La Tomba etrusca di Villastrada, appartenente in antico all’agro controllato dalla città di Chiusi e databile nel corso del secondo quarto del VI sec. a.C., fu rinvenuta casualmente nel 1977. Il ricco corredo, ascrivibile ad un uomo e composto da più di 50 elementi, comprende una variegata serie di materiali ceramici in impasto e bucchero, con forme legate per lo più alla sfera del simposio, cui è associato un prezioso servizio metallico in bronzo e ferro per il banchetto a base di carne. Sottoposti dopo il recupero ad un’accurata opera di restauro, i reperti reali sono attualmente esposti in parte al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria di Perugia, in parte conservati presso i depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Ma la novità è che da sabato prossimo, all’interno di uno spazio dedicato che richiama i volumi della sepoltura, con l’installazione virtuale in stereoscopia in 3D di Palazzo della Corgna, sarà di nuovo possibile conoscere e ammirare questi reperti. “Grazie alla tecnologia digitale – spiega l’archeologa Sabrina Batino dello Studio Gallorini – sarà possibile visualizzare un patrimonio che altrimenti, sebbene perfettamente restaurato, non è più fruibile. Del resto, accade che sempre più spesso due mondi apparentemente così lontani quali la tecnologia e l’archeologia camminino di pari passo al fine di valorizzare il patrimonio storico e artistico”. L’installazione castiglionese è stata realizzata con fondi del Psr (Piano di sviluppo rurale) per l’Umbria 2007-2013. Alla cerimonia di sabato, fissata per le ore 10, prenderanno parte anche il sindaco Sergio Batino e l’assessore alla cultura Ivana Bricca.
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