martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Prc Umbria: “Il voto sul DAP certifica la fine del centrosinistra”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

"La conclusione di tale vicenda politica pone allo stesso tempo la necessità di un profondo cambiamento nel ruolo e nell'azione della sinistra della nostra regione"

 
Prc Umbria: “Il voto sul DAP certifica la fine del centrosinistra”
Regione Umbria. Il voto sul documento annuale di programmazione del 2015 del consiglio regionale dell’Umbria inaugura una fase nuova nella vita politica della nostra regione, di cui da tempo erano maturate le premesse. A dirlo sono Enrico Flamini e Damiano Stufara di Rifondaione Comunista, in una nota stampa “Il voto contrario non solo del nostro Gruppo, ma anche di altri due consiglieri regionali di maggioranza, certifica la fine del centrosinistra umbro, cancellato dall’unilateralismo e dall’arroganza con cui il Partito Democratico e la Presidente Marini hanno inteso condurre la nostra Regione, pari per intensità e portata solo alla subalternità ai dettati del Governo Renzi”.

“Il rifiuto della proposta programmatica – continua la nota – avanzata dalla Giunta regionale, infatti, affonda le sue ragioni nelle scelte di questi anni; anni in cui si è consumata una drammatica destrutturazione del tessuto produttivo, acuita dall’incapacità di aprire un’autentica “Vertenza Umbria” e di definire un piano regionale per il lavoro volto a contrastare la disoccupazione e la precarietà; anni in cui non si è ottemperato l’impegno, sancito addirittura per legge, di approvare un nuovo piano sanitario, con conseguenze oggi misurabili anche in termini di forte arretramento del sistema sanitario regionale rispetto a quello di altre regioni; anni in cui si è abbandonata la possibilità di dotare la nostra regione di una filiera del riciclo e del riuso dei rifiuti, preferendo la produzione del CSS per andare incontro alle richieste della confindustria e delle lobbies del cemento, alle quali si è andato ulteriormente incontro con l’approvazione della trasformazione della E45 in autostrada; anni in cui è messa in liquidazione l’idea stessa di sviluppo decentrato, piegando l’intera comunità regionale alla politica dei tagli lineari disposta dai governi nazionali”.

È ancora: “Le proposte di Rifondazione Comunista erano chiare da tempo, come pure la nostra volontà di portarle fino a fronte della mancata apertura di qualsiasi confronto programmatico da parte della Giunta regionale, attenta solo a misurarsi all’interno della cosiddetta “Alleanza per l’Umbria”.
La conclusione di tale vicenda politica pone allo stesso tempo la necessità di un profondo cambiamento nel ruolo e nell’azione della sinistra della nostra regione. Un cambiamento profondo, che al mesto epilogo di questa Giunta e alla propaganda istituzionale fatta a colpi di manifesti sempre più estranei alla realtà vissuta dalla popolazione, contrappone un’altra idea della regione, basata sulla promozione di interventi attivi di contrasto della crisi economica, sull’uso delle risorse comunitarie per la piena e buona occupazione, sulla conversione ecologica dell’economia, sulla tutela dei beni comuni, sul sostegno alla domanda interna, sulla partecipazione attiva della popolazione alla vita democratica. Tale idea sarà il contributo di Rifondazione Comunista alla ricostruzione, in Umbria, di una sinistra d’alternativa, a partire dall’assemblea dei comitati dell’Altra Europa di sabato 14 gennaio”.

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