Lasciando in pace la settima arte, e ponendo fine a questo breve excursus temporale, di ben altri pianisti – e di fatti, piuttosto che di leggenda – si parla da un po’ di giorni in Corso Vannucci, per la precisione al n.19, primo piano, prima porta a sinistra, sala del consiglio comunale. Alla notizia, data da noi in anteprima, della passione del consigliere comunale di Forza Italia Carmine Camicia per i tasti del voto in dotazione al collega Massimo Perari, l’esponente del partito di Berlusconi ha prontamente replicato: prima, in perfetto “stile Ghedini”, trincerandosi dietro un “è tutto da provare, potrei non essere io”; e poi, come va di moda nella terza (?) Repubblica, rendendo nota una foto che ritrae la consigliera dell’opposizione Emanuela Mori (Partito democratico) mentre “suona il piano” votando per conto di un collega, in quel momento assente dal proprio scranno.
Ovviamente silenzio assoluto da parte delle rispettive segreterie, che si guardano bene dal richiamare pubblicamente i diretti interessati – sarebbe già una conquista se almeno li avessero richiamati in privato… Ma questa non è certo una novità: da tempo, infatti, è risaputo che i partiti sono più che altro dei giustificativi istituzionali per gruppi di potere pressoché privati. Pertanto meglio non alzare troppo la voce, o si rischia di perdere bacini di voti e di potere.
E allora? E allora niente! Spazio alla musica e alla creatività, con i pianisti di Corso Vannucci che aspettano voi, elettori-cittadini, ogni lunedì pomeriggio per un nuovo, entusiasmante concerto! E non fate troppo i moralisti bacchettoni, che a scandalizzarvi siete rimasti soltanto voi.
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