Mariotti e Galanello rilevano inoltre che le logiche che hanno ispirato Poste italiane ad operare tali scelte sono di carattere “superficialmente economicistico e assolutamente estranee a un criterio che, nel caso di servizi essenziali quali quelli postali, deve essere di ottimale equilibrio tra efficienza ed economicità, e benefici per la collettività di cittadini e imprese. Soprattutto – sottolineano – per quelle fasce di popolazione o gruppi di imprese che vivono ed operano in aree deboli. La politica di Poste italiane, infine – concludono Mariotti e Galanello -, è in netta e stridente contraddizione con gli indirizzi europei, nazionali e regionali che ispirano l’utilizzo dei fondi europei nella programmazione comunitaria 2014-2020 che hanno tra gli altri obiettivi qualificanti anche lo sviluppo e la qualificazione delle aree interne, marginali e meno strutturate da un punto di vista socio-economico, e dei servizi alle persone”.
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