“In provincia di Perugia – dichiarano ancora le democratiche – nonostante i proclami e nelle more dello Statuto, si fatica ancora a valorizzare il portato politico delle democratiche. Basti pensare che con l’ultimo congresso è stata eletta un’assemblea provinciale che non rispetta lo statuto, nonostante il riequilibrio di genere fatto in commissione provinciale per il congresso, e che nei circoli, territoriali e comunali, solo il 20 per cento dei segretari è donna. La nomina della segreteria provinciale aggiunge una nota negativa. Non basta aver scelto di comporre una presidenza ‘in rosa’, non basta riservare parole di incoraggiamento alla conferenza delle democratiche, serve, invece, smettere di pensare che ‘una donna in più significa un uomo in meno’ e serve farla finita con la scarsa considerazione che si riserva alle questioni di genere, derubricate a una ‘moda’ politica. Le questioni di genere hanno a che fare con il contributo di elaborazione e con l’autonomia delle donne in politica. Ecco perché la conferenza delle democratiche non rimarrà in disparte, ma chiederà, anzi, al segretario provinciale del Pd di Perugia Dante Andrea Rossi – che con la conferenza avrebbe potuto, per opportunità politica, condividere i criteri di composizione dell’esecutivo e a cui abbiamo dovuto ricordare che la portavoce del livello corrispondente è membro di diritto della segreteria – di rivedere la composizione degli organismi, a partire dall’esecutivo, affinché sia rispettato lo Statuto Pd”.
In parole povere, la parità di diritti tra uomo e donna si deve vedere anche nella segreteria provinciale del Pd di Perugia, dove devono esserci tanti maschi e tante femmine, a prescindere dal reale apporto di idee e valore aggiunto che una persona o l’altra possano portare al segretario. Questo, almeno, è il pensiero delle democratiche perugine, che intendono vedere rispettati certi valori anche dal punto di vista matematico. E se per un osservatore, magari un elettore, 8 contro 12 non appare uno scandalo come potrebbe essere, ad esempio, 3 contro 17, per le democratiche poco conta: “L’impegno a dare vita a una piena e proficua collaborazione tra partito e conferenza delle democratiche – concludono – assunto dal segretario Rossi e dal coordinatore della segreteria Bocerani, è solo un piccolo passo avanti. Dimostrare attenzione alle questioni di genere significa ben altro”. A cominciare dai riequilibri numerici.
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