martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Furti all’Ast di Terni, sei misure cautelari nell’operazione “Acciaio d’oro”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Solo in un mese sarebbero state sottratte all'azienda 80 tonnellate, pari a 100mila euro di valore

 

Terni – Sei misure cautelari sono in corso di esecuzione per ordine dal GIP dr.ssa Simona Tordelli del Tribunale di Terni, su richiesta del PM dr.ssa Elisabetta Massini della Procura della Repubblica di Terni, in esito ad una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale CFS di Terni. L’accusa è di furto di acciaio nell’Ast. L’ordinanza emessa dal GIP prevede sei arresti tra cui tre custodie cautelari in carcere e tre misure detentive domiciliari. I soggetti interessati sono accusati di reati che vanno dall’associazione a delinquere per la commissione di furti aggravati e continuati, alla ricettazione di materiale rubato.

I furti – I furti sarebbero avvenuti all’interno del Centro di Finitura dell’AST ACCIAI SPECIALI TERNI (sito a Terni, strada di Confini), reparto dedito alla “rifinitura” ulteriore dei vari prodotti in acciaio realizzati dall’azienda; i residui di tale specifica lavorazione sono costituiti da materiale, sempre in acciaio, che viene trasportato e conferito alla sede principale dell’AST (viale Brin) per essere riutilizzato tramite ri fusione nel ciclo produttivo dell’acciaieria. E’ proprio questo materiale che, come accerterebbero i riscontri effettuati dal NIPAF di Terni, sarebbe stato sottratto piu’ volte e conferito illegittimamente ad un centro che commercia in materiale ferroso, a Foligno, in complicita’ con l’organizzazione.

Le indagini – Le indagini infatti farebbero emergere ipotesi di un’organizzazione criminosa formata da un dipendente interno all’azienda, un soggetto compiacente alla portineria, tre soggetti tra cui il titolare appartenenti alla Ditta che ha in appalto il servizio di trasporto di tale materiale alla sede di viale Brin e il titolare del centro di recupero rottami. Si stima, dai pedinamenti appostamenti ed intercettazioni, che solo in un mese sarebbe stato sottratto all’azienda un quantitativo di circa 80 tonnellate, pari ad un valore stimabile in oltre 100.000 euro (il materiale, infatti, oltre che essere utilizzabile all’interno del ciclo di produzione AST, potrebbe essere rivenduto a clienti esterni ad una cifra variabile dai 1.000 ai 2.000 euro/tonnellata, a seconda della qualità del materiale stesso). Ovviamente i quantitativi sottratti nel corso di un periodo di tempo che e’ presumibilmente di anni e’ in corso di accertamento e consequenziali indagini.

Le attività – Per arrivare alla individuazione delle responsabilità, il NIPAF ha messo in atto, sotto la guida del PM titolare delle indagini, tutta una serie di attività che vanno dalle intercettazioni telefoniche, all’installazione di GPS sui veicoli addetti al trasporto, al pedinamento e alla ripresa diretta dei furti, ecc. Per l’esecuzione delle misure e l’effettuazione di piu’ perquisizioni (sia domiciliari che negli uffici delle Ditte interessate) è in corso un’operazione che impiega circa 60 tra ufficiali sottufficiali e agenti del Corpo Forestale piu’un mezzo ad ala rotante , coordinati dal NIPAF di Terni, con l’ausilio di vari Comandi Stazione del ternano e del perugino, oltre al personale dello stesso Comando provinciale. L’operazione, denominata “Acciaio d’Oro” è iniziata alle ore 15 del 18 febbraio ed e’ tutt’ora in corso.

 

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