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	<title>Perugia Online &#187; studi</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Anno all&#8217;estero: un fenomeno in crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 14:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Questa fantastica esperienza permette infatti non solo di migliorare la conoscenza di una lingua straniera, ma dà ai giovani modo di migliorare la propria autostima, le proprie capacità relazionali e gestionali e di acquisire personal skillsspendibili poi nel mondo universitario e lavorativo. Secondo alcune ricerche, questo tipo di esperienza dà agli studenti partecipanti una marcia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Questa fantastica esperienza permette infatti non solo di migliorare la conoscenza di una lingua straniera, ma dà ai giovani modo di migliorare la propria autostima, le proprie capacità relazionali e gestionali e di acquisire personal skillsspendibili poi nel mondo universitario e lavorativo.</p>
<p>Secondo alcune ricerche, questo tipo di esperienza dà agli studenti partecipanti una marcia in più rispetto ai loro coetanei nell’inserimento nel mondo lavorativo, per la maggiore padronanza linguistica, il pensiero critico maggiormente sviluppato, una migliore gestione dello stress e la capacità di apprezzare ancora di più le differenze culturali. Vediamo quindi come si articola l’anno scolastico in un Paese estero:</p>
<p><strong>ANNO ALL’ESTERO: DI COSA SI TRATTA</strong></p>
<ul>
<li>Si tratta di programmi riconosciuti come idonei e formativi dal Miur, quindi gli Exchange students, tornati in Italia non perdono l’anno scolastico ma vengono direttamente reintegrati a quello successivo.</li>
<li>Si può scegliere se partire per un trimestre, un semestre o un anno scolastico intero.</li>
<li>L’età dei partecipanti deve essere compresa tra i 15 e i 17 anni, anche se esistono dei programmi riservati a studenti dagli 8 anni in su.</li>
<li>E’ presente in ogni Paese un supporto e un’assistenza di emergenza h24 da parte di un tutor locale.</li>
<li>E’ possibile diplomarsi all’estero: in un solo anno negli Stati Uniti e in Canada, in due anni in Irlanda, Spagna, UK, Francia.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DESTINAZIONI E ALLOGGI</strong></p>
<p>Le mete disponibili USA, Regno Unito, Spagna, Irlanda, Australia, Canada, Francia, Germania. Aderendo al programma Classic, la destinazione sarà affidata ad uno staff locale, mentre scegliendo il programma Select gli studenti potranno scegliere Paese, regione, città, scuola e anche alcune materie di studio!</p>
<p>Per quanto riguarda la sistemazione in cui alloggiare, gli studenti possono scegliere famiglie madrelingua locali selezionate (disponibile per UK, Irlanda, Stati Uniti, Spagna, Germania, Francia, Canada) oppure college-boardingschool (valido per Inghilterra e USA).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PARTENZE</strong></p>
<p>Il periodo di partenza può variare a seconda del calendario accademico del Paese e della scuola scelti. Solitamente però le partenze sono previste per:</p>
<ul>
<li>Agosto/Settembre per chi decide di fare un anno completo all’estero</li>
<li>Gennaio per chi decide di fare un semestre all’estero</li>
<li>Per l’Australia sono inoltre possibili partenze a Giugno per un trimestre estivo</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A CHI RIVOLGERSI?</strong></p>
<p>Tra le molte organizzazioni che lavorano nel settore dello studio all’estero, New Lands (<a href="http://www.annoallestero.it">www.annoallestero.it</a> ) offre la possibilità di effettuare colloqui informativi gratuiti sia in sede (Roma) che tramite Skype. E’ inoltre possibile effettuare colloqui di selezione per verificare le competenze linguistiche in modo tale da pianificare la partenza. Affrettati, ci sono posti limitati e occorre iscriversi per tempo ai colloqui di selezione! Sono riconosciute anche delle mini borse di studio per merito per studenti con media scolastica da 8 in su! Tel0644292480</p>
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		<title>Città sicure: Perugia strappa un &#8220;6&#8221; di misura</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 13:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Hrs]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Perugia città sicura? A quanto pare sì. Ma al limite. Il risultato emerso dalla ricerca del centro studi di Hrs, global solutions provider leader in Europa per i viaggi d&#8217;affari, che ha stilato la classifica delle città d&#8217;arte più accoglienti e sicure per i turisti stranieri non lascia scampo. I dati sono ufficiali. Secondo l’analisi, iniziata ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><span style="line-height: 1.5em;">Perugia città sicura? A quanto pare sì. Ma al limite. Il risultato emerso dalla ricerca del centro studi di Hrs, global solutions provider leader in Europa per i viaggi d&#8217;affari, che ha stilato la classifica delle città d&#8217;arte più accoglienti e sicure per i turisti stranieri non lascia scampo. </span>I dati sono ufficiali. Secondo l’analisi, iniziata nei primi mesi di quest’anno e condotta su un campione di turisti che ha visitato l’Italia nell’ultimo anno, emerge che arte e bellezza non sono più sufficienti per attrarre visitatori da tutto il mondo.</p>
<p>Le città d&#8217;arte più sicure d’Italia, secondo i turisti stranieri, sono Matera, Verona e Siena, mentre vengono bocciate Napoli, Roma, Milano e Torino. I principali problemi evidenziati dai turisti intervistati sono il traffico indisciplinato, la paura di essere borseggiati, il degrado dei monumenti e la presenza di ambulanti e abusivi. Tutti elementi che, addirittura, non farebbero ritornare i turisti in Italia.</p>
<p>Ma torniamo alla classifica: come detto, in testa tra le città più sicure c’è Matera, seguita da Verona e Siena. A ruota Firenze Lecce, Palermo, Parma, penultima Perugia e infine Pisa. Napoli, Bologna, Roma, Milano e Torino non superano l’esame e sono fuori dalla classifica. Tra i problemi evidenziati, al primo posto con il 30% la paura di essere rapinati e la percezione di poca presenza di forza dell&#8217;ordine nei pressi delle principali attrazioni turistiche. Su questo punto gli intervistati hanno anche sollevato il problema della scarsa conoscenza delle lingue stranire (in primis l’inglese) da parte delle forze dell’ordine. Al secondo l&#8217;indisciplina degli automobilisti (25%). E al terzo, con il 15% il degrado dei monumenti e la percezione di disordine intorno a essi.</p>
<p>Infine, merita soffermarsi su una domanda posta agli intervistati. Quando gli è stato chiesto: “Pensate di ritornare in Italia in base alla vostra esperienza di viaggio?”, il 10% degli intervistati, per lo più francesi e statunitensi sui 47 milioni che hanno visitato l’Italia nel 2013 ha dichiarato di non considerare plausibile un suo ritorno nel nostro Paese proprio a causa dell’insicurezza che hanno riscontrato durante la visita delle nostre città d’arte.</p>
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