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	<title>Perugia Online &#187; urbani</title>
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		<title>Il museo del tartufo Urbani entra a far parte della rete di Museimpresa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 15:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Museimpresa, l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, dà il benvenuto a due nuove realtà che si uniscono alla rete nazionale per la promozione e la valorizzazione dell’identità e della cultura d’impresa: Museo del Pane di Vito Forte e Museo del Tartufo Urbani. Sale così a 93 il numero totale degli associati a Museimpresa (8 in totale i nuovi associati nel 2019 e 2 nei primi quattro mesi del 2020) offrendo così la presenza in 15 regioni italiane (new entry per l’Umbria), grazie alle realtà aziendali &#8211; musei, archivi, biblioteche &#8211; che hanno deciso di promuovere la propria cultura d’impresa.</p>
<p>“Con calore ed entusiasmo salutiamo i nuovi associati, il Museo del Pane di Vito Forte e il Museo del Tartufo Urbani. In un momento storico, economico e sociale come quello che stiamo vivendo riteniamo ancora più significativo l’ingresso di nuove realtà nella rete della nostra Associazione. È un segnale importante perché è anche da una rinnovata cultura d’impresa che verrà la ripresa della vita economica e sociale del nostro Paese. Sono i territori, le imprese e le persone che custodiscono la storia e i valori dell’Italia e ne rappresentano la memoria collettiva e le chiavi per un migliore futuro. Proprio da qui, da una condivisione del passato e dell’evoluzione italiana dobbiamo ripartire e guardare al futuro, con innovazione e sviluppo” dichiara Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa.</p>
<p class="x_MsoNormal">Entra a far parte della grande rete associativa di Museimpresa il Museo del Pane di Vito Forte &#8211; secondo associato pugliese – che rappresenta la prima esperienza museale legata al pane in Puglia. Il Museo si trova ad Altamura, all’ombra della Cattedrale in uno dei forni medievali più antichi, il luogo dove è iniziata anche la storia della Oropan S.p.A. e del suo fondatore Vito Forte. Lo storico forno è stato trasformato nel Museo del Pane per lasciare non solo testimonianza di una storia di successo imprenditoriale, ma per dare dimora e diffusione alla storia del Pane di Altamura, emblema del Made in Puglia nel mondo. Si snoda in un percorso multimediale e sensoriale di exhibit design e nasce dalla convinzione che investire nella storia significhi investire nel futuro dell’azienda e nel futuro del territorio in cui opera, a maggior ragione in questo periodo. Il Museo rappresenta la testimonianza vivente che la creatività, la cultura, la cultura d’impresa e il senso di appartenenza al proprio territorio e all’Italia sono elementi imprescindibili per avviarci tutti insieme verso una nuova ripartenza.</p>
<p class="x_MsoNormal">Il secondo socio è il Museo del Tartufo Urbani, si trova a Scheggino in provincia di Perugia e riporta il cognome dell’omonima famiglia di imprenditori, custodi attivi, lungo il corso di sei generazioni, dell’oro nero della Valnerina. La scelta dei locali museali non è stata casuale: si trova in quello che è stato il primo stabilimento Urbani, fondato da Paolo Urbani alla fine del XIX secondo nella propria abitazione.</p>
<p class="x_MsoNormal">Attraverso il percorso museale, il visitatore viaggia in quasi 200 anni della storia Urbani tra ricerca, lavorazione, conservazione e diffusione del prezioso frutto nero della terra, dagli inizi dell’attività fino ad arrivare ai progressi compiuti nella lavorazione e nella commercializzazione del tartufo, tra i numerosi scatti in bianco e nero e oggetti d’epoca. Per esempio i primi lavatoi a mano improvvisati nella casa-azienda di Carlo Urbani e di sua moglie Olga fino alla lettera di ringraziamento del presidente Ronald Reagan per quel tartufo da 1,1 Kg inviato dai fratelli Bruno e Paolo. Di grande interesse anche le testimonianze scritte: fatture scritte a mano, telegrammi e lettere &#8211; anche personali ricevute dagli Stati Uniti da parte di un ramo della famiglia Urbani, trasferitasi oltreoceano per diffondere la cultura del tartufo.</p>
<p class="x_MsoNormal"><u><span class="Apple-style-span">Associazione Museimpresa</span></u></p>
<p class="x_MsoNormal">Cultura d’impresa e Made in Italy sono al centro dei progetti di Museimpresa, l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa nata nel 2001 e supportata attivamente da Assolombarda e Confindustria.  L&#8217;Associazione, unica a livello europeo, riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane che mettono il loro patrimonio a disposizione della collettività. Museimpresa svolge attività di ricerca, formazione, sviluppo e approfondimento nel campo della museologia e dell&#8217;archivistica d&#8217;impresa. Negli anni è diventato un network che dialoga costantemente con enti culturali, istituzioni private e pubbliche, tra cui il MIBAC Ministero dei beni e delle attività culturali, il MIUR Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il MAECI Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.</p>
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		<title>L’imprenditore umbro Giammarco Urbani entra nel Consiglio di Presidenza del Cluster Nazionale Agrifood</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 11:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Scheggino]]></category>
		<category><![CDATA[urbani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> L’imprenditore umbro Giammarco Urbani della Urbani Tartufi di Scheggino, presidente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria, è entrato a far parte del Consiglio di Presidenza del Cluster Agrifood Nazionale (Clan), l&#8217;organismo nato per promuovere l’innovazione e la crescita sostenibile della filiera agroalimentare di cui fanno parte imprese, centri di ricerca, stakeholders e rappresentanti territoriali. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L’imprenditore umbro Giammarco Urbani della Urbani Tartufi di Scheggino, presidente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria, è entrato a far parte del Consiglio di Presidenza del Cluster Agrifood Nazionale (Clan), l&#8217;organismo nato per promuovere l’innovazione e la crescita sostenibile della filiera agroalimentare di cui fanno parte imprese, centri di ricerca, stakeholders e rappresentanti territoriali.</p>
<p>La nomina è avvenuta in occasione dell’assemblea del Cluster durante la quale è stato eletto il nuovo presidente nazionale che sarà Luigi Scordamaglia (amministratore delegato di Inalca e presidente di Federalimentare), affiancato da Paolo Bonaretti (Direttore Generale di ASTER) nel ruolo di Vice Presidente Esecutivo e da cinque Consiglieri, tra cui Urbani, espressione del mondo industriale, della ricerca e dei territori. Gli altri componenti sono Patrizia Brigidi (Università di Bologna), Mauro Fontana (Soremartec &#8211; Gruppo Ferrero), Emanuele Marconi (CERERE Molise) e Michele Pisante (CREA).</p>
<p>“Sono onorato di poter rappresentare l’Umbria in questo importante consesso – ha commentato Giammarco Urbani &#8211; sarà mia cura accogliere stimoli e indicazioni provenienti dalle imprese della mia regione e sottoporli come elementi di confronto al tavolo nazionale. Ritengo, infatti, che la mia presenza nel Cluster possa rappresentare un momento di scambio proficuo per le realtà produttive e di ricerca dell’Umbria, delle cui eccellenze mi farò portatore”.</p>
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		<title>La cultura del tartufo in un &#8220;culinary contest&#8221; in memoria di Paolo Urbani</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 20:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[culinary contest]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ci sono progetti e progetti che marcano filosofie di vita. Per realizzare i primi &#8220;bastano&#8221;, si fa per dire, abnegazione, passione, lavoro costante e quotidiano. Per i secondi è obbligatorio sognare. Sognare prima di tutto. Sarà molto più di un&#8217;esperienza indimenticabile, per le sette squadre che saranno selezionate dalla giuria del primo &#8220;Culinary Contest in memoria ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/la-cultura-del-tartufo-in-un-culinary-contest-in-memoria-di-paolo-urbani/">La cultura del tartufo in un &#8220;culinary contest&#8221; in memoria di Paolo Urbani</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span> Ci sono progetti e progetti che marcano filosofie di vita. Per realizzare i primi &#8220;bastano&#8221;, si fa per dire, abnegazione, passione, lavoro costante e quotidiano. Per i secondi è obbligatorio sognare. Sognare prima di tutto. Sarà molto più di un&#8217;esperienza indimenticabile, per le sette squadre che saranno selezionate dalla giuria del primo &#8220;Culinary Contest in memoria di Paolo Urbani&#8221;, fortemente voluto dalla Fondazione Paolo Urbani, realizzato in collaborazione con l&#8217;Università dei sapori e presentato ieri mattina (29 settembre) nel cuore dell&#8217;Accademia del tartufo, presso la sede centrale del Gruppo Urbani Tartufi, di fronte ad un parterre composto da direttori di college statunitensi e canadesi. Dopo il saluto dell&#8217;amministratore del Gruppo Bruno Urbani, fratello di Paolo cui è dedicato il Contest, a fare gli onori di casa è stata una Olga Urbani visibilmente &#8211; e comprensibilmente &#8211; emozionata. La Top Manager del Gruppo, figlia del cavalier Paolo Urbani, ha ringraziato tutti i presenti con la voce assottigliata dall&#8217;emozione, fiera e al tempo stesso commossa per aver realizzato un sogno che è anche un tributo, doveroso, a colui che ha speso l&#8217;intera sua esistenza per la diffusione della cultura del tartufo nel mondo. &#8220;La nostra speranza è che questo Contest &#8211; ha detto Olga Urbani &#8211; possa rivelarsi il primo passo verso numerose altre attività da portare avanti insieme all&#8217;Università dei Sapori, in collaborazione con i college. Allo stesso modo &#8211; ha concluso &#8211; sarebbe bello che questa iniziativa fosse fonte di ispirazione per altre realtà economiche della nostra regione&#8221;. La senatrice Anna Rita Fioroni, presidente dell&#8217;Università dei Sapori, ha sottolineato l&#8217;originalità dell&#8217;idea e la capacità operativa della &#8220;macchina&#8221; Urbani, che ha realizzato uno spettacolare veicolo di promozione del made in Italy attraverso un percorso di formazione per studenti di oltreoceano. Ed eccolo, allora, il Contest: 50 squadre ammesse, tutte composte da due studenti iscritti a programmi di cucina dell&#8217;Art Institute, prestigioso gruppo di college con circa 50 sedi tra Stati Uniti e Canada. I concorrenti invieranno una proposta culinaria con tanto di foto e ricetta, che dovrà svilupparsi in due piatti: una serie di assaggi dolci o salati (Chef&#8217;s tasting) e una portata principale (Main Course), che potrà essere un primo o un secondo piatto. Ovviamente il tutto dovrà avere come protagonista indiscutibile sua maestà il tartufo, e non dovrà mancare &#8211; oltre all&#8217;originalità e allo spirito di innovazione &#8211; un sottile filo rosso ad unire le due portate. Una giuria composta da un membro dell&#8217;Ufficio Ricerca e sviluppo della Urbani Tartufi e da uno chef dell&#8217;Università dei sapori selezioneranno le migliori 7 proposte culinarie, sulla base di alcuni parametri rigorosi fra i quali la presentazione dei piatti, l&#8217;uso degli ingredienti e la corretta scelta degli abbinamenti. I risultati saranno visibili sui siti ufficiali di Urbani Tartufi (www.urbani.it) e dell&#8217;Università dei sapori (www.udsworld.com), a partire da metà febbraio 2016. Le 7 squadre selezionate, dunque i 14 ragazzi finalisti, potranno seguire un corso di formazione sul tartufo della durata di 15 giorni presso l&#8217;Università dei sapori. Corso e soggiorno saranno offerti dalla Fondazione Paolo Urbani come borse di studio per tutti e 14 gli aspiranti chef. Momento topico del corso sarà l&#8217;indimenticabile &#8220;Truffle Experience&#8221;, direttamente alla Urbani Tartufi: gli studenti andranno nelle tartufaie ad apprendere come viene ricercato ed estratto dalla terra il tartufo (Truffle safari), visiteranno il Museo del tartufo per conoscere a fondo le radici di una cultura ultrasecolare e concluderanno la loro esperienza nell&#8217;Accademia del tartufo, dove si tramandano le conoscenze specialistiche inerenti l&#8217;arte del cucinare il prezioso tubero. Sarà per loro un viaggio unico, un&#8217;immersione completa nella filosofia di vita Urbani, che partendo dalla terra estrae oro nero o bianco, prodotto inaccessibile ai più, e lo trasforma in un qualcosa di prelibato e al tempo stesso alla portata di tutti. Una filosofia che, mai come altrove, trova sintonia nel &#8220;way of living&#8221; americano, pur con tutti i limiti culturali e storici da superare con il lavoro costante e con un&#8217;opera di divulgazione culturale che trova esempi di altissimo livello in iniziative come questo Contest. Tornando al soggiorno in Umbria, le squadre finaliste saranno chiamate a realizzare le rispettive proposte culinarie: una giuria speciale selezionerà i primi tre classificati, che riceveranno premi unici. Infine, previsto anche un possibile premio speciale per l&#8217;eventuale proposta culinaria da cui dovesse risultare possibile, per la Urbani Tartufi, realizzare prodotto da immettere sul mercato. Il premio consiste nella garanzia, da parte di Urbani, che sull&#8217;etichetta del nuovo prodotto campeggeranno i nomi degli studenti che lo hanno ideato e del rispettivo college di appartenenza&#8230; Insomma, gli stimoli certo non mancheranno per gli aspiranti chef americani, e neanche per i loro insegnanti. L&#8217;iniziativa ha ottenuto l&#8217;immediato ed entusiasta riscontro da parte dell&#8217;Art Institute: il general manager David W. Hendricksen ha espresso parole di elogio per l&#8217;idea e anche per l&#8217;ospitalità ricevuta in Italia e in Umbria in particolare. &#8220;Il nostro impegno &#8211; ha detto Hendricksen &#8211; sarà volto affinché un&#8217;iniziativa così importante abbia un seguito presso i nostri allievi, che certamente parteciperanno in gran numero&#8221;. Un ringraziamento particolare, infine, è stato più volte rivolto a due persone senza il cui impegno non sarebbe stato possibile realizzare il Contest: La Responsabile dell&#8217;Area internazionale dell&#8217;Università dei sapori Marilena Liccardo e Irene Gualfetti, Strategy Creative Director della Urbani Tartufi.</p>
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