L’evento – Proprio per ricordare il giorno in cui l’opera vinse la censura e l’ipocrisia del tempo, il Postmodernissimo mette in scena un evento di contaminazione artistica davvero unico nel suo genere. Brando e la Schneider rivivranno, per una notte, nel progetto musicale di Javier Girotto e Francesco Nastro e nel collage di immagini realizzate appositamente sulle note del duo dal regista Lucio Cremonese.
Il duo Girotto-Nastro – Una sonorizzazione dal vivo, una rivisitazione del film modulata sui brani eseguiti dal duo che ha già pubblicato un album dal titolo più che evocativo: Passione. Un pianoforte e un sax, un incontro nato per caso che si è trasformato presto in destino. E’ iniziata così tra Javier Girotto e il pianista Francesco Nastro, che racconta: “ci siamo incontrati nel 2007 per registrare un disco con un quartetto. Poi la nostra strada si è unita e nel 2012 abbiamo registrato il primo album insieme per l’etichetta Cam Jazz”. Insieme per indagare tutte le possibili contaminazioni del jazz, il duo ben presto inizia a riscuotere successo grazie anche al calore dei flauti andini che Girotto interpreta a modo suo. “Un suono profondo – dice ancora Nastro – legato alle terre calde del sud del mondo, all’Argentina. Il suono ideale per ripercorrere e rievocare la passione, l’amore”.
Come nasce il progetto – “L’idea è stata del regista dopo aver ascoltato il nostro album. Sentendo quelle melodie Lucio Cremonese ha pensato subito a “Ultimo tango a Parigi”. Così ha montato alcune scene del film con alcuni dei nostri brani. Suonati dal vivo, mentre sullo schermo scorrono le immagini, il pubblico si sente parte integrante di questo mix artistico. Lo abbiamo percepito a Napoli, dove ci siamo esibiti in anteprima con questo spettacolo. E’ stato proprio l’entusiasmo di chi era presente in sala a convincerci a portare avanti questo progetto”.
Lavorare con le immagini – Un’esperienza importante e insolita anche per Javier Girotto, sassofonista di fama mondiale che ha calcato i più importanti palcoscenici del mondo. “Mi è sempre piaciuto lavorare con le immagini – racconta Javier – e in questo caso più che mai anche perché ho avuto l’opportunità di reinterpretare brani della colonna sonora del film scritti da Gato Barbieri”. Barbieri, sassofonista argentino, era stato scelto da Bertolucci dopo che in un primo momento aveva affidato le musiche del film ad Astor Piazzolla. “Nessuno ha mai capito perché Bertolucci cambiò idea in corso d’opera, ma ho scoperto da poco un aneddotto su questa particolare circostanza – dice ancora Javier. In particolare mentre cercavo alcuni pezzi da reinterpretare nel repertorio di Piazzolla, ho scovato un brano inedito intitolato “Penultimo”. Qualcuno dice lo chiamò così proprio perché era arrabbiato per “Ultimo tango a Parigi”.
La contaminazione – Una contaminazione tra più forme artistiche e strumentali, quella che andrà in scena domani sera. Ma che è anche geografica allo stesso tempo. “Sì, la nostra musica attraversa il mondo e arriva fino alla Parigi di Marlon Brando. Il tango ha sempre avuto il suo fascino anche in Francia e, per chi la conosce, Buenos Aires stessa si può definire una Parigi argentina. D’altronde l’architetto che l’ha progettata era francese”, sorride Javier. “E’ come vedere e sentire la passione da tutti gli angoli del mondo”, conferma Nastro.
Il film – Entrambi erano troppo piccoli quando il film uscì nelle sale nel 1972. Javier Girotto ammette che la prima volta non capì molto. “Ricordo solo le scene forti – ammette – ma poi ho capito cos’è la passione”.
I musicisti – Francesco Nastro è di Napoli. Pianista, arrangiatore e compositore jazz vince numerosi premi riscuotendo ottimo successo di pubblico e di critica. Nel 1996 pubblica “Trio dialogues” con Gary Peacock e Peter Erskine. Molte le collaborazioni e le attività didattiche portate avanti, soprattuto con Pomigliano jazz e l’etichetta discografica Itinera.
Javier Girotto, nasce a Cordoba. Naturalizzato italiano, si forma nell’ ambiente musicale del jazz e della musica argentina, il tango in particolare, di cui è uno dei principali esponenti in Europa. Dagli anni ’90 pubblica numerosi dischi con gli Aires Tango. Nel campo del jazz suona solo, in o con grandi orchestre, gira il mondo e collabora con tantissimi musicisti di fama mondiale tra cui Natalio Mangalavite, Peppe Servillo, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Gary Burton e Marcelo Nisinman.
Tag dell'articolo: Francesco Nastro, Javier Girotto, Maria Schneider, Marlon Brando, Postmodernissimo, Ultimo tango a Parigi.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
