Sul tema della sicurezza. Massimo Perari non ci gira intorno: “Del resto i numeri ci danno ragione in relazione ai primi, ma decisivi, segnali di cambiamento. Siamo i primi a volerlo rendere noto ai cittadini e siamo certi che l’assessore Calabrese non ha alcun problema, al contrario un vero desiderio, di chiarire le polemiche che lo hanno riguardato. Ma non ci faremo trascinare dall’impeto del nostro desiderio di trasparenza, in una bagarre condotta da una minoranza che ha il solo scopo di strumentalizzare il dibattito, ai chiari fini elettorali in vista delle regionali”. Un cambiamento c’è, dunque, ed è sotto gli occhi di tutti. “Avremmo accolto la discussione – continua la nota – se solo il Pd non avesse travisato gli accordi presentando una istanza tecnicamente e politicamente “invotabile” da parte di questa maggioranza. Se il bene e l’interesse della città deve spingere ad un’armonia corale, di certo la minoranza deve comprendere che il direttore d’orchestra non è tra loro”.
Dal Gruppo del Pd. Arriva la risposta e si ritorna, detto fatto, sul caso Calabrese.”Dopo la brutta figura di una maggioranza che si sottrae ai suoi doveri e che non si assume le proprie responsabilità – spiega la nota -, e che si contraddice votando diversamente a quanto stabilito in conferenza capigruppo, per assicurarci che alla prossima seduta consiliare non si ripeta la stessa pantomima usata ieri per sottrarsi al dibattito, abbiamo richiesto un incontro urgente con il presidente del Consiglio Comunale Leonardo Varasano. Riteniamo che dopo l’ultima smentita del Questore di Perugia Gugliotta alla relazione tra le spaccate in centro storico e le intimidazioni mafiose sostenuta dall’Assessore Francesco Calabrese, un confronto sul tema non sia più procrastinabile. La città chiede delle risposte. E’ arrivato il momento che gli vengano date”.
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