Il nodo cruciale ha riguardato i trasporti, visto che a mettersi in moto sono circa 140mila persone. Perché, se la scuola al suo interno è un luogo sicuro, da settembre, con la riapertura, gli ambiti collegati alla scuola hanno fatto registrare un peso notevole nella diffusione della pandemia. «Sarebbe particolarmente grave – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto – se il contagio dovesse ripartire, per questo il monitoraggio sarà attento».
I sindacati, che hanno partecipato con funzione consultiva al tavolo di coordinamento istituito dal Prefetto, si stanno esprimendo a proposito della riapertura prevista per il 7 gennaio prossimo: il doppio ingresso risolve il problema trasporti, ma che dire di quello della sicurezza a scuola?
Questa, la nota di Gilda degli Insegnanti dell’Umbria
Sulla riapertura delle scuole superiori dal 7 gennaio si pone una questione pregiudiziale: le nostre scuole sono sicure, come afferma fin da settembre la ministra Azzolina e come confermano con convinzione anche i Dirigenti Scolastici delle scuole dell’Umbria?
Poiché se le scuole sono un luogo sicuro, allora va affrontato l’ulteriore nodo della mobilità e dei trasporti.
Appunto il tema della mobilità è stato quello esaminato nei giorni scorsi dai prefetti di Perugia, Armando Gradone, e di Terni, Emilio Dario Sensi, attuando un confronto con la direttrice dell’USR Antonella Iunti, la Regione, i sindacati della scuola e dei Dirigenti Scolastici, confronto di cui si è già diffusamente dato notizia.
La Regione ha dato disponibilità per incrementare i mezzi di trasporto scolastici, incremento che permetterebbe di duplicare la tabella oraria ora prevista, per realizzare un doppio ingresso (alle 8 e alle 10) ed una doppia uscita (alle 13 ed alle 15). Questo permetterebbe di dimezzare l’affollamento dei mezzi ed anche tutto il movimento di persone connesso, compreso quello degli insegnanti.
L’alternativa sarebbe utilizzare l’incremento di mezzi di trasporto nell’orario unico delle 8, che ridurrebbe l’affollamento delle vetture ma non il movimento di persone connesso.
I Dirigenti Scolastici così come la maggior parte dei sindacati della scuola hanno contrastato fortemente l’ipotesi del doppio ingresso, principalmente sostenendo difficoltà organizzative e la necessità di predisporre un nuovo orario delle lezioni.
La GILDA ha adottato la posizione opposta, ritenendo che l’ingresso unico alle 8 riproporrebbe l’identica situazione già verificatasi in settembre-ottobre, con un rischio di contagio elevato per gli insegnanti, gli alunni e le loro famiglie e la certezza di dover richiudere le scuole dopo poche settimane.
A fronte dell’onere per le scuole di riorganizzare i propri orari, la GILDA ha chiesto risorse finanziarie straordinarie per retribuire tale lavoro aggiuntivo e garanzia che gli insegnanti che entrano con il primo ingresso possano terminare il proprio orario con la prima uscita; ha chiesto inoltre che venga fatto un investimento su sistemi di ricambio dell’aria per rendere più sicura la permanenza a scuola.
Torna quindi la questione posta all’inizio, che abbiamo detto pregiudiziale: le nostre scuole sono realmente sicure? Purtroppo la GILDA ritiene di no, infatti non ha firmato il Protocollo di sicurezza per il ritorno in classe siglato in agosto dal Ministero Istruzione e dai restanti sindacati della scuola.
La soluzione che è stata prospettata da Dirigenti Scolastici e da altri sindacati presenti al tavolo della Prefettura, di continuare ad attuare una didattica a distanza per il 50% degli alunni delle superiori, risponde secondo la GILDA al problema della sicurezza delle nostre scuole e solo come tale può essere considerata, mentre non è una soluzione accettabile se riferita soltanto al rischio mobilità e trasporti. Infatti, sarebbe troppo gravoso sacrificare il 50% del diritto dei nostri ragazzi a frequentare la scuola, rispetto all’impegno senz’altro oneroso di una rimodulazione dell’orario con un doppio ingresso, che evidentemente risolverebbe in uguale misura il problema del trasporto.
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