martedì, 21 agosto 2018 Ultimo aggiornamento il 16 agosto 2018 alle ore 16:50

Scuola di Polizia di Spoleto, le due soluzioni di Ganpiero Bocci

Redazione Perugia Online

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Il sottosegretario all'Interno ha illustrato le opzioni proposte dal Ministero alla proprietà della sede: "Abbattere il canone d'affitto oppure permutare la Scuola con altri immobili di proprietà dello Stato"

 
Scuola di Polizia di Spoleto, le due soluzioni di Ganpiero Bocci
Uno “sconto” del 60% sul canone d’affitto della Scuola di Polizia, o addirittura una permuta della sede con altri immobili di proprietà dello Stato. Sono queste le due ipotesi proposte dal Ministero dell’Interno alla proprietà dell’immobile che ospita la Scuola. In ogni caso, la prestigiosa struttura spoletina verrà salvaguardata. E’ stato lo stesso sottosegretario al Ministero dell’Interno, onorevole Gianpiero Bocci, ad illustrare le due vie percorribili per il futuro della Scuola di Polizia di Spoleto, intervenendo questa mattina (20 gennaio) ai lavori della Seconda commissione permanente della Provincia di Perugia, presieduta da Giampiero Fugnanesi, incentrata sul futuro della Scuola per Sovrintendenti della Polizia di Stato di Spoleto. All’incontro erano presenti anche gli Assessori Piero Mignini (patrimonio) e Domenico De Marinis (Polizia provinciale) e il vicesegretario del sindacato di Polizia di Stato (Sap) dottor Moreno Elia. Il tema è stato portato all’attenzione dell’amministrazione provinciale dal consigliere di Nuova Forza Italia Gianpiero Panfili con un ordine del giorno, fatto proprio all’unanimità dalla commissione stessa, che ha dato mandato a Mignini di portare all’attenzione del Governo nazionale le problematiche connesse alla struttura spoletina. Panfili ha spiegato come sul tema della Scuola di Polizia di Spoleto si siano mosse Regione e Provincia, e come la stesura finale dell’ordine del giorno unitario sia maturata anche dopo l’audizione dei sindacati di Polizia in Seconda commissione.
Il sottosegretario ha chiarito in maniera dettagliata come l’amministrazione nazionale sia ormai orientata a produrre risparmi sia in termini diretti che organizzativi. La riorganizzazione coinvolge anche tutte le forze dell’ordine e le scuole a loro collegate. Sono allo studio della commissione ministeriale ipotesi di trasformazione, che non escludono a livello nazionale ridimensionamenti e l’ottimizzazione della presenza delle forze dell’ordine nei territori. “Posso dire che l’Umbria – ha dichiarato l’onorevole Bocci – non subirà particolari ridimensionamenti. C’è però l’incontrovertibile esigenza di tagliare tutti i costi relativi ai canoni d’affitto che lo Stato versa ai privati a fronte di proprietà demaniali che possono essere occupate per gli stessi scopi. E’ già avvenuto a Genova per la sede del Nucleo operativo antimafia e man mano, anche con l’ausilio dei Comuni, sarà fatto in altre realtà”.
Dal discorso generale si è poi scesi nel dettaglio della Scuola di Polizia di Spoleto, con il sottosegretario che ha annunciato come l’ultima legge di stabilità, dopo anni di blocco, finalmente riapra il turn over al 55% per le forze di polizia. “E questo – ha detto Bocci – andrà ad incidere positivamente anche sulle scuole di formazione”.
Venendo al canone d’affitto, attualmente lo Stato versa alla società proprietaria della Scuola di Spoleto poco meno di 4 milioni di euro l’anno: cifra giudicata “insostenibile” da Bocci. “Per questo motivo ci sono stati due incontri con la proprietà. Nel primo l’amministrazione dell’Interno ha fatto presente che il contratto a quel prezzo non può essere riconfermato, ma che c’è comunque interesse a mantenere quella scuola che per struttura, servizi e standard innovativi è all’avanguardia in ambito nazionale. Nel secondo incontro sono state prospettate alla proprietà due possibili soluzioni: applicare un canone d’affitto non superiore al 40% dell’attuale, ossia 1 milione e 600 mila euro con l’impegno a sottoscrivere un contratto di lunga durata che avrebbe lo scopo di tutelare sia la proprietà che, soprattutto, la vita della scuola stessa. La seconda ipotesi è quella di attuare una permuta tra la scuola di Spoleto e alcuni beni demaniali sparsi in Italia, anche in città più appetibili dal punto di vista immobiliare. Abbiamo sottoposto all’attenzione della società proprietaria della struttura spoletina un elenco di beni per i quali è prevista l’alienazione. Per quanto ci riguarda siamo pronti a fare la permuta tra beni dello Stato e bene privato”. Il Sottosegretario ha quindi annunciato che la prossima settimana, presso il Ministero dell’Interno, ci sarà un terzo incontro con la proprietà che porterà un’idea più concreta sulle proprie intenzioni rispetto alle soluzioni avanzate. “Nel frattempo – ha concluso il parlamentare – per evitare che la scuola avvertisse senso di abbandono sono stati assegnati un corso per nuovi commissari, in pieno svolgimento, e uno per sovrintendenti che inizierà fra pochi giorni”.
A margine degli altri interventi, tra la soddisfazione generale c’è stato tempo per il realismo dell’assessore Mignini, il quale ha messo in luce come “ancora non si sia risolto nulla sul piano formale non avendo apposto firme ad alcun documento. Per questo – ha assicurato – continueremo a vigilare ritenendo che la permuta darebbe più certezze. La soluzione che viene prospettata si deve al lavoro portato avanti dall’onorevole Bocci, a dimostrazione che nei punti chiave ci devono essere rappresentanti dei territori perché conoscono direttamente le problematiche e sono in grado di recepire immediatamente le proposte di soluzione. Vogliamo salvare un’eccellenza dell’Umbria, considerata struttura pilota in campo nazionale”. L’ordine del giorno sarà portato domani (21) alla conferenza dei capigruppo per essere inserito il prima possibile tra gli argomenti in discussione del consiglio provinciale.

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