La presidente, nel sottolineare anche “l’orgoglio dell’Umbria” di custodire questo ricco patrimonio archivistico, documentario, storico e culturale, ha voluto richiamare il rapporto di Francesco con “la sua terra, che ha voluto legare nel momento della propria morte al suo corpo per il quale – come ha scritto Dante nella Divina Commedia – ‘non volle altra bara'”.
“E cosa sarebbe l’Umbria – si è chiesta la presidente – senza la potenza universale del messaggio francescano, senza l’influenza che questo messaggio esercita nel paesaggio, nelle città, in tutti i luoghi della nostra regione in cui Francesco ed i francescani hanno vissuto la loro straordinaria testimonianza di vita”.
“Questa è l’Umbria della pace, del dialogo tra i popoli e tra le religioni. Valori che hanno nei secoli formato e segnato profondamente l’identità di questa terra e di chi la vive. A noi, amministratori pubblici, la responsabilità di custodire un aspetto del francescanesimo che ci riguarda: il rispetto e la tutela del paesaggio, dell’ambiente, che solo nella cura – ha concluso la presidente Marini – può onorare il carico di spiritualità che abbiamo alle spalle”. “Bisogna esprimere profondo apprezzamento ai curatori di questa mostra straordinaria, e alla Presidenza della Camera dei Deputati che l’ha sostenuta – ha detto l’assessore Bracco -, se ci hanno messo a disposizione ‘monumenti’ storico-documentari, che, organizzati in un percorso coerente e appassionato, ci raccontano una storia vera e soprattutto viva. La paleografia si trasforma, anche per il visitatore comune, nella rara possibilità di accesso ad un mondo lontano – ha rilevato -, che ha generato una ‘legenda’ che ancora dura e concretamente ci parla, nel suo messaggio ancora e sempre attuale”.
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