Nessuna traccia, e ancor meno prova, di presunti giochi erotici tra Meredith Kercher e le persone che erano in casa nella notte in cui fu uccisa, fra il primo e due novembre del 2007. Lo ha stabilito il procuratore generale Alessandro Crini nel corso della sua replica all’arringa difensiva dell’avvocato Luca Maori, uno dei legali di Sollecito. “Non c’è alcun segnale di presunti giochi erotici”, ha detto il pg, smentendo di fatto i suoi colleghi di Perugia che avevano per anni sostenuto tale tesi. Per il procuratore il movente è da individuare nelle tensioni e nei contrasti fra Amanda Knox e Meredith “legati alla pulizia della casa”. Tensioni che, la sera del delitto, furono alimentate dal comportamento di Rudy Guede.
Il quale, sempre secondo la tesi d’accusa, aveva usato il bagno senza tirare lo sciacquone, suscitando le ire di Meredith. Le tensioni già presenti da tempo, alimentate dall’uso di droghe leggere – sostiene sempre Crini – avrebbero dato il là ad una rapida spirale in ascesa fino a scatenare la reazione violenta di gruppo. Una ricostruzione agghiacciante, quella di Crini, ma definita dallo stesso magistrato “altamente plausibile”. Al termine del suo intervento di replica, Al termine delle repliche il pg ha fatto verbalizzare la sua richiesta di misura cautelare per entrambi gli imputati “all’esito di un’eventuale pronuncia di condanna” da parte della Corte, ricordando come la Knox da tempo viva all’estero mentre Sollecito effettui continui viaggi fuori dall’Italia. In altre parole, in caso di condanna il pg vorrebbe evitare di concedere ogni possibilità di fuga ai due imputati in attesa dell’ultimo grado di giudizio, assicurando l’esecuzione della sentenza una volta passata in giudicato.Tag dell'articolo: amanda knox, kercher, meredith, omicidio, processo, raffaele sollecito, udienza.
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