lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Nasce Innea, il consorzio che trasforma i rifiuti in energia

Redazione Perugia Online

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Niente più discariche e inceneritori, ormai superati, il consorzio di 7 aziende umbre e una emiliana produrrà bio energia dai rifiuti organici

 
Nasce Innea, il consorzio che trasforma i rifiuti in energia
Perugia. Trasformare il rifiuto in risorsa. Tutto questo sembra essere diventato ormai una realtà  grazie ad otto aziende (sette umbre e una emiliana) che si sono messe insieme per produrre energia pulita, bio-energia, dai rifiuti organici. Nasce così Innea, Innovazione energia ambiente, consorzio con sede in Umbria fondato sull’ esperienza e le competenze di aziende nel campo delle rinnovabili (Società politecnica italiana, Fortini Service, Seer, Commercial service e Isi, Etm, Mip, Novogas, Consorzio Abn) e che progettano e realizzano impianti per la produzione di bioenergie da biomasse
di origine agricola e zootecnica.

La tecnologia – Il neonato consorzio e” stato presentato oggi a Perugia nella sede di Confindustria Umbria. “Viene cosi” affrontato un problema, quello dei rifiuti, nel modo giusto ma soprattutto finalmente lo si risolve non rimandando alle generazioni future come si e” sempre pensato di fare in passato”, ha detto il presidente Innea, Fabio Marconi. Innea quindi dice “no” a discariche e inceneritori perché “sono ormai superati”.   Come è stato poi spiegato, con la nuova tecnologia, brevettata e tutta italiana, “si ha la sicurezza dell’ impatto zero” perche” si trasforma in metano naturale la materia organica con impianti ad alta efficienza senza alcun processo combustivo e scarti da contenere in discarica, “nel rispetto dell”ambiente, per la tutela della salute delle persone, senza immissione di fumi e di CO2 in atmosfera e senza produzione di odori”.

Il futuro – Per Franco Parlavecchio, responsabile delle relazioni esterne Innea, “si punta ad un modello di sviluppo diverso incentrato su innovazione, energia pulita e tutela dell”ambiente”. Oltre all’innovazione tecnica, durante la presentazione degli obiettivi del consorzio è stato messo l’accento anche sull’innovazione organizzativa, con più aziende che si sono messe insieme “ragionando in ambito globale, andando oltre l’ Umbria e guardando all’Italia e all’estero, promuovendo così la diffusione di questi impianti su scala internazionale”.”Perché guardare ancora al passato quando si possono già attivare programmi come questo positivi sotto tutti gli aspetti?” la domanda che è stata posta da Enrico Vincenti, responsabile tecnico-scientifico Innea. “Già varie regioni ci stanno chiedendo la nostra soluzione – ha aggiunto – e quando la direttiva sul bio-metano entrerà in vigore dal giorno dopo ogni impianto si potrà costruire in soli otto mesi e diventare subito operativo”.

I costi – Riguardo alla questione costi Vincenti ha evidenziato che un impianto nato per lavorare 100 tonnellate al giorno di rifiuti organici (con la produzione di bio-metano capace di far fare 25 milioni di chilometri ad una Panda) può avere una spesa di realizzazione che va dagli otto ai dieci milioni di euro. In Italia, secondo quanto ricordato ancora dal responsabile tecnico Innea, si producono 15 milioni di tonnellate all’ anno di materiale organico che “invece di formare biogas dannosi che vanno nell’ atmosfera potrebbero essere utilizzati per avere 1,5 miliardi di metri cubi di metano biologico”.   Solo il materiale organico prodotto in Umbria e poi convertito in bio-metano, per Vincenti, “consentirebbe di far fare 150 milioni di chilometri ad una Panda”.    Gli impianti Innea, da quanto hanno detto infine i responsabili del consorzio di aziende, verranno “condivisi” con le istituzioni e con i cittadini stessi “per far capire che questa volta non solo non si fa qualcosa di dannoso ma in più si possono dimezzare le tariffe sui rifiuti e si può  dare occupazione qualificata a molta gente”. “Con il nuovo business plan che si può costruire, i Comuni potranno guadagnare di più e far spendere meno ai cittadini”, ha così concluso Vincenti.

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