Il ristoratore si rende disponibile a parlare della proposta commerciale il giorno successivo. All’incontro, i due uomini “d’affari” hanno fatto una dimostrazione della loro particolare “arte”: quella di utilizzare le banconote di vario taglio, usandole come una sorta di “stampo” su fogli di carta bianca delle medesime dimensioni che, a seguito dell’immersione in apposite sostanze chimiche che i due chiamano “medicina”, poi quasi per incanto si trasformano in banconote autentiche.
Ai fini della dimostrazione, i due hanno chiesto all’imprenditore perugino una banconota da 50 euro e, dopo averla volta nella carta stagnola e inserita in una scatola metallica, anno versato la medicina miracolosa. Il risultato è stato quello di ritrovarsi con ben 3 banconote da 50 euro ma bagnate che, quindi, devono essere asciugate.
Terminata la dimostrazione, i due africani hanno poi invitato il ristoratore ad accettare l’affare seguendo indicazioni precise: esclusiva disponibilità del locale ristorante, in particolare del ripostiglio sotterraneo, chiudendo quindi l’attività per una giornata e soprattutto far trovare la bellezza di 160mila ruro in banconote pronte per la miracolosa “moltiplicazione” senza dimenticare, ovviamente, il phon per la fase dell’asciugatura.
A questo punto l’uomo, che inizialmente aveva quasi creduto alla buona fede dei due avventori, si rivolge alla Polizia dove gli uomini di Chiacchiera e Roscioli hanno preparato l’operazione. Il ristoratore ha fissato un nuovo appuntamento con i due africani promettendo loro di seguire le indicazioni ricevute il giorno precedente è che avrebbe portato ben 500mimla euro.
All’appuntamento si è presentato solo uno dei due uomini mentre il complice, per maggiore cautela, lo attendeva all’interno di un vicino kebab.
Il truffatore ha voluto subito controllare l’interno della valigetta e quando si accorge che il ristoratore ha con sé soltanto una banconota da 200 euro, ha iniziato ad aggredirlo. A questo punto sono intervenuti i poliziotti che lo hanno immobilizzato. Inutile il tentativo, da parte del primo africano, di scagliarsi contro gli agenti o di fuggire, e inutile anche quello del suo compagno di dileguarsi. Individuato dentro il kebab, anche lui è stato tempestivamente bloccato e portato in Questura.
Presso gli uffici della Squadra Mobile, i due sono stati identificati per T.C.J., del 1969, e N.L.F., del 1970, entrambi camerunensi, regolari con il soggiorno ma pluripregiudicati: uno dei due è residente a Ravenna, l’altro a Perugia, dove avevano deciso di “truffare” chissà quanti cittadini ed imprenditori.
All’esito dell’operazione, i due camerunensi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di truffa tentata in concorso e, nel caso del primo africano, per resistenza a Pubblico Ufficiale: le modalità della loro condotta sono esattamente identiche a quelle di alcuni loro connazionali, già segnalati da altri Uffici della Polizia e dagli organi di stampa, come “Striscia la Notizia” su Canale 5.
Dopo l’avventura di ieri nel ristorante perugino, i due camerunensi dovranno “rivedere” le loro tecniche di truffa ed essere un po’ più avveduti: il pericolo che corrono, da ieri, non è solo quello di incontrare Moreno Morello di “Striscia” ma, disgraziatamente per loro, anche la Polizia di Perugia.
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