venerdì, 9 dicembre 2022 Ultimo aggiornamento il 28 novembre 2022 alle ore 01:03

Tribunali, tremila precari in attesa di giustizia: 70 solo in Umbria

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La denuncia: "Si tratta degli ex cassintegrati e laureati disoccupati che da circa cinque anni lavorano presso i Tribunali, sottopagati, in attesa di una regolarizzazione che non arriva mai". Pronte le manifestazioni

 
Tribunali, tremila precari in attesa di giustizia: 70 solo in Umbria
Perugia. Un esercito di precari in attesa di giustizia. A denunciarlo sono Rosita Maggesi dell’Unione precari giustizia Umbria e Vanda Scarpelli, segretaria generale Fp Cgil Umbria. “Circa tremila lavoratori della Giustizia in attesa di giustizia – spiegano, infatti, in una nota -. Il gioco di parole si addice ai 2650 ex cassintegrati e laureati disoccupati che da circa cinque anni lavorano presso i Tribunali italiani, sottopagati, in attesa di una regolarizzazione che non arriva mai. E che, invece, alla fine del mese di aprile, potrebbero essere accompagnati alla porta senza troppi complimenti. Il 30 aprile, infatti, scade l’ultima tranche di finanziamenti inseriti nella legge di Stabilità del 2014 e prolungati dal Milleproroghe 2015 per permettere a questi precari di continuare a operare a pieno titolo per far funzionare la macchina della giustizia”.

I lavoratori – “I 2650 lavoratori in questione – continuano – sono coloro che dal 2010 a oggi hanno usufruito dei tirocini formativi, frutto di convenzioni stipulate dalle amministrazioni giudiziarie con Province e Regioni. Attivati nel Lazio sono stati poi estesi a quasi tutte le regioni, Umbria compresa. Offrendo un’opportunità di lavoro a persone rimaste senza, si è puntato a tamponare la carenza di organico che nel settore giustizia è stimata in almeno 9000 posti scoperti a livello nazionale. Tanto che l’organizzazione giudiziaria è stata esclusa dai tagli della spending review”.

In Umbria – I tirocinanti, 70 solo in Umbria, sono stati pienamente inseriti negli organici di fatto e, come ricorda la Funzione pubblica della Cgil, hanno affiancato a tutti gli effetti il personale interno. “Siamo impiegati da cinque anni e il nostro è un lavoro d’ufficio a tutti gli effetti – spiega Rosita Maggesi -. “Quando io e miei colleghi usciamo di casa, da circa cinque anni a questa parte, diciamo ai nostri familiari che andiamo a lavorare e non a fare il tirocinio. Di fatto abbiamo svolto con dedizione le funzioni di un dipendente della Giustizia, grazie alla formazione specifica che abbiamo potuto acquisire attraverso un percorso pluriennale che ha visto i nostri tutor fortemente impegnati sulla nostra formazione. Formazione che è stata riconosciuta come preziosa e da non disperdere, da parte del presidente della Corte di Appello di Perugia, Wladimiro De Nunzio. La nostra attività dal 2013 è stata presa in carico direttamente dal ministero con un finanziamento di 7,5 milioni per il 2013 e di 15 milioni per il 2014. La mancanza di fondi e l’assenza della volontà di regolarizzazione farà sì che la formazione cessi il 30 aprile”. Ma – continua Rosita Maggesi – “le cose potrebbero complicarsi perché, nello stesso momento, è esplosa la questione dei lavoratori delle Province, oltre ventimila, che nelle intenzioni del governo potrebbero essere spostati proprio in questo campo. Renzi è riuscito nel capolavoro di metterci gli uni contro gli altri”.

Le manifestazioni – “La Cgil ha diverse iniziative di lotta – ricorda Vanda Scarpelli, segretaria generale della Fp Cgil dell’Umbria – il 17 aprile ci saranno manifestazioni territoriali in più città (Milano, Bologna, Reggio Calabria, Napoli, Cagliari) per poi arrivare, il 28 aprile, a una manifestazione nazionale a Roma. La richiesta è quella di dare piena applicazione all`istituzione dell’Ufficio per il processo, inserito nel Dl 90 del 2014, con un percorso ‘virtuoso’ che porti alla contrattualizzazione, chiudendo la fase del tirocinio formativo. La risposta dovrebbe darla il ministro della Giustizia, Andrea Orlando che finora però – denuncia il sindacato – non ha dato segnali di apertura”.

 

 

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