Dalla Regione – Dal tavolo con il procuratore antimafia Franco Roberti, durante un convegno organizzato da Cgil, tuona la Presidente della Regione: “Le gravi dichiarazioni rese oggi dall’assessore del comune di Perugia, Francesco Calabrese, che parlano di intimidazioni e infiltrazioni mafiose, sollevando temi così seri, hanno trovato risposte nella decisa e convinta azione delle forze di Polizia ma soprattutto nelle parole del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, che ha parlato dell’Umbria come di un territorio sano, dove non esiste collusione tra mafia e organizzazioni criminali con le istituzioni, la politica e con i cittadini”. E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate ai media locali dall’assessore del Comune di Perugia, Francesco Calabrese.
“Questo non significa – ha aggiunto la presidente – che noi, esponenti delle istituzioni, non dobbiamo vigilare con attenzione e contribuire a far crescere gli ‘anticorpi’ nella politica, nella pubblica amministrazione e nella società civile in genere, affinché si sia in grado di cogliere tutti i segnali che possono indicarci tentativi di inquinamento dell’economia sana, delle imprese sane e il lavoro onesto di migliaia di umbri da parte di infiltrazioni criminali”. “Voglio ricordare – prosegue Marini – che l’assessore Calabrese è anche un pubblico ufficiale e se detiene informazioni così gravi su presunte infiltrazioni e collusioni mafiose del tessuto civile ha il dovere, prima di rilasciare interviste, di rivolgersi alle autorità giudiziarie fornendo tutte le notizie di cui dispone, altrimenti deve evitare di buttare in rissa politica un argomento così serio e preoccupante per il vivere civile come quello della mafia”. “Soprattutto non consentiamo – afferma la presidente -, anche noi esponenti delle istituzioni e di forze politiche della sinistra e del centro sinistra, che in questa regione governano grazie al voto libero di migliaia di cittadini, che l’Assessore Calabrese, possa minimamente adombrare collusioni mafiose in capo alle sane forze politiche della sinistra e del centro sinistra dell’Umbria e soprattutto della città di Perugia”.
Boccali rompe il silenzio – Chiamato in causa, l’ex sindaco Wladimiro Boccali non si tira di certo indietro “Nonostante il tema non può essere affrontato con superficialità spiega l’ex sindaco con la sua nota ironia – , mi sia consentita una battuta: non avevo dubbi sul fatto che la linea politica della maggioranza/minoranza fosse orientata dal motto “tutta colpa di Boccali” ma , per fortuna, la verità è, sempre, rivoluzionaria!. Fuor d’ironia le parole dell’assessore Calabrese sono gravi e da condannare”.
“Mi auguro che anche i vertici dell’Autorità Giudiziaria e delle Forze dell’ordine – continua la nota di Boccali – rispondano a queste gravi insinuazioni prive di fondamento, per tutelare la dignità dello Stato e dell’intera comunità. Si tira in ballo infatti anche il loro lavoro di anni di onesto impegno al servizio della legalità. Mi stupisco che una persona che reputavo intelligente e pacata come l’avvocato Calabrese abbia perso la testa, ma del resto, l’esercizio del governo non è per tutti. È il segno, a mio avviso, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’incapacità di lettura della società e della inadeguatezza a trovare risposte a problemi complessi che la contemporaneità ci pone di fronte”. Wladimiro, infatti, sa bene cosa vuol dire ogni giorno rispondere di difficili questioni. “È più facile, come è stato fatto per anni, purtroppo anche a sinistra, cercare l’uomo nero, il capro espiatorio, il responsabile su cui scaricare le proprie incapacità e frustrazione. Per anni è toccato a me ricoprire questo ruolo. Ora che ho deciso di non impegnarmi nella vita pubblica e per il bene comune, vedo un disorientamento di chi è stato chiamato da una minoranza di perugini a dare risposte complesse a problemi complessi. È sempre colpa di qualcun’altro!Boccali rompe un silenzio stampa durato mesi, troppi mesi. “In questi mesi – spiega – mi sono imposto un silenzio rispettoso verso chi è stato chiamato a governare Perugia e verso chi deve fare opposizione costruttiva, ma quando sento affermazioni gravi come quelle di Calabrese (condivise dal Sindaco?) non posso tacere. Prima di tutto per rispetto a me stesso. Gravi perché false, e perchè segno di una totale inadeguatezza a ricoprire ruoli di governo della cosa pubblica con “consiglieri del principe” ancora più pericolosi. Gravi perché gettano un’ombra su una storia politica amministrativa, che pur con i suoi errori che non ho mai nascosto, può andare a testa alta quando si parla di legalità e trasparenza.Nessuno si può permettere, da qualunque parte si trovi, di tentare di coprire le proprie incapacità con accuse o illazioni prive di fondamento.Se ha prove le porti, altrimenti si scusi pubblicamente e valuti di lasciare il suo scranno.Mi auguro che la società perugina sana e democratica si ribelli. Istituzioni, a partire dai rappresentanti del Governo e del Parlamento, forze politiche e sociali, si facciano sentire per difendere la loro dignità e la dignità del Popolo perugino.
Per quanto mi riguarda valuterò anche in sede giudiziaria le iniziative da intraprendere per tutelare la mia persona e di quelli che in questi anni hanno lavorato per Perugia e per i perugini con onestà e spirito di servizio”.
Il Gruppo del Pd – Ripercorre brevemente la carriera da assessore di Calabrese la nota del gruppo Pd che fa riferimento alle dimissioni lampo di qualche mese fa dopo un diverbio scoppiato sul caso Centralcom, dietrofront che avrebbero messo in ridicolo “sindaco, Giunta e l’intera istituzione del Comune di Perugia con dichiarazioni squallide e strumentali sui giornali e sui social network”. Ma poi il comunicato firmato dal gruppo di opposizione in Comune arriva al punto e fa riferimento alla sua tesi della presenza di intimidazioni mafiose rivolte a sindaco e Giunta “perché loro avrebbero il merito di aver rotto un sistema colluso con la mafia”. Parole gravi, inaccettabili e farneticanti. In primo luogo risulta del tutto irreale che organizzazioni mafiose intimidiscano Sindaco e Giunta attraverso furti nei negozi in Centro. Purtroppo la nostra storia ci insegna, e chiunque abbia minimamente approfondito i metodi mafiosi sa, che non sono questi i metodi criminali che la mafia utilizza per mandare messaggi intimidatori a chi governa. Ma portare avanti posizioni superficiali con toni da campagna elettorale risulta più semplice. L’intervista all’assessore Calabrese assume una gravità ancor maggiore se si pensa a quello che hanno subìto in passato e subiscono ancora le vere vittime di intimidazioni mafiose. Che queste dichiarazioni siano rese da un pubblico ufficiale le rendono ancora più offensive ed inadeguate anche per una conversazione “da bar”.
E poi la parola alla Corte dei Conti. “In secondo luogo – continua il Gruppo Pd – non siamo noi a rigettare le viscide insinuazioni su una ipotetica collusione con le organizzazioni malavitose del Comune di Perugia e di chi è stato eletto in passato per governare la città, ma le rigetta la Corte dei Conti, voce imparziale e autorevole, nella sua relazione. A meno che nelle farneticazioni giornaliere si pensi che anche la Corte dei Conti sia collusa. Non da ultimo le parole pronunciate oggi dal Procuratore Nazionale Antimafia dimostrano come il tessuto umbro e perugino posseggano da sempre gli anticorpi atti a reagire alle infiltrazioni mafiose”. E infine, una ufficiale richiesta di scuse “prima di tutto con le vittime della mafia, ed in secondo luogo con le tante persone oneste che hanno governato la nostra città con impegno e dedizione. Deve delle scuse anche al Comune di Perugia, che è uno tra i pochi che può vantare di non essere mai è rientrato in indagini o processi per corruzione anche grazie all’onesta dei dipendenti che ci lavorano con passione”. Ma il Gruppo non finisce qui e chiede le dimissioni di Calabrese poiché “ha dimostrato di non aver alcun senso istituzionale e di rispetto del ruolo, oltre che delle persone, trascinando nel ridicono anche in Sindaco e l’intera Giunta che ci auguriamo prendano le distanze dalle sue reiterate dichiarazioni ai giornali e sui social network. Se questo non avvenisse ci rivolgeremo direttamente al Sindaco perché revochi le deleghe all’assessore Calabrese e, stavolta non solo per 48 ore ma in modo permanente”.
Il segretario del Pd Perugia – gravità inaudita anche per agisco petto che rilancia nuove questioni: “Anche io avrei, a questo punto, qualche domanda da rivolgere all’assessore Calabrese – aggiunge Giacopetti: sa qualcosa che noi non sappiamo? O sono solamente gravissime illazioni, che, pronunciate da un rappresentante istituzionale, che per il ruolo che riveste ha solitamente una credibilità maggiore agli occhi dei cittadini, assumono, per altro, una pesantezza ancora più ingombrante? Non pensa, forse, che la definizione dei contorni della vicenda ‘spaccate’ competa ad altre sedi, ben più adatte di un assessorato ai Lavori pubblici a parlare di criminalità?”. “Usare il tema della sicurezza per raccattare voti o mantenere il consenso è sbagliato. Sempre e a prescindere dal colore politico – prosegue il segretario Pd. E’ per questo che non abbiamo esitato a stigmatizzare chi ha fondato le sue campagne elettorali sul tema ed è per questo che oggi trovo allarmanti le riflessioni dell’assessore Calabrese. Non se ne esce evocando, in maniera scomposta, qualche ‘spettro’ che serve solo a scaricarel’impossibilità di mantenere le promesse elettorali”. “Premesso che nessuno ha la bacchetta magica – conclude Giacopetti – sarebbe opportuno capire, una volta per tutte, che ciascuno ha le proprie competenze e che quelle di un’amministrazione locale hanno poco a che fare con quelle delle forze dell’ordine, molto, invece, con politiche di decoro urbano, socialità e vivibilità (a proposito: qualcuno ne ha notizia?), che sarebbe il caso di smettere di parlare della sicurezza come di un fatto di destra o di sinistra ma iniziare a considerarlo un fatto della città, che necessita di una strategia complessiva. Ci aspettiamo serietà e mi auguro che sulla questione prenda una posizione chiara anche il sindaco Romizi”.
I socialisti – Di poche parole e va dritto al punto la nota dei Socialisti sulla questione, riducendo le riflessioni dell’assessore a “teoria degna di Voyager o dei marziani avvistati sul Trasimeno ha dell’incredibile. Chiediamo pertanto le scuse immediate dell’Assessore Calabrese nei confronti della storia del centro sinistra di Perugia che è fatta di persone perbene, oneste che con passione valori e ideali hanno servito l’interesse generale e la città. Chiediamo al Sindaco di prendere le distanze da queste farneticanti dichiarazioni. Intanto oggi come forze di centro sinistra abbiamo abbandonato e non partecipato ai lavori della Commissione Consiliare”.
La Senatrice Cardinali – Valeria Cardinali, senatrice Pd e ex assessore comunale aggiunge che “Forse Calabrese conosce cose che né i cittadini, né le istituzioni conoscono e che, spero per lui, sia in grado di dimostrare con fatti, nomi e cognomi. Anzi, lo invito a denunciare immediatamente alle autorità competenti ciò’ che sa. Diversamente, pensi seriamente di tornare ad occuparsi d’altro, magari con più serietà, sapendo che sarà chiamato a rispondere delle sue affermazioni in prima persona nelle sedi opportune, che non sono le pagine dei giornali o i post su Facebook, ma le aule ditribunale dove questioni così gravi devono essere trattate.Lanciare accuse o insinuare dubbi tra la popolazione contribuendo così adaumentare il clima di paura e incertezza e alimentando tensioni sociali che sarebbe davvero difficile governare è inaccettabile”.
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