La difesa. Con il ricorso presentato alla Cassazione dalla difesa di Raffaele Sollecito, alla vigilia della sentenza prevista per mercoledì 24 marzo, i legali chiedono l’annullamento della condanna subita dall’ingegnere pugliese. Il ricorso si compone di 653 pagine e 144 allegati. È diviso per capitoli, dedicati a quelli che sono considerati gli errori dei giudici fiorentini che hanno inflitto 25 anni a Sollecito e 28 e sei mesi alla Knox.
Contestata la sentenza d’appello. La difesa del giovane contesta la sentenza d’appello nella parte in cui sostiene la presenza di più soggetti nella casa del delitto sulla base delle tracce di sangue rinvenute dalla polizia scientifica. Secondo i legali c’è però un documento successivo degli stessi investigatori che esclude invece i reperti ematici. Ampio spazio nel ricorso è dedicato al Dna di Sollecito, secondo l’accusa, trovato sul gancetto del reggiseno della Kercher. “Della questione – si legge nel ricorso – si è occupato autonomamente il mondo scientifico, ritenendo inaffidabile quella traccia”.
I legali di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori chiedono l’annullamento della condanna. In via principale senza rinvio, rendendolo cioè definitivo da subito, o in subordine rimandando il procedimento ad altri giudici per un nuovo esame.
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