<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Perugia Online &#187; Spazio Humanities A.P.S.</title>
	<atom:link href="http://www.perugiaonline.net/tag/spazio-humanities-a-p-s/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.perugiaonline.net</link>
	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 06:26:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Spazio Humanities, #perunaculturadipace</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/spazio-humanities-perunaculturadipace/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/spazio-humanities-perunaculturadipace/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 11:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[#perunaculturadipace]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Exordium]]></category>
		<category><![CDATA[Le età]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Poesiaeuropa 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Tetragono]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=44191</guid>
		<description><![CDATA[<p> Sono molte e variegate le iniziative in cantiere per quanto riguarda il cartellone del mese di marzo 2022, promosso dall’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities e orientato anche all’attualità. Continuano gli incontri online di Tetragono, ciclo di seminari integrativi alle attività didattiche e rivolti alle scuole. Questo dopo il successo riscontrato a seguito dei primi ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/spazio-humanities-perunaculturadipace/">Spazio Humanities, #perunaculturadipace</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono molte e variegate le iniziative in cantiere per quanto riguarda <strong>il cartellone del mese di marzo 2022</strong>, promosso dall’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities e <strong>orientato anche all’attualità</strong>.</p>
<p>Continuano gli incontri online di <strong>Tetragono</strong>, ciclo di seminari integrativi alle attività didattiche e rivolti alle scuole. Questo dopo il successo riscontrato a seguito dei primi due incontri, tenutisi, tramite la piattaforma Zoom, rispettivamente il 22 febbraio e il 2 marzo scorsi, e dedicati a Un’idea della <em>Vita Nova</em> di Dante – con Stefano Carrai, e a Rileggere la Prima Guerra Mondiale attraverso Andrea Zanzotto: commento di una poesia da <em>Il Galateo in Bosco</em> – con Andrea Cortellassa. A questi primi due seminari hanno partecipato numerose classi del Liceo Pieralli di Perugia e del Liceo Properzio di Assisi.</p>
<p>Mancano ancora all’appello due incontri, i quali avranno, come i due che li hanno preceduti, la forma di una conferenza-reading della durata di 2 ore e che saranno condotti a distanza tramite la piattaforma per videoconferenze Zoom: si tratta di Edmund Husserl: un capitolo di filosofia del Novecento – con Rino Genovese (28 marzo, dalle 11.00 alle 13.00) e <em>Documento</em> di Amelia Rosselli e gli anni Settanta fra letteratura e storia – con Stefano Giovannuzzi (4 aprile, dalle 11.00 alle 13.00).</p>
<p>L’iniziativa, indirizzata a tutti quei docenti di discipline umanistiche che vogliano integrare la didattica per gli studenti del triennio con un’esperienza formativa all’avanguardia, è giunta alla II edizione, dopo il successo riscontrato lo scorso anno, con il quale si pone su una linea di continuità formativa.</p>
<p>La novità di quest’anno risiede nel fatto che <strong>il ciclo di quattro incontri ha ottenuto il prestigioso accreditamento e riconoscimento del MIUR in qualità di progetto didattico che prevede anche corsi di aggiornamento per docenti. In sostanza Spazio Humanities APS è, ora, un ente accreditato sulla piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR</strong>, ovvero la piattaforma del Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento per docenti.</p>
<p>Il ciclo propone, pertanto, <strong>quattro incontri</strong> che, a partire dai programmi ministeriali, sono pensati come supporto alla didattica attraverso un’attività seminariale <em>ad hoc </em>da parte di relatori d’eccellenza. Particolare rilievo verrà dato alla presentazione di <strong>innovativi metodi per l’analisi testuale delle opere letterarie</strong>, nonché alla trattazione di autori del canone novecentesco che altrimenti non troverebbero spazio adeguato nei piani formativi.</p>
<p><strong>Una ulteriore novità risiede</strong> nel fatto che <strong>sia i docenti che gli studenti sono chiamati a partecipare a un contest per progetti legati ai seguenti temi &#8211; a) ambiente/spazio da abitare; b) politiche linguistiche; c) letteratura e scienza – nel corso della terza edizione di <em>Poesiæuropa</em>, manifestazione internazionale che si terrà a settembre 2022</strong> e che è dedicata alla cultura umanistica europea e ai suoi rapporti con politica e scienza. I progetti che risulteranno vincitori verranno presentati e discussi, in italiano e in inglese, in un forum insieme ai relatori del programma della manifestazione.</p>
<p>L’intero ciclo, a cui hanno preso parte sia il <strong>Liceo Pieralli di Perugia</strong> che il <strong>Liceo Properzio di Assisi</strong>, sarà coordinato da Arci Spazio Humanities APS. Tra gli altri, l’Associazione di promozione sociale organizza, dal 2019, <em>Poesiæuropa </em>(<a href="https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa">https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa</a>), iniziativa dedicata alla cultura umanistica europea che ha ricevuto, per tre anni consecutivi, l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.</p>
<p>E, proprio con riferimento a <em>Poesiæuropa </em>classe 2022, Spazio Humanities APS promuove una cultura di pace (#perunaculturadipace): l’Associazione di promozione sociale, presieduta da Maria Borio, infatti, intende invitare alla III edizione in presenza di <em>Poesiæuropa</em>, il festival internazionale posto, per tre anni consecutivi, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, un’autrice o un autore dall’Ucraina, che possa portare la propria testimonianza nell’alveo di un incontro dedicato al dialogo culturale tra Europa e Russia rispetto al contesto geopolitico attuale.</p>
<p><strong><em>Poesiæuropa </em></strong><strong>esiste anche grazie al supporto delle istituzioni dei singoli Paesi degli autori e delle autrici partecipanti; non essendo, nel caso dell’Ucraina, possibile, l’Associazione chiede un aiuto a chiunque voglia per sostenere le spese e rendere, così, possibile l’incontro. </strong></p>
<p><strong>Le donazioni possono essere devolute a Arci Spazio Humanities APS / Banca Etica – IBAN: IT 76 W 05018 03000 000016916744. </strong></p>
<p>Non da ultimo, Spazio Humanities APS propone il ciclo <strong>Le età</strong>, che, unitamente ad <strong>Exordium</strong>, il contest dedicato a giovani poeti emergenti, intende ripercorrere le età dell’uomo e riflettere sulle ricorrenze dell’anno corrente, con uno speciale dedicato a Pier Paolo Pasolini.</p>
<p><strong>Di seguito, il calendario dei tre incontri trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook di Umbrò Cultura</strong> (<a href="https://www.facebook.com/umbrocultura">https://www.facebook.com/umbrocultura</a>):</p>
<ol>
<li>EXORDIUM</li>
</ol>
<p>15 marzo, ore 18.30</p>
<p><strong>Con Giorgiomaria Cornelio, Marilina Ciaco, Riccardo Delfino, Mattia Tarantino – Coordinano: Federica Ziarelli e Valerio Massaroni. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li>A RAFFAELE LA CAPRIA</li>
</ol>
<p>22 marzo, ore 18.30</p>
<p><strong>Con Raffaele Monica – Coordinano: Maria Borio e Giorgio Villani. </strong></p>
<p><strong>Raffaele La Capria</strong>, nato a Napoli nel 1922, è uno degli autori più significativi del secondo Novecento italiano. Ricordiamo, tra gli altri, il suo romanzo più noto, <em>Ferito a morte</em> (1961, Premio Strega) e <em>L’estro quotidiano</em> (Premio Viareggio per la narrativa, 2005).</p>
<ol start="3">
<li>PIER PAOLO PASOLINI, UN SECOLO</li>
</ol>
<p>5 aprile, ore 18.30</p>
<p><strong>Con Maria Grazia Calandrone e Alberto Russo Previtali – Coordina: Ylenia Papa.</strong></p>
<p>L’evento si inserisce nel ciclo delle numerose inizative volte a celebrare <strong>il centenario della nascita</strong> dello scrittore, poeta, autore e regista cinematografico e teatrale italiano (Bologna, 1922 – Ostia, Roma, 1975), la cui opera, che ha sperimentato tutti i generi, dal romanzo al teatro al cinema, sino alla critica letteraria e alla poesia, è rientrata nel canone dei classici del secondo Novecento.</p>
<p>Verranno ripercorsi gli esordi in friulano, con <em>Poesie a Casarsa</em> (1942) e <em>La meglio gioventù</em> (1954), passando per la prima notevole raccolta di poesie in lingua, <em>Le ceneri di Gramsci</em> (1957), per la pubblicazione dei due romanzi d’ambientazione romana: <em>Ragazzi di vita</em> (1955) e <em>Una vita violenta</em> (1959), e per quella di <em>Petrolio</em> (1992), fino al linguaggio cinematografico con i risultati compiuti de, tra gli altri, <em>Il Vangelo secondo Matteo</em> (1964), <em>Edipo re</em> (1967), <em>Medea</em> (1969), <em>Decameron</em> (1971) e l’ultimo film, uscito postumo, <em>Salò o le 120 giornate di Sodoma</em> (1976).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/spazio-humanities-perunaculturadipace/">Spazio Humanities, #perunaculturadipace</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/spazio-humanities-perunaculturadipace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8216;Futura&#8217; e la poesia contemporanea: uno sguardo all&#8217;opera di Louise Glück</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 11:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Glück]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43923</guid>
		<description><![CDATA[<p> ‘Nella storia di Patroclo / nessuno sopravvive, neppure Achille / il semidio. / Patroclo gli assomigliava; / portavano / la stessa armatura. / In queste amicizie c’è sempre / uno che serve l’altro, che è meno / dell’altro: / la gerarchia / è sempre palese, benché delle / leggende / non ci si possa fidare ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/">&#8216;Futura&#8217; e la poesia contemporanea: uno sguardo all&#8217;opera di Louise Glück</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Nella storia di Patroclo / nessuno sopravvive, neppure Achille / il semidio. / Patroclo gli assomigliava; / portavano / la stessa armatura. / In queste amicizie c’è sempre / uno che serve l’altro, che è meno / dell’altro: / la gerarchia / è sempre palese, benché delle / leggende / non ci si possa fidare &#8211; / la fonte è il sopravvissuto, / colui che è stato abbandonato (…)’. A scriverlo è, ne <em>Il trionfo di Achille</em>, Louise Glück. Volgendo lo sguardo a un passato mitico e leggendario, ‘di cui non ci si può fidare’ e che, al contempo, continua a nutrire il nostro immaginario collettivo. Costruendo anche visioni future.</p>
<p>E <em>Futura</em> è il titolo scelto dall’associazione di promozione sociale Spazio Humanities per il prossimo ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea. Incontri che ruoteranno anche attorno alla poesia di Louise Glück, Premio Nobel per la Letteratura 2020.</p>
<p>#costruiamovisioni (per il futuro) era stato, infatti, l’hashtag dell’associazione per la seconda edizione, virtuale, di <em>aspettandoPoesiæuropa</em>, un progetto posto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e che Spazio Humanities gestisce in collaborazione con diverse istituzioni internazionali e con l’Università degli Studi di Perugia. L’Ateneo perugino, inoltre, opera in sinergia con l’associazione Spazio Humanities e con l’Accademia di Belle Arti di Perugia anche per quanto riguarda un altro progetto, Umbrò Cultura, giunto al terzo anno di promozione di attività culturali.</p>
<p>Nell’ottica e nel piano dei lavori dell’associazione, che intende proporre iniziative sperimentali incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive, la musica, al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale, e i cui temi sono temi cruciali del contemporaneo, si inserisce, dunque, <strong><em>Futura</em>, ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea</strong>. Tutti gli incontri che seguono saranno trasmessi in diretta sulla pagina facebook di Umbrò Cultura (<a href="https://www.facebook.com/umbrocultura/">https://www.facebook.com/umbrocultura/</a>), si nutriranno della fluida discussione di idee e categorie innescata dal dibattito sviluppato in Internet, e intenderanno creare uno spazio di sinergia tra ricerca e media in grado di contrastare la labilità della funzione del lavoro culturale e di gettare le fondamenta per uno spazio in cui pensare cosa significhi fare e essere cultura oggi, muovendo proprio dalle voci della poesia.</p>
<p>Nel corso dei tre incontri – che si terranno in streaming, rispettivamente, il 26 novembre e il 3 e il 16 dicembre – verrà aperta una finestra sulla poesia di oggi.</p>
<p>Il primo incontro – 26 novembre 2020, ore 18.00 – <em>‘novecento/duemila’: forme nuove di identità</em>, con <strong>Diego Bertelli, Raoul Bruni e Francesco Targhetta</strong>, è dedicato alla nuova collana di poesia Le Lettere ‘novecento/duemila’, che come obiettivo ha quello di gettare un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Rappresentate, queste ultime, dai tre relatori.</p>
<p>Nel secondo incontro – 3 dicembre 2020, ore 18.00 – <em>Exordium</em> dialogheranno tre poeti italiani emergenti: con <strong>Luigi Fasciana, Francesco Mazzotta, Silvia Righi (modererà Davide Murari)</strong>.</p>
<p>Il terzo incontro – 16 dicembre 2020, ore 18.00 – <em>La voce del mito. Sulla poesia di Louise Glück</em>, con <strong>Maria Borio</strong> – presidente dell’associazione Spazio Humanities –, <strong>Andrea Gentile e Gianni Montieri</strong>, intende omaggiare Louise Glück, insignita del Premio Nobel per la Letteratura 2020 ‘per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale’. Nata a New York nel 1943, Louise Glück è autrice di libri di poesie e di raccolte di saggi e docente nelle Università di Yale e Stanford. <em>Il Saggiatore</em>, diretto da Andrea Gentile, che parteciperà a questo incontro conclusivo, ha acquisito i diritti di pubblicazione delle sue opere. I temi ricorrenti nel lavoro di Louise Glück sono il trauma, la perdita, il rifiuto, il fallimento delle relazioni e i tentativi di guarigione, la perdita dell’innocenza, il desiderio e il cambiamento, la natura e la dimensione onirica e archetipica, la morte. ‘Una delle domande fondamentali, se non la domanda unica ed essenziale, posta alla base di Averno di Louise Glück – scrive, infatti, Gianni Montieri – è sul cosa accadrà dopo la morte. Non il solo quesito sul dove si andrà (ammesso che si vada da qualche parte): Glück va oltre e si chiede cosa ci faccia l’anima nell’aldilà senza le cose più care. A quale scopo dovrebbe esserci un’ipotetica vita dopo la morte se a questa mancheranno le cose terrene? Ecco il punto, la novità del contenuto di <em>Averno</em>’.</p>
<p>Di questo e di altri argomenti dialogheranno i relatori, in un ciclo di incontri pensati anche per il grande pubblico, cui far giungere le voci della poesia, nuove e novissime, e i discorsi meta-letterari su questa e sul mito, che, in quanto testo mobile, è suscettibile di continue riscritture. E di rivisitazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/">&#8216;Futura&#8217; e la poesia contemporanea: uno sguardo all&#8217;opera di Louise Glück</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/futura-e-la-poesia-contemporanea-uno-sguardo-allopera-di-louise-gluck/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8216;aspettando POESIÆUROPA&#8217;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2020 13:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[‘aspettando Poesiæuropa’]]></category>
		<category><![CDATA[Centro di Poesia & Scritture Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[libri usciti durante il lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesiaeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43881</guid>
		<description><![CDATA[<p> Biografie e autobiografie, habitat personali e biologici, case, riflessioni sull’abitare e sull’economia domestica, storie personali e non, percorsi di traduzione, giochi intorno alla soglia dell’apparente e del non apparente. Libri che si esprimono intorno alla poesia, la quale si presenta al lettore come un ragionamento su se stessa e, quindi, con una funzione meta-letteraria. Traduzioni ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/">&#8216;aspettando POESIÆUROPA&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Biografie e autobiografie, habitat personali e biologici, case, riflessioni sull’abitare e sull’economia domestica, storie personali e non, percorsi di traduzione, giochi intorno alla soglia dell’apparente e del non apparente. Libri che si esprimono <em>intorno</em> alla poesia, la quale si presenta al lettore come un ragionamento su se stessa e, quindi, con una funzione meta-letteraria. Traduzioni di immagini in parole, binomi di poesia-ricerca e di tradizione-innovazione, libri cartesiani, condanne della memoria come ricerche di salvaguardia e di consapevolezza che, durante la crescita, qualcosa inevitabilmente si perde. E, ancora, ambiti poetici surrealisti e simbolisti, lavori archeologici condotti sull’<em>Iliade</em>, ferite che diventano possibilità costruttive di sguardo, abbassamenti alla statura di un bambino per ritrovare uno sguardo vergine e in grado di provare ancora stupore; infine, conflitti con una realtà ‘sistemica’ che a volte si esperisce in modo passivo ed io poetici che diventano droni e che, come i droni, sono capaci di visioni dall’alto.</p>
<p>L’itinerario di ‘aspettando Poesiæuropa’ ha analizzato questi ed altri argomenti, riflettendo, ancora una volta, su alcuni temi cruciali del contemporaneo e presentando, in anteprima assoluta, libri usciti durante il lockdown.</p>
<p>Si è conclusa venerdì 25 settembre, con un concerto di Elio Cagnizi Acoustic Quartet, questa edizione ‘speciale’ di ‘Poesiæuropa’, che, inaugurata il 23 settembre, è nata da un’idea dell’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, con il supporto di Umbrò e in collaborazione con il Centro di Poesia &amp; Scritture Contemporanee a cura di Marco Giovenale e Valerio Massaroni. E, ancora, una volta, alla stregua della prima edizione di ‘Poesiæuropa’ – tenutasi nel luglio del 2019 all’Isola Polvese (<a href="https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa/">https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa/</a>) – posta sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.</p>
<p>«In questo 2020, aspettando di poterci ritrovare per una futura edizione a tutto tondo di Poesiæuropa, proponiamo tre giornate d’eccezione». A dichiararlo, Maria Borio, presidente dell’associazione di promozione sociale Spazio Humanities che, da inizio 2020, gestisce anche il progetto culturale Umbrò Cultura, volto a proporre iniziative sperimentali e innovative incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive e la musica al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale. Nello spirito dell’iniziativa Poesiæuropa, che riflette sul valore delle radici umanistiche e sulla situazione culturale e politica europea a partire dalle voci della poesia, sono stati presentati alcuni libri usciti durante il lockdown e il dialogo si è incentrato su alcuni aspetti dell’immaginario del tempo che stiamo vivendo. Nella difficoltà contingente di poter allestire un evento come Poesiæuropa – nato con una radice internazionale, che ha ricevuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e che lo ha riconfermato per questa edizione e per i prossimi tre anni –, difficoltà condivisa con molte altre attività vitali per lo sviluppo e l’innovazione culturale, l’APS Spazio Humanities ha deciso, infatti, di non proporre un’edizione completa, ma un <em>interim</em>: un momento transitorio in cui il bilancio dei mesi trascorsi e l’attesa per i tempi a venire auspichino una costruzione di progetti. Il motto dell’associazione Spazio Humanities è, dunque, ‘costruiamo visioni!’. Un motto che è stato condiviso con tutti i partecipanti all’iniziativa.</p>
<p>L’attenzione è stata focalizzata su libri usciti durante il lockdown, a cui nessun incontro era stato finora dedicato in maniera programmatica. Tra gli autori presenti, Laura Pugno e Giulio Mozzi con il loro lavoro di scrittura in coppia sul senso della letteratura al presente; Marco Giovenale e Vincenzo Ostuni con uno spaccato sulla poesia di lingua francese; Elisa Biagini e Federico Italiano con libri che affrontano il rapporto tra uomo, natura e politica, e la poetessa inglese Alice Oswald insieme ai traduttori Rossella Pretto e Marco Sonzogni. Spazio, inoltre, a giovani autori, con la presentazione della collana di Interlinea ‘Lyra giovani’ curata da Franco Buffoni, e un reading in presenza che si è tenuto nella giornata conclusiva del 25 settembre. Le case editrici coinvolte sono state: Archinto, Amos Edizioni, Ben-Way Series, Einaudi, Elliot, Interlinea, Interno Poesia, MarcosyMarcos, Terra d’ulivi Edizioni, Sonzogno. Da mercoledì 23 settembre a venerdì 25 settembre, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, gli incontri sono stati pensati per un doppio canale di fruizione: le giornate di mercoledì 23 e giovedì 24 si sono svolte via StreamYard e sono state rese fruibili ai numerosi partecipanti attraverso la pagina facebook Umbrò Cultura (<a href="https://www.facebook.com/umbrocultura/">https://www.facebook.com/umbrocultura/</a>). Nella giornata di venerdì 25, invece, si è svolto in presenza e all’interno della Sala Muro di Umbrò, in via S. Ercolano a Perugia, un reading di quattro giovani autori: Franca Mancinelli, Dimitri Milleri, Bernardo Pacini, Federica Ziarelli. Dopo la lettura, a partire dalle 21, si è tenuto un after reading con Elio Cagnizi Acoustic Quartet in concerto – Toti Panzanelli-chitarra; Andrea Rellini-violoncello; Nicola Polidori-batteria; Elio Cagnizi-basso e voce – con brani di musica inedita e edita.</p>
<p>Il primo incontro di mercoledì 23 settembre, con Elisa Biagini e Federico Italiano, si è incentrato sul dialogo intorno a due libri degli stessi autori, usciti in pieno lockdown: rispettivamente, <em>Filamenti </em>di Elisa Biagini e <em>Habitat</em> di Federico Italiano. Queste due opere sono legate a doppio filo dai temi antropologici e storici qui attraversati, dal rapporto tra storia personale e non, dal concetto di habitat personale che si traduce in habitat biologico e nello spazio dell’abitare, come ben messo in luce dalla lettura di alcune poesie da parte dei due autori. C’è poi una costante ricerca condotta sulla lingua, sull’esercizio di traduzione, su un desiderio di leggere, nello spazio di natura della poesia italiana contemporanea, meno retorica. La poesia, specie quella del 2020 – un anno, quest’ultimo, di bilanci –, può avere ancora una funzione di pulizia della lingua dagli elementi retorici che la rendono pesante e inutile.</p>
<p>Spazio, durante il secondo incontro di mercoledì 23 settembre, con Marco Giovenale e Vincenzo Ostuni, a un dialogo sulla scrittrice francese Nathalie Quintane, autrice, fra le altre opere, di <em>Osservazioni</em>, libro uscito oltralpe nel 1997 e tradotto in italiano nel 2003. Avvezza a performance del tutto diverse da quelle cui gli spettatori sono solitamente abituati – il riferimento è alla partecipazione della Quintane a un festival di poesia barcellonese del 2003, durante la quale l’autrice legge alcuni testi francesi tratti da <em>Osservazioni</em> in un inglese non simmetrico rispetto al testo di partenza e lo fa volgendo le spalle al pubblico e alla lingua stessa –, la Quintane organizza i testi di <em>Osservazioni</em> distribuendoli in tre parti, connotate da una sostanziale brevità, da un gioco continuo intorno alla soglia dell’apparente e del non apparente, da una non dis-identificazione, ovvero da un non rifiuto della posizione dell’io, che la scrittrice definisce ‘la parte più politica di ciò che cerco di fare’. ‘Mi faccio da cavia – ha dichiarato la Quintane – perché sono come tutti gli altri’. Quella che emerge è, dunque, una posizione liberale e non ingenua: il problema è la posizione di questo suo ‘io’ rispetto al mondo, un io che è enunciatore dei testi che scrive. Un altro filone di ricerca costante si incentra sul ricorso ad una scrittura senza orpelli e non assertiva, che chiede al lettore di riconoscere ciò che viene detto, togliendogli dei riferimenti, disattendendo di elaborare la sintassi da un punto di vista classico, privandolo della performance in senso proprio. Tutto ciò è stato avvalorato con la lettura di alcuni passi tratti dalle tre parti di cui si compone <em>Osservazioni</em>, un’opera che implica un effetto di straniamento nel lettore e che lo induce ad interpretare i testi (anche) con una risata: la risata è, infatti, uno degli esiti interpretativi legittimi del lavoro della Quintane, che focalizza la sua attenzione sull’oggetto e non su ciò che l’oggetto dovrebbe significare.</p>
<p>Gli incontri di giovedì 24 settembre – in ordine: <em>Oracoli nel presente</em> con Laura Pugno e Giulio Mozzi e mediazione di Maria Borio ed Elena Zuccaccia; <em>Lyra giovani. Una collana di poesia</em> con Franco Buffoni, Tommaso Di Dio, Samir Galal Mohamed e Angelo Nestore; <em>Memorial. I classici, il contemporaneo</em> con Alice Oswald, Rossella Pretto e Marco Sonzogni – hanno teso a presentare altri libri usciti durante il lockdown e a dialogare intorno a questi.</p>
<p>Nello specifico, Laura Pugno e Giulio Mozzi si sono confrontati su <em>Oracolo manuale per poete e poeti</em> (Sonzogno), libro ‘fratello’ di <em>Oracolo manuale per scrittori e scrittrici</em> pubblicato dalla stessa casa editrice, ‘qualcosa di uguale e diverso insieme’, come l’ha definito lo stesso Giulio Mozzi. Laura Pugno si è, dunque, inserita su un modello preesistente, appropriandosi della parte di commento al testo, consapevole che esistono, nel panorama letterario contemporaneo, dei libri che parlano della poesia in altro modo e da punti di vista diversi rispetto a quelli di metrica e di tecnica della versificazione: sono libri che parlano intorno alla poesia, in un momento in cui la narrativa tiene il passo. Ma la poesia, da tempo confinata ‘nel terzo paesaggio dell’editoria’, sta tornando ora verso il centro, presentandosi come un ragionamento su se stessa. Questo <em>Oracolo</em> è un appello all’unità del corpo con la mente, in quanto la poesia è una forma di conoscenza e di pensiero.  La consultazione e l’apprendimento non arrivano in modo normativo, secondo la retorica occidentale, ma seguono, qui, un altro tipo di itinerario: il messaggio giunge in forma sintetica e illuminante, potenzialmente aperta, nella quale il lettore può entrare in modo poroso e non consequenziale. Un gioco intellettuale, dunque, desunto anche dall’esperienza di insegnamento di Giulio Mozzi: ‘insegnando – afferma – ho imparato a discutere con gli allievi circa il lavoro che stiamo facendo sul testo’. Diversi, poi, i passi dell’<em>Oracolo</em> letti dai due autori: ‘Disegna una mappa della tua poesia’ è quello che ci è sembrato più calzante. Cosa significa? Questa mappa è coerente? Produce senso? Si tratta di una mappa interiore o, piuttosto, di una genealogia? Coincide con un andare indietro nel tempo o con un visualizzare la poesia stessa? Un esortativo resta fermo quando si disegna la mappa di una poesia: ‘traducete le immagini in parole’.</p>
<p>Successivamente, in occasione del secondo incontro di giovedì 24 settembre, Franco Buffoni ha presentato alcuni libri di tre giovani autori, trentenni, che, insieme ad altri, tra cui Maria Borio, hanno partecipato alla collana di poesia <em>Lyra giovani</em>, edita per i tipi di Interlinea. Un libro cartesiano, <em>Verso le stelle glaciali</em> di Tommaso Di Dio, un libro geometrico anche nella distribuzione delle poesie, un libro che sogna un metodo e che costruisce un progetto, orientando il lettore con mappe e componimenti notturni disposti alla fine di ogni sezione. Un libro in cui trovarsi, ma in cui ci si può anche perdere, seguendo la traiettoria di ‘stelle glaciali’, ovvero di stelle alla fine della loro vita, quando si accingono a rimanere delle pure attrazioni gravitanti. <em>Damnatio memoriæ</em>, il titolo del libro di Samir Galal Mohamed, dove la condanna della memoria coincide con la ricerca di salvaguardare e con la consapevolezza che, crescendo, qualcosa si perde. Si tratta, allora, di un meccanismo di autodifesa finalizzato a salvare qualcosa. <em>I corpi a mezzanotte</em> di Angelo Nestore, invece, a differenza dei due libri precedenti, non è ancora uscito (la pubblicazione è prevista per fine anno): un’opera in cui il giovane autore trapiantato a Malaga torna all’italiano e lo fa rimanendo ancorato a ‘un ambito surrealista e simbolista’ e a un ‘Barocco-rock’, come l’ha definito Buffoni, di matrice castigliana e salentina. L’indagine è focalizzata sul corpo e sulla sua importanza nel nostro secolo, sul corpo all’ombra di tanti discorsi e sui riti di consapevolezza di ciò che il corpo stesso significa.</p>
<p>Il terzo incontro della giornata di giovedì 24 è stato dedicato all’opera Memorial della scrittrice Alice Oswald e al lavoro di traduzione italiana compiuto da Rossella Pretto e Marco Sonzogni. Si tratta di un lavoro archeologico condotto sull’<em>Iliade</em>, lavoro che permette di portare alla luce qualcosa di antico e ancestrale. Un’opera, dunque, che ha a che fare con la memoria, con la tradizione orale, con il canone letterario occidentale e che conduce, come già detto, un lavoro e uno scavo archeologici sul materiale di partenza, partendo da uno scarto: la focalizzazione sull’essere umano vicino alla morte e sul conseguente lamento dei padri e delle madri. Accantonate le parti strettamente narrative dell’<em>Iliade</em>, infatti, il focus dell’opera si è incentrato sul catalogo degli eroi morti, sulle loro biografie e sulla coda di similitudini che correda il testo. Nonché sulla luminosità, sul bagliore che cattura gli ultimi momenti di un uomo. Un uomo soggetto al caos e non più al volere degli dèi.</p>
<p>L’ultima giornata, quella di venerdì 25 settembre, si è svolta, a differenza delle prime due, in presenza, nella cornice della Sala Muro di Umbrò, a Perugia. Ospiti del reading <em>Attraversamenti, proiezioni, passaggi</em>, quattro giovani autori: Franca Mancinelli, autrice di <em>Tutti gli occhi che ho aperto</em>, Federica Ziarelli con il suo <em>In erba</em>, Dimitri Milleri con <em>Sistemi</em> e Bernardo Pacini con <em>Fly mode</em>. Dagli alberi maestri di Franca Mancinelli – e dalle ferite dei loro tronchi molto segnati che offrono nuove possibilità di sguardo e di uscita dalla propria individualità per essere altro e, quindi, per intraprendere una metamorfosi – all’abbassamento di Federica Ziarelli alla statura di sua figlia-bambina nel suo <em>In erba</em> – al fine di descrivere il mondo dell’infanzia e l’infanzia del mondo da uno prospettiva altra, con uno sguardo non ancora ammorbato, vergine, capace di provare stupore e meraviglia con chiare caratteristiche profetiche e chiaroveggenti ­­–, passando per il conflitto con la realtà come zona difficile a cui accedere, come qualcosa che a volte si esperisce in modo passivo – è questo il caso di <em>Sistemi</em> di Dimitri Milleri, che indaga il suo sé quale struttura fra altre strutture biologiche – e per la modalità con cui il drone, identificato con l’io poetico in <em>Fly mode</em> di Bernardo Pacini, offre una prospettiva sul mondo e permette di liberare il poeta dalla zavorra umana e di dare lui una facoltà tecnologica. Sono stati solo alcuni dei temi indagati dai quattro giovani autori, a chiusura, con il concerto di Elio Cagnizi Acoustic Quartet, della seconda edizione <em>sui generis</em> di ‘aspettando Poesiæuropa’, in attesa – da qui il gerundio – di ritrovare di nuovo questi ed altri scrittori e intellettuali sull’Isola Polvese nel 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/">&#8216;aspettando POESIÆUROPA&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>‘Il più e il meglio’ che mancavano allo studente Pinocchio</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/il-piu-e-il-meglio-che-mancavano-allo-studente-pinocchio/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/il-piu-e-il-meglio-che-mancavano-allo-studente-pinocchio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 17:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Aguaplano]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Contu]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43716</guid>
		<description><![CDATA[<p> Quella figura, intellettuale, che sta accanto. Che sa leggere i cambiamenti, sa ascoltare e capire chi ha di fronte. E chi ha di fronte, spesso, è portatore di cultura. Anche se di una cultura diversa, digitale, ed è figlio di una società fluida, in fieri. Anche se ha una camera di mirabilia, alla stregua di ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-piu-e-il-meglio-che-mancavano-allo-studente-pinocchio/">‘Il più e il meglio’ che mancavano allo studente Pinocchio</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Quella figura, intellettuale, che sta accanto. Che sa leggere i cambiamenti, sa ascoltare e capire chi ha di fronte. E chi ha di fronte, spesso, è portatore di cultura. Anche se di una cultura diversa, digitale, ed è figlio di una società fluida, <em>in fieri</em>. Anche se ha una camera di <em>mirabilia</em>, alla stregua di un collezionista, e non sa, di primo acchito, ricavarne un ordine. In quell’immenso repertorio prova ‘la vertigine della mescolanza’, ma è in grado anche di mostrare ‘le cattedrali più belle’, ‘il più e il meglio’.</p>
<p>Di chi stiamo parlando? Dei ‘maestri’ – se ‘magister’ deriva da ‘magis’ – e dei loro allievi. Perché è stato questo il <em>topic</em>attorno al quale ha ruotato il prisma di voci – quelle di Roberto Contu, insegnante del liceo S. Properzio di Assisi e docente a contratto che collabora con il Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, e dei colleghi-docenti Jacopo Manna, Sonia Viscione (liceo A. Mariotti), Sergio Pasquandrea (liceo A. Pieralli), Patrizia Tabacchini (ITTS A. Volta) e Davide Pairone, della casa editrice Aguaplano, moderatore dell’incontro – della tavola rotonda ‘Insegnanti, il più e il meglio? Le domande, la scuola, il nostro tempo’ promossa dalla neonata associazione di promozione sociale ‘Spazio Humanities’, all’interno del cui cartellone di attività è confluito il progetto culturale Umbrò Cultura.</p>
<p>La tavola rotonda, che ha registrato, l’11 febbraio in una gremita sala Muro di Umbrò, a Perugia, la partecipazione di docenti e studenti, ha avuto per oggetto l’ultimo libro di Roberto Contu, ‘Insegnanti (il più e il meglio)’, edito da Aguaplano, ed è stato dedicato alla scuola e alla didattica, a quei ‘più’ e ‘meglio’ che mancavano al burattino di legno uscito dalla penna di Collodi quando andava a scuola, con, sotto braccio, il suo <em>Abbecedario</em>e con la bramosia di conoscere un bravo maestro, di quelli che sanno far stupire, appassionare, accendere le coscienze.</p>
<p>A fare gli onori di casa, Maria Borio, presidente dell’associazione di promozione sociale ‘Spazio Humanities’, che ora gestisce il progetto ‘Umbrò Cultura’. ‘Occorre pensare – è stato il commento di Maria Borio – ad una serie di appuntamenti che coinvolgano sempre di più le scuole e gli insegnanti per attuare un programma di politica culturale con ricadute sul territorio. Per questo, oggi, siamo partiti da questa raccolta di articoli di Roberto Contu’. ‘Questo libro – ha affermato Davide Pairone, della casa editrice Aguaplano – rappresenta un seme, l’occasione per creare una eco e un dibattito attorno al mondo della scuola a partire da qualcuno che la scuola la vive. Si tratta di un testo ibrido, che raccoglie esperienze dirette, le quali sono, poi, il contrappunto di una riflessione più ampia sul ruolo dell’insegnante e sul suo rapporto con la società.</p>
<p>Si è parlato di ‘paura’, durante l’incontro, della paura dell’insegnante in quanto essere umano, ancor prima che una figura professionale, muovendo direttamente da un aneddoto contenuto nel libro, incentrato sull’impatto con la prima supplenza e con una classe ‘fuori dalla grazia di Dio’. E tra classi tutte al maschile, ritorni nelle scuole in cui si è stati studenti, incarichi educativi, rapporti frustranti con la scuola da parte di alcuni studenti, prime ore di lezione in scuole di periferia rivolte a minori che hanno commesso reati prima dei 14 anni, abilitazione senza passare per le supplenze, le voci degli ospiti di Umbrò hanno dichiarato all’unisono che la prima esperienza, sì, è straniante, ma anche la ‘la scuola è uno spazio che insegna a tutti’. Per questo, alla fine, sono rimasti là.</p>
<p>Altro giro di voci, durante questo ‘collegio docenti informale’, attorno ad altri argomenti, perché, si sa, tutti, oggi, parlano di scuola, ma spesso lo fanno attraverso stereotipi. Si sono costruite, nel tempo, tante narrazioni attorno alla figura dell’insegnante, che ‘si vuole’ psicotico, sfortunato… Gli insegnanti, invece, devono riappropriarsi della loro funzione, partendo proprio dal dato reale della loro vita in classe e accogliendo la provocazione di Romano Luperini: ‘l’insegnante è un intellettuale?’. Molteplici sono state le risposte a questo quesito: c’è chi sostiene che ‘l’insegnante debba essere un intellettuale che si approccia al lavoro che fa e alla scuola con un atteggiamento di ricerca, sapendo leggere la realtà, riuscendo a modificarla e tenendo conto che, se lui si invecchia, i suoi studenti sono sempre più giovani’; c’è chi pensa che un peso notevole sia svolto dal rapporto diretto con gli allievi e che l’insegnante sia un intellettuale nel momento in cui fa parte del suo lavoro anche una parte di crescita delle persone cui si rivolge, e chi afferma che al docente siano richieste sostanzialmente tre cose: onestà, responsabilità e non-neutralità rispetto al suo lavoro.</p>
<p>Attraverso queste componenti l’insegnante deve riacquisire la propria dignità, mentre si trova alle prese con una forma di scissione tra dimensione etica e dimensione della ricerca pura, e con un modello di conoscenza, quello contemporaneo, che è posto sotto il segno della parcellizzazione e della divisione dei ruoli. I docenti hanno a che fare con generazioni sempre più diverse dal punto di vista cognitivo, culturale e comportamentale: generazioni digitali, 0, con delle criticità pedagogiche. D’altronde, il Novecento è uscito da scuola e i maestri devono ingaggiare questa sfida. Un problema, questo generazionale, che ha suscitato numerosi spunti di riflessione tra i docenti presenti, i quali hanno cercato di ricostruire una tassonomia dei problemi relativi alle generazioni attuali di allievi: diverse forme di comunicazione, ma stessa incidenza delle dinamiche relative all’adolescenza, calo di natalità (per cui gli studenti attuali sono cresciuti, nella maggior parte dei casi, senza fratelli e sorelle), assenza di gerarchia e ‘orizzontalizzazione’ delle conoscenze, e tendenze a ‘inventare un modo di concepire il concetto di libreria che sia più appettibile rispetto ad Internet’.</p>
<p>E ancora: dove collocare l’insegnante all’interno della classe? Che ruolo dare agli insegnanti nel processo educativo? L’insegnante deve stare accanto, secondo Patrizia Tabacchini, mentre per Sergio Pasquandrea il docente è inserito all’interno di un circolo ermeneutico, in quanto non è l’unico depositario della conoscenza. Se Sonia Viscione ha affermato che il docente, in quanto interprete, debba stare ‘in mezzo ai ragazzi e alla disciplina che insegna’, Jacopo Manna ha posto l’accento sull’oggetto cattedra, che originariamente indicava la seggiola con braccioli. ‘Questo oggetto è significativo – ha dichiarato Jacopo Manna –, ha una valenza simbolica: alle scuole elementari non c’è bisogno di alcuna cattedra, mentre dalle medie gli allievi si trovano catapultati in un ambiente in cui la direzione è una’.</p>
<p>Spazio, poi, dietro sollecitazione di Davide Pairone e Roberto Contu, alle cose a cui gli insegnanti, almeno i quattro presenti, non rinuncerebbero mai. Dal lavoro sul lessico specifico della disciplina – perché, si sa, gli studenti perdono le parole a causa della rapidità – al confronto diretto con ciò che gli allievi studiano, senza mediazioni, dal senso di cittadinanza e dall’esercizio democratico dati dal conoscere più lingue all’importanza della verifica orale – perché, anche questo è vero, nella vita capiterà molto più spesso di dover convincere qualcuno con le parole che si pronunciano –, le risposte sono state molte. Forse anche questo sono ‘il più e il meglio’ che mancavano al burattino di legno uscito dalla penna di Collodi quando andava a scuola, con, sotto braccio, il suo <em>Abbecedario</em>e con la bramosia di conoscere un bravo maestro, di quelli che sanno far stupire, appassionare, accendere le coscienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-piu-e-il-meglio-che-mancavano-allo-studente-pinocchio/">‘Il più e il meglio’ che mancavano allo studente Pinocchio</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/il-piu-e-il-meglio-che-mancavano-allo-studente-pinocchio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
