La campagna – Riparte il futuro chiede a tutti i candidati alla presidenza della Regione Umbria, come per le altre 6 Regioni al voto, di “dimostrare fin dalla fase elettorale il proprio impegno contro la corruzione e la criminalità organizzata” aderendo alle proposte della campagna. Anzitutto con la trasparenza: sul sito della mobilitazione di Libera e Gruppo Abele “tutti i candidati potranno rendere trasparente la propria candidatura, fornendo pubblicamente informazioni sulla loro vita professionale, economica, giudiziaria e dichiarando potenziali conflitti d’interesse personali o mediati”. Non saranno accettate adesioni di candidati con condanne, o procedimenti giudiziari in corso, per mafia, corruzione e per reati di particolare rilevanza sociale, vista la funzione pubblica da esercitare.
Il braccialetto – Gli aderenti che saranno eletti riceveranno il braccialetto bianco di Riparte il futuro, simbolo della lotta alla corruzione ma soprattutto una promessa d’impegno: il Presidente della Regione Umbria, se aderente, sarà chiamato, nei successivi 100 giorni dall’insediamento del Consiglio, a far approvare la delibera di giunta regionale “Integrità a costo zero – REGIONE UMBRIA”, disegnata per ciascuna regione assieme al coordinamento di riferimento di Libera.
Al momento (19 maggio) i candidati che hanno aderito a Riparte il Futuro Umbria sono Michele Vecchietti (L’Umbria per un’Altra Europa) e Catiuscia Marini (Centrosinistra). Controlla sul sito di RIPARTE IL FUTURO I LORO DATI
“Integrità a costo zero” – Dal 2014 è attivo in Umbria l’Osservatorio regionale sulle infiltrazioni mafiose, nato con l’intento di integrare l’azione dell’amministrazione regionale con le pratiche di partecipazione civica, tramite concreti strumenti di informazione, formazione, denuncia e proposta. In una Regione, l’Umbria, in cui processi di infiltrazione e radicamento da parte delle organizzazioni criminali si caratterizzano per gli aspetti dell’invisibilità e dalla trasversalità dei settori coinvolti, appoggiandosi a rodate reti corruttive, è fondamentale prevedere strumenti per portare allo scoperto il fenomeno anche dal basso, ossia promuovendo l’istituto del whistleblowing (rilevazione di possibili frodi, pericoli o altri seri rischi che possano danneggiare la collettività o il bene comune).
Al tempo stesso, occorre che la Regione sostenga e incoraggi con politiche efficaci chi vuole segnalare la corruzione a cui assiste, siano lavoratori o comuni cittadini.Per unire queste due istanze, come Coordinamento regionale di Libera Umbria chiediamo al prossimo Presidente l’approvazione, nei successivi 100 giorni dalla prima riunione del Consiglio regionale, della delibera di giunta “Integrità a costo zero – Umbria”.
L’osservatorio – Reinvestire sull’Osservatorio regionale, rinnovando la sua azione e costituendolo come spazio di raccolta e segnalazione dal basso di episodi illegali, corruttivi e mafiosi, e come luogo per l’accompagnamento di chi intende denunciare fenomeni d’illegalità. Per far questo, occorre anche che si creino canali di comunicazione privilegiata tra l’Osservatorio e le forze dell’ordine impegnate sul territorio. Inoltre Libera chiede che venga garantita la tutela di chi rompe il silenzio sull’illegalità, adempiendo a quanto richiesto dall’area 3 dell’agenda di Riparte il futuro, prevedendo una efficace policy regionale per il whistleblowing.
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