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	<title>Perugia Online &#187; Tribunali</title>
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		<title>Sicurezza, Lega Nord al presidio di solidarietà al pensionato che ha sparato ai ladri e ora è accusato di omicidio volontario</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 14:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Domani parteciperemo al presidio silenzioso davanti ai tribunali di Perugia e Terni per manifestare, insieme a tutto il resto d&#8217;Italia, la solidarietà della Lega Nord nei confronti di Francesco Sicignano, il pensionato che a Vaprio D&#8217;Adda, in provincia di Milano, ha sparato ai ladri che si erano introdotti in casa sua”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, che domani, giovedì 22 ottobre a partire dalle ore 17.30, prenderanno parte alla manifestazione Giù le mani da chi si difende, “l&#8217;iniziativa nazionale lanciata dal segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini”. “In un primo momento – continuano Mancini e Fiorini &#8211; il 65enne era stato iscritto nel registro degli indagati con il reato di eccesso in legittima difesa. Adesso, invece, Sicignano è indagato a piede libero per omicidio volontario. E tutto questo solo per aver difeso la propria casa e la propria vita da delinquenti di origine romena. Non è possibile che ancora oggi la legge tuteli il ladro e non il cittadino che viene derubato”.</p>
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		<title>Tribunali, tremila precari in attesa di giustizia: 70 solo in Umbria</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 08:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un esercito di precari in attesa di giustizia. A denunciarlo sono Rosita Maggesi dell&#8217;Unione precari giustizia Umbria e Vanda Scarpelli, segretaria generale Fp Cgil Umbria. &#8220;Circa tremila lavoratori della Giustizia in attesa di giustizia &#8211; spiegano, infatti, in una nota -. Il gioco di parole si addice ai 2650 ex cassintegrati e laureati disoccupati che da circa cinque ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un esercito di precari in attesa di giustizia. A denunciarlo sono Rosita Maggesi dell&#8217;Unione precari giustizia Umbria e Vanda Scarpelli, segretaria generale Fp Cgil Umbria. &#8220;Circa tremila lavoratori della Giustizia in attesa di giustizia &#8211; spiegano, infatti, in una nota -. Il gioco di parole si addice ai 2650 ex cassintegrati e laureati disoccupati che da circa cinque anni lavorano presso i Tribunali italiani, sottopagati, in attesa di una regolarizzazione che non arriva mai. E che, invece, alla fine del mese di aprile, potrebbero essere accompagnati alla porta senza troppi complimenti. Il 30 aprile, infatti, scade l&#8217;ultima tranche di finanziamenti inseriti nella legge di Stabilità del 2014 e prolungati dal Milleproroghe 2015 per permettere a questi precari di continuare a operare a pieno titolo per far funzionare la macchina della giustizia&#8221;.</p>
<p><strong>I lavoratori</strong> &#8211; &#8220;I 2650 lavoratori in questione &#8211; continuano &#8211; sono coloro che dal 2010 a oggi hanno usufruito dei tirocini formativi, frutto di convenzioni stipulate dalle amministrazioni giudiziarie con Province e Regioni. Attivati nel Lazio sono stati poi estesi a quasi tutte le regioni, Umbria compresa. Offrendo un&#8217;opportunità di lavoro a persone rimaste senza, si è puntato a tamponare la carenza di organico che nel settore giustizia è stimata in almeno 9000 posti scoperti a livello nazionale. Tanto che l&#8217;organizzazione giudiziaria è stata esclusa dai tagli della spending review&#8221;.</p>
<p><strong>In Umbria</strong> &#8211; I tirocinanti, 70 solo in Umbria, sono stati pienamente inseriti negli organici di fatto e, come ricorda la Funzione pubblica della Cgil, hanno affiancato a tutti gli effetti il personale interno. “Siamo impiegati da cinque anni e il nostro è un lavoro d’ufficio a tutti gli effetti &#8211; spiega Rosita Maggesi -. &#8220;Quando io e miei colleghi usciamo di casa, da circa cinque anni a questa parte, diciamo ai nostri familiari che andiamo a lavorare e non a fare il tirocinio. Di fatto abbiamo svolto con dedizione le funzioni di un dipendente della Giustizia, grazie alla formazione specifica che abbiamo potuto acquisire attraverso un percorso pluriennale che ha visto i nostri tutor fortemente impegnati sulla nostra formazione. Formazione che è stata riconosciuta come preziosa e da non disperdere, da parte del presidente della Corte di Appello di Perugia, Wladimiro De Nunzio. La nostra attività dal 2013 è stata presa in carico direttamente dal ministero con un finanziamento di 7,5 milioni per il 2013 e di 15 milioni per il 2014. La mancanza di fondi e l’assenza della volontà di regolarizzazione farà sì che la formazione cessi il 30 aprile&#8221;. Ma &#8211; continua Rosita Maggesi &#8211; &#8220;le cose potrebbero complicarsi perché, nello stesso momento, è esplosa la questione dei lavoratori delle Province, oltre ventimila, che nelle intenzioni del governo potrebbero essere spostati proprio in questo campo. Renzi è riuscito nel capolavoro di metterci gli uni contro gli altri”.</p>
<p><strong>Le manifestazioni</strong> &#8211; “La Cgil ha diverse iniziative di lotta – ricorda Vanda Scarpelli, segretaria generale della Fp Cgil dell’Umbria &#8211; il 17 aprile ci saranno manifestazioni territoriali in più città (Milano, Bologna, Reggio Calabria, Napoli, Cagliari) per poi arrivare, il 28 aprile, a una manifestazione nazionale a Roma. La richiesta è quella di dare piena applicazione all`istituzione dell’Ufficio per il processo, inserito nel Dl 90 del 2014, con un percorso ‘virtuoso’ che porti alla contrattualizzazione, chiudendo la fase del tirocinio formativo. La risposta dovrebbe darla il ministro della Giustizia, Andrea Orlando che finora però &#8211; denuncia il sindacato &#8211; non ha dato segnali di apertura”.</p>
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		<title>Perugia, inaugurato l&#8217;anno giudiziario. Dai dati dei fallimenti emerge la crisi in Umbria</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 11:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[anno giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[carmelo Gugliotta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Solennità e tradizionali celebrazioni. Inaugurato anche quest&#8217;anno, presso la Corte d&#8217;Appello, l&#8217;anno giudiziario. Un momento di riflessione e dibattito pubblico su quella che è la situazione della Giustizia, città per città, regione per regione. Insieme ai soggetti dell&#8217;amministrazione della giustizia, con toghe cerimoniali di colore rosso e bordate d&#8217;ermellino (a parlare il presidente della Corte ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Solennità e tradizionali celebrazioni. Inaugurato anche quest&#8217;anno, presso la Corte d&#8217;Appello, l&#8217;anno giudiziario. Un momento di riflessione e dibattito pubblico su quella che è la situazione della Giustizia, città per città, regione per regione. Insieme ai soggetti dell&#8217;amministrazione della giustizia, con toghe cerimoniali di colore rosso e bordate d&#8217;ermellino (a parlare il presidente della Corte d&#8217;Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio), anche i rappresentanti delle istituzioni locali, professionisti e cittadini.</p>
<p><strong>Personale amministrativo &#8211;</strong> Al centro dell&#8217;intervento del presidente della Corte di Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio, una relazione sulla forza lavoro effettivamente negli uffici giudiziari, strettamente collegata alla produttività. &#8220;Rispetto alla scopertura del 13,82% registrata nel giugno del 2014 &#8211; spiega De Nunzio &#8211; oggi quasi tutti gli organi dei magistrati dei vari uffici sono o coperto o prossimi alla copertura&#8221;. Un dato che conforta e che contribuirà a velocizzare sia il processo civile che quello penale. Differente la situazione del personale amministrativo. &#8220;Mancano oggi &#8211; continua il presidente &#8211; ben 139 dipendenti (125 amministrativi e 14 funzionari Un&#8217;epoca e ufficiali giudiziari) sui 513 previsti in organico, dopo l&#8217;ingiustificata riduzione da 546 unità operata con D.m. Del 25/4/2013&#8243;. Vuoto che stanno determinando rallentamenti nell&#8217;attività giudiziaria con conseguente riduzione dei servizi al pubblico e la crescita dei disagi nel cittadini.<br />
Situazione che può essere colmata grazie ad un avviso di procedura di mobilità pubblicata dal ministero della Giustizia qualche giorno fa, in cui si prevede la riorganizzazione e il ricollocamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni per la copertura di 1031 posti a tempo pieno e determinato. In Umbria è stata individuata la copertura di 18 posti, 6 al Tribunale di Perugia, 5 in quello di Terni, 4 a Spoleto, uno alla Procura e al Giudice di Pace di Terni e all&#8217;Unep di Perugia. Si tratta di un numero insufficiente e, continua De Nunzio, &#8220;destinata a tamponare una situazione diventata insostenibile&#8221;.<br />
Poi un rapido richiamo a Regione e Comune, presenti in corte d&#8217;Appello sia la presidente Marini che il sindaco di Perugia Romizi, sull&#8217;urgenza nell&#8217;avvio degli interventi di consolidamento e restauro della sede della corte d&#8217;Appello in piazza Matteotti.</p>
<p><strong>Andamento dei reati &#8211;</strong> Sono stati poi presentati alcuni dati sull&#8217;andamento in alcuni settori significativi, quali il diritto di famiglia, immigrazione e l&#8217;opposizione a sanzioni amministrative, le procedure concorsuali e la prescrizione dei reati. Aumentano divorzi e separazioni in Umbria. Presso i tribunali del distretto &#8211; ha ricordato &#8211; si è invertito il trend rispetto allo scorso anno con un incremento sia delle separazioni consensuali (le pendenze finali sono passate da 230 a 448 con un +94,78%) sia dei divorzi consensuali (settore in cui c&#8217;e&#8217; un aumento delle pendenze del +55,15% passati da 165 a 256).<br />
In particolar modo, il numero delle istanze di fallimento presentata nei a tribunali di Perugia e Terni dimostrano la profonda crisi del sistema produttivo dal 2008. Nella relazione è stato spiegato che una &#8220;situazione costante&#8221; è stata registrata presso il tribunale di Perugia per i fallimenti (da 1.019 a 1.096 pendenti), anche se sono<br />
diminuite le pendenze delle istanze (passate da 225 a 176 -21,73%). &#8220;Si conferma anche &#8211; ha detto De Nunzio &#8211; il massiccio ricorso al concordato preventivo con la presentazione di 39 istanze; in realtà dal 2008 al 2014 e&#8217; emerso che il 24,88% dei concordati è stato omologato e solo il 15% risulta eseguito&#8221;. Il presidente della Corte d&#8217;appello ha rilevato che anche presso il Tribunale di Terni si ha un aumento sia delle istanze di concordato preventivo (da 20 a 29), sia di quelle di fallimento (da 75 a 121 + 61,33%). Praticamente stabile le pendenze dei fallimenti passate da 432 a 419 (-3,01%). &#8220;I dati &#8211; ha concluso De Nunzio &#8211; sono ancora piu&#8217; gravi per il tribunale di Spoleto dove sono in sicuro aumento sia le istanze (passate da 55 a 181, +229,09%), sia le dichiarazioni di fallimento (da 105 a 123 +17,14%)&#8221; In relazione all&#8217;andamento della prescrizione dei reati in Corte d&#8217;Appello, si è verificata una leggera diminuzione del numero dei processi per prescrizione: dai 570 del 2013 si è passati a 520. Quanto alla tipologia dei reati più commessi, si segnala la prevalenza dei reati contro il patrimonio e soprattutto dei furti aggravati, reati relativi alle sostanze stupefacenti, violenza contro la persona, minaccia e ingiuria.</p>
<p><strong>Il questore &#8211;</strong> Prende la parola anche il questore Carmelo Gugliotta che, dati alla mano, fa una rapida panoramica della situazione perugina. &#8220;Innanzi a questo quadro d’insieme, nell’anno trascorso, si è intrapresa un’intensa attività di verifica e di controllo su tutte le situazioni rilevanti, aumentando così in maniera esponenziale il numero dei provvedimenti adottati che sono passati da 9 a ben 45&#8243;. In particolar modo si tratta di condotte persecutorie causate da pregresse situazioni affettive: in poche parole, gli stalker. I dati illustrano come gli stalker siano quasi sempre di sesso maschile e possono essere individuati nell’ex coniuge, o comunque in chi, legato in passato da vincolo sentimentale, non riesce ad elaborare l’abbandono ; spesso è già gravato da difficoltà relazionali o disturbi psichici, si abbandona a manifestazioni violente o comunque ossessive. Ma Gugliotta sottolinea anche come &#8220;L’istituzione dell’ammonimento serva a sanare una grave carenza per la quale in passato, di fronte a fatti non particolarmente gravi sotto il profilo giuridico, vi era un &#8216;buco nero&#8217; nel quale venivano inghiottiti episodi di diverso disvalore, da quelli non particolarmente allarmanti a quelli più acuti, spesso anche tragici&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-inaugurato-lanno-giudiziario-dai-dati-dei-fallimenti-emerge-la-crisi-umbria/">Perugia, inaugurato l&#8217;anno giudiziario. Dai dati dei fallimenti emerge la crisi in Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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