Lo stabilimento di San Sisto – Il consigliere del Pd Tommaso Bori ha presentato due odg per chiedere alla Giunta di attivarsi rispetto alla situazione d’emergenza che si registra allo stabilimento della Nestlé-Perugina di San Sisto contro il ridimensionamento ed i licenziamenti, il secondo (un’interrogazione) per avere chiarimenti sulle motivazioni del licenziamento di una lavoratrice disabile e sindacalista alla Nestlé – Perugina e sulla volontà di prendere posizione rispetto alla complessa situazione della storica azienda della nostra città”.
“L’azienda Nestlè – Perugina – commenta Bori in consiglio – riveste per Perugia la stessa importanza simbolica, economica e sociale che le acciaierie da sempre hanno per la città di Terni, come si è visto nei medi passati con la mobilitazione popolare ed istituzionale che ha coinvolto tutta la cittadinanza”. Una richiesta a sindaco e Giunta affinché prenda una posizione in merito al ridimensionamento all’interno dell’azienda. A dar man forte al giovane consigliere comunale, anche il capogruppo del Pd Diego Mencaroni e il pentastellato. Stefano Giaffreda. Il consigliere di maggioranza Emanuele Scarponi, invece, mostra una qualche perplessità. “All’interno di Expo Milano ci sarà lo stand della Nestlè nel cluster gestito da Eugenio Guarducci ma è fatto gravissimo che non compaia il brand della Perugina. Non potrebbe invece essere un segnale forte puntare proprio sul brand di San Sisto durante un evento di tale importanza?”.
La Giunta – Sensibilità che l’Amministrazione comunale sembra dimostrare, come l’assessore Michele Fioroni conferma con un intervento: “Propio in questi giorni, anche grazie a dei rapporti personali sto sollecitando un incontro con Nestlè Italia proprio perché la Giunta riconosce la centralità del ruolo dell’azienda. Dobbiamo inoltre tenere conto che Perugina sarà presente all’interno del cluster dedicato al cacao durante Expo 2015 a Milano con uno stand nei “distretti del cioccolato”. Secondo l’assessore Fioroni, inoltre, provo come fatto con le acciaierie di Terni, bisogna intervenire a tempo debito. “Purtroppo – continua Fioroni- fino ad ora, forse, non si è mai investito abbastanza nel rendere Perugia la città del cioccolato, sia dal punto di vista artigianale che da quello industriale. Diventa fondamentale, in questo momento, sedersi al tavolo con Nestlè in nome della comprensione e capire quali sono le strategie industriali e prendere in considerazione una gestione forte del brand con, perché no, negozi monomarca. Dal consiglio comunale, la pratica è stata approvata all’unanimità.
La situazione Nestlé – Perugina – Negli ultimi anni la situazione è diventata molto complessa, soprattutto per la precarizzazione del personale e, nell’ultimo periodo, vi è stato un aumento della tensione tra lavoratori, sindacati e vertici aziendali per il continuo ricorso ad ammortizzatori sociali, precarizzazione del personale, paventati licenziamenti e riduzione della produzione. Già dal 2013 con i contratti di solidarietà, dunque con sacrificio dei lavoratori che rinunciano a parte dello stipendio per evitare il licenziamento dei colleghi, si è cercato di mettere in sicurezza l’impianto della fabbrica di San Sisto. È stato fatto dopo le occasioni perse nella campagna 2013/14 per ricreare le condizioni di competitività ed efficienza utili a riposizionare la Perugina nel sistema Nestlé Europa. Nonostante i sacrifici dei lavoratori la Nestlé ha continuato a ridimensionare lo stabilimento della Perugina dismettendo produzioni perché fuori mercato e delocalizzando molte commesse.
Tag dell'articolo: Diego Mencaroni, Emanuele scarponi, Michele Fioroni, nestl, Perugina, sindacati, Stefano Giaffreda, Tommaso Bori.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
