mesiNel testo del Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non c’è alcun riferimento alla proroga del blocco degli sfratti. Nel 2015, quindi, non ci sarà l’allungamento dei tempi per gli inquilini che si ritrovano con il contratto di affitto scaduto. Questo diritto veniva riconosciuto alle famiglie con determinati limiti di reddito e in difficoltà per avere a carico persone malate o più figli piccoli. Il ministero delle Infrastrutture fa sapere che non è stata inserita visto che, nel decreto casa, sono stati incrementi i fondi affitti e per morosità incolpevole. I due fondi in tutto prevedono uno stanziamento di 446 milioni di euro (200 milioni il primo, 226 l’altro). Confedilizia Umbra e l’assessore regionale Vinti dicono la loro.
Confedilizia – “Il decreto Milleproroghe, non prevede la proroga del blocco degli sfratti. Una scelta del Governo Renzi, importante e positiva, per la categoria più penalizzata in Italia dal 1993 ad oggi, quella dei proprietari di casa che vedono così ripristinata la certezza del diritto” – dichiara Armando Fronduti, presidente della Confedilizia umbra e membro della giunta esecutiva nazionale. “Sarebbe stata la 31° proroga, quasi una all’anno, dopo l’infausta legge dell’equo canone (legge n. 392 del 27/7/78) che non risolse alcun problema, creandone molti. Occorre sottolineare che l’eventuale proroga avrebbe riguardato soltanto un segmento degli sfratti, quello per finita locazione, escludendo quelli per morosità. Un numero davvero limitato di famiglie anche nella nostra Regione, con redditi sotto i 27mila Euro e con presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali. Proprio per aiutare i conduttori in difficoltà il Governo ha previsto un forte incremento destinato ai fondi affitto ed agli sfratti per morosità “incolpevole” – dichiara Fronduti – con 446 milioni di Euro di cui 200 milioni per gli affitti e 226 per la morosità incolpevole. L’Umbria vedrà più che raddoppiati gli attuali contributi, così come i Comuni.
Quando parliamo di 900 – 1.400 sfratti in Umbria, oggi al 90% sono sfratti per morosità. Questo importante segnale dato dal Governo, come mai nel passato, in linea con le politiche abitative degli altri paesi europei, dovrà essere confermato in sede di esame del decreto Milleproroghe dove potrebbe riaffacciarsi qualche posizione di pericolosa demagogia.”
L’assessore Vinti – Nessuna proroga per gli sfratti da parte del Governo che però, come afferma l’assessore regionale Stefano Vinti non è nemmeno “un atto di merito che ‘finalmente interrompe la liturgia delle proroghe’ come afferma Confedilizia”. “In Italia – continua l’assessore facendo riferimento alle parole di Fronduti di Confedilizia – non è stata in vigore nessuna sospensione generalizzata degli sfratti. La sospensione in vigore era valida solo per gli sfratti per finita locazione, per quei nuclei familiari con reddito lordo complessivo inferiore a 29mila euro anno e contemporaneamente che avessero una delle seguenti condizioni: presenza di anziani con più di 65 anni, di minori, di portatori di handicap gravi e malattie terminali”. “La stragrande maggioranza dei casi – sottolinea Vinti – in questa tipologia sono i pensionati. In Italia si stimano almeno 30 mila famiglie e in Umbria alcune centinaia con questi requisiti. Pertanto un provvedimento che garantisse gli inquilini e al tempo stesso i piccoli proprietari immobiliari era atteso da più parti, anche a seguito di un ordine del giorno specifico, approvato dal Parlamento, su proposta del Partito Democratico”.
“Si trattava – continua l’assessore regionale – di una proroga che avrebbe riguardato una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione che quindi avrebbe escluso sia la morosità, oggi la causa prevalenete di sfratto, sia la necessità per il proprietario di ritornare in possesso dell’alloggio. Si tratta di famiglie che per livello di reddito e situazione complessiva hanno scarse se non nulle possibilità di reperire un alloggio a libero mercato e data la cronica carenza di alloggi a canone sociale, risulta improbabile che possano risultare assegnatari di un appartamento pubblico”.
“La mancata proroga degli sfratti – continua – causerà ulteriore disagio sociale visto che non esiste nessun meccanismo certo, pubblico, di passaggio ‘da casa a casa’ per una famiglia sfrattata. Inoltre l’annuncio del Ministero delle Infrastrutture di uno stanziamento di 446 milioni di euro per le politiche abitative può andar bene per un po’ di propaganda ma non certamente per risolvere i problemi. I fondi stanziati, infatti, sono da spalmare per i prossimi sette anni e non come si vuol far intendere utilizzabili per il 2015. Ne vengono fuori risorse annuali imbarazzanti, se non ridicole, per affrontare anche parzialmente la ‘crisi strutturale abitativa’ del nostro Paese. Risorse del tutto insufficienti anche per l’Umbria, sia per il ‘sostegno all’affitto’ sia per la ‘morosità incolpevole’ che coprirenno percentuali irrisorie delle famiglie che ne hanno diritto.
“Inoltre – secondo Vinti – è bene chiarire che i fondi a sostegno servono per cerczre di impedire nuovi e ulteriori sfratti, ma non hanno nessuna incidenza su sfratti già emessi ed esecutivi per finita locazione. La realtà è che il fondo per il sostegno agli affitti nel 1998 era di 300 milioni di euro e oggi di 100 milioni con sfratti che sono aumentati, in questi anni, del 50%, sono risorse, pertanto poco più che simboliche”.
“La politica del Governo – conclude Stefano Vinti – dovrebbe incentrarsi sul come evitare ulteriori sfratti, negli ultimi sei anni sono stati 350 mila in Italia e in Umbria 6mila circa, di cui il 90% per morosità, mettendo in campo risorse per accedere ad un alloggio alternativo o per compensare del prolungamento del contratto d’affitto, il piccolo proprietario immobiliare. Inoltre è bene ricordare che per ogni sfratto ci sono almeno altre dieci famiglie sulla soglia dello sfratto, infatti il 30% degli inquilini sono in ritardo nel pagamento dell’affitto, evidentemente in crescente difficoltà per la crisi economica e per le politiche di austerità. A fronte di queste nuove annunciate ondate di sfratti di famiglie particolarmente disagiate, il Parlamento ora metta una ‘pezza’ a questo disastro emendando il testo del ‘Mille proroghe’ in sede di conversione in legge del decreto, reinserendo la proroga”.
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