CATANIA I più ottimisti diranno che oggi è mancata la fortuna, un rigore e che senza giocatori quali Crescenzi e Del Prete è difficile fare di meglio. Il Perugia, però, difetta di grinta. E soprattutto di un attaccante in grado buttarla dentro con regolarità. La prova è arrivata anche oggi allo stadio “Massimino” di Catania da dove la squadra di Camplone esce sconfitta 2 a 0 sotto i colpi di due veri e propri bomber: Calaiò e Maniero. Mica due qualsiasi. Un’ex attaccante della Serie A che ha fatto sempre bene quando chiamato a dare il proprio contributo (tranne al Genoa) e la punta ceduta in questa sessione di mercato dal Pescara e a lungo inseguita (forse soltanto platonicamente) proprio dal Grifo che, perso Perea e messo in lista di collocamento Rabusic, finora non ha fatto movimenti in entrata davanti. Potrebbe arrivare Ardemagni e oggi il Perugia ha incontrato un portiere di categoria superiore come Gillet ma ad oggi un attacco composto soltanto da Falcinelli, Parigini e Fabinho non sembra in grado di poter portare la squadra nei quartieri alti della classifica. E alla luce degli altri risultati, è bene iniziare a guardarsi anche alle spalle. Perché il terzultimo posto è distante soltanto 5 punti. Probabilmente non era questa la partita giusta per uscire dalla crisi (il Catania è diventato uno squadrone) ma nel frattempo è arrivata la seconda sconfitta in tre gare.
Il primo pericolo per il Perugia arriva al 7°, quando Sciaudone servito da Mazzotta costringe con un tiro al volo di sinistro Provedel alla parata miracolosa. Gli ospiti si fanno vedere dalle parti di Gillet due minuti dopo con un tiro di Verre che si spegne però lontano dal bersaglio grosso. I padroni di casa, rigenerati dai nuovi acquisti, spingono sulla destra con Sciaudone e Rosina bloccando gli spazi centrali. Al 18°, approfittando di una palla persa malamente a centrocampo da Nicco, l’ex Torino fa partire il contropiede neutralizzato di piede da Provedel. Il minuto successivo il Catania protesta per un tocco di mano in area di Falcinelli, giudicato involontario dall’arbitro. La svolta arriva al 21°: Rossi, saltato nettamente, atterra Rosina e sugli sviluppi del calcio di punizione arriva come un falco Maniero che lasciato solo dalla retroguardia biancorossa trafigge Provedel con un colpo di testa letale. Il Catania non è sazio e al 29° Calaiò costringe il portiere ospite agli straordinari. La risposta del Perugia è affidata a Fabinho che in area cerca di piazzarla di punta. Calaiò al 33° dà un’altra dimostrazione delle proprie capacità e colpisce con una bellissima rovesciata, che finisce di poco alta. Sempre l’attaccante etneo protagonista al 35°, il cui colpo di testa viene deviato da Provedel. La difesa del Catania si chiude bene e allora ci prova Lanzafame a suonare la carica: prima la mette forte e tesa in area ma sia Nicco che Falcinelli arrivano in ritardo all’appuntamento e poi decide di fare tutto da solo con un tiro da fuori, respinto in tuffo da Gillet che al 44° esce in presa bassa per anticipare Parigini lanciato a tutta velocità.
Il secondo tempo si apre con l’ammonizione a Parigini, dopo un entrata in ritardo ai danni di Mazzotta. Il Catania continua a cercare il raddoppio e al 5° lo trova dopo una percussione di Belmonte che serve in mezzo Calaiò: per l’attaccante napoletano è un cioccolatino e di controbalzo fulmina Provedel. Il Perugia però non si disunisce e al 7° sbatte per ben due volte contro il muro Gillet che neutralizza prima una conclusione di Nicco e poi, rialzandosi, il tap in da zero metri di Lanzafame. Al 14° Fabinho cerca di andare via in velocità e finisce a terra ma per l’arbitro si tratta di simulazione e ammonisce l’esterno brasiliano. Al 24° Goldaniga ha l’occasione giusta ma il suo tiro si stampa sulla traversa mentre due minuti dopo Nicco da pochi metri non riesce a trovare la porta. Gillet al 30° si conferma grande protagonista respingendo un tiro di Fabinho che poi, nei minuti successivi, si fa espellere per doppia ammonizione. Si esaurisce qui la spinta del Perugia, atteso sabato prossimo dalla gara con il Vicenza.
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