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	<title>Perugia Online &#187; tribunale</title>
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		<title>Tribunale di Roma &#8211; fallimento n. 743/17 R.G.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Oct 2019 06:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutti i lotti sono ubicati a nord-est di Perugia, in località Ponte Felcino e fanno parte di un comparto residenziale costituito da cinque palazzine. LOTTO UNO: box auto di superficie utile pari a mq 21,00 e altezza interna utile pari a m 2,70 circa. Prezzo: Euro 8.000,00 (ottomilavirgola zero zero); LOTTO DUE: box auto costituito ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Tutti i lotti sono ubicati a nord-est di Perugia, in località Ponte Felcino e fanno parte di un comparto residenziale costituito da cinque palazzine.<br />
<strong>LOTTO UNO:</strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 21,00 e altezza interna utile pari a m 2,70 circa.<br />
<strong>Prezzo: Euro 8.000,00 (ottomilavirgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO DUE:</strong><br />
box auto costituito da due locali, per una superficie interna complessiva pari a mq 28,00 e terreno di superficie pari a 8 are 95 ca. in parte pavimentato ed in parte a verde e terreno asfaltato sede della parte terminale di via Matilde Serao.<br />
<strong>Prezzo: Euro 7.360,00 (settemilatrecentosessanta virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO TRE:</strong><br />
box auto dal quale si accede ad un secondo locale. La superficie interna complessiva è pari a mq 28,00 circa, l&#8217;altezza interna utile è pari a m 2,70 circa.<br />
<strong>Prezzo: Euro 6.400,00 (seimilaquattrocento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO QUATTRO:</strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 34,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 8.800,00 (ottomilaottocento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO CINQUE:</strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 36,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 7.200,00 (settemiladuecento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO SEI:</strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 26,00 e altezza interna utile pari a m 2,70 e due unità immobiliari ubicate sotto la rampa di accesso all’autorimessa e con altezza non sufficiente per poter essere utilizzati come posti auto.<br />
<strong>Prezzo: Euro 7.200,00 (settemiladuecento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO SETTE:</strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 25,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 7.200,00 (settemiladuecento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO OTTO: </strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 25,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 7.200,00 (settemiladuecento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO NOVE: </strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 20,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 5.600,00 (cinquemilaseicento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO DIECI: </strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 31,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 8.000,00 (ottomila virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO UNDICI: </strong><br />
box auto di superficie utile pari a mq 32,00 e altezza interna utile pari a m 2,70.<br />
<strong>Prezzo: Euro 8.800,00 (ottomilaottocento virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>LOTTO DODICI:</strong><br />
Terreno di superficie pari a 26 are 85 ca.<br />
<strong>Prezzo: Euro 1.520,00 (millecinquecentoventi virgola zero zero);</strong></p>
<p><strong>PER TUTTI I LOTTI: </strong><br />
nei casi di gara o di incanto le offerte in aumento non potranno essere inferiori ad Euro 1.000,00 (mille virgola zero zero)<br />
<strong>DATA DELLA VENDITA SENZA INCANTO:</strong> 05/12/2019 ore 11:00, innanzi al professionista delegato Not. Federica Buini presso lo studio in Assisi &#8211; Santa Maria degli Angeli, Via San Bernardino da Siena, 41/H. Deposito offerte entro le ore 11:00 del 05/12/2019 presso lo studio del delegato. Maggiori info presso il delegato tel. 0758040264 e presso il curatore Avv. Massimo Femia, tel. 06/3055454 e <a href="http://www.astegiudiziarie.it">www.astegiudiziarie.it</a>.</p>
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		<title>Tassa sui permessi di soggiorno: il tribunale di Perugia condanna il ministero dell&#8217;Interno</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 10:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Il tribunale di Perugia ha condannato il ministero dell’Interno alla restituzione di 180 euro più gli interessi a due cittadini stranieri residenti a Perugia che avevano fatto ricorso, attraverso l’Inca Cgil, contro la tassa sul permesso di soggiorno. La sentenza, la prima di questo genere in Umbria, è conseguenza delle pronunce della Corte di Giustizia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il tribunale di Perugia ha condannato il ministero dell’Interno alla restituzione di 180 euro più gli interessi a due cittadini stranieri residenti a Perugia che avevano fatto ricorso, attraverso l’Inca Cgil, contro la tassa sul permesso di soggiorno. La sentenza, la prima di questo genere in Umbria, è conseguenza delle pronunce della Corte di Giustizia europea che nel 2015, intervenendo sul contenzioso legale promosso da Inca e Cgil nazionali contro il decreto governativo istitutivo della tassa, aveva sancito l’illegittimità di un tributo considerato sproporzionato e ingiusto.</p>
<div>“Si tratta di due cittadini albanesi che vivono in Italia da anni insieme ai loro figli nati nella nostra città &#8211; spiega Alessia Giuliacci, dell’Inca di Perugia &#8211; che nel 2013 avevano ottenuto un permesso di soggiorno (lui per lavoro, lei per motivi familiari) di 2 anni, pagando 100 euro a testa più le spese postali, per poi trovarsi nel 2015 a chiedere un rinnovo di un anno, pagandone altri 80 a testa. Cifre evidentemente sproporzionate &#8211; spiega Giuliacci &#8211; che ora verranno giustamente restituite ai ricorrenti”. Intanto, però, il governo è corso ai ripari e con un decreto entrato in vigore il 9 giugno 2017 ha rimodulato la tassa, dimezzandone l’importo. “Ma questo &#8211; spiega ancora Giuliacci &#8211; avendo effetto retroattivo per tutto il periodo in cui la tassa non è stata pagata, in seguito alle varie sentenze pronunciate, comporta ora l’obbligo per tutti coloro che hanno fatto domanda per il rinnovo e sono in attesa di ritirare il permesso di pagare l’importo, seppure ridotto”. “Aver ridotto la tassa è comunque un risultato positivo raggiunto grazie all’impegno di Inca e Cgil &#8211; conclude Giuliacci &#8211; ma questo non toglie che il governo reintroducendo una tassa comunque ancora alta continua a colpire persone che vivono e lavorano regolarmente nel nostro paese e che già pagano le tasse come tutti gli altri cittadini”.</div>
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		<title>Si barrica in casa e minaccia di far saltare in aria tutto il palazzo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di ieri, un 72enne, di origini calabresi e noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi giudiziari, ha contattato per telefono il personale della Divisione Anticrimine dando un ordinativo ben preciso: andare a prelevare, fuori dalla porta di casa sua, un plico per l’Autorità Giudiziaria diretto al Tribunale della sua città, affinché vengano ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span> Nella mattinata di ieri, un 72enne, di origini calabresi e noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi giudiziari, ha contattato per telefono il personale della Divisione Anticrimine dando un ordinativo ben preciso: andare a prelevare, fuori dalla porta di casa sua, un plico per l’Autorità Giudiziaria diretto al Tribunale della sua città, affinché vengano considerate le sue richieste in ordine alle sue vicende processuali patrimoniali con i figli che vivono in Calabria. Ma la telefonata non è finita qui, perché l’uomo ha spiegato di essersi barricato in casa, in un appartamento all’ultimo piano di uno stabile di Castel del Piano, e di essere pronto a far esplodere tutto il palazzo sia qualora ciò che aveva chiesto non fosse immediatamente eseguito sia se avesse visto anche da lontano una pattuglia della Polizia sotto casa o una divisa fuori dalla sua porta.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediata la predisposizione di un servizio, improntato alla massima rapidità di intervento ma anche alla massima discrezionalità: dopo un rapido briefing tra gli uomini della Divisione Anticrimine e della Sezione “Criminalità Organizzata” della Squadra Mobile, una squadra scelta si è precipitata all’indirizzo dell’uomo. Al Dirigente della Sezione “Criminalità Organizzata” è spettato il compito di provare ad instaurare un contatto con l’uomo il quale, a presidio dell’accesso della sua casa, posizionato dietro la porta blindata e chiusa a chiave, ha immediatamente intimato il funzionario di prendere il plico che aveva attaccato all’esterno e di allontanarsi alla svelta. E’ stato avviato un dialogo, sempre attraverso la porta, nel quale l’uomo, messo, completamente a suo agio, ha iniziato a raccontare tutta la storia della sua vita ed i motivi del suo gesto, legati a vecchi dissapori affettivi ma anche economici e processuali con i figli, con i quali sarebbe in causa da anni. Sempre per gli stessi motivi, qualche anno fa sarebbe stato sottoposto a sei mesi e mezzo di custodia cautelare in carcere per aver incendiato dolosamente una delle case dei suoi figli in Calabria, sempre utilizzando taniche di benzina.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, la prontezza degli altri operatori ha consentito di evacuare il palazzo in pochi minuti ed in silenzio, senza che l’uomo si accorgesse della presenza di altri poliziotti, ma soprattutto di organizzare il blitz in casa. Gli agenti, alla guida di un ispettore della Sezione C.O., si sono arrampicati su una scala posizionata sul balcone dell’appartamento di sotto e hanno fatto irruzione nella casa dell’uomo, che aveva in mano un accendino, una bombola piena di GPL tra le gambe ed accanto una tanica di benzina, esattamente come aveva minacciato. Tanto reale ed effettivo era il pericolo che potesse compiere l’insano gesto, tanto rapida e fulminea l’azione dei poliziotti, uno dei quali, nell’assalto, ha anche riportato la frattura di un braccio e lesioni alle costole. All’esito del blitz, l’uomo è stato riportato alla calma ed accompagnato in Questura, dove è stato tratto in arresto in flagranza di reato di tentata strage.<em>      </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Mia figlia inascoltata dal presidente del tribunale&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 12:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bellina]]></category>
		<category><![CDATA[cinzia coppotelli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un matrimonio finito male, sette anni di battaglie legali, e ora l’oggettiva impossibilità di parlare con una dipendente pubblica, nella fattispecie la presidente del tribunale di Spoleto. La storia è quella di Cinzia Coppotelli ma, soprattutto, di sua figlia appena ventenne che da settimane, per non dire mesi, sta cercando di mettersi in contatto con ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Un matrimonio finito male, sette anni di battaglie legali, e ora l’oggettiva impossibilità di parlare con una dipendente pubblica, nella fattispecie la presidente del tribunale di Spoleto. La storia è quella di Cinzia Coppotelli ma, soprattutto, di sua figlia appena ventenne che da settimane, per non dire mesi, sta cercando di mettersi in contatto con il magistrato che si occupa della causa di divorzio dei suoi genitori. “Abbiamo provato in tutti i modi a metterci in contatto con la presidente del tribunale”, dichiara la madre di Ilaria, “dalle telefonate alla lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, cui nessuno ha risposto. Mia figlia, che era minorenne quando questa vicenda giudiziaria è cominciata, ora ha 20 anni ma non è mai stata ascoltata dai giudici che si sono avvicendati nella gestione della causa e che, di fatto, da anni detengono nelle proprie mani le nostre sorti”.</p>
<p>Vari giudici, appunto: infatti la signora Coppotelli è di Perugia ma, con suo marito, era andata a vivere a Deruta: il che vuol dire che per i primi anni il divorzio è stato gestito dal tribunale di Perugia, salvo poi – con il riordino dei tribunali – passare nelle mani di quello di Spoleto.</p>
<p>Nel frattempo madre e figlia sono andate avanti con il lavoro di lei e un assegno ridicolo di 150 euro al mese, a titolo di mantenimento. “Ilaria vorrebbe – dichiara ancora Cinzia Coppotelli –, anzi a questo punto vuole solo parlare con questo giudice, perché nessuno l&#8217;ha mai ascoltata. Vuole spiegare dal suo punto di vista cosa significa studiare fuori e aiutarmi come può sin da quando aveva 16 anni. Non è per me che chiedo spazio e ascolto, ma per mia figlia. Ritengo inaccettabile non rispondere, se non da magistrato per lo meno da donna, ad una ragazza in gamba che vuole parlare con chi sta prendendo tempo per decidere del suo futuro. I ragazzi devono essere ascoltati”.</p>
<p>Come spesso accade, quando di mezzo c’è la giustizia, pardon, la legge, a rimetterci sono i più deboli. Nella fattispecie la giovane Ilaria, che dal matrimonio fallito dei suoi genitori ha ricevuto soltanto dolore, incertezze, disagio e soprattutto disillusione. “Mi vergogno – conclude sua madre – di aver insegnato a mia figlia che in fondo essere onesti paga”. Eppure proprio le istituzioni sono quelle che dovrebbero, almeno in teoria, dare l’esempio ed ascoltare i giovani, vale a dire coloro che dovrebbero cambiare in meglio la società nel pieno rispetto dei suoi principi, a cominciare da quello della legalità. In fondo non costa nulla dedicare anche solo un quarto d’ora della propria vita, dei propri impegni all’ascolto di chi, protagonista suo malgrado di una vicenda sulla quale si p chiamati a decidere, vorrebbe soltanto capire.</p>
<p>Perugiaonline rilancia l’appello di Cinzia Coppotelli e di sua figlia nei confronti della dottoressa Bellina, presidente del tribunale di Spoleto, affinché riceva la giovane Ilaria o, quantomeno, risponda agli innumerevoli tentativi di mettersi in contatto con lei.</p>
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		<title>Sparatoria a Milano, parla il procuratore generale di Perugia: &#8220;In questi anni magistratura delegittimata&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 11:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “I fatti tragici di Milano sono il risultato della delegittimazione della magistratura che subisce attacchi da almeno vent&#8217;anni”. A sostenerlo è il procuratore generale di Perugia, Giovanni Galati, nel corso di una riunione tra giudici al tribunale civile di Perugia. Incontro che si è tenuto in seguito a quanto successo nel capoluogo lombardo. “La classe ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “I fatti tragici di Milano sono il risultato della delegittimazione della magistratura che subisce attacchi da almeno vent&#8217;anni”. A sostenerlo è il procuratore generale di Perugia, Giovanni Galati, nel corso di una riunione tra giudici al tribunale civile di Perugia. Incontro che si è tenuto in seguito a quanto successo nel capoluogo lombardo.<br />
“La classe politica dovrebbe riflettere sugli errori commessi &#8211; ha detto Galati &#8211; perchè hanno portato a conseguenze drammatiche come quella di ieri. Noi magistrati veniamo etichettati come nullafacenti e perseguibili mediante responsabilità civile ma in realtà la società civile si è mantenuta solo perché attraverso il nostro lavoro facciamo rispettare la Costituzione&#8221;.<br />
Il presidente della Corte d&#8217;appello di Perugia, Wladimiro De Nunzio, ha chiesto: &#8220;la politica prenda contezza che gli uffici giudiziari sono il luogo del conflitto in cui tutti i giorni si cerca di fare giustizia tra parti in tensione con interessi contrapposti. I tribunali &#8211; ha aggiunto &#8211; non possono essere considerati come altri luoghi amministrativi. Da noi le manifestazioni di eccesso e i contrasti con l&#8217;autorità avvengono sempre, è dunque necessaria la presenza di forze dell&#8217;ordine in ogni piano del palazzo per tutelare chi lo frequenta”.</p>
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		<title>Strage al Tribunale di Milano, ucciso anche il giudice Ciampi</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 15:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Ferdinando Ciampi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Terrore e follia questa mattina a Milano, dentro al Tribunale. Claudio Giardiello, imprenditore di 57 anni, imputato in un processo per il fallimento della sua impresa, l&#8217;Immobiliare Magente, mentre era in udienza ha estratto una pistola e l&#8217;ha rivolta contro il Pm. Il magistrato è riuscito a schivare i colpi mentre sono morti sul colpo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Terrore e follia questa mattina a Milano, dentro al Tribunale. Claudio Giardiello, imprenditore di 57 anni, imputato in un processo per il fallimento della sua impresa, l&#8217;Immobiliare Magente, mentre era in udienza ha estratto una pistola e l&#8217;ha rivolta contro il Pm. Il magistrato è riuscito a schivare i colpi mentre sono morti sul colpo il suo ex avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e Giorgio Erba, coimputato assieme a lui. Feriti in maniera gravissima anche Davide Limongelli, socio di Giardiello e Stefano Verna, commercialista e altro testimone nel processo.</p>
<p><strong>La dinamica</strong> &#8211; Dopo aver sparato in aula Giardiello è sceso al piano di sotto e ha cercato l&#8217;ufficio di Ferdinando Ciampi che si era formato a Perugia e dove ogni tanto tornava ad insegnare. Entrato nella stanza del giudice l&#8217;uomo ha sparato e l&#8217;ha ucciso sul colpo. Nascosto all&#8217;interno del tribunale, Giardiello è riuscito a scappare. Mezz&#8217;ora dopo sarà bloccato a Vimercate, in un supermercato. Colpito da un malore è stato trasportato in ambulanza all&#8217;ospedale. &#8220;Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato&#8221; avrebbe detto ai carabinieri subito dopo la cattura.</p>
<p><strong>Il giudice Ciampi</strong> &#8211; Nato nel 1945 a Fontanarosa, in Campania, Ciampi era giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Milano. Laureato in Giurisprudenza a Perugia, era arrivato in città a metà degli anni &#8217;60 come tanti studenti del sud Italia che venivano a studiare legge a Perugia. Dopo la laurea, per un paio d&#8217;anni Ciampi era stato assistente di diritto industriale alla facoltà di Economia e commercio. Poi dopo il trasferimento a Milano nel 2009,  aveva comunque mantenuto rapporti stretti con Perugia e l&#8217;Università partecipando a numerosi convegni e seminari dedicati a marchi e brevetti.</p>
<p><strong>La richiesta di Crisucolo</strong> &#8211; &#8220;Potenziare il livello di guardia del palazzo di Giustizia di Perugia&#8221;, e&#8217; quanto chiede il presidente del tribunale di Perugia, Aldo Criscuolo, in una lettera che sarà inoltrata nelle prossime ore a prefettura e questura, per sollecitare maggiori controlli. &#8220;Non possiamo andare avanti cosi&#8217;. All&#8217;entrata del tribunale civile &#8211; dice Criscuolo &#8211; c&#8217;e&#8217; solamente un poliziotto provinciale. Da anni ormai abbiamo chiesto tornelli e metaldetector che non ci sono mai stati concessi&#8221;.</p>
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		<title>Omicidio Meredith, le reazioni. Raffaele: finalmente mi hanno creduto. Amanda: mi riprendo la mia vita</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 12:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[amanda knox]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>All&#8217;indomani della sentenza definitiva di assoluzione nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l&#8217;omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, piovono le reazioni da entrambe le parti. Raffaele Sollecito &#8211; &#8220;Finalmente mi hanno creduto, è questa la mia più grande soddisfazione. Sono felicissimo. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà&#8221;. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> All&#8217;indomani della<a title="Omicidio Meredith, ultimo capitolo: tutti assolti!!" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/omicidio-meredith-ultimo-capitolo-19032/"> sentenza definitiva di assoluzione</a> nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l&#8217;omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, piovono le reazioni da entrambe le parti.</p>
<p><strong>Raffaele Sollecito</strong> &#8211; &#8220;Finalmente mi hanno creduto, è questa la mia più grande soddisfazione. Sono felicissimo. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà&#8221;. Queste le parole di Raffaele Sollecito agli amici, ai due zii e alle cugine presenti nella sua casa di Bisceglie dopo la sentenza . &#8220;In questi anni &#8211; racconta il suo avvocato, Francesco Mastro &#8211; Raffaele ha sempre ripetuto: &#8216;Ma perchè non mi credono?&#8221;.</p>
<p><strong>Amanda Knox </strong>&#8211; Si dice &#8220;sollevata&#8221; anche Amanda Knox, che ha atteso il verdetto nella sua casa di Seattle insieme ad amici e parenti. &#8220;Sono enormemente sollevata e grata per la decisione della Cassazione italiana &#8211; scrive in un comunicato -. La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei tempi più bui di questo calvario&#8221;, durante il quale &#8220;ho avuto l&#8217;inestimabile sostegno della mia famiglia, degli amici e di sconosciuti&#8221;. Poi, al telefono con uno dei suoi legali, l&#8217;avvocato Luciano Ghirga, singhiozza dalla gioia: &#8220;Ho ripreso la mia vita&#8230; Luciano grazie, ti voglio bene&#8221;. &#8220;Ora sta solo festeggiando &#8211; ha spiegato l&#8217;avvocato &#8211; e non pensa a cosa farà nei prossimi giorni. Così come non pensa ad alcuna richiesta di risarcimento&#8221; per ingiusta detenzione, chiarisce, smentendo l&#8217;ipotesi avanzata dall&#8217;altro legale. &#8220;Grazie dal profondo del mio cuore. La vostra gentilezza mi ha sostenuto. Vorrei solo potervi ringraziare ognuno di persona&#8221;, dice ancora Amanda rivolgendosi ai suoi supporter. Anche la famiglia della giovane ha scritto un comunicato per &#8220;esprimere profonda gratitudine a coloro che hanno sostenuto Amanda. Innumerevoli persone, da esperti di Dna di fama mondiale, ad ex agenti dell&#8217;Fbi, fino ai cittadini comuni impegnati per la giustizia, hanno parlato della sua innocenza. Siamo entusiasti e grati &#8211; scrive ancora la famiglia Knox &#8211; per la decisione presa oggi dalla Corte italiana. E siamo grati oltre ogni misura per tutti coloro che hanno fatto così tanto per lei&#8221;.</p>
<p><strong>La condanna per calunnia</strong> &#8211; Giudicata innocente per l&#8217;omicidio, Amanda Konx è, però, stata definitivamente condannata dalla Cassazione a tre anni di reclusione per aver calunniato, nel corso delle indagini sull&#8217;omicidio di Meredith Kercher, Patrik Lumumba, accusandolo del delitto. In primo grado Amanda Knox aveva avuto, per la calunnia, una pena di un anno, che era stata poi aumentata fino a tre anni e sei mesi dalla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Firenze perchè i giudici avevano ritenuto che Amanda avesse accusato Lumumba &#8220;per assicurare a sè l&#8217;impunita&#8217; dal reato di omicidio&#8221; (aggravante prevista dall&#8217;articolo 61 n. 2 del codice penale). Esclusa ora la responsabilità della giovane americana per il delitto di Meridith, la pena per la calunnia è stata definitivamente fissata in tre anni di reclusione, pena già interamente scontata in fase di carcerazione preventiva.</p>
<p><strong>L&#8217;avvocato Buongiorno</strong> &#8211; L&#8217;urlo di gioia dell&#8221;avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito, alla lettura della sentenza ha ricordato quello che lei stessa fece in occasione dell&#8221;assoluzione di Giulio Andreotti, che pure difendeva. &#8220;E&#8217; stata una battaglia durissima, era palese che Sollecito fosse innocente, e questa Cassazione ha avuto il coraggio di affermarlo&#8221;.</p>
<p><strong>I genitori di Meredith</strong> &#8211; Arline Kercher, madre di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> Kercher, dal canto suo, si è detta &#8220;sorpresa e molto scioccata&#8221;. Di tono dimesso anche il commento dell&#8217;avvocato Francesco Maresca, difensore della famiglia Kercher. &#8220;E&#8217; una verità difficile da digerire per la famiglia, per noi che l&#8217;abbiamo difesa e per i giudici che hanno emesso i verdetti di condanna. Ritengo che sia una sconfitta per il sistema giudiziario italiano&#8221;.</p>
<p><strong>La magistratura</strong> &#8211; &#8220;Evidentemente avevamo ragione noi&#8221;, ha commentato Claudio Pratillo Hellmann, presidente della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Perugia che nel 2011 assolse Amanda e Raffaele; mentre il sostituto procuratore generale di <span style="text-decoration: underline;">Perugia</span> Giancarlo Costagliola ha detto di essere &#8220;curioso di leggere le motivazione della sentenza. &#8220;Prendo atto della sentenza &#8211; ha detto il magistrato &#8211; e ho il massimo rispetto per le decisioni della Corte&#8221;.</p>
<p><strong>Rudy Guede, l&#8217;unico condannato</strong> &#8211; La vicenda dell&#8221;omicidio di <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> Kercher si chiude, dunque, con un unico punto fermo: riguarda Rudy Guede, il solo degli imputati che ha scelto il rito abbreviato e definitivamente condannato a 16 anni di reclusione. L&#8217;ivoriano ha da subito ammesso la sua presenza nella villetta del delitto, affermando però di essere stato in bagno mentre la Kercher veniva uccisa da altre due persone. Guede ha poi sostenuto più o meno espressamente che in casa c&#8217;erano Sollecito e la Knox.</p>
<p><strong>La vicenda</strong> &#8211; Amanda Knox, originaria di Seattle, era arrivata a Perugia per studiare scrittura creativa all&#8217;Università per Stranieri. Appassionata di yoga e calcio era da poco fidanzata con Raffaele, conosciuto a un concerto di musica classica. Lui, amante tra l&#8217;altro di fumetti manga, all&#8217;epoca frequentava ingegneria informatica in cui si è laureato in carcere specializzandosi poi da libero in realtà virtuale. Le immagini di Sollecito e della Knox abbracciati davanti all&#8217;ingresso della casa di via della Pergola hanno fatto il giro del mondo. I due hanno però sempre negato di essere stati nella villetta la sera dell&#8217;omicidio. Erano invece &#8211; hanno detto più volte &#8211; a casa di Sollecito dove avrebbero dormito.  Una versione alla quale non ha tuttavia creduto la polizia che ha condotto una complessa indagine coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Mignini (poi affiancato in dibattimento da Manuela Comodi). Per gli inquirenti le tracce di Dna (come quello di Sollecito sul gancetto del reggiseno della studentessa inglese), le impronte (anche di piedi nudi insanguinati) e le testimonianze raccolte collocano i due giovani nell&#8217;abitazione mentre la Kercher veniva uccisa. Un omicidio con un movente a sfondo sessuale, ha ipotizzato inizialmente l&#8217;accusa. Collocato in un quadro che ha portato all&#8217;arresto e alla condanna in primo grado dei due giovani ma anche a quella definitiva di Guede.</p>
<p>Elementi che le difese di Sollecito e della Knox hanno ritenuto da subito non certi. Dando battaglia in particolare sull&#8217;attendibilità della prova genetica (il gancetto di reggiseno repertato dalla polizia scientifica dopo diversi giorni di sopralluoghi) e quella delle testimonianze, in particolare di Guede. Tesi accolte dai giudici d&#8217;appello perugini che hanno assolto i due giovani, rendendoli di nuovo liberi, con una sentenza poi però annullata dalla Cassazione e ribaltata in appello a Firenze con una nuova condanna. Per i giudici toscani fu la Knox a sferrare la coltellata mortale a <span style="text-decoration: underline;">Meredith</span> colpita con un&#8217;altra lama anche da Sollecito nel corso di un&#8217;aggressione successiva a una lite alla quale prese parte anche Guede. Una ricostruzione che non ha convinto la Cassazione, la quale ha scritto la parola fine alla vicenda giudiziaria di Amanda e Raffaele, assolvendoli definitivamente dall&#8217;accusa di omicidio.</p>
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		<title>Tribunale ecclesiastico, nel 2014 annullati 92 matrimoni</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 14:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Perugia &#8211; Sono stati i drammi delle famiglie che vivono la crisi &#8220;economica e morale&#8221; a riempire le parole del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale umbra, durante l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario dl Tribunale ecclesiastico. &#8220;L&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario &#8211; ha detto Bassetti &#8211; deve servire per capire il reale &#8220;stato di salute&#8221; delle nostre famiglie ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perugia</strong> &#8211; Sono stati i drammi delle famiglie che vivono la crisi &#8220;economica e morale&#8221; a riempire le parole del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale umbra, durante l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario dl Tribunale ecclesiastico. &#8220;L&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario &#8211; ha detto Bassetti &#8211; deve servire per capire il reale &#8220;stato di salute&#8221; delle nostre famiglie e le loro problematiche&#8221;.</p>
<p><strong>I numeri</strong> &#8211; Nel 2014 sono state introdotte 103 cause e ne sono state definite 104 contro le 79 del 2013. Le cause pendenti sono 127 (di cui 11 prossime alla sentenza). Delle 104 concluse, si sono chiuse con sentenza affermativa 92, mentre 7 hanno avuto sentenza negativa. Per quanto attiene i capi di nullita&#8217; si mantiene la tendenza, emersa negli anni precedenti, della forte incidenza dell&#8217;incapacità consensuale dei coniugi, &#8220;termometro della realtà sociale dei nostri tempi&#8221;. Per quanto riguarda i tempi processuali, la maggior parte delle cause si e&#8217; conclusa entro un anno e mezzo e sono pochi i casi che vanno oltre.</p>
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		<title>Rapine in villa, assolta la banda di &#8220;Occhi di ghiaccio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2014 13:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono stati tutti assolti per non aver commesso il fatto i sei albanesi accusati di aver messo a segno 11 rapine dal maggio 2010 al febbraio 2011 nel perugino per un bottino di oltre 130 mila euro. Tra i furti contestati quello in casa dell’allenatore perugino Serse Cosmi, un furto con botte al custode in una villa di Foligno, due furti nello spoletino tra gennaio e febbraio 2011 e diversi altri colpi in Umbria sempre con lo stesso modus operandi: la violenza.</p>
<p>Il collegio del tribunale di Perugia, presieduto dal giudice Gaetano Montone, dopo cinque ore di camera di consiglio, ha deciso per l’assoluzione, disponendo l’immediata scarcerazione.</p>
<p>Sul banco degli imputati: Gezim Kuka, considerato il capo della banda, Altin Hoxha detto “Occhi di ghiaccio”, Leo Ndreu, Artan Duda e Gjolek Ballshani, arrestati nel 2011 e ora assolti con formula piena e quindi di nuovo in libertà.</p>
<p>Soddisfatti gli avvocati delle difese. Tra gli alibi degli albanesi, infatti, figurano pernottamenti in alberghi albanesi nei periodi in cui furono svaligiate alcune ville del perugino, campagne elettorali sempre in Albania (tra i testimoni il sindaco con il quale uno degli imputati avrebbe lavorato durante la campagna elettorale durata da settembre 2010 al gennaio 2011) e problemi di salute.</p>
<p>“Il mio assistito – dichiara l’avvocato di Artan Duda Luisa Di Curzio – ha subito un trapianto di cuore nel 2010 e  ha vissuto con un cuore artificiale che non gli consentiva di uscire di casa per mesi”.</p>
<p><strong>L’accusa, sostenuta dal pm</strong> Giuseppe Petrazzini, seguito alla collega Alessia Tavarnesi che dispose gli arresti, aveva chiesto pene pesantissime dai 15 ai 30 anni, e si basava sul riconoscimento dei sei albanesi da parte di alcune delle vittime delle rapine. Riconoscimenti che però sono stati contestati dalle difese poiché la banda agiva sempre con il volto coperto.  Facile ipotizzare il ricorso in appello da parte della procura subito dopo aver letto le motivazioni della sentenza.</p>
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		<title>&#8220;Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie&#8221;… L’infinita saga della ex Merloni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 10:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[Merloni]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ieri (28) anche la Corte d&#8217;Appello di Ancona ha confermato l&#8217;annullamento della vendita della ex A. Merloni alla J &#38; P di Porcarelli, respingendo il reclamo presentato dai commissari straordinari e dallo stesso Porcarelli contro l&#8217;annullamento in primo grado, confermando così le posizioni delle sette banche creditrici. Le ragioni delle banche vengono prima di quelle dei ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Ieri (28) anche la Corte d&#8217;Appello di Ancona ha confermato l&#8217;annullamento della vendita della ex A. Merloni alla J &amp; P di Porcarelli, respingendo il reclamo presentato dai commissari straordinari e dallo stesso Porcarelli contro l&#8217;annullamento in primo grado, confermando così le posizioni delle sette banche creditrici. Le ragioni delle banche vengono prima di quelle dei lavoratori a quanto pare, il che appare paradossale in un momento in cui tutti si riempono la bocca di belle parole, su quanto è importante la ripresa, il lavoro, la produttività.</p>
<p>Ricapitolando, in sintesi, gli istituti di credito avevano fatto ricorso contro la cessione di ramo d&#8217;azienda alla J &amp; P perché ritenuta una “svendita” (10 milioni di euro contro i 54 milioni del valore effettivo dei siti produttivi), mentre i ricorrenti, sostenuti da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, avevano sostenuto che l’annullamento della vendita si era basato su “logiche formalistiche” e contro una sentenza del 2013 della Corte Costituzionale, che aveva confermato invece la legittimità delle regole sui cui si era basato il reclamo dei ricorrenti.</p>
<p>Ma aldilà di sentenze, banche ed interessi economici, la cosa più grave e non tollerabile è che tra Marche e Umbria, sono 700 gli operai riassunti dalla J &amp; P che potrebbero rischiare il posto di lavoro, oltre al fatto che bisognerà attendere i tempi della Corte di Cassazione per fare un po&#8217; di chiarezza. Impossibile, pensando a questa vicenda e al senso di incertezza e precarietà in cui vivono i lavoratori coinvolti, non pensare ai versi di Ungaretti &#8220;si sta come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Omicidio di via Ricci, padre e figlio a giudizio</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 22:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nessuna sorpresa al termine delle due ore di camera di consiglio delle quali ha avuto bisogno il gup Lidia Brutti, che ha deciso di rinviare a giudizio Riccardo e Valerio Menenti, in carcere dall’aprile 2013, per l’omicidio di Alessandro Polizzi e il tentato omicidio di Julia Tosti. Rigettata ogni istanza della difesa, compresa la richiesta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Nessuna sorpresa al termine delle due ore di camera di consiglio delle quali ha avuto bisogno il gup Lidia Brutti, che ha deciso di rinviare a giudizio Riccardo e Valerio Menenti, in carcere dall’aprile 2013, per l’omicidio di Alessandro Polizzi e il tentato omicidio di Julia Tosti. Rigettata ogni istanza della difesa, compresa la richiesta dei domiciliari per Valerio Menenti, che resta dunque in carcere.</p>
<p>La decisione del giudice di rinviare a giudizio entrambi gli indagati appare ai più scontata: a carico di Riccardo Menenti, infatti, sussistono elementi rilevanti circa la sua presenza sulla scena del delitto, confermati anche dalla sua versione di essersi effettivamente recato a casa di Julia Tosti, sicuro di trovarvi anche Alessandro Polizi, cui voleva dare “una lezione”.</p>
<p>Secondo gli inquirenti Riccardo Menenti avrebbe portato con sé una rivoltella, con l’evidente proposito di uccidere Polizzi. La versione difensiva, come noto, vorrebbe l’arma in mano alla vittima (“mai posseduto un’arma”, hanno più volte dichiarato padre e figlio imputati), mentre Menenti avrebbe avuto in mano “soltanto” un piede di porco: tra Polizzi e Menenti sarebbe cominciata una violenta colluttazione, al culmine della quale sarebbe partito il colpo mortale dalla pistola. Gli avvocati difensori parlano dunque di omicidio preterintenzionale, ipotesi mai presa in considerazione dall’accusa.</p>
<p>Riguardo il figlio di Riccardo Menenti, Valerio, l’accusa sostiene che sarebbe lui il mandante dell’omicidio di Polizzi, reo di averlo picchiato a sangue al punto da mandarlo in ospedale. Per chiarire entrambe le posizioni si dovrà comunque attendere che il procedimento penale entri nel merito del dibattimento.</p>
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		<title>Sequestrato il tesoro del bandito</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 19:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Importante operazione messa a segno a Trevi, dalla divisione anticrimine della Questura e dal Gico della Guardia di Finanza in materia di lotta alla criminalità organizzata. La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Perugia, accogliendo la proposta avanzata dal questore, ha disposto la confisca di tre immobili, un terreno ed una impresa edile appartenenti ad un pluripregiudicato, per un valore complessivo di circa 700mila euro. La decisione è maturata tenuto conto della pericolosità sociale del criminale, che certamente poteva permettersi un tenore di vita così alto grazie ad una “carriera” durata ben 46 anni, con 66 condanne definitive maturate soltanto dal 1996 ad oggi, mentre altri procedimenti sono ancora in attesa di giudizio.<br />
Inoltre, sempre con riguardo alla pericolosità del soggetto, legata anche alla sua “vicinanza” attuale e pregressa ad ambienti criminali, il Tribunale ha disposto sottoporre il pregiudicato alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, per un periodo di cinque anni, disponendo l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, appunto Trevi. La misura restrittiva si è resa necessaria a seguito della conclamata recidività del soggetto, che nel corso degli anni non ha mai mostrato segnali di ravvedimento, ma anzi ha ripreso a delinquere non appena ne ha avuta l’opportunità.<br />
Lunga, infatti, è la lista dei reati collezionati in quasi 50 anni di attività criminale: si va dalle truffe agli stupefacenti, dalle rapine al porto abusivo di armi, tutte “attività” messe in atto nel Centro e Nord Italia. In particolare, l’uomo è stato vicino alla malavita romana degli anni di piombo, compresa la “Banda della Magliana” (rapporti stretti con “Renatino” De Pedis, capo della banda, e con l’altrettanto noto Enrico Nicoletti ed il faccendiere Flavio Carboni), mentre negli Ottanta ha frequentato i Marsigliesi tra la Francia e San Remo.<br />
La complessa attività di indagine, portata avanti per oltre un anno, è stata eseguita in stretta sinergia operativa tra gli uomini della Questura e quelli della Guardia di Finanza di Perugia: i primi hanno ricostruito l’intero profilo criminale del soggetto, i secondi ne hanno ricostruito nel tempo l’intero assetto economico, reddituale e patrimoniale, sia personale sia dei componenti del nucleo familiare convivente. Tali attività hanno permesso di cristallizzare una sperequazione tra i redditi dichiarati, l’attività economica svolta ed il patrimonio acquisito nel tempo di cui il medesimo non ha saputo giustificare la legittima provenienza.<br />
La confisca ha avuto per oggetto tre fabbricati di pregio con annessa piscina ed un terreno a Trevi, fittiziamente intestati ad un familiare, nonché un’attività edile costituita nel 1998. Gli immobili sono stati assegnati all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che ne prevedrà il riutilizzo sociale attraverso l’assegnazione alle forze dell’ordine ovvero a quei soggetti – associazioni, cooperative, Comuni, Province e Regioni – in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro.</p>
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		<title>Falso allarme bomba in Tribunale a Perugia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 17:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Allarme bomba, stamani, al tribunale di Perugia. Una telefonata anonima delle 8.45, sulla quale sono in corso accertamenti dei carabinieri, ha segnalato la presenza di un ordigno negli uffici giudiziari.   A scopo precauzionale sono stati evacuati tutti gli addetti : giudici, testimoni, personale amministrativo, dalle sedi di piazza Matteotti e via XIV Settembre. I ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Allarme bomba, stamani, al tribunale di Perugia. Una telefonata anonima delle 8.45, sulla quale sono in corso accertamenti dei carabinieri, ha segnalato la presenza di un ordigno negli uffici giudiziari.   A scopo precauzionale sono stati evacuati tutti gli addetti : giudici, testimoni, personale amministrativo, dalle sedi di piazza Matteotti e via XIV Settembre. I carabinieri hanno svolto subito gli accertamenti del caso senza però rilevare nulla di anomalo.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/falso-allarme-bomba-tribunale-perugia/">Falso allarme bomba in Tribunale a Perugia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Omicidio Meredith, parla Lumumba: &#8220;Se Amanda è innocente, venga a Firenze per la sentenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 21:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[&#8220;Se Amanda Knox è innocente come dice, venga in aula per la sentenza. Io ci sarò&#8221;. Chi parla è Patrick Lumumba, il musicista congolese inizialmente coinvolto nell’indagine sull&#8217;omicidio di Meredith Kercher dalle dichiarazioni rilasciate alla polizia proprio dalla stessa Knox, ma poi risultato totalmente estraneo al delitto e quindi prosciolto. Nel rilasciare alcune dichiarazioni all’Ansa, Lumumba ha spiegato che sarà presente a Firenze, giovedì prossimo, alla lettura della sentenza dell’appello bis per la giovane di Seattle e per Raffaele Sollecito. &#8220;Se è sicura di non entrarci niente &#8211; ha sottolineato Lumumba riferendosi alla Knox &#8211; dovrebbe venire in aula anche lei ad ascoltare la decisione dei giudici. Ma credo che lei stia scappando&#8230;&#8221;.   Lumumba, sposato con due figli, ha spiegato di essere attualmente disoccupato. &#8220;La mia è una situazione difficile&#8221;. Quando venne arrestato, per poi essere scarcerato dopo 14 giorni in cella, Lumumba gestiva un pub nel centro di Perugia, poi chiuso. &#8220;E&#8217; rimasto quattro mesi sotto sequestro &#8211; ha ricordato &#8211; e questo non mi ha certamente giovato. Miei amici che gestiscono locali simili sono in situazioni diverse, nonostante la crisi. Anche la mia attività di musicista è stata influenzata negativamente. Sono finito fuori dal giro&#8221;.   Lumumba ha anche sottolineato di &#8220;non avere ricevuto finora alcun risarcimento economico dalla Knox&#8221;, condannata per calunnia nei suoi confronti. &#8220;Ho anche rinunciato &#8211; ha aggiunto &#8211; agli 8 mila euro di che mi sono stati assegnati come risarcimento per l’ingiusta detenzione. Sto attendendo che venga deciso il ricorso fatto alla Corte europea per i diritti dell’uomo&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/omicidio-meredith-parla-lumumba-se-amanda-e-innocente-venga-firenze-per-la-sentenza/">Omicidio Meredith, parla Lumumba: &#8220;Se Amanda è innocente, venga a Firenze per la sentenza&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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