L’Umbria, con i suoi quattro istituti, con una percentuale di sovraffollamento pari all’8,8% è l’ultima regione italiana dove ci sono più detenuti che posti liberi. Infatti immediatamente dopo la nostra regione ci sono le uniche regioni che non soffrono di sovraffollamento e sono Basilicata, Valle d’Aosta e Sardegna, con un indice rispettivamente pari a -1,2%, -8,3% e -22,5%. L’Umbria, quindi, è la meno affollata tra le sovraffollate carceri italiane. Al 31 gennaio 2014, infatti, sono stati censiti mille e 460 detenuti (di cui il 38,8% stranieri) totali, per mille e 342 posti liberi. Sono “solo” 118 i detenuti in più negli istituti penitenziari umbri.
Infine, in Italia le carceri sovraffollate sono 156 su 205 (76%). Guida la classifica Modena (con 556 detenuti su 221 posti disponibili), seguita da Busto Arsizio (397 su 167) e dal carcere femminile di Pozzuoli (209 detenute su 89 posti). Di contro, però, molti istituti italiani ospitano un numero di detenuti molto inferiore rispetto alla propria capienza: la più alta percentuale di “posti liberi” si registra a Gorizia (73%), Arezzo (82%) e Crotone (93%).
L’ultima considerazione della Fondazione Leone Moressa, proprio mentre in Parlamento veniva convertito in legge il decreto “svuotacarceri”, lascia con qualche domanda ancora aperta: secondo i ricercatori, infatti, “i dati del Ministero della Giustizia evidenziano le contraddizioni del nostro sistema carcerario. Tre carceri su quattro sono sovraffollate, mentre in alcuni casi il 90% del penitenziario è libero. Lo ‘svuotacarceri’, insomma, può essere una soluzione temporanea, ma il problema richiede soluzioni organiche e a lungo termine”.
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