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In 600 alla Leopolda umbra. Marini: “Un partito aperto al confronto e alle proposte”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

A Santa Maria degli Angeli il Pd per costruire un progetto condiviso caratterizzato da riforme a servizio dei cittadini. Boom di partecipanti e posti in piedi ai tavoli, in overbooking di iscrizioni già dai giorni precedenti

 
In 600 alla Leopolda umbra. Marini: “Un partito aperto al confronto e alle proposte”
Regione Umbria. Tavoli, clima gioioso e la scelta di una scenografia quasi bizzarra. Il “pullman del Pd” verso le regionali è partito dal Lyrick di Assisi, con i primi 600 passeggeri. #UmbriaVerso è, infatti, un successo. Boom di partecipanti e posti in piedi ai tavoli, in overbooking di iscrizioni già da ieri. In mattinata il Pd Umbria svela gli ultimi dettagli del grande evento voluto per costruire dal basso il progetto dell’Umbria del 2020. A partire dalla scenografia: gadget e cartelli stradali, che indicano la direzione dove si vuole portare l’Umbria del futuro, al motto “Se l’opportunità non bussa costruisciti una porta”, e il tavolo dei “padroni di casa” diventa un pullman, per “dare il senso della comunità – ha spiegato il segretario regionale Giacomo Leonelli salutando gli ospiti di #UmbriaVerso – perché vogliamo metterci a disposizione della comunità regionale e permettere a chiunque voglia portare un contributo di salire sul pullman del Pd che si accinge a partire per un nuovo viaggio verso il 2020”.

Apertura dei lavori. Tra gli ospiti dei dem umbri Stefano Bonaccini, che ha aperto i lavori della mattinata. “L’Umbria è una regione che ha una grande opportunità di riscatto dopo una crisi devastante, una regione che ha alla guida una brava persona capace di assicurare un futuro di crescita e sviluppo al territorio; non regaliamola a una centrodestra che scende in piazza ci fascisti”. Sarà importante, inoltre, assicurare una “sintonia tra il governo del Paese e le Regioni”, perché il Paese “vede la luce in fondo al tunnel” e arrivarci dipenderà molto anche dai governi locali. E poi al Pd: “Spesso i peggiori nemici di noi stessi siamo noi. Adesso dobbiamo stare tutti insieme”, pensando a un centrosinistra “rinnovato”, perché “non possiamo pensare di fare da soli, ma allo stesso tempo dobbiamo costruire le condizioni per poter mantenere le promesse che si fanno e per poter garantire all’Umbria il posto che merita in Italia e nel mondo”.

Marini. È anche la president della Regione a Catiuscia Marini ad aprire i lavori. “Oggi e’ una giornata importante – spiega la presidente in corsa per le regionali – perchè ci sono tante persone del Partito democratico, ma anche della societa’ regionale. Sicuramente dobbiamo essere un partito come quello di oggi, che e’ aperto a un confronto, a raccogliere idee e proposte”.

I tavoli. Riuscitissimi anche i tavoli tematici, attivati allo scopo di aprire il Pd alla partecipazione e all’ascolto di una platea eterogenea, fatta di operatori del settore, di persone preparate ed esperte, di quanti hanno voluto portare un contributo e raccontare il pezzo di Umbria che vivono, immaginano e che desiderano vivere nel 2020. La discussione si è sviluppata intorno ai documenti elaborati dai dipartimenti tematici nelle scorse settimane ed è stata coordinata da un coordinatore e da un animatore. La sintesi dei lavori dei tavoli sarà rielaborata e resa disponibile in rete dalla segreteria regionale del Pd Umbria e poi portata in discussione in direzione.

Debora Serracchiani. A chiudere la mattinata l’intervento della vice segretaria nazionale Pd Debora Serracchiani, che ha partecipato attivamente ai lavori dei tavoli. “E’ una formula che funziona – ha detto – soprattutto perché c’è un luogo fisico per il confronto, dove si incontrano i problemi e le esigenze dei cittadini con le istanze degli amministratori”.
“Stiamo affrontando un periodo di grandi cambiamenti – ha sottolineato dal palco Serracchiani – in cui si chiede agli amministratori di avere coraggio e di prendere decisioni che a volte si scontrano anche con il consenso elettorale. Ma il cambiamento è prima di tutto una sfida culturale. Dobbiamo, allora accettare la sfida e distinguerci dalla politica delle non scelte. Per troppo tempo siamo stati un pezzo contro l’altro e per troppo tempo si è evitato di affrontare le questioni. C’è, poi, la consapevolezza che mentre “la Lega va coi fascisti” e si formano, nel centrodestra “accozzaglie” inadeguate, “il Pd è elemento stabilizzatore, l’unico contesto di fiducia per il Paese e noi non possiamo permetterci di disperdere questo patrimonio”.

Regionali. Le elezioni regionali rappresentano “un banco di prova”. “Le dovremo affrontare con nuove parole d’ordine, che non significa abbandonare i nostri valori, con nuove generazioni, che sono quelle su cui puntare”, parlando di merito e interpretando il cambiamento, smontando le rendite di posizione. E poi “non basta più essere buona amministrazione, dobbiamo alzare l’asticella, raccogliere e rilanciare la sfida”. “Il Pd – secondo Serracchiani – sta facendo bene, si stanno facendo scelte che impongono al Paese il cambiamento. E in Umbria, con Catiuscia Marini, ha accettato la sfida e la sta rilanciando”.

Giacomo Leonelli. Con #UmbriaVerso inizia il viaggio del Pd verso le regionali e inizia dalle idee, non dalle persone o dalla formazione di coalizioni di potere. “Il Pd è diverso – ha detto. Alle Europee abbiamo preso il 50% dei voti e questo significa che dobbiamo caricarci sulle spalle il destino della Regione. Per questo abbiamo messo su strada un pullman, su cui chiunque voglia dare un contributo può salire e fare un pezzo di strada insieme; e c’è un podio, da cui i nostri ospiti possono indicarci la direzione. “Dobbiamo valorizzare la conoscenza – continua Leonelli – , più che le conoscenze”, continuare sulla strada della selettività per gli investimenti seguendo principi di qualità e innovazione, “rivedere i criteri di assegnazione dei premi di produttività nella pubblica amministrazione, perché non è più tollerabile che chi lavora nel privato sia trattato diversamente da chi lavora nel pubblico e su questo ci giochiamo la faccia. “E’, questa, una partita fondamentale, anche di credibilità per il Partito Democratico”.

Ha concluso i lavori della giornata la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. “Siamo una bella comunità di persone – ha detto – e dobbiamo lavorare per un futuro che non esiste ma che tutti vorremmo, non vendere sogni ma costruire in maniera molto concreta una sostanza e un futuro. Se vogliamo aiutare la nostra regione, abbiamo bisogno di coraggiosi e innovatori.I coraggiosi sono i rappresentanti del mondo dell’impresa e del lavoro, di quella rete di imprese che hanno resistito alla crisi e che non si sono nascoste, ma hanno cercato di capire come trovare il sole. Tante imprese piccole e medie che hanno fatto innovazione, ricerca, spesso hanno cambiato il loro mestiere, pensato all’export, all’internazionalizzazione, a investire sui lavoratori e sulle risorse umane. Ripartiamo, allora dai coraggiosi, che hanno percorso il mare contro le correnti e hanno cercato una speranza che ci aiutasse ad andare fuori dallo tsunami. Nei prossimi anni dobbiamo fare in modo che queste aziende da 350 tornino ad essere migliaia e riportino l’Umbria verso una rotta nuova che ha bisogno di innovazione. Il Pd ha una sfida alta che è guidare l’autobus del nostro Paese, indicando la rotta attraverso crescita, occupazione, riforme coraggiose. Il Pd rappresenta quello che siamo stati e quello che l’Umbria vuole provare ad essere e cioè una regione aperta, perché non abbiamo paura del cambiamento, una regione che dialoga con l’Europa e dell’Europa coglie le opportunità positive.
Abbiamo bisogno di proposte di creatività e il coinvolgimento non è solo aprirsi alla società civile astratta ma fare quello che abbiamo fatto oggi, aprendoci al confronto con tante persone che non avrebbero mai affrontato i luoghi tradizionali che abbiamo offerto nel tempo.
Siamo ambiziosi e lo siamo per l’Umbria, per metterci a disposizione. Per i luoghi della ricerca, le Università, le start up, le Pmi innovative, le persone che hanno il coraggio di cambiare punto di vista, produrre idee nuove, per gli insegnanti e gli studenti di scuole e università che cercano di assumere un’energia forte di pensiero, quelli che hanno raccontato da questo palco una regione nuova.
Abbiamo bisogno anche di una comunità e di un popolo. Quello di oggi è un popolo piccolo ma significativo e motivato e serve questo per indicare la rotta, definire un progetto di governo e costruire una squadra all’altezza. Siamo quelli che hanno fiducia nella regione e nella gente che in questa regione vive, produce, è alla ricerca di un’opportunità.
Dove il Pd fa la differenza è il tema della coesione sociale, un tema su cui ci assumiamo la responsabilità, perché non accettiamo che avere meno risorse significa avere meno cittadinanza sociale, meno welfare, meno opportunità per sanità, scuola, cultura, anziani, disabilità. Abbiamo la capacità di reinventarci dove la spesa pubblica è chiamata a rigore e a responsabilità nell’uso delle risorse, puntando sulla tecnologia che rivoluziona lavoro e pubblica amministrazione e sfida professionalità e competenze di ogni giorno. Siamo quelli che pensano che prima vengono le persone e per noi le persone sono gli umbri nelle tante articolazioni che conosciamo, quelli nati qui, quelli arrivati con l’immigrazione, i bambini di seconda e terza generazione a cui questo paese non riesce a dare cittadinanza piena. E’ l’Umbria delle donne, nei luoghi del lavoro, nella formazione, nell’assistenza, nella politica e nelle istituzioni.
Noi vogliamo reinventare e ripensare il nostro essere buona amministrazione, non solo dare conto di quello che abbiamo fatto ma essere i protagonisti di un nuovo progetto di governo.
Quello che siamo stati ci servirà per capire come innovare e come cambiare alzando l’asticella degli obiettivi, attraverso competitività, internazionalizzazione, innovazione e ricerca, occupazione. In questo percorso vogliamo utilizzare a pieno le sfide che il governo nazionale vorrà affrontare con decisione e determinazione.
Noi ci mettiamo a costruire le porte per l’Umbria, le opportunità. E ai competitori dico (e mi da gusto dirlo da qui, da Assisi): il cambiamento non è ‘levati tu che mi ci metto io’ ma è la fatica del lavoro, della passione, del coraggio delle idee, della coerenza tre idee e pratica politica.
Noi ci mettiamo passione, il senso della passione di essere al servizio di una comunità; senso di responsabilità, sapendo che quello che si sta facendo è un mestiere difficile e complesso, che riguarda gli altri; lungimiranza, perché non c’è politica che non si ponga obiettivi e fari che guardano oltre, che guardano al futuro da costruire.
E abbiamo chiari i difetti da evitare. Il primo è la vanità.
Dobbiamo, allora, trasmettere passione, restituendo fiducia ai cittadini nell’azione di governo delle istituzioni. Avere responsabilità perché quello che dobbiamo fare sono cose difficili e complesse, perché la crisi ha colpito senso di appartenenza, reddito, prospettive per sé, per i figli e per la famiglia. Responsabilità anche di non pensare che esistono ricette facili: dobbiamo costruire risposte complesse a una situazione difficile e complessa. Dobbiamo, infine, guardare oltre, spostare lo sguardo e pensare all’Umbria del 2020, non in senso dirigista ma evocando la partecipazione. Siamo una grande comunità di persone che vuole avere questa vocazione al servizio dell’Umbria”.

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