Il settore – Il tabacco a livello regionale, infatti, grazie al forte impegno dei tabacchicoltori per rendere ancora sostenibile l’intera filiera, continua ad assicurare occupazione, elevati standard qualitativi in termini di processo e di prodotto, incidendo positivamente sul Pil. Nonostante questo, alla luce delle ultime notizie, sembra che il settore sia ancora destinato a scontare una sorta di diversa “percezione” rispetto agli altri comparti dell’agricoltura, legata alla sua intrinseca natura”. “Il rischio concreto – sottolineano ancora Coldiretti e Opit – è che il settore tabacco sparisca dalla nostra regione, vanificando gli ingenti investimenti realizzati dalle imprese, tra l’altro non facilmente riconvertibili per altre attività agricole e che necessitano di un ragionevole arco di tempo per arrivare ai risultati economici prefissati”. “Il forte auspicio – continuano – è quello che la Regione Umbria, dopo il suo impegno e la positiva concertazione svolta fin qui con le associazioni di categoria demandate alla discussione sui tavoli del Psr, compia un ulteriore sforzo, per tutelare in sede europea, di concerto con il Ministero delle politiche agricole, con i vari attori del comparto e con il coordinamento delle altre regioni interessate, un settore fondamentale per l’economia non solo umbra, ma dell’intero Paese”.
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