La Cgil – Il rallentamento subito nel percorso della legge 56 (legge del Rio) e le pesanti ricadute ad oggi previste in termini occupazionali e di servizi ai cittadini rispetto alla Legge di Stabilità per quanto riguarda il funzionamento delle Province saranno oggetto di analisi in due assemblee, organizzate dalle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil Fpl dell’Umbria, contemporaneamente nella Provincia di Perugia e in quella di Terni, per domani dalle ore 10 alle ore 12, che coinvolgeranno tutti i lavoratori degli enti. Le assemblee saranno accompagnate da un’iniziativa di mobilitazione, programmata in tutta Italia, che porterà all’occupazione simbolica degli enti da parte dei lavoratori.
I tagli – La situazione che ad oggi si profila in relazione ai tagli previsti dal governo è pesantissima, sia per i lavoratori che per i servizi. Già sono state richieste alle scuole misure di razionalizzazione di luce,di riscaldamento e via dicendo, che incidono sul funzionamento stesso dell’attività scolastica. Ad oggi i tagli annunciati dal governo italiano per il funzionamento di questi e altri servizi sono di un miliardo per il 2015, due miliardi per il 2016, tre miliardi per il 2017. Quale idea di Stato, di servizi, di garanzie per i cittadini abbia questo governo, davvero non riusciamo a comprenderlo. In Umbria i dati di bilancio presentati dai due presidenti delle Province ci dicono che per la Provincia di Perugia si prevedono dai 15 ai 28 milioni di deficit per l’anno 2015 e per la provincia di Terni circa 8 milioni.
Delirio istituzionale – In questo modo anche Perugia aderisce alla mobilitazione nazionale indetta per domani da Cgil, Cisl e Uil e che vede coinvolte tutte le Province italiane in lotta contro quello che viene definito dai sindacati un “delirio istituzionale” e non un riordino amministrativo. Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil fanno appello anche alla presidente della giunta regionale Catiuscia Marini ricordando che, come già ribadito in molteplici sedi e occasioni dai due presidenti provinciali, rimanendo così le cose in merito ai tagli e alla mancata riorganizzazione funzionale, la Regione sarà chiamata a farsi carico di una riconfigurazione degli assetti territoriali incompatibile con la garanzia dei servizi perché mancheranno sia le coperture finanziarie che il necessario supporto professionale dei lavoratori provinciali dichiarati in esubero. L’emendamento alla legge di stabilità introdotto dal Governo prevede infatti una rideterminazione lineare della dotazione organica delle Province con una riduzione della spesa per il personale del 50% (30% per le Città Metropolitane). “La mancata proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza al 31 dicembre 2014 – sottolineano ancora i sindacati – determinerà una effettiva carenza di personale addetto all’esercizio di funzioni che potrebbero essere riallocate a livello regionale.
Licenziamenti – Dal 1° gennaio – ci si chiede – e in assenza di un riordino organico, chi garantirà ai cittadini servizi fondamentali gestiti dal personale precario?”. A margine di tutto ciò, c’è da segnalare la sorpresa di personale dipendente e Sindacati nell’apprendere su “Italia Oggi” la notizia secondo cui i senatori Pd hanno diffuso un comunicato stampa per negare il rischio licenziamenti a carico dei “provinciali”.
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