Perugia – Lunedì e martedì è convocato il consiglio regionale per l’approvazione della nuova legge elettorale, dopo la conclusione del cammino in commissione Statuto. Il Comitato per Democrazia in Umbria, costituito dai radicaliperugia.org, Alternativa Riformista, Scelta Civica Umbria e Sinistra Anticapitalista, ha convocato il decimo presidio in Piazza Italia. In particolare il Comitato si appella ai consiglieri regionali affinché in sede di approvazione finale della legge venga fissata una soglia minima di voti per l’ottenimento del premio di maggioranza. Ad affiancare il Comitato due insospettabili testimonial d’eccezione.
Conferenza stampa – Dopo il presidio, il Comitato ha indetto una conferenza stampa alle 11,45 presso l’Hotel La Rosetta. L’obiettivo è quello di stilare un bilancio complessivo della mobilitazione in atto da settembre, che ha portato al “conseguimento di importanti risultati in termini di accesso alla competizione elettorale”. Durante la conferenza stampa, saranno illustrate le prossime iniziative del comitato, a partire dai ricorsi da inoltrare in tutte le sedi competenti nel caso in cui l’Assemblea Legislativa approvi il testo di legge così come licenziato dalla Commissione Riforme Statutarie senza correggerne i palesi vizi di incostituzionalità che consistono nell’assegnazione di un premio di maggioranza senza fissazione di una soglia minima di voti da conseguire e la violazione del principio di uguaglianza del voto laddove prevede che una lista che ottiene il 2,5% dei voti riesce ad ottenere un seggio solo se all’interno della coalizione vincente, mentre liste che ottengono il 5% o il 7% o finanche il 9,5% rischiano di non avere assegnato alcun seggio.
Simulazioni – Saranno anche illustrate alcune simulazioni di riparto dei seggi (già trasmesse ai consiglieri regionali) in base al testo in corso di approvazione che evidenzieranno in maniera inequivocabile i risultati distorti a cui si perverrà con questa nuova legge e documenti inediti che attestano come i consiglieri regionali siano pienamente consapevoli dei profili di incostituzionalità della norma in esame.
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