“Che alcune poche e banali domande potessero provocare tanto violenta reazione, non riesco a giustificarlo neanche con il clima già da campagna elettorale, evidentemente molto sentita. Mi spiace, anche sul piano personale, per le parole che leggo di Wladimiro Boccali del quale ho anche riconosciuto la personale integrità, e si tratta del Sindaco uscente che qualifica un’amministrazione, tanto per essere chiari che non è questa la materia sulla quale ci si può abbandonare a becera strumentalità politica.
Tutto questo per alcune, persino banali, domande che ho fatto sul tema della sicurezza a Perugia, che non può essere derubricata a manipoli di disperati che circolano per la città che spacciano, aprono macchine, o rompono vetrine, ma va inquadrata nel contesto delle organizzazioni criminali che si sono radicate nella nostra città. Sennò è la rassegnata idea di un eterno “guardia e ladri” che vuole svuotare un oceano col secchiello. Senza citare nuovamente dati statistici sintomatici, piuttosto che le ricorrenti inchieste giudiziarie che aprono scenari molto chiari, mi è sufficiente ricordare la recente Relazione della Commissione Antimafia del Consiglio Regionale dell’Umbria, peraltro approvata all’unanimità, che merita di essere letta soprattutto nella motivata grave preoccupazione “a proposito di fenomeni mafiosi, Brutti ha evidenziato un alto livello di infiltrazioni soprattutto nell’area urbana della città di Perugia” (Acs). Come persino banale ricordare quella nota letteratura, da decenni anche giudiziaria, che spiega che le organizzazioni criminali si insediano in territori dove stabiliscono sistemi di relazione che agevolano quei radicamenti.
Per questo ho apprezzato l’On. Bocci, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, quando lo scorso 14 febbraio è arrivato a Perugia per dire alla città, con il Sindaco Romizi, che il nuovo “Patto per la sicurezza” sarà incentrato sul contrasto alla criminalità organizzata, in forte sinergia con il Comune che fornirà sistematicamente tutta una serie di supporti e dati.
Ciò posto, chiaro a tutti che il decisivo tema della sicurezza a Perugia non è soltanto ciò che tutti i giorni purtroppo vediamo e subiamo, ma, soprattutto, ciò che c’è dietro, non capisco il senso di alcune reazioni che posso definire almeno violente. Quelle mie banali domande non erano un dito puntato verso nessuno, semmai un appello a ritrovarsi con un’idea di Comunità che sa essere tale anche perché capace di non nascondersi ad una realtà che va affrontata per come è. Senza più ritrattini di circostanza che rischiano ormai, quelli si, di diventare un’offesa all’intelligenza dei Perugini. Io sto con Paolo Brutti, Gianpiero Bocci e Andrea Romizi, penso che dovremmo tutti, senza se e senza ma. Dopodiché, è persino noto che sono tutt’altro che affezionato all’incarico per il quale sono attualmente al servizio della mia città, in ogni momento ovviamente soggetto a doverose verifiche di adeguatezza”.
Francesco Calabrese
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
