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	<title>Perugia Online &#187; Thyssenkrupp</title>
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		<title>Esce oggi &#8220;Chi comanda Terni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 12:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie. L&#8217;inchiesta &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta</strong> &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore &#8211; lo ha sempre fatto per conto di centri di potere esterni alla città. É stato così nell’economia e lo stesso accade nella politica. Nel primo caso, la legittimazione era legata alla mediazione con lo Stato e poi nel rapporto con la proprietà tedesca delle acciaierie mentre nel secondo caso, l’oligarchia ristretta che opera sotto le insegne del Pd trova la sua ragione d’essere nel rapporto di subordinazione ai vertici perugini del partito, ai cui interessi continua ad essere piegata la comunità ternana”.</p>
<p align="left"><strong>Il sistema di potere ternano</strong> &#8211; Il cerchio magico che controlla la Conca, spiega ancora l&#8217;autore, tira le fila di un sistema di potere ramificato a cui nulla è sfuggito, “dalla gestione partitocratica della sanità, alle cooperative monopoliste dei servizi sociali e assistenziali, dalla pianificazione dell’urbanistica collegata alle scelte delle cooperative rosse della grande distribuzione, fino ai rapporti opachi con la Chiesa, passando per una concezione della cultura data in appalto ai soliti noti. In una città dalla sovranità storicamente limitata, in cui la grande fabbrica ha scandito i ritmi di vita e influenzato la politica fino a oscurare con la potenza del proprio ricatto occupazionale anche un allarmante livello di inquinamento ambientale, la dimensione locale del potere si sovrappone alle dinamiche nazionali e internazionali”. Da qui la necessità di comprendere fino in fondo ciò che si muove intorno all’acciaieria, “il cui destino continua a coincidere con quello di Terni e la cui cessione alla ThyssenKrupp consente di ricostruire la vicenda della sciagurata svendita dell’industria di Stato che ha anticipato l’ingresso dell’Italia nell’Europa della moneta unica. Dalla porta di servizio.</p>
<p align="left"><strong>L&#8217;autore</strong> &#8211; Claudio Lattanzi è nato ad Orvieto nel 1970. Laureato in Scienze Politiche all’università di Perugia, giornalista, è co titolare della casa editrice e agenzia pubblicitaria Intermedia. É autore di: “Orvietopoli. La casta, gli affari, la politica all’ombra della Rupe”(2010), “Scacco al monsignore. I retroscena e gli intrighi del caso Scanavino” (con Stefania Tomba) (2011), “La mafia in Umbria. Cronaca di un assedio. La prima inchiesta sulla penetrazione delle cosche nella regione del buon vivere” (2011), “I Padrini dell’Umbria. Il sistema di potere che controlla la regione” (2013) , “La Zarina. Biografia non autorizzata di Maria Rita Lorenzetti” (2014). Claudio Lattanzi presenterà il suo nuovo libro a Terni, mercoledì 27 maggio in un incontro pubblico al Caffè del Corso, galleria Corso Tacito, con il giornalista Andrea Fabbri, candidato al consiglio regionale nella lista Ricci Presidente. Giovedì 29</p>
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		<title>Ast, continua la protesta dei lavoratori. Ad sotto scorta</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 09:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non cessa la protesta degli operari dell’Ast di Terni. Dopo l’invasione pacifica dell’autostrada A1 ad Orte ieri mattina, i lavoratori hanno raggiunto gli stabilimenti di Terni dove era in corso una riunione tra i vertici dell’azienda, dando vita ad una protesta spontanea che è andata avanti tutta la notte. La protesta andrà avanti fino alle ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Non cessa la protesta degli operari dell’Ast di Terni. <a title="Tk-Ast, gli operai invadono l’A1 ad Orte" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/tk-ast-gli-operai-invadono-la1-ad-orte-4525/"><strong>Dopo l’invasione pacifica dell’autostrada A1 ad Orte</strong></a> ieri mattina, i lavoratori hanno raggiunto gli stabilimenti di Terni dove era in corso una riunione tra i vertici dell’azienda, dando vita ad una protesta spontanea che è andata avanti tutta la notte.</p>
<p><strong>La protesta andrà avanti fino alle 14 di oggi pomeriggio</strong>, sono circa 300 gli operai radunati in assemblea nel piazzale davanti all&#8217;ingresso dell&#8217;Ast mentre i vertici dell&#8217;azienda hanno chiesto questa mattina a Confindustria di avviare immediatamente le procedure di mobilità per 550 lavoratori.</p>
<p><strong>Infine, è  uscita dal suo ufficio intorno alle 5,20</strong> di questa mattina, scortata dalle forze dell&#8217;ordine, dopo circa 14 ore trascorse all&#8217;interno, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Ast Lucia, Morselli, bloccata nella palazzina della dirigenza dell’acciaieria di Terni dalla protesta spontanea dei lavoratori proclamata ieri pomeriggio.</p>
<p><strong>La polizia &#8211; secondo quanto si apprende</strong> &#8211; è riuscita a creare un diversivo, facendo uscire l&#8217;ad da una porta diversa rispetto a quella presidiata dai circa 200 manifestanti rimasti sul posto. C’è stato qualche momento di tensione con i lavoratori ma non si sono comunque registrati feriti, mentre, nel corso della notte, un dirigente della questura impegnato a parlare con gli stessi manifestanti è stato ferito ad un’arcata sopraccigliare a causa del lancio di un corpo contundente.</p>
<p><strong>Continua intanto lo sciopero</strong> ad oltranza proclamato dai lavoratori, con blocco delle portinerie. Stamani è in programma un’assemblea nel piazzale centrale dell’acciaieria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tk-Ast, gli operai invadono l&#8217;A1 ad Orte</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 10:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Continuano le proteste dei lavoratori della Thyssen Krupp di Terni. Stamattina gli operai sono arrivati al casello dell’autostrada A1 di Orte per manifestare contro il piano finanziario presentato il 17 luglio scorso dalla ThyssenKrupp che prevede pesanti tagli alla produzione delle acciaierie umbre, con conseguente perdita di posti di lavoro. Si parla di circa 500 unità. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Continuano le proteste dei lavoratori della Thyssen Krupp di Terni. Stamattina gli operai sono arrivati al casello dell’autostrada A1 di Orte per manifestare contro il piano finanziario presentato il 17 luglio scorso dalla ThyssenKrupp che prevede pesanti tagli alla produzione delle acciaierie umbre, con conseguente perdita di posti di lavoro. Si parla di circa 500 unità.</p>
<p><strong>La protesta di stamattina avviene</strong> nel quadro di uno sciopero di 3 ore (dalle 10 alle 13) proclamato dalle segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm, Fismic e Ugl. I sindacati, infatti, hanno annunciato “una unitaria manifestazione che darà visibilità alla vertenza” perché ritengono “inaccettabili gli atteggiamenti aziendali che in modo unilaterale e provocatorio stanno cancellando la storia delle relazioni industriali e sindacali di questo territorio evidenziando un profilo di arroganza e di non rispetto dei lavoratori ternani”.</p>
<p><strong>Sono circa 600 i lavoratori</strong>, arrivati da Terni a Orte, che stanno manifestando, e che hanno invaso in modo pacifico l’autostrada. Insieme agli operai anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo.</p>
<p><strong>I lavoratori, che hanno occupato entrambe le carreggiate dell’autostrada</strong>, chiedono lo stop immediato del piano finanziario ThyssenKrupp; la riconvocazione del governo ai massimi livelli per ridefinire un nuovo piano industriale basato su elementi condivisi; l&#8217;impegno concreto e incisivo del governo italiano con confronti della multinazionale e della Commissione europea per non indebolire le produzioni ternane; di evitare ridimensionamenti produttivi e perdite occupazionali che diventerebbero per la comunità di Terni un dramma sociale; alla Commissione europea si chiede coerenza rispetto ai vincoli posti in questi anni per salvaguardare la strategicità del sito ternano.</p>
<p><strong>Protesta pacifica.</strong> È durato circa 20 minuti il blocco del traffico dell&#8217;autostrada A1 da parte dei lavoratori delle acciaierie di Terni. Alle 12.20 i manifestanti hanno abbandonato le carreggiate e il traffico sta tornando a scorrerein modo regolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando la terra uccide, anche Terni tra i siti più inquinati d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 12:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Terra dei Fuochi, Italia dei veleni. Non solo Taranto e Ilva, dunque. Nella mappa pubblicata da Wired sui rischi dell’inquinamento industriale sulla salute dell’uomo c’è anche Terni.La mappa è stata stilata sulla base dei risultati del progetto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), il primo studio sistematico ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Terra dei Fuochi, Italia dei veleni. Non solo Taranto e Ilva, dunque. Nella mappa pubblicata da <a href="http://www.wired.it/attualita/ambiente/2014/07/30/inquinamento-italia-veleni/">Wired</a> sui rischi dell’inquinamento industriale sulla salute dell’uomo c’è anche Terni.La mappa è stata stilata sulla base dei risultati del progetto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), il primo studio sistematico sui Sin, i siti di interesse nazionale per le bonifiche. Parte integrante del progetto è la valutazione dell’evidenza epidemiologica dell’associazione causale tra specifiche cause di morte ed esposizioni ambientali.</p>
<p><strong> Sin</strong> – In Italia ce ne sono 57 e rappresentano il 3 per cento del territorio nazionale. Oltre 1.800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e lacustri e 5.500 chilometri quadrati di aree terrestri. Dal Sulcis a Porto Marghera, da Casale Monferrato a Porto Torres fino ad arrivare anche a Terni.</p>
<p><strong> Sin Terni Papigno</strong> – In quest’area vivono quasi 110 mila persone, a ridosso di impianti siderurgici e della discarica di seconda categoria tipo B con rifiuti speciali delle acciaierie Thyssenkrupp. La stessa discarica sotto alla quale è stata costruita una strada inaugurata nel 2011, la Terni Rieti. Dentro la galleria del Tescino, che si trova in linea d’aria proprio sotto alla discarica Thyssenkrupp, un operaio che lavorava agli scavi, Alessandro Ridolfi, è venuto a contatto con l’acqua contaminata che dalla discarica scendeva – ancora fino a qualche mese fa – dentro la galleria. Quel liquido conteneva tracce consistenti di cromo esavalente, manganese, alluminio, nitrati e altre sostanze tossiche. All’operaio, Alessandro Ridolfi, è stata riconosciuta  una dermatite eczematosa erosiva e un’invalidità al 52 per cento, patologia collegata ai metalli pesanti largamente presenti in quel tunnel. E la galleria è stata soprannominata “Galleria dei veleni”.</p>
<p><strong>Lo studio Sentieri </strong> &#8211; Dallo studio emerge come a Terni siano sempre di più i ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e malattie  respiratorie acute, nonché i casi di donne colpite da asma e malattie polmonari cronico-ostruttive. Si registrano anche eccessi nei ricoveri per malattie respiratorie, di interesse a priori per le esposizioni ambientali presenti nell’area. “La presenza contemporanea – si legge ancora nel documento – di eccessi di tumore polmonare e delle malattie respiratorie in entrambi i generi, ai quali possono aver contribuito le abitudini al fumo e l’inquinamento dell’aria anche di origine industriale, ed eccessi del mesotelioma pleurico negli uomini in un polo siderurgico, richiede l’avvio di un approfondito e sistematico piano di monitoraggio ambientale e di sorveglianza epidemiologica finalizzato all’individuazione e abbattimento delle sorgenti di inquinamento atmosferico.</p>
<p><strong> Qualche cifra</strong> &#8211; Malattie durante la gravidanza: +9%, malformazioni congenite: +27%, malattie polmonari croniche (donne): +11%, asma (donne): +13%. Mortalità generale: malattie dell&#8217;apparato digerente: +24%, malattie dell&#8217;apparato genito-urinario: +5%</p>
<p><strong> Oggi</strong> &#8211; Sono passati 10 anni da quando l’area di Terni Papigno viene considerata sito di bonifica di interesse nazionale.  L’11 gennaio del 2013 un decreto del ministro dell’Ambiente ha riassegnato le competenze: la bonifica del Sin è oggi di competenza del Ministero dell’Ambiente. Il progetto di messa in sicurezza permanente della vecchia discarica c’è, è già stato approvato. Ma i lavori non sono mai iniziati.</p>
<p><a href="http://www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf">Qui</a> potete trovare lo studio Sentieri aggiornato.</p>
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		<title>I sindacati umbri pronti alla mobilitazione generale in difesa di Ast e dell’industria</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 16:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L’Umbria è pronta alla mobilitazione generale a sostegno della battaglia dei lavoratori di Ast. La visita annunciata dal premier Renzi a Terni nel mese di agosto è un segnale positivo, ma insufficiente, secondo i sindacati umbri, che chiedono invece atti concreti contro il “piano di smantellamento” di Thyssen, in assenza dei quali, entro i primi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span> L’Umbria è pronta alla mobilitazione generale a sostegno della battaglia dei lavoratori di Ast. La visita annunciata dal premier Renzi a Terni nel mese di agosto è un segnale positivo, ma insufficiente, secondo i sindacati umbri, che chiedono invece atti concreti contro il “piano di smantellamento” di Thyssen, in assenza dei quali, entro i primi 10 giorni di settembre, scatterà la mobilitazione generale.</p>
<p><strong>L’allarme dei sindacati. </strong>Non poteva che partire dall’emergenza Ast il confronto che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno tenuto questa mattina, 29 luglio, presso l’Europalace hotel di Todi. Un’assemblea regionale, aperta dal segretario generale della Cisl dell’Umbria,<strong> Ulderico Sbarra</strong>, nella quale i tre sindacati hanno riunito le proprie strutture per rilanciare la “vertenza Umbria”, una risposta concreta alla sempre più evidente e generalizzata emergenza lavoro che colpisce l’Umbria.</p>
<p>I numeri ribaditi nel corso del dibattito sono sempre più allarmanti: 51mila disoccupati, 23mila scoraggiati, 70mila rapporti di lavoro fortemente precari e ancora 12mila cassaintegrati in deroga senza alcuna forma di reddito da gennaio.</p>
<p>A questo – come osservato da<strong> Claudio Bendini</strong>, segretario generale della Uil dell’Umbria – si aggiunge una sofferenza particolare dei giovani, che rispetto al resto d’Italia trovano con maggiore difficoltà lavori adeguati al proprio livello di istruzione. E questo ha ripercussioni pesanti anche sulle loro aspettative.</p>
<p>In un contesto così delicato, come detto, si inserisce la vertenza Ast che per dimensioni e significato è centrale per l’Umbria e per l’Italia. Un’azienda che con i suoi 2,4 miliardi di fatturato produce da sola circa il 20% del Pil regionale e che arriva a coprire il 40% dell’export.</p>
<p>“Possiamo e dobbiamo lavorare su una grande mobilitazione unitaria contro la deindustrializzazione dell’Umbria – ha detto <strong>Mario Bravi</strong>, segretario generale della Cgil regionale &#8211; coinvolgendo i tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil Camusso, Bonanni e Angeletti, per chiedere al governo di svolgere veramente un ruolo in Europa e a Confindustria (unica associazione datoriale assente all’incontro di lunedì con i sindacati a Terni, ndr) di uscire dal silenzio nel quale finora è rimasta”.</p>
<p><strong>Naturalmente, accanto all’emergenza industriale ed in particolare alla vertenza Ast</strong>, nel dibattito di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria e nella piattaforma unitaria che sostiene la vertenza dei sindacati, trovano spazio anche altre questioni fondamentali come quelle di fisco e previdenza. Modificare radicalmente la riforma Fornero, rendere più equo il prelievo fiscale su lavoro e pensioni attraverso una battaglia serrata all’evasione, rendere strutturale ed estendere ai pensionati e agli incapienti il bonus degli ottanta euro, garantire il diritto al reddito dei cassaintegrati: questi alcuni dei punti fondamentali alla base della piattaforma di Cgil, Cisl e Uil e che nelle ultime settimane sono al centro delle assemblee che si stanno svolgendo nei luoghi di lavoro e tra i pensionati.</p>
<p>“Il nostro compito, il compito del sindacato è quello di far cambiare marcia e priorità al paese – ha detto nelle sue conclusioni <strong>Annamaria Furlan</strong>, segretaria generale aggiunto della Cisl nazionale – dall’inizio della crisi abbiamo perso 25 punti di produzione e ogni punto di produzione ha bisogno mediamente di due anni per essere recuperato: dunque, se non si danno scosse all’economia, se non si cambia marcia, dovremo aspettare 50 anni per tornare al 2007 e questo è inaccettabile”. “Avanti con le assemblee nei posti di lavoro – ha concluso Furlan – perché difendere il diritto all’interlocuzione e al confronto tra i governi a tutti i livelli e le organizzazioni sindacali, con i loro 11 milioni di iscritti, significa lavorare per un paese che abbia un futuro di maggiore eguaglianza e solidarietà”.</p>
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		<title>Piano industriale Thyssenkrupp? Come definire salvezza ciò che appare un suicidio collettivo.</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 13:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[acciaierie]]></category>
		<category><![CDATA[Ast Group]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>I vertici di ThyssenKrupp e Acciai Speciali Terni hanno presentato recentemente il piano industriale di Ast Group definendolo un piano necessario per il rilancio dell’azienda ternana. Nell’ottica aziendale si tratterebbe di un programma di azione strategico, in grado di ristabilire la capacità produttiva del sito nonostante il difficile quadro economico del settore. Tuttavia, più che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ I vertici di ThyssenKrupp e Acciai Speciali Terni hanno presentato recentemente il piano industriale di Ast Group definendolo un piano necessario per il rilancio dell’azienda ternana. Nell’ottica aziendale si tratterebbe di un programma di azione strategico, in grado di ristabilire la capacità produttiva del sito nonostante il difficile quadro economico del settore.</p>
<p><strong>Tuttavia, più che rappresentare l’avvio di una fase di rilancio</strong>, le iniziative enunciate da ThyssenKrupp appaiono incentrate su una drastica riduzione dei costi in tutte le aree operative e strutturali di oltre 100 milioni di euro l’anno oltre che su un ridimensionamento del personale di circa 550 dipendenti.</p>
<p><strong>Anche se la società si dice</strong> “<em>fermamente convinta che tali misure siano ben ponderate e indispensabili per garantire il futuro di Acciai Speciali Terni e il suo valore per i propri stakeholder</em>”, in realtà, il futuro dell’intero sito siderurgico appare profondamente compromesso, e le ricadute occupazionali ingestibili per una città come Terni che subisce profondamente la crisi economica attuale, visti gli ultimi dati registrati in tutti i settori produttivi.</p>
<p><strong>La siderurgia è in Umbria, da oltre un secolo, sinonimo di AST.</strong> Le incertezze a cui è legata la storia della maggiore azienda ternana non hanno mai scalfito, infatti, il suo ruolo centrale e strategico sul piano locale, nazionale ed europeo. Ast è, inoltre, una delle industrie più importanti in Italia: è certamente un pezzo di storia della siderurgia italiana con 130 anni di attività, iniziata partendo dalle partecipazioni statali, passando per il processo di privatizzazione negli anni ‘90, fino ad approdare all’attuale dimensione multinazionale.</p>
<p><strong>In più, l’Ast di Terni rappresenta per l’Umbria più del 20% del Pil regionale.</strong> Le capacità produttive del ciclo integrato si aggirano intorno a 1.6 milioni di tonnellate di acciaio fuso e 700.000 tonnellate di laminato a freddo. La forza lavoro conta circa 3.000 dipendenti considerando tutto il corposo indotto composto da ditte terze che vanno dal servizio mensa alla manutenzione, pulizia e attrezzaggio macchine. Numeri importanti. Che non ammettono sconsideratezze.</p>
<p><strong>In definitiva, i prodotti di Ast sono il fiore all’occhiello del settore degli acciai speciali</strong> e sono quindi essenziali per il rilancio di tutto il tessuto industriale nazionale siderurgico. Terni ha, attualmente, impianti in ottimo stato: è necessario quindi un efficientamento e un&#8217;adeguata dotazione infrastrutturale e logistica ai fini di una migliore commercializzazione. Non tagli e riduzioni della produzione. In particolare, sul fronte della logistica sarebbe ottimale pensare a un progetto generale come quello presentato a Piombino, in modo da rendere il sito di Terni ancora più attrattivo. Nei prossimi giorni sarà decisivo il confronto tra azienda e sindacati. Un confronto, che si spera, conduca alla rimodulazione di un piano industriale sensibile nei confronti delle esigenze dei lavoratori e di una intera comunità.</p>
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		<title>Tk-Ast, Marco Pucci lascia. Il nuovo ad è Lucia Morselli</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 17:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[acciai speciali]]></category>
		<category><![CDATA[amministratore delegato]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pucci]]></category>
		<category><![CDATA[Terni]]></category>
		<category><![CDATA[Thyssenkrupp]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Marco Pucci l’ascia l’Ast di Terni. L’assemblea degli azionisti ha accolto oggi, 3 luglio, la sua richiesta di lasciare la società e tutte le relative cariche ricoperte. Lascia oggi, dopo 28 anni, la carica di amministratore delegato di Acciai Speciali Terni. A riferirlo è un comunicato di Tk-Ast in cui si ricordano gli anni di lavoro dell’ormai ex ad nello stabilimento ternano, anni “condotti con successo, all’interno del gruppo” e la sua “gestione professionale in un periodo estremamente difficile, sia per il mercato che per la società”.</p>
<p><strong>Al posto di Pucci ci sarà Lucia Morselli</strong>, mentre Torsten Schluter è stato nominato consigliere delegato per il commerciale e marketing. Mathias Rist e Antonio Bufalini sono stati confermati consiglieri delegati della società.</p>
<p><strong>“Dopo mesi di intenso lavoro</strong> – ancora la Tk-Ast &#8211; durante i quali sono stati approfonditamente esaminati anche i vari fattori di criticità e le opportunità per un positivo futuro di Ast, il nuovo piano industriale è in dirittura di arrivo ed è intenzione della società presentarlo in luglio ai dipendenti, alle organizzazione sindacali ed alle istituzioni nazionali, regionali e locali”.</p>
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