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	<title>Perugia Online &#187; Welfare</title>
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		<title>Regione, oltre 9 milioni di euro per il sociale. L&#8217;assessore Barberini: &#8220;Risposte concrete ai bisogni delle persone&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 14:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato lo schema di riparto per l’anno 2016 delle risorse del Fondo sociale regionale (Fsr) e del Fondo nazionale per le politiche sociali (Fnps): lo rende noto l’assessore al eelfare Luca Barberini, spiegando che le risorse ammontano a oltre 9 milioni di euro, destinati a interventi a favore di minori, anziani, disabili, famiglie povere e vulnerabili, immigrati e persone non autosufficienti, di cui  la quota nazionale è pari a circa 4,6 milioni mentre quella regionale ammonta a circa 4,5 milioni di euro, prevedendo anche un milione di euro per il Piano regionale integrato per la non autosufficienza (Prina) e 100mila euro per la gestione delle emergenze sociali nelle aree colpite dal sisma.</p>
<p><strong>La ripartizione dei fondi</strong> “Si tratta di un atto importante &#8211; ha spiegato &#8211; che conferma l’attenzione della Regione al tema del sociale, soprattutto verso chi sta più indietro in questo momento di difficoltà. L’obiettivo è dare risposte concrete ed efficaci ai bisogni dei territori, che avranno un ruolo da protagonista nella gestione dei fondi, attraverso le Zone Sociali e i Comuni, per qualificare al massimo la rete dei servizi, mentre la Regione svolgerà una sorta di regia centrale, in termini di programmazione”. Le risorse sono state attribuite individuando macroaree d’intervento, con particolare attenzione all’area ‘Povertà’ a cui verranno assegnati oltre 2 milioni di euro per percorsi inclusivi di singoli e famiglie maggiormente vulnerabili. Oltre 1,6 milioni di euro andranno ai minori per promuovere e tutelare il loro benessere, favorire opportunità educative di socializzazione, prevenire e contrastare fattori di disagio. Più di 1,4 milioni di euro saranno a favore delle persone con disabilità, con servizi e interventi socio assistenziali, mentre circa 860mila euro per anziani non autosufficienti senza reti di sostegno o deboli, senza casa e con reddito insufficiente. Oltre 280mila euro sono stati invece stanziati per interventi mirati verso famiglie con reddito medio-basso, collocabili appena sopra la linea della povertà. È stato previsto anche un fondo di 250mila euro, con risorse nazionali, per politiche di integrazione e inclusione sociale degli immigrati.</p>
<p><strong>Il Prina</strong> Barberini evidenzia anche che “all’interno di questo riparto, un milione di euro è stato assegnato per il Prina, aggiungendosi ai 3 milioni di euro già stanziati dalla Regione in questo ambito. Sono state inoltre previste risorse per il sostegno alla gestione associata dei fondi e alla reti degli Uffici della cittadinanza istituiti nelle varie Zone Sociali. Centomila euro, relativi al Fondo sociale regionale, sono stati infine destinati alla gestione dei servizi sociali per l’emergenza terremoto 2016, secondo le effettive necessità del territorio interessato”.</p>
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		<title>L&#8217;allarme della Cgil di Perugia: &#8220;Il welfare non regge più, c&#8217;è bisogno di un piano di investimenti per rilanciare l&#8217;occupazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “C’era un cartello sostenuto da due donne al presidio dei lavoratori ex Merloni che lunedì hanno manifestato la propria rabbia e le proprie preoccupazioni davanti alle telecamere di Rai1, un cartello con una scritta molto semplice: ‘Il welfare è finito’. Credo che in quelle poche parole sia descritto alla perfezione quello che sta avvenendo sul nostro territorio: la drammatica crisi economica che si trasforma in crisi sociale”. Parte da qui l’analisi di Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, che pone l’accento su alcuni dati a suo avviso particolarmente allarmanti. “Intanto abbiamo un welfare familiare che non regge più – osserva Ciavaglia – dopo anni in cui la famiglia ha rappresentato il primo vero ammortizzatore, oggi ci sono segnali inequivocabili di grande difficoltà, a partire dai dati sull’andamento dei consumi, anche quelli alimentari, che nel 2016 continuano a calare (commercio al dettaglio -2,6% nel I trimestre) dopo essere diminuiti di oltre il 15% negli anni della crisi”. Un dato che, secondo Ciavaglia, testimonia come la riduzione del reddito disponibile abbia indotto le famiglie a tagliare tutte le spese non essenziali, per continuare a sostenere il costo di quelle meno comprimibili.</p>
<p><strong>La crisi del welfare pubblico</strong> Alla crisi del cosiddetto “welfare familiare” si affianca poi, secondo la Cgil, un chiaro indebolimento degli strumenti di welfare pubblico: “La riforma degli ammortizzatori sociali, ad esempio, andrà a limitare fortemente la risposta alle tante crisi ancora aperte anche nella nostra regione, crisi che – osserva Ciavaglia – interessano trasversalmente tutti i settori, fatta eccezione per quelle realtà in cui si è investito nell’innovazione, nel lavoro e in buone relazioni sindacali”. Dunque, secondo il segretario della Camera del Lavoro, ci sono forti preoccupazioni per la tenuta sociale di alcuni territori in particolare: “Penso non solo alla fascia appenninica, dove la ferita della ex Merloni è ancora pulsante, ma anche allo Spoletino dove l’industria è in ginocchio e alla Valnerina, che risentirà inevitabilmente degli effetti del terremoto”.</p>
<p><strong>Il terremoto</strong> E proprio sul terremoto Ciavaglia manda un messaggio chiaro alle istituzioni, Regione in primis: “È grave che a ormai quasi un mese dal sisma – dice – i sindacati non siano stati ancora convocati per affrontare insieme le tante questioni che interessano lavoratori e cittadini delle aree colpite. Eppure – continua – il modello del ‘97, che oggi tutti richiamano come vincente, era proprio basato sulla collaborazione tra istituzioni e forze sociali”. Intanto, la Cgil, insieme a Cisl e Uil prosegue con l’elaborazione di proposte che possano fermare il declino e far ripartire davvero l’economia: “A livello nazionale abbiamo presentato proprio in questi giorni come Cgil un Piano per l’occupazione giovanile e femminile – sottolinea Ciavaglia – che punta alla creazione diretta di lavoro a partire da settori strategici come la prevenzione antisismica, la manutenzione del territorio e le bonifiche. Ma anche a livello locale è in corso l’elaborazione di una piattaforma regionale dei sindacati per l’Umbria, una piattaforma che parta dalle esigenze dei singoli territori, di lavoratori e cittadini, per costruire un’idea organica di rilancio per l’Umbria”.</p>
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		<title>Umbria Cuscinetti implementa i servizi welfare ai propri dipendenti</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/umbria-cuscinetti-implementa-i-servizi-welfare-ai-propri-dipendenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 09:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Simona Trentini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Umbra Cuscinetti, azienda leader nella produzione di viti aeronautiche con sede a Foligno, ha presentato in conferenza stampa la sua ultima novità in fatto di welfare. A conferma della grande etica professionale che da sempre ha dimostrato di avere e a seguito di un approfondito sondaggio di indagine interna tra i propri dipendenti, questa volta Umbra Cuscinetti ha scelto di offrire ai suoi 700 collaboratori un piano sanitario studiato ad hoc per le loro esigenze prevedendo un&#8217;ampia copertura sanitaria sia per il lavoratore che per i familiari fiscalmente a suo carico. Per compiere questo nuovo e importante passo, Umbra Cuscinetti ha scelto Unisalute, compagnia del gruppo Unipol specializzata nell&#8217;assicurazione salute.</p>
<p>Presenti alla conferenza stampa per Umbra Cuscinetti Beatrice Baldaccini responsabile comunicazione e risorse umane, l&#8217;amministratore delegato Antonio Baldaccini, il presidente Antonello Marcucci e il rappresentante sindacale Gianluca Donati; per Unisalute presente il direttore vendite Federico Mazzetti.  Dopo il benvenuto da parte di Beatrice Baldaccini, il presidente di Umbra Cuscinetti ha aperto la conferenza spiegando come le politiche di welfare aziendale hanno la peculiarità di sostenere un miglior tenore di vita che di conseguenza sviluppa nei dipendenti un importante senso di appartenenza alla propria azienda. Sempre riferendosi al welfare Antonello Marcucci ha anche aggiunto: &#8220;Quello che una volta era prerogativa dello stato sociale, ormai è compito delle imprese&#8221;.</p>
<p>Sull&#8217;etica di Umbria Cuscinetti ci piace riportare anche un passo tratto dalla brochure di presentazione dell&#8217;azienda: &#8221; fare economia significa anche rivolgere il proprio sguardo al territorio locale e alla società in generale&#8221;.<br />
Il direttore vendite di Unisalute, ha commentato la nuova collaborazione raccontando la facilità con cui è stato possibile studiare insieme a Umbra Cuscinetti un&#8217; offerta su misura, trovandosi di fronte ad una realtà già molto all&#8217;avanguardia sul piano del welfare. Degno di nota l&#8217;intervento del Ceo Antonio Baldaccini che ha illustrato il modello vincente di Umbra Cuscinetti raccogliendolo in un acronimo : First Focus sul cliente, Innovazione, Rispetto, Sviluppo sociale e Tutti per un obiettivo. Non poteva mancare la voce del dipendente Gianluca Donati che ha confermato il grande valore di questa opportunità offertagli.</p>
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		<title>Welfare, nessun taglio alle politiche sociali rivolte alle famiglie</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 17:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“La Regione Umbria, pur in un quadro di incertezze e difficoltà economico-finanziarie, non ha sostanzialmente ridotto interventi sul versante delle politiche sociali ed in particolar modo quelli rivolti alla famiglia”. Lo ha detto l&#8217;assessore regionale al Welfare Luca Barberini, oggi, nella riunione del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull&#8217;amministrazione regionale, presieduto da Raffaele Nevi (Forza Italia) parlando dell&#8217;attuazione della ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La Regione Umbria, pur in un quadro di incertezze e difficoltà economico-finanziarie, non ha sostanzialmente ridotto interventi sul versante delle politiche sociali ed in particolar modo quelli rivolti alla famiglia”. Lo ha detto l&#8217;assessore regionale al Welfare Luca Barberini, oggi, nella riunione del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull&#8217;amministrazione regionale, presieduto da Raffaele Nevi (Forza Italia) parlando dell&#8217;attuazione della legge regionale n.13/2010 (“Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della famiglia”) ricompresa nelle legge regionale n.11/2015 (“Testo unico in materia di sanità e servizi sociali”). Barberini ha detto che “nel bilancio di assestamento, che arriverà in Aula la prossima settimana, alle singole tipologie di intervento sul versante sociale verranno assegnate ulteriori risorse per 1milione 500mila euro, di cui circa 770mila euro verranno assegnati al capitolo della famiglia e dei minori. Gli aiuti alle famiglie riguardano anche il diritto all&#8217;abitazione dove la Regione, in fatto di politiche abitative, negli ultimi anni, ha investito moltissimo. Altro pacchetto di sostegno alle famiglie riguarda il diritto allo studio, elemento importantissimo per il sostegno ai giovani. Per Il prossimo futuro &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore &#8211; è necessario che Giunta e Assemblea legislativa lavorino insieme sulla nuova opportunità rappresentata dalle risorse finanziarie derivanti dal Fondo sociale europeo che per la prima volta, in maniera chiara, vengono messe a disposizione del settore. Si tratta di circa 55milioni di euro (in cinque anni) di risorse europee da riversare sull&#8217;ambito sociale. Le scelte, già dalla precedente legislatura, erano e saranno nuovamente indirizzate soprattutto sui minori, su anziani e famiglie. Queste risorse saranno spendibili già dai primi mesi del prossimo anno. È prevedibile quindi che tra risorse nazionali e regionali (in media 10 milioni di euro) e grazie alle risorse comunitarie saremo in grado di raddoppiare il sostegno finanziario all&#8217;intero settore. Di fronte avremo quindi un lavoro più complicato che necessita di scelte chiare, rendicontazioni, la creazione di strutture soprattutto attraverso i Comuni. A fine ottobre presenteremo il Piano sociale dove esiste una criticità rappresentata dall&#8217;assenza di strutture con cui i Comuni devono confrontarsi per sostenere iniziative a favore delle fasce più deboli. Abbiamo comunque riaffermato nel Piano il principio delle Zone sociali che manteniamo nel numero di dodici prevedendo però un ruolo più significativo per i Comuni capofila”. Barberini, accompagnato da tecnici dell&#8217;assessorato, ha consegnato ai commissari schede dettagliate non solo circa gli interventi per la famiglia e relative risorse per gli anni 2014-15, ma anche per quanto attiene alle politiche abitative e al diritto allo studio (Piano triennale 2013-2015). Il presidente del Comitato, Raffaele Nevi ha comunque chiesto all&#8217;assessore “maggiori dettagli illustrativi sull&#8217;utilizzo delle risorse, collegate alla legge regionale in questione, dal 2010 ad oggi”. Interventi: SERGIO DE VINCENZI (Ricci presidente): “Prima di impostare i nuovi interventi da mettere in campo è importante conoscere e capire gli effetti di quelli già attuati. Bisogna ripartire dai numeri del passato per programmare al meglio il futuro. Bisogna valorizzare la tutela della famiglia attraverso un concreto sostegno alle giovani coppie per fare più figli e lavorare per l&#8217;educazione di nuovi cittadini. In merito alle politiche abitative bisogna impegnarsi su una prospettiva di coppie con figli o giovani coppie in attesa. Bisogna ottimizzare le risorse ed indirizzarle in una prospettiva di società basata sulla famiglia”. EROS BREGA (Pd): “Per le politiche abitative è importante approfondire ogni particolare della tipologia di famiglia e rivedere le tabelle relative alle graduatorie di assegnazione. Non bisogna mettere insieme le esigenze di una famiglia numerosa con quella costituita da una sola persona.</p>
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		<title>Oltre 40 mila famiglie umbre sotto la soglia di povertà relativa: pronti interventi a sostegno delle famiglie</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2014 13:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/40-mila-famiglie-umbre-soglia-poverta-relativa-pronti-interventi-sostegno-delle-famiglie/">Oltre 40 mila famiglie umbre sotto la soglia di povertà relativa: pronti interventi a sostegno delle famiglie</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Interventi a sostegno delle famiglie, con particolare attenzione a quelle &#8220;vulnerabili&#8221;, per gli anziani, i minori e i disabili, per rafforzare il contrasto al crescente impoverimento: ammontano a oltre 10 milioni e 500mila euro le risorse che la Giunta regionale dell&#8217;Umbria, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare Carla Casciari, ha destinato a questo scopo, approvando la programmazione e il riparto dei finanziamenti regionali e nazionali tra le istituzioni del territorio.<br />
&#8220;La situazione attuale – afferma la vicepresidente – impone una speciale attenzione alle fasce deboli della popolazione, provate dal protrarsi della crisi economica. In Umbria, come nel resto del Paese, c&#8217;è una tendenza sempre più allarmante all&#8217;impoverimento delle famiglie – sottolinea &#8211; Lo confermano i recenti dati dell&#8217;Istat sulla povertà: nel 2013 oltre 40mila famiglie umbre, circa l&#8217;11 per cento del totale, sono sotto la soglia di povertà relativa. Il numero è raddoppiato rispetto a cinque anni prima. Peggiorano soprattutto le condizioni economiche delle famiglie con figli, specie se minori, e di quelle con problemi di accesso o permanenza nel mercato del lavoro.<br />
&#8220;Diventa pertanto sempre più importante – rileva-, anche a fronte del ridimensionamento dei trasferimenti statali, perseguire e potenziare il welfare di comunità, obiettivo prioritario ‘storico&#8217; delle politiche sociali della Regione. Lo stesso obiettivo verso cui tende la nuova programmazione dei fondi comunitari per il 2014-2020 che, per l&#8217;inclusione sociale e la lotta alla povertà e a ogni forma di discriminazione, prevede servizi socio-assistenziali per individui e nuclei familiari, la promozione dell&#8217;innovazione sociale con lo sviluppo di modalità sperimentali rivolte alla famiglia e l&#8217;inserimento socio-lavorativo delle persone, per un totale di circa 55 milioni di euro&#8221;.</p>
<p>Sono quattro le macroaree sociali tra cui, in base a criteri demografici e sociali, confermando l&#8217; ‘architettura&#8217; consolidata nell&#8217;ultimo biennio di vigenza del Piano sociale 2012-2013, vengono ripartite le risorse: circa 4 milioni e 300mila euro assegnati alla Regione Umbria a valere sul Fondo nazionale per le politiche sociali e 6 milioni 250mila euro del Fondo regionale sociale.</p>
<p>La prima macroarea riguarda le famiglie con compiti educativi e di cura ed è articolata nelle aree minori, anziani e disabili. Per il benessere, la tutela e protezione di bambini adolescenti, le loro opportunità educative di socializzazione e di partecipazione alla vita delle comunità, il sostegno alle responsabilità degli adulti in famiglia e nelle realtà associative, vengono assegnati circa 3 milioni di euro.</p>
<p>Quasi 1 milione e 950mila euro viene ripartito per interventi, azioni e servizi socio assistenziali per gli anziani soli o in coppia, anziani senza o con reti sociali deboli, senza casa, con insufficiente livello di reddito. Gli interventi per gli anziani non autosufficienti sono finanziati con risorse dedicate del Fondo sociale regionale per la non autosufficienza e programmati con il &#8220;Prina&#8221;, Programma regionale integrato non autosufficienza. Complessivamente alla non autosufficienza (persone disabili giovani, adulte e minori, anziani) sono dedicate in questo riparto 2 milioni di euro che saranno gestiti direttamente dai Comuni capofila delle zone sociali.<br />
Per l&#8217;area &#8220;disabilità&#8221; con la delibera regionale vengono messi a disposizione oltre 1 milione e 250mila, che si aggiungono alle risorse già destinate e trasferite per interventi volti a sostenere politiche per la piena inclusione sociale e socio lavorativa per le annualità 2013 e 2014.<br />
Vanno ad integrare gli interventi in corso i 300mila euro del Fondo sociale regionale a favore delle famiglie &#8220;vulnerabili&#8221;, a rischio sociale. La seconda macroarea presa in considerazione ricomprende i nuclei familiari con reddito medio-basso che, per la perdita del posto di lavoro o altre cause, possono scivolare verso una condizione aperta di disagio. &#8220;Le risorse, direttamente trasferite al territorio- dice la vicepresidente -, dovranno servire a interrompere la traiettoria discendente verso l&#8217;esclusione e la povertà&#8221;.</p>
<p>La terza macroarea individuata è quella della povertà e comprende interventi e servizi socioassistenziali per persone senza fissa dimora, senza tetto e &#8220;rom&#8221;, persone soggette a esecuzione penale, che necessitano di interventi di risocializzazione e reinserimento e, più in generale, per il sostegno al reddito di persone e famiglie al fine di fronteggiare il crescente impoverimento legato a una perdurante riduzione del reddito. A questo scopo sono stati destinati 1 milione e 250mila euro. Per la macroarea &#8220;immigrati&#8221; sono stati ripartiti 250mila euro.<br />
Le risorse trasferite sono destinate alla gestione associata dei servizi e degli interventi sociali nell&#8217;ambito dei rispettivi Piani sociali di zona e comunque, in via prioritaria, alla costruzione di livelli essenziali e uniformi di assistenza sociale definiti dal Piano sociale regionale. Prima dell&#8217;approvazione da parte della Giunta regionale, la proposta di riparto è stata esaminata e condivisa con i Presidenti della Conferenza di Zona sociale (sindaci o assessori dei Comuni capofila di Zona sociale).<br />
&#8220;In attesa sia dell&#8217;assestamento dell&#8217;assetto istituzionale territoriale delineato dalla legge regionale, ma in corso di definizione alla luce delle modifiche della legislazione nazionale, sia delle conseguenti decisioni sull&#8217;assetto della ‘governance&#8217; nel nuovo Piano sociale in fase di elaborazione – spiega la vicepresidente – con questo atto forniamo indirizzi per la programmazione attuativa del settore sociale alle istituzioni del territorio, nel rispetto delle autonomie dei Comuni associati, per orientare la pianificazione sulla base delle peculiarità sociali e territoriali&#8221;.</p>
<p>Viene rifinanziato con circa 500mila euro il progetto regionale (ex legge 162/1998) di sollievo alle famiglie con disabili gravi, con interventi di tipo domiciliare e per alleviare il carico assistenziale dei familiari.<br />
Ammonta, infine, a 400mila euro la somma destinata alle azioni regionali di sistema, relative a sperimentazione di servizi innovativi; programmi e progetti di valenza regionale; interventi regionali di area sociale; cofinanziamento di progetti nazionali ed europei; monitoraggio; definizione dei criteri per l&#8217;autorizzazione, l&#8217;accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei servizi; formazione. &#8211; See more at: http://www.regione.umbria.it/notizie/-/asset_publisher/VQyRMqH3GnjG/content/polsoci53?read_more=true#sthash.qyKTwXfD.dpuf</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/40-mila-famiglie-umbre-soglia-poverta-relativa-pronti-interventi-sostegno-delle-famiglie/">Oltre 40 mila famiglie umbre sotto la soglia di povertà relativa: pronti interventi a sostegno delle famiglie</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Giunta comunale, Edi Cicchi si dimette da Cooperativa e Consorzio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 07:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>&#8220;In merito al presunto conflitto di interessi sollevato strumentalmente nei miei confronti, confermo di aver avviato le procedure per le mie dimissioni dalla Presidenza della Cooperativa &#8216;Nuova Dimensione&#8217;, dal Consorzio &#8216;Auriga&#8217; e dal ruolo di dirigente di Confcooperative Umbria e da tutti gli altri incarichi dirigenziali, appena ricevuto l’incarico di Assessore, pur non sussistendo alcuna incompatibilità in base alla legge&#8221;. Si apre così la nota che l&#8217;assessore comunale al Welfare del Comune di Perugia, Edi Cicchi, ha diramato agli organi di informazione respingendo al mittente &#8211; almeno secondo il suo punto di vista &#8211; ogni ipotesi di incompatibilità, sollevata nelle scorse ore da Pd, Psi e 5 Stelle anche durante la prima seduta di consiglio comunale, lunedì scorso (30 giugno).</p>
<p>Continua la Cicchi: &#8220;Per averne conferma (dell&#8217;insussistenza di incompatibilità, ndr) sarebbe bastato consultare il &#8216;Testo Unico degli Enti Locali&#8217; secondo il quale le incompatibilità richiamate non si applicano ai soci delle cooperative e dei consorzi di cooperative proprio perché esse non sono aziende a proprietà individuale, ma un bene ed una risorsa per l’intera comunità&#8221;. Dal punto di vista formale, dunque, nulla da eccepire sulla nomina di Edi Cicchi alle Politiche Sociali. Tuttavia, sotto l&#8217;aspetto politico, rimane più di un dubbio circa l&#8217;opportunità di affidare ad un esponente del mondo delle cooperative un incarico così delicato e, soprattutto, vicino alla professionalità acquisita in oltre 30 anni di lavoro. Se da un lato, infatti, si potrebbe considerare l&#8217;esperienza competenza acquisita in grado di fornire valore aggiunto alla collettività, d&#8217;altra parte è legittimo supporre che tre decenni di lavoro, contatti e rapporti con il mondo del sociale potrebbero condizionare in qualche modo il neoassessore in alcune delle importanti scelte che sarà chiamata a prendere durante i prossimi cinque anni.</p>
<p>Ma per la Cicchi il problema non sussiste. &#8220;Gli ideali ai quali mi sono ispirata in oltre trent’anni di impegno &#8211; conclude nella sua nota &#8211; si fondano sulla centralità della persona e sulla volontà di perseguire gli interessi generali con spirito di responsabilità e servizio. Con gli stessi ideali lavorerò in questi cinque anni per la nostra città&#8221;.</p>
<p>Foto By <strong>Giancarlo Belfiore</strong></p>
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