La vicenda – Fu la madre del bambino, compagna dell’uomo, a presentare la querela presso i Carabinieri di Bastia: probabilmente anche per questo motivo, la loro relazione si concluse, l’indagato venne immediatamente allontanato dal nucleo familiare e solo ieri, dopo un lungo percorso processuale, l’uomo è stato chiamato a pagare il suo conto con la giustizia. Un conto pesante: reclusione di 3 anni e 6 mesi, oltre alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dall’Ufficio di curatore e di tutore, evidentemente ritenute incompatibili con i suoi trascorsi criminali.
L’arresto – Così all’alba di ieri, un blitz degli uomini della Terza Sezione di questa Squadra Mobile (preposta ai reati contro la persona, dallo stalking all’omicidio), diretti dal dottor Chiacchiera e coordinati dall’ispettore capo Sergio Ragni, ha permesso di assicurare alla giustizia il condannato il quale, ormai ben consapevole della condanna emessa a suo carico e forse della gravità dei fatti commessi, era ormai da tempo in attesa che le forze dell’ordine lo andassero a prendere a casa: rassegnato e collaborativo fin da subito, è stato accompagnato a Capanne per l’esecuzione della condanna a suo carico.
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