martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Oltre l’86 % dei contratti pubblici a Perugia affidati senza gara. Rosetti (M5S): “Presto un Odg”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Raffaele Cantone, presidente autorità nazionale anticorruzione, commenta i dati della banca nazionale dei contratti pubblici per cui in 6 casi su 10 gli affidamenti sono diretti, senza bando di gara

 
Oltre l’86 % dei contratti pubblici a Perugia affidati senza gara. Rosetti (M5S): “Presto un Odg”
Perugia. In sei casi su 10 i Comuni commissionano i lavori pubblici tramite affidamento diretto, senza passare per una procedura di gara. E se questo “non e’ sintomo automaticamente di corruzione, di illecito”, descrive pero’ un quadro in cui prevalgono “procedure meno garantite, e quindi piu’ esposte, piu’ pericolose”, il cui utilizzo, tra l’altro “e’ in aumento”. I dati arrivano dall’Autorita’ nazionale Anticorruzione e le osservazioni che servono a inquadrarli sono del suo presidente, Raffaele Cantone, che segnal a “l’utilizzo eccessivo” di questo strumento.

I numeri – Le cifre, estratte dalla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, si riferiscono alle procedure, di importo superiore a 40 mila euro, effettuate nei 20 comuni capoluogo di regione nel quadriennio 2011-2014. Da qui e’ stato poi estrapolato il dato nazionale: il 60% dei contratti pubblici viene stipulato in affidamento diretto e non con gara d’appalto, per un 34,66% dell’importo complessivo. Non solo: la meta’ dei Comuni ha usato l’affidamento diretto nell’80% dei casi. Da nord a sud, la situazione e’ analoga. E non sfugge la Capitale: a Roma la percentuale e’ dell’86,51 sul totale delle procedure, per un 33,05% degli importi. Del resto, recentemente, anche sull’onda
dell’inchiesta Mafia Capitale, era stato lo stesso sindaco Ignazio Marino a segnalare l’aumento dei lavori affidati senza gara, soprattutto nel sociale, registrato tra il 2007 e il 2013. Nell’indagine condotta dall’Anticorruzione spiccano anche le cifre relative a Firenze con l’87,21% delle procedure e una percentuale sugli importi del 50,54%. Poco sotto Milano, con l’83,33% dei lavori, pari al 14,29% degli importi. Tra le altre citta’ capoluogo si segnalano Ancona, con l’86,68% dei lavori affidati senza gara; Aosta (89,99%), Bologna (84,5%), Perugia (86,44%), Potenza (80,07%), Trento (87,17%) e Trieste (87,69%).
A Palermo il dato piu’ basso: 11,59% per il 4,29% degli importi. Segue Napoli: 55,21% degli appalti, 17,85% degli importi.

Il trend – “Queste cifre – specifica Cantone – sono state estrapolate dai nostri uffici in collaborazione con i Comuni e sono state trasmesse alle amministrazioni perche’ valutino eventuali provvedimenti interni da adottare. L’elemento che
complessivamente salta piu’ all’occhio e’ il trend, in aumento pressoche’ ovunque. Questo induce due riflessioni: la prima e’ che c’e’ una tendenza piu’ marcata a non utilizzare altri strumenti previsti dal codice degli appalti, una sorta di insofferenza rispetto ad alcune procedure a favore di altre tendenzialmente meno garantite. Cio’ non vuol dire – spiega il numero uno dell’Anticorruzione – che siamo fuori dalle regole: non c’e’ un automatismo. L’Autorita’ si limita a evidenziare che le procedure negoziate sono in grande aumento: questo potrebbe essere giustificato o meno; i singoli Comuni faranno le proprie analisi, se lo ritengono”. Cantone evita di scendere in considerazioni sulle singole citta’ esaminate: “Bisognerebbe fare una valutazione caso per caso”, si limita a dire, specificando che “i sindaci sono solo in parte responsabili delle procedure adottate, che spesso ricadono sugli uffici competenti”.

L’intervento del M5S – Oltre l’86 % dei contratti pubblici a Perugia sono affidati con procedura negoziata anziché con appalti di gara. È quanto emerge dal monitoraggio dell’Anticorruzione che sottolinea come sia praticamente diventata una prassi, per 10 comuni di capoluogo, affidare la quota di lavori senza un regolare bando. A sottolineare la gravità della questione la consigliera del M5S Cristina Rosetti che spiega come in questo contesto diventi fondamentale la trasparenza e il rispetto di regole precise . “Questi dati preoccupanti – spiega la Rosetti – si riferiscono alle procedure di importo inferiore a 40mila euro e sono, per lo più, affidamenti di lavori di manutenzione cittadina. Il risultato è che, a prendere gli appalti, sono sempre le stesse aziende a discapito di altre che invece non lavorano affatto”. In bilico ci sarebbe appunto la tendenza ad andare a “toccare” i principi dell’Autorità nazionale Anticorruzione. “Basterebbe affidare di volta in volta i lavori rispettando il principio di rotazione delle imprese da invitare a partecipare alle gare. Il Movimento 5 Stelle sta già lavorando ad un ordine del giorno da presentare all’Amministrazione che garantisca trasparenza e l’istituzione di bandi di gare per l’affidamento di questo tipologia di lavoro”.

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