuola di Polizia di Spoleto si siano mosse Regione e Provincia, e come la stesura finale dell’ordine del giorno unitario sia maturata anche dopo l’audizione dei sindacati di Polizia in Seconda commissione.</div>
<div>Il sottosegretario ha chiarito in maniera dettagliata come l’amministrazione nazionale sia ormai orientata a produrre risparmi sia in termini diretti che organizzativi. La riorganizzazione coinvolge anche tutte le forze dell’ordine e le scuole a loro collegate. Sono allo studio della commissione ministeriale ipotesi di trasformazione, che non escludono a livello nazionale ridimensionamenti e l’ottimizzazione della presenza delle forze dell’ordine nei territori. “Posso dire che l’Umbria – ha dichiarato l’onorevole Bocci – non subirà particolari ridimensionamenti. C’è però l’incontrovertibile esigenza di tagliare tutti i costi relativi ai canoni d’affitto che lo Stato versa ai privati a fronte di proprietà demaniali che possono essere occupate per gli stessi scopi. E’ già avvenuto a Genova per la sede del Nucleo operativo antimafia e man mano, anche con l’ausilio dei Comuni, sarà fatto in altre realtà”.</div>
<div>Dal discorso generale si è poi scesi nel dettaglio della Scuola di Polizia di Spoleto, con il sottosegretario che ha annunciato come l’ultima legge di stabilità, dopo anni di blocco, finalmente riapra il turn over al 55% per le forze di polizia. “E questo – ha detto Bocci – andrà ad incidere positivamente anche sulle scuole di formazione”.</div>
<div>Venendo al canone d’affitto, attualmente lo Stato versa alla società proprietaria della Scuola di Spoleto poco meno di 4 milioni di euro l’anno: cifra giudicata “insostenibile” da Bocci. “Per questo motivo ci sono stati due incontri con la proprietà. Nel primo l’amministrazione dell’Interno ha fatto presente che il contratto a quel prezzo non può essere riconfermato, ma che c’è comunque interesse a mantenere quella scuola che per struttura, servizi e standard innovativi è all’avanguardia in ambito nazionale. Nel secondo incontro sono state prospettate alla proprietà due possibili soluzioni: applicare un canone d’affitto non superiore al 40% dell’attuale, ossia 1 milione e 600 mila euro con l’impegno a sottoscrivere un contratto di lunga durata che avrebbe lo scopo di tutelare sia la proprietà che, soprattutto, la vita della scuola stessa. La seconda ipotesi è quella di attuare una permuta tra la scuola di Spoleto e alcuni beni demaniali sparsi in Italia, anche in città più appetibili dal punto di vista immobiliare. Abbiamo sottoposto all’attenzione della società proprietaria della struttura spoletina un elenco di beni per i quali è prevista l’alienazione. Per quanto ci riguarda siamo pronti a fare la permuta tra beni dello Stato e bene privato”. Il Sottosegretario ha quindi annunciato che la prossima settimana, presso il Ministero dell’Interno, ci sarà un terzo incontro con la proprietà che porterà un’idea più concreta sulle proprie intenzioni rispetto alle soluzioni avanzate. “Nel frattempo – ha concluso il parlamentare – per evitare che la scuola avvertisse senso di abbandono sono stati assegnati un corso per nuovi commissari, in pieno svolgimento, e uno per sovrintendenti che inizierà fra pochi giorni”.</div>
<div>A margine degli altri interventi, tra la soddisfazione generale c’è stato tempo per il realismo dell’assessore Mignini, il quale ha messo in luce come “ancora non si sia risolto nulla sul piano formale non avendo apposto firme ad alcun documento. Per questo – ha assicurato – continueremo a vigilare ritenendo che la permuta darebbe più certezze. La soluzione che viene prospettata si deve al lavoro portato avanti dall’onorevole Bocci, a dimostrazione che nei punti chiave ci devono essere rappresentanti dei territori perché conoscono direttamente le problematiche e sono in grado di recepire immediatamente le proposte di soluzione. Vogliamo salvare un’eccellenza dell’Umbria, considerata struttura pilota in campo nazionale”. L’ordine del giorno sarà portato domani (21) alla conferenza dei capigruppo per essere inserito il prima possibile tra gli argomenti in discussione del consiglio provinciale.</div>
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